venerdì 21 settembre 2018

PROSSIMA MOSSA: IL TERZO TEMPIO DI GERUSALEMME DIMORA DELL’ANTICRISTO



Da quando il Presidente Donald Trump ha ufficialmente riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, alcuni si staranno chiedendo perché proprio ora questo pronunciamento e che cosa si cela dietro questa presa di posizione di Trump. Innanzitutto c’è da considerare il fatto che il genero del presidente americano (il marito della figlia Ivanka) è di origini ebraiche, e che gran parte dell’establishment americano è sionista da almeno “qualche lustro”. Si sa, non “non si muove foglia che l’élite ebraica non voglia” parafrasando un noto proverbio. Ma la parentela di Trump con l’élite sionista è solo uno dei motivi, perché la ragione fondante di tutto sta nelle profezie che ruotano intorno alla ricostruzione del Terzo Tempio di Gerusalemme e al trasferimento dell’ONU nella capitale con a capo l’anticristo. Per ora, nonostante il ruolo centrale che avrà nel futuro di Gerusalemme, l’ONU si è schierata contro la decisione di Trump di proclamare Gerusalemme capitale di Israele, e con lei anche l’Italia, la Francia e la Germania che stanno facendo la voce grossa accusando The Donald di minacciare la pace mondiale. Decisamente una bella scusa affinché qualcuno si offenda brandendo questa offesa come arma di ritorsione di massa. E’ il caso di ricordare che fu proprio l’ONU che nel 1947 ha riconosciuto Israele come Stato ebraico al posto della Palestina, quella che un tempo occupava il più ampio territorio, e che ora è ridotta ad una striscia che altro non è che un campo di concentramento a cielo aperto. La Palestina è sempre stata un fulcro importante nel Medio Oriente e oggi, come luogo di nascita del cattolicesimo, è il punto focale di grandi forze antagoniste. Una di queste è rappresentata dalla comunità ebraica dei Neturei Karta (i guardiani della città) in seno ad Israele che si oppongono in maniera pacifica al sionismo che si è indebitamente appropriato dei territori palestinesi. E sappiamo anche che ad opporsi ad Israele vi è la forza armata di Hamas, che non lesina aggressioni a mano armata ottenendo di tutta risposta la reazione di Israele, a prescindere da chi inizia prima le provocazioni. Ma anche altro è stato detto su questi territori e su Gerusalemme in particolare ed è una affermazione di circa 1800 anni fa, a opera di Sant’Ireneo (130 d.C. – 200 d.C.): L’Anticristo, nel tempo del suo regno, trasferirà la sede del suo impero nella Gerusalemme terrestre…il tempio di Gerusalemme che sarà, in parte o tutto, rifabbricato dalle ruine dall’Anticristo, e dove egli si farà rendere onori divini. Un sito ebraico it.chabad.org, scrive: “Uno tra i principali compiti del Messia sarà la ricostruzione del Bet Hamikdàsh a Gerusalemme. Si tratta del terzo Santuario che rimarrà edificato in eterno, secondo la profezia di Ezechiele” (37, 26-28). “E stabilirà con loro un patto di pace, che sarà patto stabilito con loro per sempre, li collocherà nel loro paese, li accrescerà e metterà in mezzo a loro il mio Santuario per sempre. Il mio Santuario si eleverà sopra di loro, Io sarò il loro Dio ed essi saranno il mio popolo. Chi ricostruirà il Santuario? Alcune fonti dicono che il Santuario scenderà dai cieli, poichè D-o stesso lo costruirà e l'edificio sarà eterno a differenza dei due che lo hanno preceduto. Rashi, nel commento a Talmud Sukkà 41a scrive che il terzo Bet Hamikdàsh scenderà dai cieli, poichè è scritto: "il Santuario, o Signore, che hanno preparato le tue mani" (Esodo 15, 17). In Vayiqrà Rabba (9, 7) e Bemidbar Rabbà (13, 2) è detto, invece, che sarà l'uomo a costruire il terzo Santuario.
Il progetto per la ricostruzione del Tempio è iniziato nel 2015
Già due anni fa, in seguito ad una nuova e cruenta escalation di incursioni, violenze e provocazioni, di cui ovviamente i mezzi d’informazione hanno dato le consuete versioni “di regime”, si nascondeva qualcosa di ben preciso e anche di inquietante. Infatti, da diversi anni sta crescendo esponenzialmente l’attività di organizzazioni ebraiche (ampiamente finanziate dalla municipalità di Gerusalemme e da vari ministeri di Stato) che si ricollegano al cd. “attivismo del Tempio”, il cui obiettivo finale è porre le condizioni per la costruzione del cd. Terzo Tempio ebraico, profetizzato da Ezechiele, proprio sul luogo dover sorgono attualmente la moschea di al-Aqsa e la Cupola della Roccia, edifici sacri della Tradizione Islamica, che dovrebbero essere pertanto distrutti. Dopo due anni, alla luce dei fatti recenti, in molti temono che le incursioni e le provocazioni di matrice ebraica siano finalizzate ad ingenerare reazioni da parte palestinese, che rappresenterebbero a loro volta il “casus” che giustificherebbe l’emissione di provvedimenti ad hoc da parte delle autorità israeliane (modifiche dello status giuridico dell’area, emissioni di ordini di allontanamento contro i componenti dei presidi palestinesi sulla Spianata, ecc.) che sarebbero prodromici a successivi passi ben più “invasivi”. È importante ricordare che secondo alcune interpretazioni di ambito cristiano di ben precisi passi delle Sacre Scritture, il Terzo Tempio di Gerusalemme potrebbe essere quello su cui siederà l’Anticristo, falsa incarnazione del Messia: Daniele (11) descrivendo le azioni di un re “spregevole”, presumibilmente l’Anticristo, rivela che “al tempo della fine”, tra le altre cose, egli “pianterà le tende del suo palazzo fra i mari ed il glorioso Monte Santo; poi giungerà alla sua fine, e nessuno gli darà aiuto”(11:45). Matteo (24:15), rifacendosi esplicitamente al profeta Daniele, parla dell’“abominio della desolazione” che starà nel “luogo santo”. San Paolo (seconda lettera ai Tessalonicesi, 2:3-4) parla del tempo dell’”apostasia” in cui “l’uomo iniquo”, “il figlio della perdizione”, additerà sé stesso come Dio, innalzandosi al di sopra di chiunque altro, ed arriverà a “sedere nel tempio di Dio”. Ricordiamo che il Primo Tempio (detto anche “di Salomone”), edificato intorno all’826 a.C., che secondo la tradizione custodiva la celeberrima Arca dell’Alleanza ed il miracoloso bastone di Aronne, fu distrutto dai babilonesi di Nabucodonosor II nel 586 a.C.. Dopo il periodo della cd. “cattività babilonese”, fu costruito intorno al 515 a.C. il Secondo Tempio (di cui il successivo Tempio di Erode fu un ampliamento), distrutto poi nel 70 d.C. dai Romani (di quest’ultimo rimane oggi il muro occidentale, il famoso “muro del pianto”). L’Istituto del Tempio, l’organizzazione di punta dell’intero movimento ebraico per l’edificazione del nuovo tempio, fornisce aggiornamenti periodici circa le varie attività “preparatorie”. Le informazioni che sono state rese note finora descrivono un quadro impressionante. Qualche esempio: nel 2015 è stato completato l’altare per il futuro Tempio (riprodotto in modo identico, per misure e caratteristiche, a quello che esisteva al tempo di Gesù), per opera del celebre architetto Shmuel Balzam che si sta occupando anche di elaborare i piani progettuali del Santuario. I migliori orafi d’Israele stanno inoltre riproducendo copie fedelissime degli arredi e degli attrezzi sacri d’epoca (palette, bacini, trombe, corone, coppe, incensieri, candelabri, ecc.); si stanno preparando abiti ed ornamenti fedeli alla tradizione; nel 2013 è sorto il “Comitato per il Velo”, cioè una squadra di donne ebree che stanno tessendo il velo che adornerà il Tempio. Sono stati poi portati avanti studi approfonditi per replicare con estrema esattezza i riti sacri degli antenati, e sembra che grazie a sofisticatissimi studi sul DNA, gli scienziati ebraici al servizio della causa siano riusciti a rintracciare la discendenza maschile di Aronne, in modo da individuare gli unici uomini in grado di poter esercitare la funzione sacerdotale, nonché a far rinascere già nel 2002 il famoso “vitello rosso”, usato nell’antichità per la produzione della cd. “acqua di purificazione” per i riti (come prescritto nel capitolo 19 del libro dei Numeri) e ritenuto adatto per il servizio nel Terzo Tempio: la sua ricomparsa dopo secoli e secoli (difficilmente pensare che non sia stata in qualche modo “indotta”), secondo la tradizione ebraica, viene considerata un segno anticipatorio della prossima venuta del Messia. Insomma, siamo sempre più addentrati nei Tempi Ultimi, e ogni più piccolo dettaglio, se adeguatamente interpretato, ci rivela verità sempre più inquietanti. Una figura di spicco del “Movimento del Tempio” è Yehuda Glick, un colono americano che è stato colpito e ferito da un uomo armato non identificato. Dopo la sparatoria, le forze israeliane, senza nessuna prova, hanno arrestato Mutaz Hijazi, un palestinese di 32 anni. Molti palestinesi temono che le continue incursioni nei luoghi di culto musulmani siano finalizzate, in via preliminare, a cambiare lo status quo permanente della grande moschea. Già in passato, le forze di occupazione israeliane hanno precluso l’ingresso alla moschea ai fedeli musulmani durante le festività ebraiche. Una tattica che Israele ha utilizzato frequentemente per agevolare le incursioni è quella di emettere ordini di allontanamento contro volontari palestinesi, conosciuti come murabitoun, il cui obiettivo è quello di mantenere una presenza costante nella Spianata spodestando i palestinesi. Già durante la presidenza Obama, il Dipartimento di Stato americano si diceva “profondamente preoccupato per le violenze e le crescenti tensioni”. La frase “profondamente preoccupato” è una formula gli Stati Uniti utilizzano di routine per criticare le azioni di Israele, come l’espansione delle colonie sui territori palestinesi occupati. In ogni caso passato ha significato, in pratica, che gli Stati Uniti non fanno assolutamente nulla per trattenere le aggressioni israeliane che condannano. Oggi come oggi, con una politica dichiaratamente pro Israele del Presidente Trump, l’escalation della situazione è chiaro sentore che le profezie stanno subendo un’evidente e percepibile accelerazione affinché tutto si compia nella Seconda Venuta di Gesù Cristo, il vero e unico Messia.

CINZIA PALMACCI
        
       

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