sabato 24 novembre 2018

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La sonda spaziale SOHO registra un “Buco enorme” sulla superficie del Sole

La sonda spaziale SOHO registra un “Buco enorme” sulla superficie del Sole

Le immagini che potete osservare nel video a seguire, sono state prese dal sito Helioviewer.org, dove è possibile osservare qualcosa mai visto prima. Un enorme foro o buco oscuro è visibile sulla superficie del Sole. Non si tratta di un semplice buco nero ma proprio un vero buco nel sole stesso!


Secondo il teorico della cospirazione di The Grimreefar, che vi farà rivedere le immagini della NASA, ha trovato strane fotografie inviate dalle sonde eliosferiche che monitorano il sole.




Il sito helioviewer.org raccoglie tutte le immagini provenienti dalle sonde spaziali stanno guardando la stella. Il Teorico ha commentato la strana presenza del buco sul Sole dicendo: “Ho sentito parlare di buchi che si aprono in atmosfera superiore del sole, ma non nel sole stesso.”




Il video ha anche causato grandi controversie nel mondo dei misteri, le teorie stanno volando. Già la gente lo collega che sono porte o portali dimensionali che si aprono nel Sole dove civiltà extraterrestri potrebbero usarle per viaggiare tra le stelle.


Un’altra persona che scrive: “Chi sa cosa è nascosto nella profondità dello spazio? Penso che se la popolazione sapesse cosa stava succedendo dentro e intorno al nostro sole, avrebbe avuto gravi attacchi di cuore “. Molti spettatori considerano il video una “scoperta incredibile”


LA UE CHIUDE LE STALLE ITALIANE: 80 AL GIORNO

NON E' CHE CI TOCCA FARE COME IN FRANCIA?


Non è un Paese per giovani. E nemmeno per chi vuole portare avanti attività economiche come da tradizione di famiglia. In Italia spariscono le stalle. Nel 1989 se ne contavano 181.771 oggi 27 mila circa. L’allevatore era un lavoro che permetteva a chi lo svolgeva di conseguire un reddito e soprattutto di portare sul mercato prodotti di qualità. Giusto per fare un esempio in vent’anni sono state chiuse circa 40 mila stalle. I Motivi? E’ aumentata la produzione europea di latte, soprattutto in Germania, e quindi c’è più concorrenza e arriva più latte dall’estero. Questo abbassa il valore del nostro. Poi si aggiungono le tante normative sugli smaltimenti, la struttura e il benessere dell’animale. Se non c’è remunerazione ci si demoralizza. È un’attività che si porta avanti solo se si ha passione e dedizione al lavoro e c’è voglia di continuare. Le giovani generazioni non ne vogliono sapere più di fare sacrifici per guadagnare poco. Si registra inoltre un calo della redditività e si produce sottocosto, non c’è ricambio generazionale, e l’Italia subisce l’invasione del latte estero a basso prezzo (Sloveni, tedeschi, ungheresi, francese) merce che hanno in più piuttosto che buttarla via la portano da noi. Lo danno all’industriale che produce prodotti a basso costo. Nel 2014 migliaia di agricoltori aderenti alla Coldiretti presidiarono il valico di frontiera del Brennero in direzione Italia. Controllarono i Tir che importavano nel nostro paese latte e carne senza etichetta che, una volta trasformati, diventano “magicamente” made in Italy.

All’epoca il presidente di Coldiretti Roberto Moncalvo disse: “Siamo qui per fermare i traffici di un Europa che chiude le frontiere ai profughi e le spalanca alle schifezze”.

Per anni, la Ue ci ha costretti a buttare il nostro latte, l’obiettivo era questo. Renderci dipendenti dall’importazione. La Ue è, ed è sempre stata, una catastrofe per l’Italia.

E’ RIVOLUZIONE IN FRANCIA: ‘GILET GIALLI’ ASSALTANO CASE POLITICI

La Francia profonda e populista sta dando l’assalto al potere. Una quarantina di ‘gilet gialli’ con il volto coperto da passamontagna e caschi ha fatto irruzione nella casa di una deputata di En Marche, Mireille Robert, nel sud-ovest della Francia, vicino a Tolosa.

La proprietà viticola della deputata, a Limouz, in una zona molto isolata, è stata invasa dai manifestanti che hanno minacciato i presenti e dato fuoco ad alcune tavole prima di fuggire. “Gesto ignobile”, ha twittato Benjamin Griveaux, portavoce del governo.

E’ la rivoluzione. Che non è un pranzo di gala.
E proseguono i disordini nella zona degli Champs Elysées. I vigili del fuoco sono intervenuti per spegnere le barricate incendiate, che hanno causato un denso fumo nero mescolatosi con quello bianco dei gas lacrimogeni. Altri gruppi manifestano pacificamente in altri quartieri di Parigi, come in altre zone della Francia. A Bordeaux migliaia di persone hanno dimostrato nonostante il divieto imposto dalle autorità che ormai non hanno più alcuna autorità:

CLANDESTINI IRROMPONO IN CASE, LE INCENDIANO – FOTO


Come i barbari peggio dei barbari. Un gruppo dei clandestini, per lo più pakistani, in marcia verso l’Italia attraverso i Balcani (quelli con la Mastercard, per intenderci), ha assaltato diverse case dandole alle fiamme.
I clandestini, che erano riusciti ad entrare dalla Bosnia in Croazia, quindi nello spazio Schengen, avrebbero fatto irruzione in due grandi case di campagna e poi le hanno incendiate. Loro dicono ‘per scaldarsi’.
Le autorità croate hanno arrestato 14 di loro.

Soros vende le azioni di Facebook e scatena la guerra al colosso social

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Tutto si può rimproverare al controverso finanziere George Soros tranne che non abbia il fiuto per gli affari. Il Soros Fund management ha risparmiato milioni di dollari questa settimana vendendo le azioni di Facebook, Netflix e Goldman Sachs, poco prima che queste calassero di valore drasticamente. A renderlo noto è il giornale finanziario statunitense Barron’s.  Il Soros Management Fund ha risparmiato 17,7 milioni di dollari nel quarto trimestre, vendendo al momento giusto le azioni dei tre titoli.
I numeri parlano chiaro. Goldman Sachs ha perso il 15% nel quarto trimestre, mentre Netflix, colosso dello streaming, è crollato del 29% dalla fine di settembre, secondo Barron’s. Male anche Facebook, che ha perso il 20% nel quarto trimestre, toccando il minimo storico di 126,85 dollari martedì scorso. E di mezzo, c’è proprio la guerra aperta tra il finanziere e Facebook. 

Sullo sfondo, la guerra tra Soros e Facebook

Probabilmente, e non per una fortunata coincidenza, il Soros Fund Management ha venduto il pacchetto azionario di Facebook poco prima della pubblicazione dell’articolo del New York Times, secondo il quale il colosso di Mark Zuckerberg avrebbe ingaggiato una società per indagare proprio su George Soros e sulle sue attività. “Sì, abbiamo incaricato Definers Public Affairs di indagare su Soros. Ma non abbiamo chiesto loro di contribuire a creare fake news” sottolinea in un comunicato il capo della Comunicazione & Policy di Facebook Elliot Schrage.

“Sì. Nel gennaio 2018, l’investitore e filantropo George Soros ha attaccato Facebook in un discorso a Davos, definendoci una “minaccia per la società”. Non avevamo mai sentito una tale critica da parte sua e volevamo determinare se avesse qualche motivazione finanziaria” osserva. A tal proposito, Facebook ha scoperto Soros ha finanziato la campagna Freedom from Facebook e che questa è tutto tranne che spontanea. Il presidente della Open Society Foundations, Patrick Gaspard, ha inviato una lettera aperta alla dirigenza esecutiva di Facebook, ai membri del consiglio di amministrazione e ai leader del Congresso per denunciare gli sforzi della compagnia nel “diffondere la vile propaganda” contro il finanziere.

“Indagate Facebook”

Dopo l’ammissione del colosso dei social media di aver ingaggiato una società al fine di indagare sulle attività del magnate, è proprio Patrick Gaspard a invocare con un tweet l’intervento del Congresso americano contro il colosso social. 
“Così @facebook decide di abbandonare il tacchino alla vigilia del Ringraziamento, ammettendo che Definers è stata incaricata dalla dirigenza dell’azienda di colpire George Soros perché ha criticato pubblicamente il loro modello di business fuori controllo. Ci dispiace, c’è bisogno di una supervisione indipendente del Congresso” ha sottolineato Gaspard.
A Davos, Soros aveva dichiarato che “i gruppi dei social media sfruttano il contesto sociale, tolgono autonomia di pensiero e inducono dipendenza”, oltre “a scaricare le responsabilità su ciò che viene pubblicato sulle piattaforme che controllano”. In particolare, secondo il magnate, i social media “influenzano il modo in cui le persone pensano e si comportano, senza che queste se ne accorgano”. Cosa ancor più grave, “ingannano i loro utenti manipolando la loro attenzione e dirigendola verso i propri obiettivi commerciali, provocando deliberatamente la dipendenza ai servizi che forniscono, il che è molto pericoloso soprattutto per gli adolescenti”. 

Un nuovo social alternativo a Facebook
Curiosamente, nel maggio 2017, un uomo molto vicino a George Soros proponeva la creazione di un social network alternativo a Facebook. Un social network pubblico pagato dai contribuenti, che sappia contrastare le “notizie di parte provenienti dagli organi d’informazione di destra”. È la proposta del ricercatore Ethan Zuckerman, membro del consiglio della Open Society Foundations, l’organizzazione internazionale con ambizioni filantropiche fondata dallo speculatore. In un articolo pubblicato su The Atlantic, l’esponente della Open Society e direttore del Center for Civic Media, proponeva la la creazione di un social media governativo che abbia “la missione civica di fornire una visione diversificata e globale del mondo”. Chissà se il finanziere sta lavorando a questa proposta…

"Champs Elysees Burning": Gas lacrimogeni della polizia francese, cannoni ad acqua mentre le proteste per il combustibile diventano violente, e chiedono le dimissioni di Macron

OCCHIO ALLA SITUAZIONE IN FRANCIA
La polizia francese ha usato gas lacrimogeni e un cannone ad acqua contro i manifestanti negli Champs Elysées, nel centro di Parigi, mentre gli "attivisti della maglia gialla" hanno invaso le strade. 
Originariamente scesi in strada per protestare contro l'aumento dei prezzi del carburante, i manifestanti della "maglia gialla" si sono evoluti in una più ampia manifestazione contro il governo del presidente Emmanuel Macron nelle ultime settimane. 
Nella capitale, centinaia sono arrivati agli Champs Elysee, dove gli ufficiali li hanno fermati dall'avanzare verso il vicino palazzo presidenziale. 
Alcuni dei manifestanti stavano cantando l'inno nazionale, mentre altri hanno brandito cartelloni chiedendo le dimissioni del presidente francese Emmanuel Macron e chiamandolo "ladro".
Più di 3.000 poliziotti sono stati mobilitati per controllare circa 8.000 manifestanti, alcuni dei quali mascherati, secondo la  CNN . Durante lo scontro teso con la polizia, i funzionari delle forze dell'ordine sono stati attaccati con le bottiglie prima di usare i gas lacrimogeni e i cannoni ad acqua. 


Mentre scoppiava il caos nelle strade di Parigi, l'Arco di Trionfo era appena visibile a causa di un denso fumo sulle strade. 
Almeno otto maglie gialle sono state arrestate dalla polizia intorno a mezzogiorno per aver lanciato proiettili, secondo Le Figaro, mentre un manifestante potrebbe essere stato visto trascinare via dalla polizia antisommossa. Le proteste si sono riversate nella metropolitana interrompendo il traffico per la chiusura di diverse stazioni a causa di "atti dolosi". 
Com'era prevedibile, il ministro degli interni francese Christophe Castaner ha accusato l'"estrema destra" delle proteste. "Oggi l'estrema destra si è mobilitata", ha detto ai giornalisti. "Le forze di sicurezza hanno perfettamente anticipato questa situazione." 
"La loro libertà di espressione sarà garantita, ma non deve essere esercitata a scapito della sicurezza, dell'ordine pubblico e del diritto di tutti di andare e venire: non c'è libertà senza l'ordine pubblico", ha aggiunto Castaner. 
Il leader politico conservatore Marine Le Pen ha criticato le accuse, definendole "patetiche e disoneste" forme di "manipolazione politica" da parte del governo francese. 
Le proteste non potevano arrivare in un momento peggiore per  Macron, che ha affermato che avrebbe governato come un dio romano, eppure il suo indice di gradimento in un sondaggio importante  è crollato a solo il  25%. 
il sondaggio è stato condotto tra il 9 e il 17 novembre su 1.957 persone.
In particolare, Macron ha registrato un forte calo di quattro punti rispetto a ottobre, con solo il 4% degli intervistati che dichiara di essere "molto soddisfatto" delle prestazioni del Presidente francese . Il 21% ha affermato di essere "per lo più soddisfatto". TheBurningPlatform
Nel frattempo, i residenti francesi non sono contenti dei campi profughi e dei grandi insediamenti di migranti che sono comparsi in tutto il paese, con il risultato di zone vietate e scontri tra culture.  
Dall'altra parte del confine in Italia, il grado di approvazione del Ministro dell'Interno Matteo Salvini è cresciuto  costantemente  mentre prosegue con le sue politiche contro l'immigrazione di massa verso l'Italia. 
Macron sopravviverà alle prossime elezioni?