martedì 16 ottobre 2018

LE CHIACCHIERE STANNO A ZERO

suicidio terremoto
Non bastava il terremoto con i suoi danni, pure la cattiva gestione del governo precedente che avrebbe fatto sopportare alle popolazioni terremotate una vera e propria stangata fiscale che prevedeva la restituzione dell’Irpef al 100% in 24 mesi. Il governo uscente, infatti, non aveva provveduto a regolamentare la restituzione della tassa sospesa in occasione del sisma. Questo, per le zone terremotate, avrebbe significato versare quasi 400 euro a testa per ogni mese o in alternativa versare l’intera quota in un'unica soluzione, che in alcuni casi poteva arrivare anche a 15mila euro. Dunque, non proprio il massimo per territori dove i disagi sono tutt’altro che terminati. Come i villaggi SAE (le casette per intenderci) che non sono ancora terminati del tutto (nelle Marche mancano ancora il 25% di SAE), i posti di lavoro perduti sono sulle migliaia di unità, la tutela sanitaria e contrattuale dei lavoratori delle Sae appare una chimera, alcune tonnellate di macerie sono per strada, è stato fatto poco o nulla per dare la possibilità ai non residenti di rientrare ed alimentare quel flusso commerciale indispensabile alle imprese locali non soltanto per il rilancio, ma per il semplice sostentamento delle loro attività. A tutto questo, purtroppo, si deve aggiungere un'altra sciagura: i troppi suicidi. L’ultimo quello di un 56enne di Castelsantangelo sul Nera, in provincia di Macerata, ex titolare di tre bed&breakfast danneggiati dal terremoto del 2016, in attesa di realizzare le nuove strutture delocalizzate, che si è gettato dalla finestra dell'appartamento al terzo di un palazzo ad Alba Adriatica, in provincia di Teramo, dove viveva da sfollato con la moglie. A settembre però, l'attuale governo Conte ha votato il decreto "milleproroghe" per le zone colpite dal sisma, quindi la stangata è stata scongiurata. Manca ancora la nomina del nuovo Commissario per la Ricostruzione che si auspica in tempi brevi. Auspicio che, dopo due anni di inerzia, suona come l'ennesima presa in giro. Insomma, una situazione a dir poco drammatica. Sicuramente ben lontana dalla “rinascita civile e sociale” auspicata dal commissario straordinario per il terremoto Paola De Micheli all’inizio del suo mandato. Cara signora De Micheli, non è che ripetere una balla tante volte la trasformi in verità!
CINZIA PALMACCI

PER NON DIMENTICARE...

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