giovedì 14 novembre 2019

Zingaretti vede Bill Clinton: "Siamo baluardo contro odio e paura"


QUESTO GOVERNO E' PERICOLOSO. CLINTON IN ITALIA? QUELLO DELLA FONDAZIONE CLINTON CHE RAPISCE, VIOLENTA E BRUTALIZZA I BAMBINI? A BIBBIANO LO ATTENDERANNO A BRACCIA APERTE!....  

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"Sono contento di aver incontrato Bill Clinton perché insieme, qui in Italia come negli Usa, siamo il baluardo alla cultura dell'odio e della paura. Ho invitato Clinton in Italia, ospite dei democratici e mi ha promesso che verrà entro l'estate".


Lo ha riferito il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, al termine del colloquio con l'ex presidente degli Stati Uniti nella sede della Fondazione Clinton, a Manhattan, durato cinquanta minuti. Il programma della giornata di Zingaretti a New York prevede la visita alla sede locale del circolo del Pd dove si terrà l'elezione del segretario e, in serata, l'incontro con il sindaco di New York, Bill de Blasio.

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Giovedi 14 Novembre 2019
Giovedì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
La mia preghiera giunga fino a te; 
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3)

Colletta
Dio grande e misericordioso, 
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, 
perché, nella serenità del corpo e dello spirito, 
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 7,22-8,1)
La sapienza è riflesso della luce perenne, uno specchio senza macchia dell’attività di Dio.

Dal libro della Sapienza

Nella sapienza c’è uno spirito intelligente, santo,
unico, molteplice, sottile,
agile, penetrante, senza macchia,
schietto, inoffensivo, amante del bene, pronto,
libero, benefico, amico dell’uomo,
stabile, sicuro, tranquillo,
che può tutto e tutto controlla,
che penetra attraverso tutti gli spiriti
intelligenti, puri, anche i più sottili.
La sapienza è più veloce di qualsiasi movimento,
per la sua purezza si diffonde e penetra in ogni cosa.
È effluvio della potenza di Dio,
emanazione genuina della gloria dell’Onnipotente;
per questo nulla di contaminato penetra in essa.
È riflesso della luce perenne,
uno specchio senza macchia dell’attività di Dio
e immagine della sua bontà.
Sebbene unica, può tutto;
pur rimanendo se stessa, tutto rinnova
e attraverso i secoli, passando nelle anime sante,
prepara amici di Dio e profeti.
Dio infatti non ama se non chi vive con la sapienza.
Ella in realtà è più radiosa del sole e supera ogni costellazione,
paragonata alla luce risulta più luminosa;
a questa, infatti, succede la notte,
ma la malvagità non prevale sulla sapienza.
La sapienza si estende vigorosa da un’estremità all’altra
e governa a meraviglia l’universo.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: La tua parola, Signore, è stabile per sempre.

Per sempre, o Signore,
la tua parola è stabile nei cieli.
La tua fedeltà di generazione in generazione;
hai fondato la terra ed essa è salda. 

Per i tuoi giudizi tutto è stabile fino a oggi,
perché ogni cosa è al tuo servizio.
La rivelazione delle tue parole illumina,
dona intelligenza ai semplici. 

Fa’ risplendere il tuo volto sul tuo servo
e insegnami i tuoi decreti.
Che io possa vivere e darti lode:
mi aiutino i tuoi giudizi.

Canto al Vangelo (Gv 15,5) 
Alleluia, alleluia.
Io sono la vite, voi i tralci, dice il Signore;
chi rimane in me, e io in lui, porta molto frutto.
Alleluia.

VANGELO (Lc 17,20-25
Il regno di Dio è in mezzo a voi.

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, i farisei domandarono a Gesù: «Quando verrà il regno di Dio?». Egli rispose loro: «Il regno di Dio non viene in modo da attirare l’attenzione, e nessuno dirà: “Eccolo qui”, oppure: “Eccolo là”. Perché, ecco, il regno di Dio è in mezzo a voi!».
Disse poi ai discepoli: «Verranno giorni in cui desidererete vedere anche uno solo dei giorni del Figlio dell’uomo, ma non lo vedrete. Vi diranno: “Eccolo là”, oppure: “Eccolo qui”; non andateci, non seguiteli. Perché come la folgore, guizzando, brilla da un capo all’altro del cielo, così sarà il Figlio dell’uomo nel suo giorno. Ma prima è necessario che egli soffra molto e venga rifiutato da questa generazione».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Con la sua morte e risurrezione, Cristo fa di noi degli uomini capaci di vivere come lui è vissuto. Domandiamo al Padre la grazia di agire da risorti e diciamo:
Vieni, Signore Gesù.

Nelle nostre case, ricche di tutto ma povere di amore e di preghiera, noi ti invochiamo:
Nei nostri ospedali dove il dolore annebbia la fede e spegne la speranza, noi ti invochiamo:
Nelle scuole e nelle fabbriche che programmano un avvenire privo di te, noi ti invochiamo:
In un mondo ancora pieno di infelici, sfruttati e perseguitati, noi ti invochiamo:
Nella gioia e nel dolore, nella vittoria e nel rimorso, noi ti invochiamo:
Nella nostra comunità, quando gli slanci cedono il passo ai tradimenti e ai compromessi, noi ti invochiamo:
Al tramonto della vita, alla sera d'ogni nostra giornata, all'alba d'ogni nostro progetto, noi ti invochiamo:

O Dio, ci proponi di vivere in terra come cittadini del cielo, d'essere nel mondo come lievito che vivifica. Poiché nulla è impossibile a te, donaci l'energia dello Spirito che ci aiuti a conformarci a Cristo nostro Signore. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli eterni. Amen.

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre, 
alle offerte della tua Chiesa, 
e fa’ che partecipiamo con fede 
alla passione gloriosa del tuo Figlio, 
che ora celebriamo nel mistero. 
Per Cristo nostro Signore.



Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; 
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, 
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2) 

Oppure: 
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, 
nello spezzare il pane. (Lc 24,35)

Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; 
la forza dello Spirito Santo, 
che ci hai comunicato in questi sacramenti, 
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. 
Per Cristo nostro Signore.



Commento
"Il regno di Dio non viene in modo da attirare l'attenzione... Perché il regno di Dio è in mezzo a voi!".
Gesù ci chiama ad una vigilanza costante e piena di pace, per riconoscere la luce e l'amore di Dio nelle cose ordinarie, quotidiane. Gesù è lui stesso il regno di Dio in persona apparentemente era un uomo come gli altri, non manifestava la sua gloria di Figlio di Dio, eppure è venuto dal Padre per insegnarci la via della sapienza. Egli stesso è la Sapienza!
Già i saggi dell'Antico Testamento avevano riconosciuto che la sapienza non è dagli uomini, ma ha qualcosa di divino: "Spirito intelligente, santo, unico, molteplice, penetrante...". E ancora: "Emanazione della potenza di Dio, riflesso della luce perenne". Luce intellettuale quindi, che penetra ogni cosa, ma anche luce spirituale, che è molto di più, che fa conoscere le persone, mette in rapporto con Dio stesso e, "entrando nelle anime sante, forma amici di Dio". Già questa è una rivelazione molto preziosa; la nostra vita intellettuale è una certa partecipazione alla vita divina.
Nel Nuovo Testamento essa è completata e superata dalla rivelazione di Gesù, Sapienza divina che illumina tutte le circostanze della vita umana e ci fa vivere in rapporto totale con Dio. Non soltanto "emanazione della potenza di Dio", ma, come si esprime la lettera agli Ebrei, "irradiazione della sua gloria e impronta della sua sostanza, che sostiene tutto con la potenza della sua parola" (1,3). Ecco il dono di Dio, il regno di Dio in mezzo a noi: se stesso.
Ma bisogna accoglierlo dentro di noi, compiendo così l'ardente desiderio che Gesù ha espresso nella sua preghiera al Padre prima della passione: "Io in loro e tu in me... perché l'amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro".

Il Benin accelera la morte del franco CFA in Africa

L'AFRICA CHE SI RISVEGLIA E' MUSICA PER LE NOSTRE ORECCHIE....



Parte dal Benin la rivoluzione monetaria africana. Il Paese ha infatti annunciato una serie di riforme per abbandonare il franco CFA, la valuta adottata da 15 Stati africani. L'acronimo, che significa Franco delle colonie francesi d'Africa, dice molto sulle recenti critiche alla moneta, ancorata all’euro secondo una parità fissa decisa dalla Francia.

Secondo il presidente del Benin, Patrice Talon, c'è un accordo all'unanimità, per porre fine a questo modello. "Se domani dovremo revocare la misura - dice - ciò avverrà molto rapidamente. La Banca centrale dei paesi africani (UEMOA) gestirà tutte le sue riserve di valuta estera e le distribuirà alle varie banche centrali partner in tutto il mondo".


Le #Bénin annonce le retrait des réserves de change du franc CFA qui se trouvent en France. "Nous sommes tous d'accord là-dessus", a déclaré le président Talon dans une interview à RFI et France 24, assurant que ce modèle était un "problème psychologique" et non "technique" #AFP



Tweet dell'Agence France-Presse: "Il Benin annuncia il ritiro delle riserve valutarie del franco CFA che si trovano in Francia. "Siamo tutti d'accordo su questo", ha detto il presidente Talon in un'intervista con RFI e France 24, affermando che questo modello è stato un "problema psicologico" e non "tecnico".

Dalla sua creazione nel 1945, il franco CFA ha tenuto sotto controllo l'inflazione nei 15 paesi che l'hanno adottato. L’indicizzazione ha poi garantito che la moneta fosse forte, una condizione che agevola gli investimenti e le importazioni, ma - al tempo stesso - penalizza le esportazioni e mette un freno allo sviluppo del mercato locale. Tra le critiche avanzate contro il CFA anche l’obbligo di trasferire la metà delle riserve al Tesoro francese e il fatto che le banconote siano stampate in Francia. La riforma in atto darebbe origine ad una nuova moneta, "l'Eco".

È difficile sapere quali siano i vantaggi e gli svantaggi dell'Eco - dice l'economista gabonese Mays Mouissi - anche perché non sappiamo cosa sarà a tutti gli effetti. Molti economisti dubitano che l'Eco sarà attuato nel 2020, come annunciato dai Capi di Stato. Per quanto riguarda l'allargamento dell'Eco ad altri paesi non membri della zona CFA: oggi, l'inflazione nella zona del franco si attesta attorno al 3% mentre, nei Paesi al di fuori della zona del franco, abbiamo a volte l'inflazione nell'ordine del 5-10%. Si tratta di contingenze importanti, motivo per cui un certo numero di persone pensa che le scadenze per l'attuazione dell'Eco non saranno rispettate".

La sfida, in ogni caso, rimane quella di eliminare le debolezze del CFA, mantenendo intatta la sua forza iniziale, quella che ha garantito la stabilità della regione.

Nadia Toffa, il murale a Taranto: il suo sorriso nella città che l’aveva adottata

ANCHE NADIA TOFFA VITTIMA DELL'ILVA DI TARANTO? MA PER RIMETTERCI LA PELLE BASTA RESPIRARE L'ARIA DELL'ILVA O FARE TROPPE DOMANDE SUL COLOSSO ROTHSCHILD?.....  




Intanto resta aperta la petizione per chiedere l’intitolazione del reparto oncoematologico pediatrico dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto a Nadia Toffa



Un murale tutto per lei, per Nadia Toffa, inviata e conduttrice de Le Iene deceduta il 13 agosto scorso  dopo aver combattuto, con tutte le sue forze e fino all’ultimo, contro un tumore che non le ha lasciato scampo.


Un grande murale che è stato realizzato tra i palazzi del rione Salinella di Taranto e che poi è stato condiviso su FB dalla pagina ufficiale del programma tv di Italia 1 con la scritta «Grazie Taranto».




Si vede l’immagine sorridente di Nadia Toffa, rigorosamente vestita di nero, con la sua cravatta nera, insomma con il vestito da iena.



Perché era così legata a Taranto

Determinata, professionale e curiosa, è sempre stata al fianco degli abitanti di Taranto – al punto che le è stata assegnata la cittadinanza onoraria – attraverso i suoi servizi tv sull’inquinamento in città.

Lei che aveva incontrato i cittadini, le famiglie e i bambini e che aveva raccontato le loro storie; lei che aveva legato il suo nome al quartiere Tamburi, il più esposto alle emissioni dell’ex Ilva.

La petizione per Nadia Toffa

Intanto resta aperta la petizione online, attiva sulla piattaforma Change.org e rivolta al presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, nella quale si chiede di intitolare il reparto oncoematologico pediatrico dell’ospedale Santissima Annunziata di Taranto a Nadia Toffa.

Un riconoscimento «per le sue battaglie in difesa della salute dei tarantini, e dei bambini in particolare modo, salute costantemente minacciata dall’inquinamento del polo siderurgico». Hanno già firmato in 90mila ma l’obiettivo resta quello di 150mila firme.

Nadia Toffa era stata testimonial della campagna di vendita solidale delle magliette con la scritta «Ie jesche pacce pe te (Io esco pazzo per te)» attraverso la quale era stata raccolta la somma di oltre 500mila euro, servita anche per l’assunzione di una pediatra nel reparto oncoematologico. 

Grazie Taranto? Noi diciamo grazie Nadia....




mercoledì 13 novembre 2019

LITURGIA DEL GIORNO

Mercoledì della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
La mia preghiera giunga fino a te; 
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3) 

Colletta
Dio grande e misericordioso, 
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, 
perché, nella serenità del corpo e dello spirito, 
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (Sap 6,1-11)
Ascoltate, o re, perché impariate la sapienza.

Dal libro della Sapienza

Ascoltate, o re, e cercate di comprendere;
imparate, o governanti di tutta la terra.
Porgete l’orecchio, voi dominatori di popoli,
che siete orgogliosi di comandare su molte nazioni.
Dal Signore vi fu dato il potere
e l’autorità dall’Altissimo;
egli esaminerà le vostre opere e scruterà i vostri propositi:
pur essendo ministri del suo regno,
non avete governato rettamente
né avete osservato la legge
né vi siete comportati secondo il volere di Dio.
Terribile e veloce egli piomberà su di voi,
poiché il giudizio è severo contro coloro che stanno in alto.
Gli ultimi infatti meritano misericordia,
ma i potenti saranno vagliati con rigore.
Il Signore dell’universo non guarderà in faccia a nessuno,
non avrà riguardi per la grandezza,
perché egli ha creato il piccolo e il grande
e a tutti provvede in egual modo.
Ma sui dominatori incombe un’indagine inflessibile.
Pertanto a voi, o sovrani, sono dirette le mie parole,
perché impariate la sapienza e non cadiate in errore.
Chi custodisce santamente le cose sante sarà riconosciuto santo,
e quanti le avranno apprese vi troveranno una difesa.
Bramate, pertanto, le mie parole,
desideratele e ne sarete istruiti.
Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 81)
Rit: Àlzati, o Dio, a giudicare la terra. 

Difendete il debole e l’orfano,
al povero e al misero fate giustizia!
Salvate il debole e l’indigente,
liberatelo dalla mano dei malvagi.

Io ho detto: «Voi siete dèi,
siete tutti figli dell’Altissimo,
ma certo morirete come ogni uomo,
cadrete come tutti i potenti». 

Canto al Vangelo (1Ts 5,18) 
Alleluia, alleluia.
In ogni cosa rendete grazie: 
questa infatti è volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 17,11-19
Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

Lungo il cammino verso Gerusalemme, Gesù attraversava la Samarìa e la Galilea. 
Entrando in un villaggio, gli vennero incontro dieci lebbrosi, che si fermarono a distanza e dissero ad alta voce: «Gesù, maestro, abbi pietà di noi!». Appena li vide, Gesù disse loro: «Andate a presentarvi ai sacerdoti». E mentre essi andavano, furono purificati. 
Uno di loro, vedendosi guarito, tornò indietro lodando Dio a gran voce, e si prostrò davanti a Gesù, ai suoi piedi, per ringraziarlo. Era un Samaritano. 
Ma Gesù osservò: «Non ne sono stati purificati dieci? E gli altri nove dove sono? Non si è trovato nessuno che tornasse indietro a rendere gloria a Dio, all’infuori di questo straniero?». E gli disse: «Àlzati e va’; la tua fede ti ha salvato!».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Eleviamo al Padre la nostra preghiera, chiedendogli che la voglia esaudire perché voce di Cristo suo Figlio. Diciamo insieme:
Signore, abbi pietà di noi.

Perché la Chiesa, immacolata nel suo Capo e nei suoi santi, giunga alla purificazione anche di tutti i suoi membri, clero e fedeli. Preghiamo:
Perché siamo docili allo Spirito che ci domanda d'essere come sale che tutto insaporisce, come luce che dona splendore. Preghiamo:
Perché l'umanità riconosca in te colui che può guarirla dalla lebbra della violenza e della vendetta. Preghiamo:
Perché il mondo del lavoro tenda sempre più alla giustizia e all'onestà. Preghiamo:
Perché gli anziani sappiano portare la croce della terza età uniti a Cristo, per la redenzione di chi è nel pieno vigore delle forze. Preghiamo:
Per gli insegnanti dei nostri figli.
Per chi ci ha arrecato offesa e danno.

Signore nostro Dio, la gioia di cui abbiamo fame, dipende da te e da noi. Il tuo apporto non viene mai a mancare, ma il nostro è soggetto a mille incostanze. Rinvigorisci i nostri propositi e rendici degni di portare il nome di Cristo tuo Figlio e nostro Signore. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre, 
alle offerte della tua Chiesa, 
e fa’ che partecipiamo con fede 
alla passione gloriosa del tuo Figlio, 
che ora celebriamo nel mistero. 
Per Cristo nostro Signore. 

Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; 
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, 
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2) 

Oppure: 
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, 
nello spezzare il pane. (Lc 24,35) 

Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; 
la forza dello Spirito Santo, 
che ci hai comunicato in questi sacramenti, 
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
In questo Vangelo Gesù sottolinea l'importanza del ringraziamento, della riconoscenza. Egli ha guarito dieci lebbrosi, ma soltanto uno straniero ritorna a ringraziarlo. Gli altri erano abituati ai benefici di Dio, credevano di averne diritto e non hanno ritenuto doveroso ringraziare.
Noi che riceviamo moltissimo da Dio a volte siamo meno riconoscenti di quelli che, vissuti lontani da lui, quando lo conoscono sono pieni di meraviglia per la sua bontà. Se lasciamo che nel nostro cuore si insinui l'abitudine di non rendere grazie, ci allontaniamo dal Signore, perché il ringraziamento è necessario per completare il beneficio di Dio. Soltanto a questo straniero venuto a ringraziare Gesù ha potuto dire: "La tua fede ti ha salvato". Gli altri hanno ricevuto la guarigione, se ne sono andati felici di essere guariti, ma non sono in relazione con Dio, non hanno la fede che salva.
Il rendimento di grazie, in un certo senso, chiude il circuito con Dio, stringe il legame con lui, ed è questa la cosa importante. Ricevere un beneficio in fondo è secondario: importante è essere in relazione con il benefattore, con colui che dà. Un bambino deve ricevere tutto quanto ha bisogno, ma non è importante che lo riceva a volte da uno e a volta da un altro, dal punto di vista materiale; importante è che egli si senta amato dalla mamma, altrimenti il suo cuore non si svilupperà, non potrà crescere nell'amore, perché gli sarà mancato il rapporto con una persona che lo ama.
Dio vuole che noi sentiamo il suo amore, vuole che lo riconosciamo, non perché è geloso dei suoi diritti, ma proprio perché non vuol darci solo dei benefici: vuol dare se stesso. Riconoscendo i suoi doni noi ci mettiamo in relazione con lui, completiamo quel rapporto che egli ha iniziato e che non può essere perfetto senza la nostra collaborazione. Per questo è importante l'azione di grazie, perché è riconoscere che Dio ci ama, invece di assaporare egoisticamente i suoi benefici richiudendoci in noi stessi. E un nutrimento per l'anima approfittare di ogni dono di Dio per avvicinarsi di più a lui, rallegrarsi del suo amore, della sua bontà.
E a questa gioia che Gesù ci chiama insistendo sul dovere della riconoscenza.
Domandiamo al Signore di mettere in noi il desiderio di ringraziarlo sempre, quel desiderio che nella messa esprimiamo dicendo: "E cosa buona e giusta renderti grazie". L'Apostolo Paolo ripete continuamente ai cristiani che devono rendere grazie e ne dà egli stesso l'esempio: all'inizio di tutte le sue lettere la sua anima si espande nel rendimento di grazie per tutto il bene che Dio compie per mezzo di lui e di tutte le Chiese. Chiediamo dunque al Signore di vivere ogni nostra giornata come "Eucaristia", cioè rendimento di grazie, ricevendo da lui ogni nostra opera come un nutrimento: "Mio cibo è fare la volontà del Padre mio".

martedì 12 novembre 2019

ILVA TARANTO: VENDE ROTHSCHILD COMPRA ROTHSCHILD OVVERO IL BANCO VINCE SEMPRE

LA VERITA' SU ARCELOR MITTAL E ILVA. SE VOGLIONO L'ILVA SE NE RESPIRINO PURE I FETORI!




Quasi un secolo or sono, affermava, il buon Ezra Pound, che “i politici sono i camerieri dei banchieri”; difficile da smentire, anzi pare che spesso siano retrocessi a mansioni ancora più secondarie, magari a quello di lavapiatti o di lustrascarpe.

Nel 2018 la Regione Puglia dopo il Comune di Taranto ha depositato la rinuncia alla richiesta di sospensiva al TAR sul DPCM che contiene il Piano Ambientale per ILVA. Così come ordinava il Ministro dello sviluppo economico.

E’ chiaro che il più grande impianto siderurgico d’Europa viene ormai gestito dai veri padroni del mondo, senza a volte nemmeno i servigi dei fedelissimi servi sciocchi, di goldoniana memoria (oggi diremmo goldmaniana).

L’ILVA sottoposta da tempo a commissariamento governativo, è in procinto di essere (s)venduta al grande acquirente AM Investco Italia, ovvero la cordata con a capo ArcelorMittal, affiancato da Banca Intesa-San Paolo ed il gruppo Marcegaglia.

Ora il commissario straordinario Piero Gnudi conferì al Rothschild Group, già dall’agosto del 2014, l’incarico di consulente finanziario per la valorizzazione e cessione degli assets del gruppo ILVA.

Nel 2010, il Global Fortune affermava che la famiglia Rothschild controllava le prime 5 banche al mondo (tra cui Credit Agricole).
Si consideri che l’acquisizione dell’ILVA, consentirebbe al gruppo ArcelorMittal di controllare quasi la metà della siderurgia mondiale. Un’operazione di mega concentrazione in poche mani, così come sta avvenendo in tutti i settori industriali e finanziari mondiali.

Infatti il gruppo ArcelorMittal nasceva dalla fusione di due colossi dell’acciaio, l’europea Arcelor e l’indiana Mittal. Ma il gruppo Arcelor nasceva a sua volta dalla fusione delle aziende siderurgiche di punta di Francia, Spagna e Lussemburgo (dove a loro volta vari gruppi si erano fusi insieme). Ora, secondo indiscrezioni, Lakhsmi Mittal sarebbe un prestanome della potente banca d’affari. Arcelor è a capitale francese, ovvero Rothschild, Mittal è il solito prestanome. Nel consiglio d’amministrazione Mittal nomina 6 dei 18 consiglieri, 6 Arcelor, 6 sono di nomina delle banche azioniste. Si dà il caso, inoltre, che il gruppo è fortemente indebitato con il sistema bancario, e, ovviamente, tra queste ci sono le potenti istituzioni finanziarie controllate dalla solita famiglia (Goldman Sachs, Deutsche Bank, Credit Agricole, ecc.). Per finire, il terzo azionista dell’AM Investco Italia è Banca Intesa, e tra gli azionisti di punta di questa c’è il colosso finanziario BlackRock, controllato dalla solita mano benigna.
Come si vede il sistema bancario controlla profondamente l’economia mondiale, compreso il settore siderurgico. E la classe politica cosa controlla? Ovviamente, che tutto vada per il verso giusto.

L'Orda Massonica


Il Piemonte servo dei voleri della massoneria, indirizza da sempre la politica italiana.

Nel 1861 il Piemonte faceva capo alla gran Massoneria di Mister Albert Pike ed oggi alla Trilateral Commission.

Il 12 marzo 1849 sul "Globe", quotidiano inglese, portavoce dell'alto iniziato Palmerston, ministro della regina Vittoria, apparve un articolo che era praticamente un vero libro profetico e possiamo dire, senza enfasi, che era stato preparato segretamente nel Sacro Tempio della massoneria londinese: 

"...E' da ritenere che gli accadimenti dell'anno scorso non siano stati che la prima scena di un dramma fecondo di risultati più vasti e più pacifici. L'edificio innalzato dal Congresso d Vienna era così arbitrario e artificioso che ciascun uomo di stato liberale vedeva chiaramente che non avrebbe sopportato il primo urto dell'Europa. L'intero sistema stabilito dal Congresso di Vienna stava dissolvendosi e Lord Palmerston ha agito saggiamente allorché ha rifiutato il proprio concorso a opporre una diga all'onda dilagante. Il piano che egli ha concepito è quello di una nuova configurazione dell'Europa attraverso la costituzione di un forte regno tedesco che possa costituire un muro di separazione fra Francia e Russia, la creazione di un regno polacco-magiaro destinato a completare l'opera contro il gigante del nord, infine un reame d'Italia superiore guidato dalla casa Savoia. Si è spesso rimproverato a Palmerston di avere trascurato l'alleanza con l'Austria, ma qui gli accusatori devono ancora rendergli giustizia. L'alleanza dell'Inghilterra e dell'Austria non si è mai fondata su una comunanza di princìpi: essa esiste semplicemente in quanto l'Austria era la principale rappresentante e come l'incarnazione della nazione tedesca.

Dopo la pace di Westfalia fino a quella di Aix-Le Chapelle (1648, 1748) l'Austria s'è trovata ad essere il centro della nazione tedesca. Ma allorché la spada di Federico fece dilatare i confini del suo reame prima limitati all'elettorato del Brandeburgo, allorché i veri tedeschi riconobbero in questo guerriero il reale rappresentante della loro forza e della loro nazionalità, la Prussia divenne l'alleata naturale dell'Inghilterra sul continente. Ciò che l'Austria fin dall'inizio del secolo scorso, ciò che la Prussia divenne più tardi, la Germania può esserlo ugualmente che la capitale sia a Berlino o Francoforte..."

Il disegno era chiaro, doveva essere attuata la profezia di Comenius espressa in "Lux in Tenebris" secondo la quale sarebbe dovuta sorgere dalle tenebre come fonte di luce una Super Chiesa che integrasse ogni religione attraverso i Concistori nazionali, le Chiese Nazionali, onde giungere in nome di un umanesimo unitivo ed a carattere filantropico e tollerante, a proclamare l'uguaglianza e la pari dignità di tutte le religioni.

Questo progetto si scontrava con un ostacolo formidabile: la chiesa cattolica con la sua gerarchia, la casa Asburgo d'Austria, cattolicissima, la Santa Russia degli zar ed il Regno delle Due Sicilie, primo stato al mondo, quest'ultimo che aveva saputo integrare il dogma cattolico con il verbo del Vangelo tradotto in pratica da leggi che non disdegnavano le novità della rivoluzione francese o quelle comuniste del Campanella e di Marx.

La Santa Russia, l'Impero Asburgico e il Regno delle Due Sicilie dovevano lasciare il posto al nuovo ordine massonico, ma il popolino queste cose non le sapeva, né le conosce oggi, in quanto la storia ufficiale viene scritta dai vincitori ed è sempre artefatta.

Questo nuovo ordine doveva portare sconvolgimenti politici e morali di inaudita violenza.

In Italia il compito di capovolgere detto ordine, come abbiamo visto nell'articolo del "Globe", fu assegnato al Piemonte e a casa Savoia, votata alla Gran Consorteria. Gli altri sovrani infatti erano tutti devotissimi alla Chiesa di Roma. Lo stato più retrivo d'Italia avrebbe dovuto dar luce allo stivale! Al suo servizio la massoneria londinese mise uomini, denaro e mezzi; soprattutto denaro e oro. I massoni sapevano che ad unità compiuta sarebbero stati "elargiti" per secoli.

Casa Savoia doveva eseguire spietatamente gli ordini di Londra dopo decenni di preparazione al liberismo.

Londra mandò Lord Gladstone a Napoli e Lord Mintho ed altri emissari nelle varie province italiane a preparare la "rivoluzione liberale" agli ordini di Giuseppe Mazzini, capo della Carboneria Italiana, il cui scopo finale, secondo il suo fondatore genovese Antonio Maghella, era "...quello di Voltaire e della rivoluzione francese: il completo annientamento del cattolicesimo ed infine del cristianesimo".

Questo signore nel 1809 era prefetto e ministro della polizia del Regno di Napoli ed ebbe modo di iniziare alla setta migliaia di persone e di infilarle in posti chiave.

La Carboneria era organizzata in "vendite". Il vertice era chiamato "alta vendita" ed era composto da 40 membri ed operava in stretto contatto coi "supremi consigli" del 33° grado del "rito scozzese". Mazzini era un esponente di punta dell'ala oltranzista. Nel 1847, durante un convegno internazionale della massoneria a Strasburgo, venne approntato un piano di confederazione europea allargata ai popoli germanici, latini e slavi da conseguire attraverso una serie di rivoluzioni ben orchestrate.

Il Primo Ministro inglese Palmerston sparge per tutta l'Europa emissari per la sollevazione; Lord Mintho visita Torino, Roma e Napoli.

Nel 1848 le rivoluzioni scoppiano in ordinata sequenza:

il 22 febbraio a parigi, il 13 marzo a Vienna, il 17 marzo a Berlino e a venezia, il 18 marzo a Milano, il 30 marzo a Napoli, in Toscana, a Roma, a Praga ed in Croazia, lasciando esenti i soli paesi laicisti.



Da "I Savoia e il Massacro del Sud", pagina 49, 50 e 51, di Antonio Ciano, Editore Grandmelò S.r.l.

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Martedi 12 Novembre 2019
San Giosafat


Risultati immagini per San giosafat


Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Rosso 

Antifona d'ingresso
Darò a voi dei pastori secondo il mio cuore, 
essi vi guideranno con sapienza e dottrina. (Ger 3,15) 

Colletta
Suscita nella Chiesa, o Padre, il tuo Santo Spirito, 
che mosse il vescovo san Giosafat 
a dare la vita per il suo popolo, 
perché, fortificati dallo stesso Spirito, 
non esitiamo a donare la nostra vita per i fratelli. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (Sap 2,23-3,9)
Agli occhi degli stolti parve che morissero, ma essi sono nella pace.

Dal libro della Sapienza

Dio ha creato l’uomo per l’incorruttibilità,
lo ha fatto immagine della propria natura.
Ma per l’invidia del diavolo la morte è entrata nel mondo
e ne fanno esperienza coloro che le appartengono.
Le anime dei giusti, invece, sono nelle mani di Dio,
nessun tormento li toccherà.
Agli occhi degli stolti parve che morissero,
la loro fine fu ritenuta una sciagura,
la loro partenza da noi una rovina,
ma essi sono nella pace.
Anche se agli occhi degli uomini subiscono castighi,
la loro speranza resta piena d’immortalità.
In cambio di una breve pena riceveranno grandi benefici,
perché Dio li ha provati e li ha trovati degni di sé;
li ha saggiati come oro nel crogiuolo
e li ha graditi come l’offerta di un olocausto.
Nel giorno del loro giudizio risplenderanno,
come scintille nella stoppia correranno qua e là.
Governeranno le nazioni, avranno potere sui popoli
e il Signore regnerà per sempre su di loro.
Coloro che confidano in lui comprenderanno la verità,
i fedeli nell’amore rimarranno presso di lui,
perché grazia e misericordia sono per i suoi eletti.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 33)
Rit: Benedirò il Signore in ogni tempo. 

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.

Gli occhi del Signore sui giusti,
i suoi orecchi al loro grido di aiuto.
Il volto del Signore contro i malfattori,
per eliminarne dalla terra il ricordo.

Gridano e il Signore li ascolta,
li libera da tutte le loro angosce.
Il Signore è vicino a chi ha il cuore spezzato,
egli salva gli spiriti affranti. 

Canto al Vangelo (Gv 14,23) 
Alleluia, alleluia.
Se uno mi ama, osserverà la mia parola, dice il Signore,
e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 17,7-10
Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse: 
«Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? 
Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Al Padre che ci ha creati per amarlo e per servire i fratelli, chiediamo d'essere perseveranti nel realizzare questi suoi progetti su di noi. Diciamo insieme:
Ascoltaci, Signore.

Per il Papa, i vescovi, i sacerdoti, i catechisti e per quanti servono la Chiesa: siano pronti a lavare i piedi dei loro discepoli con l'amore e l'umiltà di Gesù. Preghiamo:
Per chi si guadagna il pane con lavori avvilenti e umilianti: il, rispetto di cui lo circondiamo l'aiuti a non sentirsi svalutato. Preghiamo:
Per la pace tra gli uomini: tutti vogliano dare il loro contributo alla costruzione di un mondo fraterno, modellato come Dio l'ha creato. Preghiamo:
Per i giovani in difficoltà: la nostra mano sia pronta ad accompagnarli con pazienza verso la fiducia in sè e nella vita. Preghiamo:
Per la nostra comunità: non si vanti per i risultati che consegue e non si gonfi del bene che Dio le concede di fare. Preghiamo:
Per le famiglie separate.
Per chi oggi è chiamato a Dio.

In te noi cerchiamo rifugio, Signore nostro Dio, da te imploriamo l'aiuto per fare della nostra esistenza un'immagine e somiglianza della vita di Gesù Cristo, nostro Signore, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Padre misericordioso, 
scenda sulle nostre offerte la tua benedizione, 
e ci confermi nella vera fede 
che san Giosafat testimoniò con il sangue. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Il Figlio dell’uomo è venuto 
per dare la sua vita 
in riscatto per tutti gli uomini. (Mc 10,45) 

Preghiera dopo la comunione
Venga a noi, Signore, da questo sacro convito 
il tuo Spirito di fortezza e di pace, 
perché a imitazione di san Giosafat 
doniamo volentieri la nostra vita 
per l’unità e la santità della Chiesa. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
San Giosafat, nato a Wolodymyr in Volynia (Ucraina) nel 1580 c. da genitori ortodossi, aderì alla Chiesa Rutena unita a Roma. Accolto nell’Ordine monastico Basiliano (1604), fu poi arcivescovo di Polozk (1617). Nella sua missione operò incessantemente per la promozione religiosa e sociale dei popoli e per l’unità dei cristiani incontrando l’ostilità dei potenti. Per questo morì martire (Vitebsk, Bielorussia, 12 novembre 1623).

L'OLOCAUSTO COME MONITO O COME PRETESTO?

Chi continua a prendere a pretesto l'Olocausto come spauracchio contro l'evidente rimonta della Destra estrema in Europa lo fa in malafede, e la storia stessa, quella che non c'è sui libri di storia, lo dimostra. Premesso che è giusto condannare qualsiasi forma di discriminazione, non solo razziale, va ricordato che anche l'atteggiamento degli Ebrei nel mondo non fu esente da motivi di risentimento diffuso. Ma la storia è importante anche per poter imparare dai propri errori e porvi rimedio. La questione palestinese è solo uno di questi, tuttavia attende ancora una soluzione.... 
Risultati immagini per i Sionisti fecero sterminare gli Ebrei   Gli Ebrei stessi si autodefiniscono così.... 

Ma veniamo al nocciolo della questione. La Germania nazionalsocialista considerava pregiudizialmente gli ebrei come un elemento estraneo alla nazione. Durante la sfortunata Repubblica di Weimar (1919-33), quando la popolazione tedesca subì la più grande crisi economica e sociale della sua storia (a causa soprattutto degli enormi debiti di guerra imposti dalle potenze vincitrici del primo conflitto mondiale), molti ebrei, nonostante rappresentassero meno dell’1% della popolazione, raggiunsero nel settore economico-finanziario posizioni di alto livello e di considerevole benessere tali da essere additati, a causa della loro presunta cupidigia, come responsabili della stato di crisi in cui versava la Germania. La popolazione tedesca percepiva tale stato di cose come un'inaccettabile ingerenza e condannava gli Ebrei come gente parassita e senza scrupoli.
A ciò si aggiungeva l’atavico antiebraismo cristiano, il nazionalismo esasperato e il mito della purezza ariana, devianze che Hitler sfruttò a proprio vantaggio. L'ossessione di Hitler per la purezza ariana, in realtà, nascondeva un odio profondo verso i Giudei, la stirpe del re David da cui discendeva Gesù Cristo.    
L’origine ebraica di Karl Marx, il teorico del comunismo, e di parte della dirigenza socialista tedesca, contribuì a rafforzare tale convincimento su cui basò la sua azione Adolf Hitler che fin da subito adottò nei confronti degli ebrei una politica di restrizione dei diritti civili per spingerli a lasciare la Germania (judenfrei), anche attraverso il sostegno all’emigrazione. Quest’ultimo aspetto rispecchiava l’ideale della patria ebraica preconizzata da Theodor Herzl, fondatore del movimento sionista il quale, per quanto possa sembrare paradossale, concordava con i nazisti sul fatto che ebrei e tedeschi erano nazionalità distinte e tali dovevano restare. Come risultato, il Governo di Hitler sostenne con vigore il Sionismo e l’emigrazione ebraica in Palestina dal 1933 fino al 1940-41.
L’incoraggiamento all’emigrazione degli ebrei trovò però forti resistenze da parte della comunità internazionale e sfociò nel fallimento della conferenza di Evian del 1938, convocata da Roosevelt, dove i trentadue stati partecipanti avrebbero dovuto ognuno farsi carico di un numero di ebrei provenienti da Germania e Austria proporzionale alle loro dimensioni (ci ricorda qualcosa?). L’unica nazione che si propose di accogliere i rifugiati fu la Repubblica Dominicana che ne accettò circa 700, tutte le altre, con motivazioni più o meno plausibili, rifiutarono ogni forma di accoglienza. L’Italia fascista, invece, pur non avendo partecipato alla conferenza, da anni attuava una politica di ospitalità nei confronti degli ebrei. Infatti, paradossalmente, tra gli ebrei italiani c’erano anche dei sostenitori del regime fascista, che negli anni precedenti non aveva mai sposato le idee razziste ed antisemite che circolavano nella Germania nazista; come nel caso del podestà ebreo e fascista di Ferrara, il quale si vide costretto a rassegnare le dimissioni e a restituire la tessera del Pnf.

Dopo che nel 1935 Hitler ebbe varato le leggi contro la razza ebraica, espellendo studenti e professori ebrei da scuole ed università, non pochi ebrei tedeschi si trasferirono in Italia per iscriversi nelle nostre facoltà universitarie che li accolsero senza problemi. E lo stesso Duce, in diversi discorsi pubblici, aveva garantito personalmente la sicurezza degli ebrei romani. Ma poi Mussolini, in seguito alle ricadute negative della campagna in Etiopia sul piano internazionale, sancì lo sciagurato accordo Roma-Berlino. Si convertì all’antisemitismo, praticamente copiando le famigerate leggi di Norimberga e riproponendole in Italia nel 1938. Furono una serie di contingenze geopolitiche a portare Mussolini, che fu un innegabile statista, a prendere la decisione di attuare le leggi razziali per compiacere il forte alleato teutonico. L'interesse dell'Italia e degli Italiani per Mussolini venivano prima di tutto. Quindi, la sua fu una decisione di convenienza politica a fargli prendere la decisione difficile di sacrificare qualcosa in cambio di qualcos'altro. 


In Italia, la nomina a senatrice a vita di Liliana Segre reduce da Auschwitz, è stata importante come monito per il futuro. Ma riflettiamo bene sul fatto che, se in Italia ci fosse davvero una mentalità estremista, probabilmente questa nomina non sarebbe mai avvenuta. E continuare a tenere sotto ricatto i popoli tirando sempre fuori la storia degli errori passati, non fa altro che riaccenderla. Rievocare continuamente un passato violento da monito può trasformarsi in una miccia pericolosa. 

Cinzia Palmacci

lunedì 11 novembre 2019

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Lunedi 11 Novembre 2019

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San Martino di Tours



Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
Farò sorgere al mio servizio un sacerdote fedele,
che agirà secondo i desideri del mio cuore. (1Sam 2,35)

Colletta
O Dio, che hai fatto risplendere la tua gloria
nella vita e nella morte del vescovo san Martino,
rinnova in noi i prodigi della tua grazia,
perché né morte né vita
ci possano mai separare dal tuo amore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Sap 1,1-7)
La sapienza è uno spirito che ama l’uomo. Lo spirito del Signore riempie la terra.


Dal libro della Sapienza

Amate la giustizia, voi giudici della terra,
pensate al Signore con bontà d’animo
e cercatelo con cuore semplice.
Egli infatti si fa trovare da quelli che non lo mettono alla prova,
e si manifesta a quelli che non diffidano di lui.
I ragionamenti distorti separano da Dio;
ma la potenza, messa alla prova, spiazza gli stolti.
La sapienza non entra in un’anima che compie il male
né abita in un corpo oppresso dal peccato.
Il santo spirito, che ammaestra, fugge ogni inganno,
si tiene lontano dai discorsi insensati
e viene scacciato al sopraggiungere dell’ingiustizia.
La sapienza è uno spirito che ama l’uomo,
e tuttavia non lascia impunito il bestemmiatore per i suoi discorsi,
perché Dio è testimone dei suoi sentimenti,
conosce bene i suoi pensieri
e ascolta ogni sua parola.
Lo spirito del Signore riempie la terra
e, tenendo insieme ogni cosa, ne conosce la voce.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 138)
Rit: Guidami, Signore, per una via di eternità.

Signore, tu mi scruti e mi conosci,
tu conosci quando mi siedo e quando mi alzo,
intendi da lontano i miei pensieri,
osservi il mio cammino e il mio riposo,
ti sono note tutte le mie vie.

La mia parola non è ancora sulla lingua
ed ecco, Signore, già la conosci tutta.
Alle spalle e di fronte mi circondi
e poni su di me la tua mano.
Meravigliosa per me la tua conoscenza,
troppo alta, per me inaccessibile.

Dove andare lontano dal tuo spirito?
Dove fuggire dalla tua presenza?
Se salgo in cielo, là tu sei;
se scendo negli inferi, eccoti.

Se prendo le ali dell’aurora
per abitare all’estremità del mare,
anche là mi guida la tua mano
e mi afferra la tua destra.

Canto al Vangelo (Fil 2,15)
Alleluia, alleluia.
Risplendete come astri nel mondo,
tenendo salda la parola di vita.
Alleluia.

VANGELO (Lc 17,1-6)
Se sette volte ritornerà a te dicendo: Sono pentito, tu gli perdonerai.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«È inevitabile che vengano scandali, ma guai a colui a causa del quale vengono. È meglio per lui che gli venga messa al collo una macina da mulino e sia gettato nel mare, piuttosto che scandalizzare uno di questi piccoli. State attenti a voi stessi!
Se il tuo fratello commetterà una colpa, rimproveralo; ma se si pentirà, perdonagli. E se commetterà una colpa sette volte al giorno contro di te e sette volte ritornerà a te dicendo: “Sono pentito”, tu gli perdonerai».
Gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!». Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto un granello di senape, potreste dire a questo gelso: “Sràdicati e vai a piantarti nel mare”, ed esso vi obbedirebbe».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
In cammino verso la patria celeste, come Israele siamo soggetti a mille tentazioni. Da Dio imploriamo il soccorso per non stancarci lungo la strada. Diciamo insieme:
Signore, aumenta la fede del tuo popolo.

Quando nel mondo si dubita di te, del tuo amore e della tua provvidenza. Preghiamo:
Quando ci pare che non rispondi più e non ti preoccupi di noi. Preghiamo:
Quando il male sembra premiato, il cattivo arricchito, l'ingiusto fortunato. Preghiamo:
Quando i tuoi sacerdoti non danno buon esempio, i vescovi non entusiasmano, i battezzati non sostengono. Preghiamo:
Quando la società degli uomini non riesce a perdonare, dimenticare e capire. Preghiamo:
Quando incontriamo persone deluse e sconfitte, incomprese e tradite. Preghiamo:
Quando siamo stanchi di preghiera, vuoti di speranza, incapaci di carità. Preghiamo:
Quando i cristiani si adagiano nella mentalità corrente, si appesantiscono di tiepidezze e reagiscono come pagani. Preghiamo:

Dio dei nostri padri, anche nel deserto hai saputo dare acqua e manna al tuo popolo in marcia verso la terra promessa. La fragilità della nostra condizione umana invoca ancora l'abbondanza delle tue attenzioni. Seguici, Padre, con l'amore di cui in eterno ricolmi Gesù Cristo, tuo Figlio e nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Santifica, Signore, questi doni
che ti offriamo con gioia
in onore di san Martino,
e in mezzo alle vicende liete e tristi della vita
guida i nostri giorni nella tua pace.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Dice il Signore: “In verità vi dico:
ciò che avete fatto a uno dei miei fratelli più piccoli,
l’avete fatto a me”. (Mt 25,40)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che hai nutrito la tua Chiesa con l’Eucaristia, sacramento dell’unità, concedi a noi tuoi fedeli di vivere in perfetto accordo con te, perché, obbedendo alla tua volontà, sull’esempio di san Martino, gustiamo la gioia di essere veramente tuoi.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Martino (Pannonia c. 316 – Candes, Francia, 397), rivelò, ancora soldato e catecumeno, la sua carità evangelica dando metà del mantello a un povero assiderato dal freddo. Dopo il Battesimo si mise sotto la guida di sant’Ilario (339) e fondò a Ligugè, presso Poitiers, un monastero (360), il primo in Occidente. Ordinato sacerdote e vescovo di Tours (372), si fece apostolo delle popolazioni rurali con l’aiuto dei monaci del grande monastero di Marmoutiers (Tours). Unì alla comunicazione del Vangelo un’incessante opera di elevazione sociale dei contadini e dei pastori. La sua figura ha fondamentale rilievo nella storia della Chiesa in Gallia, sotto l’aspetto pastorale, liturgico e monastico. Santo molto popolare, è il primo confessore non martire ad essere venerato con rito liturgico. La sua «deposizione» l’11 novembre è ricordata dal martirologio geronimiano (sec. VI).