mercoledì 22 maggio 2019

ITALIA: SCOMPARSI ALTRI 316 MINORI

SITUAZIONE BIMBI SCOMPARSI 2018




di Gianni Lannes

Altro naufragio nel Mediterraneo: sono annegati anche 3 bambini e centinaia di adulti risultano dispersi in mare, mentre dai centri di cosiddetta accoglienza sotto l’egida dello Stato italiano - più precisamente del ministero del Lavoro e delle Politiche sociali - sono scomparsi in appena due mesi dell'anno 2018 (aprile e maggio) ben 316 minori (bambini e adolescenti) sotto la responsabilità dello Stato italiano. Così attestano i rapporti ministeriali, purtroppo i numeri ufficiali sono ampiamente sottostimati. 



Comunque, le autorità giudiziarie stanno indagando, qualcuno li sta cercando? Il ministro dell'Interno fa il suo dovere per impedire che i pargoli svaniscano nel nulla anche in Lombardia o fa propaganda elettorale? Ma Di Maio è forse in letargo? A chi interessa il valore della vita dei più inermi e indifesi? 


L'ex giardino d'Europa non è un'isola felice, bensì un inferno per l'infanzia. Infatti nella fase di passaggio dal governo telecomandato Gentiloni all'esecutivo eterodiretto Conte, sono svaniti nello Stivale tanti piccoli ospiti stranieri non accompagnati, mentre il ministro al quadrato Salvini abbaiava contro i migranti piccoli e grandi.



Ai governanti tricolore pro tempore, Conte, Salvini e Di Maio chiedo: dove sono andati a finire questi esseri umani appena affacciati alla vita?


Per la cronaca documentata, secondo i dati del Viminale dal 1974 ai giorni nostri sono scomparsi in Italia oltre 34 mila bambini italiani. Che fine hanno fatto? Perché in Italia l’infanzia, non è concretamente tutelata nonostante l’inflazione di diritti giuridici non riscuotibili?


Come mai l’Italia non ha ratificato la Convenzione del Consiglio d’Europa sul traffico di organi umani? Chi ha interesse ad alimentare gli esodi di minori verso l'Europa?


Proprio l'altro giorno la Polizia Postale di Torino ha proceduto all'arresto di sei individui insospettabili (e 16 denunce) che sul web si scambiavano informazioni e materili video pedopornografici, tra cui filmati di violenze sessuali su bimbi di pochi mesi. Il tutto avveniva in "stanze virtuali", in cui i partecipanti ricoprivano ruoli ben precisi su cui l'autorità giudiziaria dovrà fare luce. "Si tratta di materiale nuovo, di una violenza e di un'efferatezza mai viste prima. Da lasciare senza parole" hanno spiegato gli inquirenti. In Italia, dei bambini non si butta via niente: non a caso si può acquistare un neonato a 50 mila euro e farne qualsiasi cosa, anche trasformarlo in pezzi di ricambio da vendere al miglior offerente.



riferimenti:

Gianni Lannes, BAMBINI A PERDERE, Pellegrini editore, Cosenza 2016.












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