domenica 18 agosto 2019

IL SOLE SOTTOSOPRA

Un articolo pubblicato di recente da Haigh et al. ha avuto una risonanza nei media (EurekAlert, CNN), per una buona ragione. Infatti, usando i dati ottenuti dal nuovo strumento Spectral Irradiance Monitor (SIM) sul satellite SORCE, potrebbero aver trovato che l'influenza del sole sul clima terrestre è sottosopra. Gli scienziati e il senso comune concordano che aumentando la irradianza totale del sole la terra si riscalda. Al contrario, i dati presentati in questo articolo sembrano indicare diversamente.


Prima di continuare, è importante riportare cosa dice J. Haigh stessa:

"Non possiamo arrivare ad alcuna conclusione basandoci su quanto abbiamo trovato durante un periodo di tempo relativamente breve ed è necessario fare ulteriori studi per esplorare l'attività solare e gli andamenti che abbiamo scoperto su scale di tempo più lunghe."

Tenendo a mente questo avvertimento, riassumo i loro risultati.

Durante il ciclo solare di 11 anni, l'irradianza totale varia di circa 1 W/m2 (Watt su metro quadrato). E' anche noto che essa non varia in modo proporzionale su tutto lo spettro (Lean 2000), cioé l'ampiezza dei cambiamenti è diversa alle varie lunghezze d'onda. Quello che viene mostrato in questo nuovo articolo è che le variazioni nella parte ultravioletta dello spettro sono quasi 10 volte maggiori di quanto si pensasse e, ancora più importante, il cambiamento nella regione visibile è di segno opposto. Ciò significa che durante un massimo solare viene emessa una minore quantità di luce visibile che raggiunge la superficie della terra, producendo quindi un minor riscaldamento. Il contrario è vero per gli UV, i quali vengono assorbiti nella stratosfera dalle molecole di ozono senza raggiungere la superficie. Le implicazioni per la connessione clima terrestre-sole sono chiare, funziona sottosopra.




Fig 1: differenza fra gli spettri solare nel 2004 e nel 2007. Notare la differenza di scala fra destra e sinistra. (Da Haigh et al. 2010).

Fino a questo punto, si potrebbe pensare che, anche se confermato, questo effetto non dovrebbe avere alcun impatto sugli andamenti di lungo periodo a causa del suo comportamento ciclico. Ma che succederebbe se si dovesse provare che è un comportamento generale e non semplicemente legato al ciclo undecennale? Dato che parte del riscaldamento durante la prima metà del 20esimo secolo è stata in parte attribuita all'aumentata attività solare, 





La Dott.ssa Haigh è stata molto cauta e aperta alla possibilità che tutto sia avvenuto per una coincidenza:


"Il sole si è comportato in modo strano ultimamente. L'attività magnetica è inferiore a quanto sia mai stata da forse diversi secoli. Quindi il fatto che stia facendo cose strane anche nello spettro non è forse così sorprendente".


Ci si potrebbe chiedere perché pubblicare dati così incerti. La Haigh fornisce una risposta: "I nostri risultati potrebbero essere troppo importanti per non pubblicarli subito".

La mia (irrilevante) opinione personale? Non so se sia o meno una coincidenza, ma sono contento di vedere finalmente il nostro sole fare qualcosa di interessante. Anche se sottosopra.

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