giovedì 1 novembre 2018

ORDA MUSULMANA PER 1500 STUPRI


SETTE PAKISTANI COLPEVOLI
DEGLI ORRORI DI ROTHERHAM
CON ABUSI SU MOLTE MINORENNI:
UNA VIOLENTATA DA CENTO ASIATICI
UN’ALTRA COSTRETTA AD ABORTIRE.
IN UK E’ CACCIA AD ALTRI 151 ORCHI
NELLA MAXIOPERAZIONE DELLA NCA

di Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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«L’Operazione Stovewood è l’indagine della NCA – National Crime Agency (Agenzia Nazionale del Crimine) sullo sfruttamento e l’abuso sessuale di minori extrafamiliari a Rotherham, nel Sud Yorkshire, tra il 1997 e il 2013. È la più grande indagine mai condotta sullo sfruttamento sessuale dei minori (CSE – child Sexual exploitation in inglese) intrapresa dalle forze dell’ordine e la complessità dell’inchiesta è senza pari». A lanciare l’allarme non sono i giornalisti dei quotidiani britannici ma la stessa Nca, l’omologo della Fbi nel Regno Unito. Un apposita scheda sul sito dell’agenzia è dedicata a questa macroscopica inchiesta Stovewood (traducibile in italiano con “legna da ardere”) che mira ad individuare un’orda barbarica di stupratori seriali che negli ultimi anni ha seminato il panico nella piccola contea violentando a raffica ragazze non ancora sedicenni (in Inghilterra al di sotto dei 16 anni si è considerati minorenni nei reati sessuali). Mentre Roma e l’Italia ancora chiedono giustizia per l’atroce morte di Desirèe, drogata e selvaggiamente stuprata, dall’Inghilterra arrivano numeri sconvolgenti, secondo un articolo della Bbc ed il reportage realizzato dal giornalista anglosassone Gerry Freda per Il Giornale: «Gli inquirenti hanno accertato finora 1500 stupri, commessi da tale banda tra il 1997 e il 2013 ai danni di ragazze minorenni residenti a Rotherham. Secondo le testimonianze fornite alla polizia dalle vittime delle violenze, i responsabili sarebbero tutti “individui di origini maghrebine e asiatiche”», quindi di radici culturali musulmane come i sette pakistani già finiti in manette nell’Operazione Stovewood e giudicati colpevoli nei giorni scorsi durante il processo davanti alla Corte della Corona di Sheffield. Il sospetto degli investigatori è che non si tratti soltanto di una gang ma di un battaglione ramificato di almeno centocinquanta orchi. Secondo i media britannici sarebbero addirittura molti di più. Capaci di mietere 1500 vittime di stupri in 6 anni: una cifra pazzesca per il Sud dello Yorkshire che ha soltanto 1 milione e 285mila abitanti. Abusi sessuali commessi adescando le vittime con la droga per poi violentarle anche a turno, come accaduto per l’italiana Desirèe a Roma. Fino a costringere una di loro ad abortire perché rimasta incinta dopo uno stupro di gruppo.
LA CACCIA ALLE VITTIME ED I PRIMI SETTE ARRESTATI


Da sinistra in alto in senso orario: Iqlak Yousaf, Nabeel Kurshid, Mohammed Imran Ali Akhtar, Tanweer Ali, Salah Ahmed El-Hakam e Asif Ali, i pakistani riconosciuti colpevoli di stupri ed abusi sessuali (fonte Bbc)

«La nostra priorità numero uno è concentrarsi sulle vittime e questo non cambierà mai» dichiara Paul Williamson, funzionario investigativo senior della Nca sullo stesso sitoweb dell’agenzia britannica dove si spiega come le vittime siano state abusate e anche sfruttate da molte persone, in varie località del Regno Unito per un certo numero di anni. La maggior parte dei sospettati ha colpito più di un minore e molti di loro sono stati coinvolti nel traffico organizzato. In seguito alle complesse indagini gli investigatori della National Crime Agency hanno arrestato sette presunti componenti del “branco”, tuti residenti a Rotherham: Mohammed Imran Ali Akhtar, 37 anni, Asif Ali, 33 anni, Tanweer Ali, 37 anni, Salah Ahmed El-Hakam, 39 anni, Nabeel Kurshid, 35 anni, Iqlak Yousaf, 34 anni, e un settimo uomo, che non può essere nominato per ragioni legali, come specifica il sito della BBC, riferendosi a colui che probabilmente è diventato collaboratore di giustizia portando i detectives all’individuazione degli altri. «I soggetti arrestati, di nazionalità pakistana, sono stati immediatamente indagati per “violenza sessuale” dalla Crown Court di Sheffield» precisa ancora Gerry Freda. Ma questo primo traguardo raggiunto non ha fatto abbassare la guardia agli inquirenti visto che il lavoro di ricerca, identificazione delle vittime e individuazione dei responsabili dei reati con relative prove è immane. Al momento gli investigatori dell’Operazione Stovewood stanno lavorando con 296 presunte vittime, hanno identificato 151 sospetti per un totale di 22 filoni di indagine. Il governo britannico ha stanziato 90 milioni di sterline per tale indagine affidata alla National Crime Agency. Ciò ha consentito alla Nca di inviare 250 agenti nel Sud dello Yorkshire a sostegno delle autorità investigative locali. Ma secondo alcuni giornali inglesi questo stanziamento e dispiego di forze sarebbe irrisorio dinnanzi alla complessità della maxi indagine. Ad avviso degli inquirenti, infatti, il “branco” di stupratori sarebbe composto da più di un centinaio di membri, molti dei quali avrebbero ormai lasciato il Regno Unito. Ma per alcuni media britannici, i sospettati sarebbero addirittura 275.

IL PROCESSO DEGLI ORRORI: MINORENNE ABUSATA DA CENTO ASIATICI
Nel frattempo i sette arrestati sono stati riconosciuti colpevoli dalla Sheffield Crown Court di aver adescato e sfruttato cinque giovani ragazze per un periodo di sette anni a Rotherham, tra cui una abusata sessualmente da “almeno 100 uomini asiatici” prima dei 16 anni. Come descrive in modo dettagliato il sito online della Bbc in un articolo del 29 ottobre la banda è stata giudicata colpevole di 24 episodi criminosi che vanno dagli stupri agli abusi sessuali. Una ragazza ha descritto di essere stata morsa e violentata da due degli uomini a Sherwood Forest mentre era “alta come un aquilone” per la droga. Mohammed Imran Ali Akhtar, è stato ritenuto colpevole di uno stupro, un concorso in stupro e tre abusi sessuali; Nabeel Kurshid, di due stupri e un abuso; Iqlak Yousaf e Tanweer Ali entrambi di due stupri e due abusi; Salah Ahmed El-Hakam, di uno stupro e Asif Ali di due abusi sessuali; il settimo componente di due stupri. Il ​​16 novembre sarà pronunciata la sentenza nei loro confronti. Davanti alla Corte è emerso che gli uomini usavano alcol, droghe, minacce e violenza per abusare delle ragazze in varie località di Rotherham: nel parcheggio di un supermercato e nei parchi Clifton Park e Ulley Country Park. «Una ragazza, che all’epoca aveva 14 anni, ricevette cannabis e fu portata a Sherwood Forest da Nabeel Kurshid, Iqlak Yousaf e un terzo uomo. Gli uomini poi si alternarono a stuprarla, avvertendola che se non avesse fatto come le era stato detto, sarebbe stata lasciata lì» narra la Bbc. A causa degli abusi la ragazza rimase incinta e fu costretta ad abortire. Nel corso del processo gli imputati hanno negato le accuse contro di loro, sostenendo che le ragazze stavano mentendo o che quello che era successo era stato consensuale. Tuttavia, nel luglio 2015, Ali Akhtar fu registrato da una delle vittime mentre cercava di scoprire se avesse parlato con la polizia. Nella registrazione ha detto: “Il fatto è che era un momento sbagliato quando Shatan [il diavolo] ti sussurra e ti dice: “Goditi la vita, prendi droghe”. Vuole che tu faccia haram [atti proibiti da Allah]”. Una conferma, se mai ci fosse bisogno, della commistione tra religione islamica e violenze sessuali: infatti la Sura 24 del capitolo IV del Corano consente ai musulmani di fare schiave le donne infedeli ed abusare di loro (vedi link a fondo pagina).
L’APPELLO PUBBLICO A FORNIRE INFORMAZIONI ANONIME


Alcuni agenti della National Crime Agency del Regno Unito che indaga sugli stupri seriali

«Le sfide sono enormi ed è per questo che abbiamo bisogno di più persone che ci aiutino in modo che possiamo fare di più e farlo più rapidamente – scrive ancora la Nca sulla pagina dedicata all’Operazione Stovewood lanciando un appello a tutti i cittadini per fornire informazioni in modo anonimo – È ora più facile per la gente fornire informazioni direttamente alla squadra che studia gli abusi sessuali su minori a Rotherham tra il 1997 e il 2013. Un nuovo portale accessibile su https://mipp.police.uk consente che le informazioni possano essere fornite dai cittadini senza che debbano prendere il telefono o entrare in una stazione di polizia, cosa che speriamo incoraggi le persone a farsi avanti». Il portale è ospitato sul Home Office Large Major Enquiry System (HOLMES): un sistema informatico nazionale utilizzato dalle forze dell’ordine del Regno Unito per l’investigazione di gravi come omicidio, reati seriali, alto valore e crimine transfrontaliero che consente agli agenti di gestire enormi quantità di informazioni e intelligence.
L’INCHIESTA SUL TRAFFICO E LO SFRUTTAMENTO DI ESSERI UMANI
Proprio nelle scorse settimane la stessa Nca ha smantellato anche un’organizzazione dedita ai moderni crimini di schiavitù e alla tratta di esseri umani a fini di sfruttamento sessuale attraverso l’ultimo filone dell’inchiesta Project Aidant. Ben 73 persone sono finite dietro le sbarre: 24 per i reati di schiavitù, 19 per il controllo della prostituzione, mentre i rimanenti per varie accuse tra cui concorso allo stupro, riciclaggio di denaro e reati di immigrazione. L’attività di indagine si è incentrata sull’utilizzo di siti Web di servizi per adulti (ASW) da parte dei trafficanti per pubblicizzare le vittime dello sfruttamento sessuale, con 16 potenziali vittime identificate. Oltre all’attività di contrasto con le forze di polizia, l’Nca ha collaborato con l’ONG Stop The Traffik per sensibilizzare alla differenza tra il lavoro sessuale e lo sfruttamento sessuale e incoraggiare la segnalazione di sospetti circa il traffico di esseri umani. «Sebbene alcune persone scelgano di lavorare nell’industria del sesso, sappiamo che altri sono costretti a farlo contro la loro volontà, incapaci di andarsene, minacciati di violenza contro di loro o la loro famiglia – ha dichiarato Tom Dowdall, il vicedirettore della Nca – Questa attività, che ha richiesto mesi di pianificazione, mirava a identificare e tutelare le vittime dello sfruttamento sessuale e arrestare i loro trafficanti. Abbiamo aiutato le forze di polizia ad identificare al meglio le vittime dello sfruttamento sessuale che vengono pubblicizzate su Internet».
L’operazione Stovewood contro gli stupri sui minori, il progetto Aidant per la repressione della riduzione in schiavitù ai fini di sfruttamento sessuale con la pubblicità su internet delle vittime sono due grandi inchieste che rivelano gli aspetti drammatici di gravissimi reati divenuti seriali nella società multiculturale del Regno Unito per la presenza massiccia di stranieri di educazione musulmana ed origine africana o asiatica. Come confermato anche dall’ulteriore inchiesta di cui abbiamo già riferito in un altro articolo che portò all’arresto di una banda di pakistani ritenuti responsabili di violenze sessuali ai danni di 631 minorenni a Londra. Numeri da brivido che invocano prudenza verso ogni concezione buonista sull’integrazione di molti immigrati islamici seguaci del Corano: proprio il libro sacro di Maometto, infatti, legittima la riduzione in schiavitù e gli abusi sessuali nei confronti delle donne di altra fede religiosa (vedi link sotto).
Fabio Giuseppe Carlo Carisio
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