giovedì 8 novembre 2018

ALDO MORO RITENEVA CHE DIETRO IL SUO RAPIMENTO C’ERA LA TRILATERALE DI DAVID ROCKEFELLER

Per carità, sarà senz’altro una coincidenza. La vita è piena di coincidenze, per chi ha voglia di prenderla così.
Fatto sta che, nel mio libro sui Rothschild, a un certo punto individuo un collegamento tra Amazon (ma anche Google e il social su cui sto scrivendo, per carità) e la gigantesca banca d’affari Morgan Stanley. La banca d’investimento più potente del mondo, quella controllata dai Rockefeller e dai Morgan e, di conseguenza, dai soliti Rothschild.
Poi, nel successivo “L’Honda anomala”, chiudo il cerchio riscontrando come un’associazione privata e influentissima di finanzieri e politicanti come la Trilateral – fondata e gestita da David Rockefeller fino alla sua morte – fosse la prima delle preoccupazioni di Aldo Moro. Al punto da parlarne nelle sue lettere proprio durante la prigionia verificatasi in seguito al suo rapimento organizzato dalle BR. Al punto da lasciar intendere che questa associazione, così cara agli USA, abbia esercitato un ruolo di primo piano in tutto “l’affaire” che lo ha tragicamente coinvolto, al fine di togliere di mezzo un pericoloso e isolato oppositore delle ingerenze politico-finanziarie statunitensi nei confronti del nostro ben poco indipendente Paese.
Infine, la coincidenza. Da quando un video su YouTube, quello che per altro avete ben presente, comincia a far parlare molto di sé e tira in ballo l’innominabile Trilateral, Amazon (indicata proprio nelle didascalie del video come il bookstore in cui procurarsi il libro) blocca di colpo quasi tutti i miei lavori, dichiarati improvvisamente “non disponibili” nonostante, a quanto risulta ai rispettivi editori, ne abbia i magazzini pieni.
Ecco. Questa per esempio è una delle molte “casualità” con cui, quotidianamente, mi tocca fare i conti.
Pietro Ratto – BoscoCeduo.it

5G: La fascia delle microonde che penetrano nella pelle umana


Generazione 5G: controllo globale e cancro serviti caldi 

Marcello Pamio 

Sarà una delle rivoluzioni tecnologiche più imponenti del nostro tempo e avrà effetti e ripercussioni sulla vita e sulla salute di miliardi di persone.

Mi riferisco al “5G”: la nuovissima generazione di trasmissioni dati, che permetterà di connettere ad altissima velocità miliardi di dispositivi che oggi sono semplici elettrodomestici “passivi”.

A breve gli oggetti dentro e fuori casa si trasformeranno in “esseri attivi”: frigoriferi, tivù, radio, forni, perfino abiti e qualsiasi oggetto elettronico o meno.
Secondo le previsioni, oltre 20 miliardi di dispositivi saranno interconnessi con la Rete entro il 2020.

Attualmente sarebbero “solo” più o meno 6 miliardi. 

La connessione di quinta generazione renderà possibile lo sviluppo della telemedicina, dell’auto a guida autonoma e delle cosiddette città intelligenti, dove tutto è costantemente tenuto sotto controllo elettronico.

La “G” sta per “Generation” e infatti è la quinta generazione del cosiddetto standard per la trasmissione dati attraverso una rete di telefonia mobile. I precursori sono stato l’1G (il famoso e obsoleto «TACS») in cui i segnali radio erano “analogici”, il 2G (il GSM), il 3G (UMTS) e l’ultimo4G (LTE, long term evolution, “evoluzione a lungo termine”).

Attenzione che a differenza delle altre generazioni, il 5G non è solo una nuova “interfaccia radio” perché qui la rete da “fisica” diventa “virtuale”, qui si vuole inglobare tutto…  

Rischi elettromagnetici

Qualsiasi tecnologia presenta dei rischi, e quando si è nell’ambito delle onde elettromagnetiche tali rischi sono estremamente pericolosi perché riguardano la salute.

Con la nuova generazione ci potranno essere anche rischi di cyber-attacchi sulle future reti mobili, le quali conterranno informazioni personali e dati sensibili oggi inimmaginabili.

L’intero globo e tutti i dati umani finiranno nei server o nei cloud virtuali, mettendo a rischio la sicurezza planetaria.

Sul fronte dell’inquinamento delle onde elettromagnetiche invece, coloro che speculano e guadagnano stanno chiedendo la revisione delle regole italiane sui limiti elettromagnetici che rappresentano un freno alla realizzazione della futura rete.

Come sempre la follia e la cupidigia umane rasentano il paradosso: invece di diminuire i limiti attuali che sono di per sé troppo alti per garantire la sicurezza della salute, questi sciacalli chiedono di eliminare e/o abbassare tali limiti per far posto alla nuova tecnologia.

Il punto cruciale è il seguente: per raggiungere velocità così elevate è necessario utilizzare uno spettro di frequenza finora mai utilizzato. Il 5G sfrutta le onde millimetriche, vale a dire onde radio tra 30 e 300 GHz. Stiamo parlando di uno spettro di frequenza talmente elevato che nessuno Stato ha ancora assegnato, anche perché fino a qualche anno fa era impensabile utilizzare questo spettro per la comunicazione. Siamo nella fascia delle microonde, la cui frequenza va appunto da 250 MHz a 300 GHz, e la lunghezza d’onda da 1 mm a 10 cm. 

Queste onde attraversano i muri come fossero di carta e possono penetrare di qualche millimetro l’epidermide umana. Questa caratteristica particolare, come verrà spiegato tra poco, viene sfruttata nelle armi-non-letali a energia diretta in dotazione al Pentagono.

La caratteristica principale del 5G, che lo differenzierà dai precedenti standard, è la velocità di connessione: secondo gli operatori dovrebbe viaggiare 100-1000 volte più veloce dell’attuale 4G.

Ma come sempre il rovescio della medaglia è molto insidioso e pericoloso…

Italia e le sperimentazioni del 5G

L’Italia è il paese-cavia ideale per le lobbies. Lo sappiamo molto bene.

Con qualche spicciolo è possibile testare di tutto. Non è un caso che siamo l’unico paese al mondo a inoculare sulla popolazione infantile oltre 10 vaccini obbligatori, senza avere nessuno studio o trials clinici che ne garantiscano la sicurezza.

Quindi potevamo perdere anche questa sperimentazione? Ovviamente no, e infatti il nostro Paese è stato tra i primi in Europa e nel mondo ad avviarla.

Sono diverse le città scelte per le sperimentazioni (che sono già avviate): MilanoPrato, l’Aquila,BariMatera sono le cinque città dove il Ministero dello Sviluppo Economico ha fatto partire la sperimentazione del 5G, alle quali si sono aggiunte Roma e Genova.

Città distribuite lungo tutto lo stivale che permetteranno di testare al meglio le potenzialità della nuova tecnologia e mettere alla prova le capacità degli operatori italiani di realizzare un’infrastruttura tecnologicamente all’avanguardia nel giro di pochi mesi.

Frequenze & appalti 

Il governo Conte, quello del grande "cambiamento", ha appaltato le frequenze del 5G.
Le frequenze in gioco sono: 700 MHz, 3.700 MHz e 26 GHz.
Ad accaparrarsi i blocchi i soliti noti: Iliad, Telecom, Vodafone, Fastweb e Wind-Tre.
I 700 MHz sono andati a Iliad, Vodafone e Telecom. 
I 3.700 MHz sono andati a Telecom, Vodafone, Wind-Tre e iliad
I 26 GHz invece a Telecom, Iliad, Fastweb e Wind-Tre 

Soltanto Telecom e Vodafon hanno investito 4,8 miliardi di euro!
Il governo ha fatto Bingo perché è stato ampiamente superato l'obiettivo minimo: l'asta per il 5G porterà ben 6,55 miliardi di euro, oltre 4 miliardi in più dei 2,5 miliardi preventivati come soglia minima! 
 
Infrastrutture per 5G

La nuova tecnologia impiegherà un’infrastruttura differente rispetto a quella del passato (a livello d’antenne e non solo) e protocolli comunicativi in grado di garantire una maggior capacità di banda, una maggior velocità di connessione e una minor latenza.

Vi sarà quindi l’implementazione di «piccole cellule», di cui si ignora il numero, ma sicuramente elevatissimo, che non andranno a sostituire le altre, ma a sommarsi alle attuali reti wireless in uso daTelecom (17.000), Vodafone (altrettanti), Wind Tre (26.000).

In Italia complessivamente ci sarebbero già 60.000 antenne di telefonia mobile, con quelle per il 5G raggiungeremo un numero folle.

Le antenne del 5G dovranno per forza di cosa crescere come funghi in ogni dove.

Attualmente le antenne per la telefonia sono distanti tra loro qualche centinaio di metri o qualche chilometro, per la nuova tecnologia dovranno essere presenti ogni cento metri e anche meno.

Le città e le campagne saranno invase da antenne: tetti, alberi, lampioni, campanili, ecc. 

Ma tutto questo è per il nostro stile di vita, per il nostro ben-essere.

Pensate: potremo guidare la nostra autovettura seduti comodamente sul water di casa, mentre sorseggiamo una tazzina di caffè macchiato. Oppure potremo farci controllare a distanza la prostata dal medico urologo, grazie ad una app dello smartphone e un piccolo sensore che va infilato nel retto collegato al cellulare con cavo usb, e questo anche se il dottore è in vacanza e si sta rilassando alle isole Fiji. Ma sarà anche possibile, sempre dal cesso ma questa volta dell’ufficio, controllare se nel frigo di casa vi sono alimenti scaduti; se per esempio dobbiamo fermarci a comprare il latte parzialmente scremato con il quale macchiamo il caffè che beviamo alla mattina sopra il water…
Questa sì che è tecnologia!

Armi ad energia diretta

L’esercito statunitense ha sviluppato un sistema di controllo della folla non letale, chiamato «Active Denial System» (ADS). Dei veri e propri cannoni portatili montati su camion sparano onde millimetriche a radiofrequenza nella frequenza dei 95 GHz (esattamente lo spettro che rientra nel 5G) in grado di penetrare l’epidermide di 0,4 mm delle persone, producendo istantaneamente un’intollerabile sensazione di riscaldamento che li porta alla fuga.

 

Esattamente come il forno a microonde che purtroppo ancora molte persone usano in cucina, questi cannoni militari vanno a scaldare gli strati di acqua contenuta sotto la pelle…

Quindi per dare avvio al «Progetto 5G», migliaia di antenne, cioè piccoli cannoni («armi non letali»), saranno disseminati nelle città di tutto il mondo.

Quale sarà l’effetto sulla salute pubblica di un bombardamento costante di microonde? L’effetto sugli animali lo sappiamo già… 

5G e la strage degli innocenti (uccelli)

In giro per il mondo si stanno verificando delle cose molto strane.

Casualmente nelle città scelte per la sperimentazione del 5G avvengono delle morie di uccelli da film di Hitchcock.

A Roma oramai lo hanno definito «l’incubo storni», in pratica uccelli dal cielo cadono stecchiti in terra come le mosche. Un vero e proprio disastro sia per i residenti che per gli automobilisti.

La stessa stranissima cosa sta avvenendo anche a l’Aquila.
Sono in corso indagini, ma al momento gli esperti interpellati non sanno dare nessuna spiegazione, anche perché forse non stanno seguendo la pista giusta, quella delle microonde!

La realtà è che migliaia di uccelli precipitano dal cielo…

Sappiamo benissimo che le onde possono disturbare seriamente l’orientamento spaziale degli animali che usano da sempre il campo magnetico terrestre (uccelli migratori, cetacei, delfini, ecc.).

Qui però gli uccelli vengono letteralmente stecchiti sul colpo!

Il mistero della Smart-Dust

Si chiama «Polvere intelligente» (smart-dust) e ilPentagono l’ha definita «la tecnologia strategica dei prossimi anni».[1] 

Si tratta di un “pulviscolo intelligente” composto da miliardi di microscopici computer, della dimensione di un millimetro cubo, in grado però di incorporare sensori elettronici, capacità di comunicare via onde radio, software e batterie.
Questa “polvere” in grado di captare calore, suoni e anche movimenti, si può disperdere su territori immensi, anche grazie all’avio dispersione in cielo (tramite le scie chimiche).

 

Quando si parla di ricerche militari fantascientifiche il nome DARPA, braccio scientifico del ministero della Difesa, non manca mai. Dietro la smart-dust infatti c’è la «Defense Aduanced Research Projects Agency» (Darpa), l’Agenzia potentissima che ha inventato, tra le altre cose, Internet.
Per la polvere magica la Darpa si è affidata al dipartimento di ingegneria elettronica e informatica di Berkeley!

La rivoluzione di questi microsensori diffusi nell’ambiente «diventerà la primaria fonte di superiorità nei sistemi di armamento», come hanno candidamente dichiarato nel sito ufficiale www.darpa.mil.

Il problema è che la smart-dust abbinata sinergicamente alla tecnologia 5G potrà rappresentare il pericolo numero uno per la libertà, perché fornirà gli strumenti perfetti per il controllo globale assoluto.

Come sempre, purtroppo la realtà supera ogni più fervida immaginazione…

Conclusione

Dopo quanto detto diventa di vitale importanza impedire lo sviluppo della quinta generazione.

Rifiutiamo telefoni, smartphone e qualsiasi altro apparecchio e/o elettrodomestico nato per il 5G, o anche solo predisposto e implementabile alla nuova tecnologia militare!

Il nostro futuro e quello dei nostri figli lo abbiamo nelle nostre mani oggi.

Ricordiamo che i bambini sono gli esseri (come gli animali) più a rischio di ammalarsi, proprio perché si trovano nella fase delicata di crescita e di sviluppo.
Sarà un caso ma nel nostro paese i tumori in età pediatrica stanno crescendo a ritmo pandemico, e l’Italia vanta il triste primato a livello europeo.

Se non vogliamo avere il primato di mortalità infantile anche a livello mondiale, pensiamoci molto seriamente e subito… 



Nei boschi trentini, la Caporetto dei sionisti




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Quella che pochi giorni fa si è schiantata sul suolo italiano non era solo una perturbazione, non era solo un ciclone, non erano solo nuvole, pioggia e aria a 150 chilometri orari, era una vera e propria dichiarazione di guerra.

Quello che ha colpito, principalmente il Trentino, ma anche il Veneto ed il Friuli in maniera particolare è stata una perturbazione anomala che solo chi ha degli interi prosciutti dinnanzi agli occhi la può credere come normale. Intere distese boschive rase al suolo come la piana della Marcesina quasi del tutto sparita, i boschi della Val di Fiemme e intere vallate al buio per oltre 24 ore, allagamenti, frane, crolli, ecc ecc

Persino i fatti di Savona cercano di farceli passare come ‘normali’; centinaia di auto posteggiate vicine alla costa, sarebbero bruciate perché la mareggiata bagnandole gli avrebbe fatto esplodere le batterie.
Ma chi vogliono prendere per il culo? Sul serio pensano che vi sia gente disposta a credere a delle cazzate così grandi?
In molti, come noi, sono arrivati a capire benissimo che i fatti savonesi fanno riferimento come minaccia al ministro SAVONA, antieuropeista dichiarato e i casini meteorologici del Trentino si riferiscono alle ultime turnate elettorali leghiste, vincenti, che hanno spazzato via i servi dei sionisti mondialisti dalla zona.

L’anno prossimo toccherà ad un’altra zona ci dicono, che dal dopoguerra ininterrottamente è controllata da questa gentaglia, il ferrarese, cittadina di poco più di centomila anime con una storia importantissima, già trattata più volte in queste pagine.
Gli effetti di queste azioni, sono palesemente artificiali, manovrate. A 45 anni io sinceramente non ho ricordo di devastazioni simili. Boschi che nemmeno durante la Grande Guerra erano ridotti in quelle condizioni e guarda caso tutto questo accade a pochissimi giorni dal 2 e dal 4 novembre, date importantissime per il loro significato: i nostri morti e i nostri caduti sui campi di battaglia.
Quasi a voler pestare, umiliare e avvertire l’anima italica che si sta risvegliando, possa piacere o no, ma è così.

Chi gestisce questi teatrini, con conseguenze pazzesche per chi vive nelle zone colpite sa benissimo che dovrà fare i conti non solo con il karma, ma anche con qualcun’altro (non di umano eh…), dormano sereni che la nera signora con la falce presto li andrà a trovare per trascinarli in un vortice di incubi tremendi per l’eternità, dormite sereni che questa non è ne una minaccia, ne una promessa, ma una garanzia.
A questo giro sarà la Vostra Caporetto!!!!
W l’Italia!!!
Lago di Carezza
Fonte: LaPortaDiRa

Francia, male oscuro: si suicidano le Guardie Repubblicane

Il caso di Alexandre Benalla, il super-protetto di Macron, ha evidenziato come «vantaggi e carriere non vengano distribuite sulla base del merito o del lavoro, ma delle preferenze personali», e questo «può aver aumentato la frustrazione dei gendarmi». Oppure, insiste Guido da Landriano, «c’è un malessere più profondo, più segreto, che non si è ancora scoperto». Secondo “L’Essor”, l’ennesima morte di un militare della Guardia Repubblicana (sul posto di lavoro) non può certo passare inosservata. L’ufficio del primo ministro specifica che il gendarme deceduto era stato assegnato ai servizi di videosorveglianza del comando militare. La Procura di Parigi ha messo sotto sequestro l’Ispettorato generale della Gendarmeria Nazionale. L’inchiesta dovrebbe fornire maggiori informazioni sulle cause della morte della guardia. In viaggio in Nuova Caledonia, il primo ministro Edouard Philippe ha inviato le sue condoglianze alla famiglia del militare, esprimendo «il suo sostegno ai compagni del gendarme defunto» da parte di tutto lo staff di Palazzo Matignon.
«Questo dramma – scrive “L’Essor” – arriva un mese dopo la pubblicazione, su Internet, di una lettera che denunciale condizioni di lavorodei gendarmi all’Hôtel de Matignon». Posta anonima, firmata semplicemente “i gendarmi della compagnia di sicurezza dell’Hôtel Matignon”. La denuncia: pessime condizioni di lavoroall’interno di questa unità. La lettera evoca in particolare un «profondo malessere» e deplora «una stanchezza generale e un superlavoro». Immediata l’indagine interna per accertare le difficoltà segnalate, ma il gendarme morto – scrive sempre la rivista francese – non era tra i commilitoni già ascoltati dalla commissione. Il malessere della guardia d’onore francese sembra riflettersi anche nelle forze armate, dove – rileva “Zone Militaire” – quasi una recluta su tre ormai getta la spugna dopo il primo anno nell’esercito, mentre secondo un sondaggio Dicod, addirittura, il 62% dei militarigiovanissimi sarebbe intenzionato a restituire la divisa già dopo il periodo di prova.
Voglia di fuga dalle stellette: «Quelli con un’anzianità di 11 a 20 anni, siano essi ufficiali o sottufficiali, sono i più numerosi (70%) a considerare un altro futuronel civile. Inoltre, la marina è la più colpita, con l’81% dei suoi soldati professionisti che pensa di partire. Seguono l’aeronautica (72%), l’esercito (67%) e la gendarmeria nazionale (52%)». Diversa la situazione per i militarisotto contratto, di cui “solo” il 46% dice di considerare la possibilità di lasciare l’esercito. Ad ogni modo, aggiunge “Zone Militaire”, questa percentuale del 62% dei soldati in carriera che meditano di lasciare l’esercito è «un punteggio particolarmente alto, che riflette un fenomeno di logoramento». Per Guido da Landriano, comunque, il “male” della Francianon è solo superficiale: è profondo. L’attuale guida del paese «trovi una soluzione, o lasci spazio a chi la può trovare».
Il 5 novembre, nel Parco dell’Hôtel de Matignon, sede del primo ministro francese, è stato trovato morto l’ennesimo gendarme della Guardia Repubblicana, l’equivalente dei corazzieri in Italia. Si tratta di un gendarme di 45 anni, probabilmente suicida – scrive Guido da Landriano su “Scenari Economici” – dato che la sua arma d’ordinanza è stata trovata di fianco a lui. Il problema non è il caso singolo, ma il fatto che, dall’inizio dell’anno, sono ben 31 i suicidi fra le guardie, secondo la rivista specializzata “L’Essor”. Ora, ragiona Landriano, le guardie repubblicane sono 2.800 (i corazzieri, meno di 800), per cui risulta un tasso di suicidi superiore al 1% nel 2018. E non siamo neanche a fine anno. Nel 2017 i suicidi furono 17, mentre nel 2016 ben 25. «Sicuramente il lavoro della Guardia Repubblicana non è facile, ma oltre 1% di suicidi in 11 mesi è una media elevatissima: lo sarebbe in qualsiasi reparto militare, perfino in tempo di guerra». Si può parlare di stress, rileva “Scenari Economici”, ma probabilmente qualcosa non va. «Secondo una ricerca, il 62% dei militari francesi vorrebbe lasciare l’esercito, ma anche questo non spiega un tal numero di suicidi».
Il caso di Alexandre Benalla, il super-protetto di Macron, ha evidenziato come «vantaggi e carriere non vengano distribuite sulla base del merito o del lavoro, ma delle preferenze personali», e questo «può aver aumentato la frustrazione dei Guardia Repubblicanagendarmi». Oppure, insiste Guido da Landriano, «c’è un malessere più profondo, più segreto, che non si è ancora scoperto». Secondo “L’Essor”, l’ennesima morte di un militare della Guardia Repubblicana (sul posto di lavoro) non può certo passare inosservata. L’ufficio del primo ministro specifica che il gendarme deceduto era stato assegnato ai servizi di videosorveglianza del comando militare. La Procura di Parigi ha messo sotto sequestro l’Ispettorato generale della Gendarmeria Nazionale. L’inchiesta dovrebbe fornire maggiori informazioni sulle cause della morte della guardia. In viaggio in Nuova Caledonia, il primo ministro Edouard Philippe ha inviato le sue condoglianze alla famiglia del militare, esprimendo «il suo sostegno ai compagni del gendarme defunto» da parte di tutto lo staff di Palazzo Matignon.
«Questo dramma – scrive “L’Essor” – arriva un mese dopo la pubblicazione, su Internet, di una lettera che denuncia le condizioni di lavoro dei gendarmi all’Hôtel de Matignon». Posta anonima, firmata semplicemente “i gendarmi della compagnia di sicurezza dell’Hôtel Matignon”. La denuncia: pessime condizioni di lavoro all’interno di questa unità. La lettera evoca in particolare un «profondo malessere» e deplora «una stanchezza generale e un superlavoro». Immediata l’indagine Macron e Benallainterna per accertare le difficoltà segnalate, ma il gendarme morto – scrive sempre la rivista francese – non era tra i commilitoni già ascoltati dalla commissione. Il malessere della guardia d’onore francese sembra riflettersi anche nelle forze armate, dove – rileva “Zone Militaire” – quasi una recluta su tre ormai getta la spugna dopo il primo anno nell’esercito, mentre secondo un sondaggio Dicod, addirittura, il 62% dei militari giovanissimi sarebbe intenzionato a restituire la divisa già dopo il periodo di prova.
Voglia di fuga dalle stellette: «Quelli con un’anzianità di 11 a 20 anni, siano essi ufficiali o sottufficiali, sono i più numerosi (70%) a considerare un altro futuro nel civile. Inoltre, la marina è la più colpita, con l’81% dei suoi soldati professionisti che pensa di partire. Seguono l’aeronautica (72%), l’esercito (67%) e la gendarmeria nazionale (52%)». Diversa la situazione per i militari sotto contratto, di cui “solo” il 46% dice di considerare la possibilità di lasciare l’esercito. Ad ogni modo, aggiunge “Zone Militaire”, questa percentuale del 62% dei soldati in carriera che meditano di lasciare l’esercito è «un punteggio particolarmente alto, che riflette un fenomeno di logoramento». Per Guido da Landriano, comunque, il “male” della Francia non è solo superficiale: è profondo. L’attuale guida del paese «trovi una soluzione, o lasci spazio a chi la può trovare».

L’impressionante Trasformazione “dal vivo” del generale Petraeus in un rettile (video)


L’impressionante caso di trasformazione rettiliana trasmesso in diretta su un canale televisivo americano di un alto funzionario delle forze armate, il generale Petraeus, che ha lasciato il mondo senza fiato per alcuni secondi.


Il generale Petraeus crolla durante la sua dichiarazione davanti al senatore americano McCain


Sin dall’inizio della civiltà, diverse culture in tutto il mondo che non erano tra di loro interconnesse, hanno lasciato in eredità la storia degli dei “serpenti” che venivano dalle stelle sulla Terra. Esseri intelligenti che provenivano da altre civiltà avanzate, in grado di viaggiare attraverso le vaste distanze dell’universo e il cui aspetto era simile a quello dei rettili.
Come probabilmente sapete, esiste una mitica serie televisiva chiamata “Visitors” in cui gli alieni rettiliani si infiltrano negli umani copiando il loro aspetto fisico. E suona come una fantasia, molti archeologi, antropologi e gli esperti dicono che in tempi antichi, gli esseri umani erano in contatto con qualche tipo di civiltà avanzata rettile. Sono l’antica Mesopotamia, il Messico, il Perù e l’Egitto, e altri luoghi, i testimoni di queste civiltà che hanno rappresentato gli incontri con questi esseri extraterrestri.
Oggi volevo menzionare un evento straordinario accaduto alcuni anni fa durante un discorso ufficiale trasmesso in televisione, dove i protagonisti sono l’allora senatore statunitense John McCain e il generale David Petraeus. Il generale fu chiamato a tenere un discorso davanti agli alti funzionari delle Forze Armate degli Stati Uniti. Mentre parlava di fronte al senatore McCain, qualcosa di strano cominciò a succedere a lui.
Il senatore parlò in tono rilassato quando la sua faccia si sollevò mentre osservava il generale Petraeus con stupore e shock. L’impatto del senatore fu tale da indietreggiare persino all’indietro con la sedia. La versione ufficiale è che il generale ha sofferto di un soffocamento durante l’evento. Ma la faccia del senatore McCain era spaventatissima. Se fosse stato un semplice soffocamento, non avrebbe reagito in modo così terrificante. Si è visto  perfettamente lo stupore e poi il panico di fronte al senatore.
Guardando attentamente il video e fermandosi in alcune sequenze, si può notare una strana anomalia di fronte al generale Petraeus. È come se un rigonfiamento sporgesse dal suo viso. Sembra che l’umano “ologramma” che questi rettili trasportano abbia clamorosamente fallito. Come si può vedere, è immediatamente coperto dall’attrezzatura del generale in modo che non possa essere registrato dalle telecamere. Inoltre, gli danno molta acqua velocemente. E si dice che per mantenere il sistema di ologrammi umani ben “nutriti”, devono essere in costante idratazione dell’acqua.
Quindi, il generale è stato evacuato agilmente dalla stanza e l’evento è stato immediatamente sospeso. È più che evidente che, se fosse stato un semplice soffocamento, questo evento ufficiale non sarebbe stato interrotto. Sarebbero bastati alcuni minuti per recuperare, e sarebbe stato abbastanza. Non pensate?

Personalmente rimane impresso il volto del senatore McCain che non crede ai suoi occhi.

Per vedere la sequenza completa della trasformazione rettiliana del generale Petraeus guarda il video seguente:





INCREDIBILE A PORTA A PORTA – Siamo al centro di un esperimento planetario (Video)

Sentite le parole di Antonio Raschi – Direttore Istituto Biometeorologia CNR Firenze: “Siamo tanti, al centro di un esperimento planetario, di cambiamento del clima, del quale non sappiamo bene gli effetti sul lungo periodo”.

Meditate su queste considerazioni, rare sulle reti nazionali:





Prescrizione, M5S: ‘Vogliamo la certezza della pena anche in Italia! Chi sbaglia deve pagare!’


Prescrizione

“In Italia la prescrizione impedisce di mandare in galera i criminali.”
Lo ha ribadito il Movimento 5 Stelle in un post pubblicato sulla propria pagina Facebook.
“Lo Stato non può punire i delinquenti perché i reati che hanno commesso ‘scadono’. Diciamo stop alla prescrizione dopo il primo grado di giudizio!” hanno proseguito i pentastellati.
“Nel resto del mondo, ad esempio in Francia, Germania, Gran Bretagna, Spagna e USA, la prescrizione non esiste o comunque non impedisce alla giustizia di fare il suo corso fino in fondo” hanno sottolineato i 5 Stelle.
“Vogliamo la certezza della pena anche in Italia! Chi sbaglia deve pagare!” hanno concluso.
La prescrizione, sembra essere essenziale per il Movimento 5 Stelle, tanto che il leader pentastellato, Luigi Di Maio, ha dichiarato: “per noi rappresenta un punto fondamentale e sono fiducioso che troveremo un accordo con la Lega”.
“Sulle cose importanti lo abbiamo sempre trovato, ma deve essere approvato nel disegno di legge anticorruzione. Chi parla di stralcio della norma non dice la verità” ha continuato il vicepresidente del Consiglio a Radio Radicale.
“Io credo che, la prescrizione come le nuove assunzioni nel comparto della giustizia e la semplificazione del codice civile per le imprese, rappresenti un passaggio fondamentale per accorciare i tempi della giustizia e garantire giustizia ai cittadini” ha detto il ministro del lavoro.
“Basta con le impunità dei furbetti del quartierino che si salvavano dai processi per frode fiscale” ha concluso.
Nel frattempo, anche il M5S in un post sul proprio blog ufficiale ha affermato:
“La riforma della prescrizione è stata votata dai nostri iscritti sulla piattaforma Rousseau, è uno dei punti del contratto di Governo e, prima ancora, parte integrante del programma del MoVimento. E’ evidente che si tratta di uno degli interventi a cui i cittadini tengono di più, perché tutti hanno bisogno di poter tornare a credere in un sistema che garantisca la giusta punizione ai colpevoli. Ancora una volta, abbiamo tutta l’intenzione di rispettare la volontà degli italiani e l’impegno che abbiamo preso con loro.
Chi sbaglia deve essere punito, in Italia come in altri Paesi europei. E se è vero, come ha sostenuto in tempi recenti l’avvocato generale della Corte europea, che in Italia esiste ‘un rischio sistemico di impunità’, è altrettanto vero che le proposte del ministro Bonafede rappresentano una soluzione concreta al problema”.