sabato 6 luglio 2019

NOBILE, SEA-WATCH E OICOFOBIA. MA PERCHÈ LA SINISTRA (E LA CHIESA) ODIANO GLI ITALIANI?

UN BELLISSIMO ARTICOLO DI AGOSTINO NOBILE RIPORTATO DA STILUM CURIAE

Cari amici e nemici di Stilum Curiae, Agostino Nobile ci offre una sua riflessione sul caso della Sea-Watch, e soprattutto sul significato di questa vicenda – di per sé forse trascurabile – nel panorama italiano e internazionale. Mentre leggevo la riflessione veramente molto acuta, documentata e interessante di Nobile, mi sono ricordato di uno spezzo di intervista registrata da un TG nazionale (credo il sinistrassimo TG3) in cui un signore con un bell’accento siciliano diceva di essere stato, e di essere ancora comunista, e di votare Salvini non una ma dieci volte, perché è l’unico che difende il popolo. Ho pensato a mio zio, operaio, segretario del PCI a Sampierdarena, partigiano, scampato per miracolo con un compagno all’eccidio nazista di Cravasco, che nel 1984 smise di rinnovare la tessera del Partito. La mutazione genetica dalla sinistra di popolo alla sinistra di salotto (e non solo…di soldi, di finanza, di affari) era già chiara, a qualcuno. Buona lettura.


Menzogne, oicofobia e cinismo 

Ero ancora un bambinetto quando un vicino di casa uscì sul suo balcone con le braccia alzate e i pugni chiusi, gridando euforico “abbiamo vinto!” La partita di calcio giocata a Mosca era finita 2 a 0, per i sovietici. Questo signore non era una scheggia impazzita dell’universo comunista. Palmiro Togliatti aveva un rispetto tale per gli italiani che rinunciò alla cittadinanza per abbracciare quella sovietica. Al XVI Congresso del PCUS ne dette la motivazione: “È motivo di particolare orgoglio per me l’aver abbandonato la cittadinanza italiana per quella sovietica. Io non mi sento legato all’Italia come alla mia Patria, mi considero cittadino del mondo, di quel mondo che noi vogliamo vedere unito attorno a Mosca agli ordini del compagno Stalin. È motivo di particolare orgoglio aver rinunciato alla cittadinanza italiana perché come italiano mi sentivo un miserabile mandolinista e nulla più. Come cittadino sovietico sento di valere diecimila volte più del migliore cittadino italiano”.

Dunque, niente di nuovo sotto il sole. In Italia gli eredi del comunismo hanno esteso su larga scala l’odio per le proprie radici per vedere uniti i popoli europei attorno agli Stalin dell’Alta Finanza. Uno dirà, che c’azzeccano Stalin e il comunismo con la finanza mondiale? C’entrano eccome. Il programma delle due ideologie mira alla creazione di un nuovo paradigma sociale. Distruggendo la cultura cristiana, imperniata sui i diritti umani dalla nascita alla morte naturale, i marpioni della finanza vogliono, come il comunismo mondialista, imporre una società di schiavi. L’immigrazione illegale insieme all’odio indotto per la propria cultura agli italiani, facilita l’infiltrazione dei popoli cresciuti in una società dove i diritti umani non li hanno visti nemmeno col cannocchiale.

Il filosofo britannico Roger Scruton definisce l’odio per le proprie radici oicofobia, dal greco òikos/famiglia o casa (considerate l’unità di base della società) e phobia/paura, definizione coniata in ambito scientifico dallo psichiatra Carl Westphal in una monografia sull’agorafobia del 1871. La vicenda della Sea Watch è l’ennesimo esempio di oicofobia. Per sostenere una giovane capitana tedesca che si fa beffe del Governo e degli italiani, alcuni politici di Sinistra s’insediano sull’imbarcazione sbeffeggiando il ministro dell’Interno Salvini. In poche ore riescono a racimolare più euro di quanti ne servono per pagare la multa che i giudici dovrebbero affibbiare alla capitana tedesca Carola Rackete.

Soldi arrivati alla velocità della luce, certamente non donati dalla classe operaia. Questa parvenu, paladina del gay pride, protetta dalla Sinistra, dalle toghe rosse, da Bruxelles e dall’ONU, ringalluzzita dal dinherino ricevuto dai sorosiani, sperona una piccola motovedetta della Guardia di Finanza mettendo in pericolo la vita degli agenti che cercano di far rispettare le leggi italiane e internazionali. Se questi fatti fossero avvenuti in qualsiasi porto di qualsiasi paese del mondo, molto probabilmente la vicenda non sarebbe finita – come probabilmente accadrà in Italia – a tarallucci e vino.

Basti ricordare i governi olandese e tedesco che, nonostante i richiami del ministro dell’Interno italiano, hanno fatto spallucce dicendo chiaro e tondo che da loro non entra la Sea Watch e nemmeno i migranti. Subito dopo l’attraccaggio illegale e violento della Sea Watch, con tempismo calcolato le tv nazionali e i grandi quotidiani sottolineano il disappunto di Berlino: “Non criminalizzare soccorso in mare”. Un direttore di giornale minimamente oggettivo avrebbe dovuto rilevare l’ipocrisia del Governo teutonico che prima se ne lava le mani e poi accusa il Governo italiano. Al contrario, i media mondialisti hanno già santificato la capitana. Il quotidiano La Stampa ha addirittura rappresentato la pulzella Carola come Gesù e Salvini come Barabba. In pratica gli italiani hanno votato un Barabba.

Solo gli sprovveduti non vedono in queste mosse un piano stabilito. Tanto più che non si tratta di salvataggio ma di palese tratta di africani. A questo sommiamo la chiesa bergogliana. L’arcivescovo di Ferrara Giancarlo Perego ha superato la fantasia suicida dei politici di Sinistra, suggerendo di titolare il porto di Lampedusa all’eroina che ha portato illegalmente in Italia 41 migranti musulmani.

Chiunque possieda un IQ poco superiore di quello delle galline dovrebbe sapere che i giovani immigrati che arrivano in Italia non sono poveri, o perlomeno non lo sono come quei bambini denutriti che muoiono ogni giorno in Africa. Creature di cui i nostri sorosiani manco ci pensano. Si dovrebbe altresì sapere che gli scafisti non sono suore orsoline, ma schiavisti che portano carne umana alle ONG, che a loro volta vengono pagati profumatamente dai sorosiani promotori dell’immigrazione coatta. Nonostante queste evidenze macroscopiche l’oicofobia, il cinismo e le calunnie di gente in malafede continuano ad impestare tutti i media.

Bergoglio, ormai fuori controllo, ripete come un mantra di abbattere i muri. Il cinico presentatore tv Fabio Fazio, a proposito della vicenda Sea Watch, commenta: “Un giorno ci si chiederà conto di tutto questo… Prima di tutto essere italiani! Riconoscersi cioè nei valori fondamentali sanciti dalla nostra Costituzione. Valori di pace, solidarietà e inclusione che la nostra bandiera riassume”. Commento degno di Kaa, il simpatico e viscido serpente boa del film disneyano Il libro della giungla. Non ha detto nulla di concreto, di vero e di ragionevole. Una mielosa doppiezza.

Massimo Cacciari, che con i suoi sforzi intellettuali cerca di superare sé stesso, sul caso Sea Watch commenta: “Totale solidarietà nei confronti di chi infrange leggi che trasgrediscono principi fondamentali sanciti dal diritto internazionale”. Sentire sulla bocca di un comunista queste parole solleticano il sarcasmo più irrispettoso. Vauro Senesi, uno dei depressi meno simpatici e graffianti, chiosa: “Forse, oggi, abbiano perso tutti. Non c’è umanità, non c’è empatia. E se non c’è verso il migrante che giunge nel nostro Paese, non ci sarà nemmeno nei confronti del vicino di casa. Costretti o condannati ad accettare la legge del più forte”. Come il milionario Fazio, molto miele e poca sensatezza. I personaggi che marcano la stessa linea di quelli su citati, non sono stupidi. Sono i soliti cinici che stanno dalla parte di chi li paga meglio. Se oggi imperasse il fascismo sarebbero tutti fascisti, come gran parte dei loro colleghi durante periodo fascista.

Grazie all’ingenuità di milioni di italiani che credono supinamente a questi odiatori di italiani ci stiamo giocando la dignità e la democrazia. Anche perché, se un Governo democraticamente eletto ha le mani legate da una magistratura ideologizzata, il suffragio universale non vale un fico secco. I personaggi mediatici, dopo essersi arricchiti con gli italiani, non pensano ai milioni di poveri autoctoni, ma a fare politica con l’immigrazionismo irregolare pagato dai contribuenti italiani.

Anche qui niente di nuovo sotto il sole. Basta leggere le righe conclusive della lettera che Palmiro Togliatti scrive all’amico Vincenzo Bianco, allora funzionario del Komintern. Alla richiesta di fare qualcosa per i tanti prigionieri italiani nei Gulag russi, il Migliore risponde: “Il veleno è penetrato tra i contadini, tra gli operai, non parliamo della piccola borghesia e degli intellettuali, è penetrato nel popolo, insomma. Il fatto che per migliaia e migliaia di famiglie la guerra di Mussolini, e soprattutto la spedizione contro la Russia, si concludano con una tragedia, con un lutto personale, è il migliore, è il più efficace degli antidoti. Quanto più largamente penetrerà nel popola la convinzione che aggressione contro altri paesi significa rovina e morte per il proprio, significa rovina e morte per ogni cittadino individualmente preso, tanto meglio sarà per l’avvenire d’Italia…”.

Questo pensiero agghiacciante si ripete oggi nei fatti e nelle parole dei neocomunisti che accusano di fascismo coloro che non si piegano alla loro ideologia. “Tanto meglio sarà per l’avvenire d’Italia…” se sosteniamo gli africani musulmani invece dei miserabili mandolinisti italiani. La Chiesa è con noi e gli imbelli che ci votano non mancano. Tradotto: le tratte continueranno e li seppelliremo di immigrati. A meno che Salvini non attui una politica meno dialogante e più determinata.

Agostino Nobile

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