venerdì 21 giugno 2019

L’Iran abbatte un drone strategico americano – E’ pronto alla guerra – “Massima pressione” su Trump



Nelle prime ore di oggi, la difesa aerea iraniana ha abbattuto un drone da ricognizione ad alte prestazioni degli Stati Uniti:

DUBAI (Reuters) – Le Guardie Rivoluzionarie d’élite Iraniane hanno abbattuto un drone “spia” degli Stati Uniti nella provincia meridionale di Hormozgan, nel Golfo Persico, riportava oggi il notiziario web delle Guardie, Sepah News.

L’agenzia di stampa statale IRNA ha pubblicato lo stesso rapporto, identificando il drone come un RQ-4 Global Hawk.

“E’ stato abbattuto appena entrato nello spazio aereo iraniano, vicino al distretto di Kouhmobarak, nel sud,” ha aggiunto il sito web delle Guardie.


Una dichiarazione successiva dell’IRGC ha descritto l’incidente:

L’UAV americano era decollato da una base americana nel sud del Golfo Persico alle 00:14 di oggi e, contrariamente alla normativa aviatoria, aveva spento tutti i suoi apparati di riconoscimento e si era diretto dallo stretto di Hormuz a Chabahar in totale segretezza.

L’aereo senza pilota, mentre tornava nell’ovest della regione, verso lo stretto di Hormuz, aveva violato l’integrità territoriale della Repubblica Islamica dell’Iran e aveva iniziato a raccogliere informazioni e a spiare.



Alle 4:55, quando l’UAV aggressore è entrato nel territorio del nostro paese, è stato preso di mira dall’aeronautica dell’IRGC ed è stato abbattuto.

Gli Stati Uniti affermano che il drone era un Triton MQ-4C, la variante della Marina del tipoGlobal Hawk, specializzato in pattugliamento marittimo ad ampio raggio [Broad Area Maritime Surveillance] (BAMS). Secondo la versione fornita dagli Stati Uniti, il drone si sarebbe trovato nello spazio aereo internazionale al momento dell’abbattimento da parte della Guardie Rivoluzionarie Iraniane.

(È interessante notare che nessun MQ-4C avrebbe dovuto trovarsi in Medio Oriente e che la sua dislocazione avrebbe dovuto rimanere segreta. Aggiornamento: questo drone specifico sembra essere arrivato in Qatar solo cinque giorni fa. Ulteriori dettagli vengono discussi qui.)

Un drone del tipo Global Hawk

L’incidente è un’altra prova che la campagna di “massima pressione” di Trump contro l’Iran ora si è rivoltata contro di lui.

Secondo quanto riferito, Trump avrebbe detto al suo staff di smetterla di parlare di guerra all’Iran:

Due alti funzionari ed altre tre persone con conoscenza diretta della strategia dell’amministrazione nella regione hanno riferito a The Daily Beast che il presidente ha chiesto ai funzionari di abbassare i toni della loro infuocata retorica sull’Iran …

Trump non vuole aprire un conflitto militare con l’Iran. Sta già conducendo una brutale guerra economica contro l’Iran e il paese sta rispondendo. Trump vuole negoziati con l’Iran senza però liberarlo dalle sanzioni. L’Iran respinge una proposta del genere.

Non importa più che cosa vuole Trump. L’Iran, a questo punto, ha il controllo dell’escalation. Può causare una miriade di incidenti che costringerebbero Trump a reagire. [Trump] potrebbe passare alla guerra calda, e quindi rischiare le sue possibilità di rielezione, oppure ridurre le sanzioni che danneggiano il popolo iraniano. Se non farà neanche questo, seguiranno ancora punture di spillo, che, col tempo, diventeranno sempre più dolorose.

Abas Aslani @AbasAslani – 7:29 UTC · 20 Jun 2019

#Iran’s #IRGC commander Salami: abbattere il drone statunitense è stato un messaggio forte e chiaro, p.e. che reagiremo con forza contro ogni attacco al paese. I confini sono la nostra linea rossa. Non siamo in guerra con nessun paese, ma siamo pronti per la guerra. Il messaggio dell’incidente di oggi è stato chiaro.

La perdita del drone Global Hawk è significativa. Questi enormi velivoli, con un’apertura alare maggiore di quella di un Boeing 737, sono considerati risorse strategiche. Sono stati costruiti per sostituire i famigerati aerei spia U-2. Dispongono di sensori top secret e costano oltre 120 milioni di dollari l’uno.


Questa perdita può certamente essere attribuita all’Iran. Ma per incolpare di questo l’Iran, gli Stati Uniti dovranno dimostrare che il loro drone non era penetrato nello spazio aereo iraniano.

I droni statunitensi avevano già violato in precedenza lo spazio aereo sovrano dell’Iran. Nel 2011, l’Iran aveva acquisito un drone RQ-170 partito dall’Afghanistan manipolandone i segnali radio di controllo. Nel 2012 l’Iran aveva abbattuto un altro drone statunitense, un Boeing Scan Eagle, che era penetrato dal Golfo Persico. Molti altri droni statunitensi sono stati abbattuti sul territorio iraniano:

Nel gennaio [2011], l’Iran aveva dichiarato di aver abbattuto due droni convenzionali (non stealth) e, a luglio, l’Iran aveva mostrato agli esperti russi diversi droni statunitensi, tra cui uno che stava sorvegliando l’impianto sotterraneo di arricchimento dell’uranio di Fordo, vicino alla città santa di Qom.
Il Segretario alla Difesa, Leon Panetta, aveva dichiarato a Fox News il 13 dicembre che gli Stati Uniti avrebbero “assolutamente” continuato ad operare droni sull’Iran, alla ricerca di prove di possibili sviluppi sulle armi nucleari. Ma la posta in gioco per una tale sorveglianza si è fatta più alta, ora che l’Iran può, apparentemente, interferire con l’operato dei droni statunitensi.

I gatti persiani sono ben addestrati alle misure anti-drone.


Come reagirà Trump a questo incidente? Il Presidente John Bolton chiederà un’azione militare contro l’Iran come ritorsione per l’abbattimento. Sicuramente farà anche pressioni per inviare più truppe in Medio Oriente.

Trump può ancora minimizzare l’incidente, come ha fatto recentemente con l’attacco alle petroliere, che aveva definito “di entità molto limitata” [very minor]. Ma i falchi della guerra nei media, nel Congresso e in Iran, eserciteranno ancora più pressioni su di lui. Seguiranno sicuramente altri incidenti.

Trump ha una via d’uscita. Potrebbe emanare deroghe alle sanzioni, per consentire a Cina, Giappone, Corea del Sud, India e ad altri di importare nuovamente il petrolio iraniano. Eliminerebbe il “massimo” da questa sua ormai fallita campagna di “massima pressione” e potrebbe essere un modo per fare un passo avanti verso i negoziati.

Moon of Alabama

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