domenica 22 novembre 2020

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A) NOSTRO SIGNORE GESU' CRISTO RE DELL'UNIVERSO

XXXIV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Nostro Signore Gesù Cristo Re dell'Universo


Grado della Celebrazione: SOLENNITA'
Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
L’Agnello immolato
è degno di ricevere potenza e ricchezza
e sapienza e forza e onore:
a lui gloria e potenza nei secoli, in eterno. (Ap 5,12; 1,6)

Colletta
Dio onnipotente ed eterno,
che hai voluto rinnovare tutte le cose
in Cristo tuo Figlio, Re dell’universo,
fa’ che ogni creatura, libera dalla schiavitù del peccato,
ti serva e ti lodi senza fine.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
O Padre, che hai posto il tuo Figlio
come unico re e pastore di tutti gli uomini,
per costruire nelle tormentate vicende della storia
il tuo regno d’amore,
alimenta in noi la certezza di fede, che un giorno,
annientato anche l’ultimo nemico, la morte,
egli ti consegnerà l’opera della sua redenzione,
perché tu sia tutto in tutti.
Egli è Dio, e vive e regna con te...

PRIMA LETTURA (Ez 34,11-12.15-17)
Voi siete mio gregge, io giudicherò tra pecora e pecora.


Dal libro del profeta Ezechièle

Così dice il Signore Dio: Ecco, io stesso cercherò le mie pecore e le passerò in rassegna. Come un pastore passa in rassegna il suo gregge quando si trova in mezzo alle sue pecore che erano state disperse, così io passerò in rassegna le mie pecore e le radunerò da tutti i luoghi dove erano disperse nei giorni nuvolosi e di caligine.
Io stesso condurrò le mie pecore al pascolo e io le farò riposare. Oracolo del Signore Dio. Andrò in cerca della pecora perduta e ricondurrò all’ovile quella smarrita, fascerò quella ferita e curerò quella malata, avrò cura della grassa e della forte; le pascerò con giustizia.
A te, mio gregge, così dice il Signore Dio: Ecco, io giudicherò fra pecora e pecora, fra montoni e capri.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 22)
Rit: Il Signore è il mio pastore: non manco di nulla.

Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla.
Su pascoli erbosi mi fa riposare.
Ad acque tranquille mi conduce.

Rinfranca l’anima mia,
mi guida per il giusto cammino
a motivo del suo nome.

Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici.
Ungi di olio il mio capo;
il mio calice trabocca.

Sì, bontà e fedeltà mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
abiterò ancora nella casa del Signore
per lunghi giorni.

SECONDA LETTURA (1Cor 15,20-26.28)
Consegnerà il regno a Dio Padre, perché Dio sia tutto in tutti.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, Cristo è risorto dai morti, primizia di coloro che sono morti. Perché, se per mezzo di un uomo venne la morte, per mezzo di un uomo verrà anche la risurrezione dei morti. Come infatti in Adamo tutti muoiono, così in Cristo tutti riceveranno la vita.
Ognuno però al suo posto: prima Cristo, che è la primizia; poi, alla sua venuta, quelli che sono di Cristo. Poi sarà la fine, quando egli consegnerà il regno a Dio Padre, dopo avere ridotto al nulla ogni Principato e ogni Potenza e Forza.
È necessario infatti che egli regni finché non abbia posto tutti i nemici sotto i suoi piedi. L’ultimo nemico a essere annientato sarà la morte.
E quando tutto gli sarà stato sottomesso, anch’egli, il Figlio, sarà sottomesso a Colui che gli ha sottomesso ogni cosa, perché Dio sia tutto in tutti.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mc 11,9.10)
Alleluia, alleluia.
Benedetto colui che viene nel nome del Signore!
Benedetto il Regno che viene, del nostro padre Davide!
Alleluia.

VANGELO (Mt 25,31-46)
Siederà sul trono della sua gloria e separerà gli uni dagli altri.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria, e tutti gli angeli con lui, siederà sul trono della sua gloria. Davanti a lui verranno radunati tutti i popoli. Egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dalle capre, e porrà le pecore alla sua destra e le capre alla sinistra.
Allora il re dirà a quelli che saranno alla sua destra: “Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi”.
Allora i giusti gli risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, o assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando mai ti abbiamo visto straniero e ti abbiamo accolto, o nudo e ti abbiamo vestito? Quando mai ti abbiamo visto malato o in carcere e siamo venuti a visitarti?”. E il re risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me”.
Poi dirà anche a quelli che saranno alla sinistra: “Via, lontano da me, maledetti, nel fuoco eterno, preparato per il diavolo e per i suoi angeli, perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e non mi avete dato da bere, ero straniero e non mi avete accolto, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato”.
Anch’essi allora risponderanno: “Signore, quando ti abbiamo visto affamato o assetato o straniero o nudo o malato o in carcere, e non ti abbiamo servito?”. Allora egli risponderà loro: “In verità io vi dico: tutto quello che non avete fatto a uno solo di questi più piccoli, non l’avete fatto a me”.
E se ne andranno: questi al supplizio eterno, i giusti invece alla vita eterna».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli e sorelle, chiediamo al Padre di renderci servi impegnati e gioiosi del suo Regno, che si manifesterà nella sua pienezza con l’avvento di Gesù nella gloria.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Perché la Chiesa sia segno credibile della signoria di Cristo sul mondo e dell’azione dello Spirito nella storia, verso la manifestazione piena del Regno. Preghiamo.
2. Perché i cristiani sappiano vedere il volto di Cristo nei poveri, negli affamati, negli emarginati. Preghiamo.
3. Perché in coloro che vivono in Paesi travagliati dalla guerra e dalla violenza non venga mai meno la speranza nel Regno di Dio, in cui avranno stabile dimora la giustizia e la pace. Preghiamo.
4. Per i religiosi, le religiose e le persone consacrate, perché il Signore Gesù sia l’unico re della loro vita. Preghiamo.
5. Perché la nostra comunità sappia onorare con la carità fraterna la divina sovranità di Cristo. Preghiamo.

O Padre, che hai inaugurato il tuo Regno di amore con la risurrezione di Cristo, rendici operai appassionati e sinceri, affinché la regalità del tuo Figlio venga riconosciuta in ogni angolo della terra. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.


Preghiera sulle offerte
Accetta, o Padre,
questo sacrificio di riconciliazione,
e per i meriti del Cristo tuo Figlio
concedi a tutti i popoli il dono dell’unità e della pace.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.

PREFAZIO
Cristo sacerdote e re dell’universo.

È veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre e in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo,
Dio onnipotente ed eterno.
Tu con olio di esultanza
hai consacrato Sacerdote eterno
e Re dell’universo il tuo unico Figlio,
Gesù Cristo nostro Signore.
Egli, sacrificando se stesso
immacolata vittima di pace sull’altare della Croce,
operò il mistero dell’umana redenzione;
assoggettate al suo potere tutte le creature,
offrì alla tua maestà infinita
il regno eterno e universale:
regno di verità e di vita,
regno di santità e di grazia,
regno di giustizia, di amore e di pace.
E noi,
uniti agli Angeli e agli Arcangeli,
ai Troni e alle Dominazioni
e alla moltitudine dei Cori celesti,
cantiamo con voce incessante
l’inno della tua gloria: Santo...


Antifona di comunione
Re in eterno siede il Signore:
benedirà il suo popolo nella pace. (Sal 29,10-11)

Oppure:
“Il Figlio dell’uomo verrà nella sua gloria
per giudicare tutte le genti”. (cf. Mt 25,31-32)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre, che ci hai nutriti
con il pane della vita immortale,
fa’ che obbediamo con gioia
a Cristo, Re dell’universo,
per vivere senza fine con lui
nel suo regno glorioso.
Egli vive e regna nei secoli dei secoli.



Commento
Conosciamo questo testo che, ai giorni nostri, è uno dei più citati e discussi. Per alcuni esso riassume quasi tutto il Vangelo. Questa tendenza non dipende da una moda o da una certa ideologia, ma corrisponde a qualcosa di assai più profondo che già esiste in noi. Quando siamo colpiti e sorpresi da un’idea, da un avvenimento o da una persona, sembriamo dimenticare tutto il resto per non vedere più che ciò che ci ha colpiti. Cerchiamo una chiave in grado di aprire tutte le porte, una risposta semplice a domande difficili.
Se leggiamo questo passo del Vangelo con questo spirito, il solo criterio di giudizio, e di conseguenza di salvezza o di condanna, è la nostra risposta ai bisogni più concreti del nostro prossimo. Poco importa ciò che si crede e come si crede, poco importa la nostra appartenenza o meno a una comunità istituzionale, poco importano le intenzioni e la coscienza, ciò che conta è agire ed essere dalla parte dei poveri e dei marginali.
Eppure, questa pagina del Vangelo di san Matteo è inscindibile dal resto del suo Vangelo e del Vangelo intero. In Matteo troviamo molti “discorsi” che si riferiscono al giudizio finale. Colui che non si limita a fare la volontà di Dio attraverso le parole non sarà condannato (Mt 7,21-27). Colui che non perdona non sarà perdonato (Mt 6,12-15; 1-35). Il Signore riconoscerà davanti a suo Padre nei cieli colui che si è dichiarato per lui davanti agli uomini (Mt 10,31-33). La via della salvezza è la porta stretta (Mt 7,13). Per seguire Cristo bisogna portare la propria croce e rinnegare se stessi. Colui che vuole salvare la propria vita la perderà (Mt 16,24-26). San Marco ci dice anche: Colui che crederà e sarà battezzato, sarà salvato. Colui che non crederà sarà condannato (Mc 16,15-16). Queste parole ci avvertono di non escludere dal resoconto finale la nostra risposta ai doni soprannaturali e alla rivelazione. Guarire le piaghe del mondo, eliminare le miserie e le ingiustizie, tutto questo fa parte integrante della nostra vita cristiana, ma noi non rendiamo un servizio all’umanità che nella misura in cui, seguendo il Cristo, liberiamo noi stessi e liberiamo gli altri dalla schiavitù del peccato. Allora solamente il suo regno comincerà a diventare realtà.

venerdì 20 novembre 2020

Joe Biden al secolo Josip Bidenic e l'"amnesia" sulle foibe

I COMUNISTI "DEMOCRATICI" HANNO IN COMUNE LE STESSE ORIGINI MALVAGIE....


Piano piano la verità viene a galla e si capiscono tante cose.

Giorni addietro un imbecille, per giustificare l’amicizia e la stima di Joe Biden verso il noto criminale assassino Josip Broz detto “Tito” (famiglia di boscaioli originaria di Trento emigrata tempo prima in Slavonia), ha azzardato che Joe Biden non sapeva nulla di foibe e di genocidi commessi dai comunisti agli ordini del detto criminale, in danno di italiani e anche croati, sloveni, serbi e di altre etnie. Ciò per il fatto che quegli eventi erano stati volutamente occultati anche dalla stessa Italia (e questo è vero).

Ma i fatti e i documenti dicono altro: non solo che Joe Biden era al seguito del diplomatico USA Averell Harriman, che si incontrò lungamente due volte a Spalato e a Brioni con il noto assassino nel 1980, suo vecchio amico, poco prima che questi morisse (Foreign Relations of the United States, 1977-1980, vol. XX, Eastern Europe – Office of Historian), e non solo partecipò commosso (…) a Lubiana ai funerali di Edward Kardely (che, unitamente a Milan Gilas, erano stati compagni di merende con il satrapo di origine trentina, ma poi litigarono, forse per soldi) – quel Kardely che, assieme a Gilas fu mandato dall’assassino a dar manforte in Istria, Fiume e Dalmazia, agli altri assassini comunisti che infoibavano e uccidevano in altri modi mai immaginati prima dalla più perversa mente umana cittadini italiani (uomini, donne, vecchi, bambini, Sacerdoti e soprattutto povera gente) – ma c’è di più: il detto Joe Biden in realtà si chiama o si chiamava Josip Bidenić (in USA è facile cambiare nome e cognome, come le targhe delle automobili), di chiara origine croata, estremo fautore del proclama-programma “Trst je naš”.

Qualcuno vuole davvero pensare che questo fiore di prato della “democrazia” americana nulla sapesse dei genocidi commessi in Jugoslavia dal satrapo macellaio? È a questo soggetto, che il figlio di Bernardo Mattarella, il Conte Tacchia e l’obnubilato fiorentino, con il Conte marchigiano e il fratello del Commissario Montalbano si sono affrettati a fare le congratulazioni. Che figura di merda!

Figura di merda anche perché il Governatore dell’Ohio e quello della Florida hanno promosso causa contro il governo della Pennsylvania per essere stato questo un organizzatore di frodi. Ne sarà investita la Corte suprema. Poi, se i “media” sono tutti attendibili (?) c’è che il sito di informazione “Real Clear Politics” ha “attribuito” a Trump anche la Pennsylvania. E basterebbe questo per l’acquisita vittoria elettorale di Donald Trump.

Se i controlli in corso nei sette Stati in sospeso non dovessero concludersi nel termine fissato dell’8 dicembre 2020, le Assemblee legislative di questi Stati designerebbero i loro “Grandi Elettori” a prescindere dall’esito delle votazioni. In sei di questi sette Stati la maggioranza è repubblicana e dunque per Donald Trump. E il voto postale è stato espresso per tre quarti su schede elettorali false: il 99% di questi voti è stato fraudolentemente attribuito a Joe Biden.

FINE DEI GIOCHI
Ricevo notizia in questo momento che: 1. Josip Bidenic chiede a Donald Trump di essere estromesso dalle indagini per le frodi elettorali in cambio della sua rinuncia alla "corsa" per la Casa Bianca. 2. Emesso ordine di arresto internazionale per George Soros e il suo principale complice. 3. Richiesta al Congresso USA di interrogare Hillary Clinton e Barak Obama. Complimenti vivissimi al figlio di Bernardo Mattarella e auguri calorosi al Conte Tacchia. Per i vari traditori e complici nostrani, comunico che nelle celle delle galere americane, c'è posto per due detenuti al massimo e dunque nel rispetto del divieto di assembramenti, come vuole il DPCM del ragazzotto di Volturara Appula. Salutiamo il "globalismo" e tutti i suoi manutengoli. É finita l' "emergenza" sanitaria! Trascorreremo un Santo Natale sereno brindando al gaucho argentino!
AUGUSTO SINAGRA


#nostradamus #Trump #Biden #Election2020 #elezioniUsa2020 "...al vincitore appariranno l’Aquila (nazionale) ed il Sole (dopo l’eclissi) mentre allo sconfitto sarà dato un vano responso. Ad essere eletto sarà Trump, il biondo, dissimulando la sua follia” Appuntamento al 14/12
Ok hand

E con questo mi sia consentito rivolgere un affettuosissimo vaffanculo a tutti i cosiddetti “democratici”, a qualsiasi latitudine dell’orbe terracqueo.

Augusto Sinagra (Prof. Avvocato)

10 DIRITTI FONDAMENTALI DEI BAMBINI

OGGI GIORNATA MONDIALE DEI DIRITTI DEI BAMBINI, MA IN TROPPI LUOGHI DEL MONDO E' SOLO UNA RICORRENZA IPOCRITA.... 

Questo non è tutelare il loro diritto alla salute
Questo non è tutelare i bambini chiudendoli in gabbia
Questo non è tutelare il loro diritto al gioco
Questo non è tutelare il loro diritto ad una famiglia strappandoli a quella d'origine
Questo non è tutelare l'infanzia
Questo non è tutelare il loro diritto ad una casa
Questo non è tutelare il loro diritto al cibo

Possa Dio (non?) avere pietà di chi scandalizza e maltratta i bambini

I 10 diritti fondamentali dei bambini

Nel 1990 è entrata in vigore la Convenzione sui diritti dell’infanzia , che non è altro che un trattato che include tutti i diritti dei bambini .
Da quel momento in poi, è stata fornita una nuova visione sui bambini come soggetti che avevano anche i loro diritti di rispetto e realizzazione.

Poiché sono bambini, non hanno meno diritti degli adulti, anche se loro stessi non sanno o possono difendersi, ci sono diritti nell’infanzia basati sui principi di non discriminazione , l’interesse del bambino, il diritto di vita e partecipazione alle situazioni che li riguardano.

I 10 diritti più importanti dei bambini

La Convenzione sui diritti dell’infanzia contiene 54 articoli con tutti i diritti dei bambini, abbiamo selezionato i 10 fondamentali per il benessere dei bambini.

Diritto dei bambini a giocare
Tutti i bambini hanno il diritto di giocare e divertirsi. Diritto dei bambini a giocare

Diritto dei bambini al cibo
Tutti i bambini hanno il diritto al cibo e a nutrirsi adeguatamente

Diritto dei bambini di avere una casa
Tutti i bambini hanno il diritto di avere una casa, una casa dove possano proteggersi dal freddo e dove vivere con la propria famiglia. Oltre ad essere un luogo protetto, deve essere una casa dove il bambino può vivere con comprensione, tolleranza, amicizia, amore e protezione. Il diritto dei bambini di avere una casa e una casa

Diritto dei bambini alla salute
Il diritto alla salute nei bambini è uno dei diritti fondamentali a cui ogni bambino dovrebbe avere accesso. Il diritto alla salute è un compendio tra il benessere fisico, mentale e sociale, e ancora di più nei bambini, che sono più vulnerabili alle malattie. Il 20 novembre di ogni anno è la giornata internazionale dei bambini.

Diritto dei bambini all’educazione
Il diritto dei bambini all’educazione si riflette nella Dichiarazione dei diritti del bambino. Tutti i bambini hanno diritto all’istruzione, indipendentemente dal sesso, dalla religione, dalla nazionalità e da qualsiasi altra condizione. Lo Stato deve fare tutto il possibile per garantire l’accesso dei bambini all’educazione.

Il diritto alla vita dei bambini e avere una famiglia
Il bambino, per il pieno sviluppo della sua personalità, ha bisogno di amore e comprensione. Crescere sotto la responsabilità dei loro genitori e, in un’atmosfera di affetto e sicurezza morale e materiale. Il diritto dei bambini alla vita e ad avere una famiglia.

Diritto di avere nazionalità
Dalla nascita, il bambino ha il diritto di avere un nome e un cognome. Tutti i bambini devono essere registrati immediatamente dopo la loro nascita, poiché i genitori hanno l’obbligo di informare il nome, il cognome e la data di nascita del neonato.

Diritto dei bambini all’uguaglianza
Il diritto dei bambini all’uguaglianza, senza distinzione di razza, religione o nazionalità. Questo ha lo scopo di garantire che tutti i bambini siano trattati allo stesso modo, indipendentemente dalla loro origine e che si trovino nel paese in cui si trovano, o che abbiano il colore della pelle di qualsiasi colore.

Diritto dei bambini di esprimere la propria opinione
La Convenzione sui diritti dell’infanzia riconosce negli articoli 12 e 13 il diritto dei bambini di esprimere la loro opinione e la loro libertà di espressione. Perché i bambini dovrebbero esprimere opinioni liberamente esattamente come gli adulti.

Diritto dei bambini a non lavorare
Il diritto alla protezione contro il lavoro minorile si legge come segue: Il bambino deve essere protetto da ogni forma di abbandono, crudeltà e sfruttamento. Non sarà soggetto a nessun tipo di tratta e al bambino non dovrebbe essere permesso di lavorare prima di un’età minima appropriata.

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Venerdi 20 Novembre 2020

Venerdì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)

Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Ap 10,8-11)
Presi quel piccolo libro e lo divorai.


Dal libro dell’Apocalisse di san Giovanni apostolo

Io, Giovanni, udii una voce dal cielo che diceva: «Va’, prendi il libro aperto dalla mano dell’angelo che sta in piedi sul mare e sulla terra».
Allora mi avvicinai all’angelo e lo pregai di darmi il piccolo libro. Ed egli mi disse: «Prendilo e divoralo; ti riempirà di amarezza le viscere, ma in bocca ti sarà dolce come il miele».
Presi quel piccolo libro dalla mano dell’angelo e lo divorai; in bocca lo sentii dolce come il miele, ma come l’ebbi inghiottito ne sentii nelle viscere tutta l’amarezza. Allora mi fu detto: «Devi profetizzare ancora su molti popoli, nazioni, lingue e re».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse!

Nella via dei tuoi insegnamenti è la mia gioia,
più che in tutte le ricchezze.
I tuoi insegnamenti sono la mia delizia:
sono essi i miei consiglieri.

Bene per me è la legge della tua bocca,
più di mille pezzi d’oro e d’argento.
Quanto sono dolci al mio palato le tue promesse,
più del miele per la mia bocca.

Mia eredità per sempre sono i tuoi insegnamenti,
perché sono essi la gioia del mio cuore.
Apro anelante la mia bocca,
perché ho sete dei tuoi comandi.

Canto al Vangelo (Gv 10,27)
Alleluia, alleluia.
Le mie pecore ascoltano la mia voce, dice il Signore,
e io le conosco ed esse mi seguono.
Alleluia.

VANGELO (Lc 19,45-48)
Avete fatto della casa di Dio un covo di ladri.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri».
Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
A Dio di infinita bontà, che ha inviato la sua parola nel mondo perché rimanga con noi fino alla fine dei tempi, rivolgiamo le nostre suppliche, dicendo insieme:
O Signore, ascolta e purifica la nostra preghiera.

- Perché gli uomini custodiscano con amore le realtà create da Dio, e dalla contemplazione delle creature riconoscano e adorino il Creatore. Preghiamo:
- Perché i cristiani amino le proprie chiese e ne curino il decoro e la bellezza, così che siano degne dimore del corpo di Cristo e favoriscano un autentico incontro con Dio. Preghiamo:
- Perché il Signore allontani da noi il pericolo di offuscare le celebrazioni e le cose sacre con interessi puramente umani. Preghiamo:
- Perché qualsiasi azione liturgica o preghiera personale sia lode a Dio e impegno di amore per i fratelli. Preghiamo:
- Perché la nostra comunità si costruisca e cresca sempre più attorno all'ascolto della parola e alla celebrazione dei sacramenti, per diventare segno della presenza del Signore. Preghiamo:
- Per l'unità della preghiera con la vita.
- Per i sacrestani delle nostre chiese.

O Dio, tre volte santo, e che pure sei così vicino da abitare in mezzo a noi, fà che custodiamo e veneriamo sempre con amore il corpo e il sangue del tuo Figlio, nutrimento e vincolo di unità e pegno della nostra salvezza. Egli è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Da una parte Dio, la vita in un impegno contemplativo e creatore, il dono, la condivisione dei beni, l’azione di grazie.
Dall’altra Mammona, il prestigio, il possesso, il profitto, il gusto del potere, vale a dire la morte.
Allora, come essere certi di scegliere con chiarezza, come sfuggire a questa confusione ingannatrice che intesse nel quotidiano i termini di questa unica alternativa?
Come cacciare i mercanti dai templi dello Spirito che siamo noi stessi?
Ma queste domande inquiete, non sono forse proprio l’indizio che Cristo è all’opera con il potere che appartiene a lui solo, quello di ristabilire una capacità di preghiera in coloro che si sanno abitati dal suo Spirito, di generare la violenza pacifica in quelli che vogliono impadronirsi del suo Regno?

giovedì 19 novembre 2020

POCHE LUCI E MOLTE OMBRE SULL'OPERATO DI EMERGENCY

 


Accordo raggiunto tra Gino Strada e il governo in Calabria. A dare l'annuncio, a mezzanotte di martedì, è stato lo stesso fondatore di Emergency: non sarà il nuovo commissario alla Sanità (dopo la rinuncia di Eugenio Gaudio per motivi personali) ma contribuirà alla lotta al coronavirus in un altro modo: insieme alla Protezione civile, Emergency gestirà gli ospedali da campo, i punti triage negli ospedali e i Covid Hotel. Uno specialista degli scenari di guerra per uno scenario di guerra. Ma sia il governatore Spirlì che il Procuratore della Repubblica di Catanzaro Nicola Gratteri rimangono scettici e per nulla convinti dell'efficacia dell'azione di Gino Strada in Calabria.

Calabria, Gratteri su La7: "Gino Strada? Ha fatto grandi cose. Ma come commissario serve un manager contro ruberie, non un bravo medico" https://twitter.com/NicolaGratteri/status/1329009640751980544


A giudicare da quello che è scritto nel Manifesto di Emergency "Il mondo che vogliamo" (sopra) i dubbi e le perplessità delle autorità calabresi non sarebbero infondate: "In nome della "sicurezza", la classe politica italiana ha scelto la guerra contro chi è venuto in Italia per sopravvivere, incitando all'odio e al razzismo... Basta che in un Paese si voti per definirlo "democratico"?" Frase ad effetto coniata durante il governo Lega/5 stelle per le politiche messe in atto da Salvini quando era Ministro dell'Interno. Insomma, quanto basta per farsi venire qualche sospetto sull'incarico di Gino Strada in Calabria fortemente voluto da PD e 5 stelle.  Come ONG che in passato si è occupata di traghettare immigrati in Italia sorgono dubbi legittimi sul vero ruolo che Emergency avrà in Calabria, secondo porto di sbarco per importanza dopo Lampedusa in Sicilia. Ma andiamo a ripercorrere la storia della ONG Emergency dalla quale emergono più ombre che luci sul suo operato. 


Come Blackwater ed Emergency traghettano migranti in Italia

A bordo della nave Topaz Responder del MOAS per il soccorso e salvataggio dei migranti in mare, lo staff di Emergency ha garantito l'assistenza post salvataggio, in particolare cure mediche e mediazione culturale a tutti i migranti, direttamente in mare. Ad agosto 2016 il progetto si è concluso, dopo che Emergency è stata informata da MOAS della decisione di concludere la collaborazione. In quei mesi, Emergency ha garantito a bordo cure mediche, mediazione culturale e tutta l'assistenza post salvataggio.
MOAS è l’acronimo di Stazione di aiuto ai migranti in mare aperto. Si tratta di un’organizzazione non governativa con sede a Malta che si è posto il compito di pattugliare il Mediterraneo e salvare persone in alto mare, recuperandole da gommoni, zattere e barche sul Phoenix, il peschereccio della MOAS, una nave completa di droni per sorvegliare le acque, traghettando i migranti per miglia, dalle coste libiche alla Sicilia. L’organizzazione è gestita da Chris Catrambone e sua moglie Regina. Chris Catrambone, statunitense della Louisiana diplomato al college, gestiva un ristorante su un battello a vapore ed ha lavorato presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC, prima di lavorare come investigatore assicurativo. In tale veste fu inviato nei luoghi più pericolosi del mondo, come ad esempio Iraq e Afghanistan. Dopo aver fatto abbastanza esperienza, e accidentalmente sopravvissuto all’uragano Katrina in Louisiana nel 2005, l’anno dopo Chris Catrambone fondava il Tangiers Group, azienda globale specializzata in “Servizi di assicurazione, assistenza di emergenza, gestione dei sinistri sul campo ed intelligence“. Inizialmente operava dagli Stati Uniti, ma per gestire meglio l’azienda in espansione trasferiva le attività in Italia (dove incontrava la futura moglie) e poi a Malta. È qui che nel 2013 Chris Catrambone fondò la Migrant Offshore Aid Station (MOAS) per assistere la popolazione del terzo mondo ad attraversare il mare in cerca di una vita migliore. Catrambone e la moglie si dice che abbiano speso 8 milioni di dolari propri per tale fine, perché, come il fondatore della MOAS ha confessato, anche lui, una volta che perse la casa a causa di Katrina, capì la situazione degli altri.
Ian Ruggier è un membro del consiglio della MOAS. Questi un tempo fece scalpore a Malta con un piano volto a frenare i migranti in rivolta a Malta. Le unità di polizia circondarono la folla, ed isolarono e colpirono i capi per evitare ulteriori dimostrazioni. Eppure qualcosa andò storto e fallì, con le organizzazioni pro-immigrati che fecero enorme clamore e i tribunali che se ne occuparono. Dopo 25 anni di servizio, Ian Ruggier ha trovato lavoro nella MOAS: incaricato di contenere i migranti ora è passato dalla loro parte: Saulo divenne Paolo. Forse.
Ma che succede se Ian Ruggier è soltanto l’uomo il cui compito è garantire che i migranti soccorsi o infiltrati in Europa non finiscano a Malta? Perché le barche della MOAS sono di stanza a Malta, da dove operano. Una volta caricati di immigrati, salpano dal porto di La Valletta verso l’Italia per scaricarvi il carico umano. Robert Young Pelton è consulente strategico della MOAS, fondatore di Migrant Report e proprietario della Dpx (Posti estremamente pericolosi) Gear, che vende coltelli da guerra per chi si reca nelle zone di conflitto da cui, stranamente, provengono le persone che si suppone MOAS e Migrant Report dovrebbero aiutare. Come giornalista free-lance ha incontrato Eric Prince, il fondatore della Blackwater, la società militare privata statunitense (mercenari) impegnata in operazioni in Afghanistan e Iraq; per inciso, la Blackwater è stata impiegata anche in Louisiana, durante l’uragano Katrina: Chris Catrambone era capitato lì proprio in quel momento. Robert Young Pelton ha incrociato Eric Prince su questioni finanziarie. La Blackwater è un cosiddetto “appaltatore militare” (società militare privata), fornisce soldati, armi e tutta la logistica per effettuare operazioni militari. In realtà, è una “società mercenaria”. Questo tipo di aziende sono assunte dai governi per “fare il lavoro sporco”. Si tratta spesso di operazioni che il governo preferirebbe non rendere pubbliche.
Ma tornando a Chris Catrambone. Un giovane laureato e dipendente, costituisce una società (Tangiers Group) che estende rapidamente le attività in oltre cinquanta Paesi, comportando profitti per milioni da potersi creare l’ente di beneficenza che si chiama MOAS. MOAS impiega uomini che contemporaneamente possono intervenire presso le aziende militari private o essere incaricati di frenare l’afflusso di persone che cercano di attraversare il Mediterraneo. Tale organizzazione non-governativa non è in concorrenza con i governi europei nel recupero dei migranti: piuttosto li integra, un riconoscimento per cui il suo fondatore riceve premi.

Alcune domande sorgono. Come ha fatto Chris Catrambone ad accumulare tale fortuna, così giovane, sul mercato delle assicurazioni? È il suo ente di carità è solo un’espressione delle proprie convinzioni personali? Persegue scopi politici? Il suo Tangiers Group opera nelle zone di guerra: è un puro caso? Lavorò presso il Congresso degli Stati Uniti a Washington DC. Alcuni suoi collaboratori spuntano nelle stesse zone pericolose dove opera Tangiers Group. Anche qui un puro caso? Sembra che ci sia una stretta relazione tra MOAS, marina maltese ed esercito statunitense. MOAS è guidata da un ufficiale di marina noto per il duro trattamento inflitto agli immigrati; fu promosso partner commerciale della Blackwater, ben nota per le azioni spietate contro i civili e di proprietà di una persona che ha fatto fortuna sfruttando le operazioni militari statunitensi in Afghanistan, Africa del Nord e Medio Oriente. Lo stesso denaro, in un modo o nell’altro, guadagnato creando caos in Africa e Medio Oriente, provocando la crisi dei rifugiati, viene ora usato per spedire migliaia di africani senza documenti nel cuore dell’Europa, causando problemi in Italia, Francia, Grecia e Germania. Non si può fare a meno di chiedersi se quelli della MOAS siano onesti salvatori o compiano la missione di destabilizzare ancora di più l’Europa.

Altre zone d’ombra di Emergency

1) Campagna “Io non ti denuncio”: discussa campagna di sensibilizzazione e protesta del 2009 in difesa del diritto all'accesso alle cure per chiunque, e quindi in dissenso con una proposta di legge depennante la norma che non permette al medico di denunciare un immigrato senza documenti bisognoso di assistenza medica in una struttura pubblica. Questa campagna è totalmente sparita dagli archivi on line di Emergency se non per qualche piccola news sugli eventi ad essa correlati.


2) Arresto di tre operatori a Lashkar Gah e le accuse di non neutralità e politicizzazione dell’organizzazione: nell’aprile 2010, tre operatori di Emergency sono stati arrestati a Lashkar Gah, nella provincia afghana di Helmand, con l'accusa di aver complottato per uccidere il governatore della provincia. Nel corso delle operazioni della polizia afghana, coadiuvata da truppe ISAF, sono state trovate all'interno dell'ospedale gestito da Emergency cinture esplosive, granate e pistole. Pochi giorni dopo l’arresto, i tre operatori di Emergency sono stati ritenuti innocenti e liberati. Nel luglio 2010, Gino Strada ha reso noto che il governatore della provincia di Helmand ha autorizzato la riapertura dell'ospedale di Emergency a Lashkar Gah e l’attività è tempestivamente ripresa.

L'arresto dei tre operatori ha suscitato particolare clamore e sono costate diverse accuse nei confronti di Emergency riguardanti la mancanza di neutralità e la forte politicizzazione dell’organizzazione. Massimo Barra, Presidente della Commissione Permanente della Croce Rossa Internazionale, in un intervista a Radio Radicale afferma che non sia “illegale” per una ONG essere non neutrale ed essere politicizzata ma solo opportuno, anche per motivi di sicurezza operando in contesti definiti pericolosi.

3) Il Caso Sudan: in Sudan Emergency ha istituito un centro di cardiochirurgia a Soba e due centri pediatrici. Le spese sostenute, 10 milioni di euro, sono state pagate con i contributi del Presidente del Sudan Omar Hasan Ahmad al-Bashir, ex colonnello dell'esercito sudanese, salito al potere nel 1989 con un colpo di stato (94,5% di suffragi a suo favore nelle ultime elezioni del 2015, con le quali è stato rinnovato il suo mandato). Nel 2009 infatti sono stati espulsi dal Sudan tutti gli operatori umanitari stranieri con l'accusa di aver violato, in Darfur, il regolamento sulle attività di cooperazione, mentre tredici di queste sono state accusate di aver fornito informazioni al Tribunale Internazionale dell'Aja sulle violenze perpetrate contro i civili: unica ONG autorizzata a rimanere in Sudan è stata proprio Emergency. Nel 2010 Emergency ha speso 13 milioni di Euro per interventi in Sudan. Nel luglio 2008, il Presidente del Sudan al-Bashir è stato accusato dal procuratore della Corte Penale Internazionale, Luis Moreno-Ocampo, di genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra proprio nel Darfur. Il tribunale ha emesso il 4 marzo 2009 un mandato d'arresto per al-Bashir per crimini di guerra e crimini contro l'umanità, ma ha stabilito che non vi erano prove sufficienti per perseguirlo per genocidio. Alle accuse di violazione della neutralità ed indipendenza fatte ad Emergency (il governo di Al-Bashir finanzia Emergency con circa 3 milioni di Euro, come da bilancio) Gino Strada risponde difendendo Al-Bashir e contestando il diritto della Corte Penale Internazionale a giudicare il presidente sudanese in quanto il suo paese non riconosce ufficialmente tale tribunale. Anche l'attuale presidente di Emergency, Cecilia Strada, figlia del fondatore, difende il comportamento dell'organizzazione da lei presieduta, sostenendo che non si deve guardare solo ad Al-Bashir, ma anche agli stati confinanti, e che il suo compito non è quello di giudicare i governanti nei paesi in cui opera, ma quello di assistere le vittime.

4) Il ruolo di negoziazione di Emergency nella liberazione di Daniele Mastrogiacomo: fu preso in ostaggio dai talebani nel 2007 in Afghanistan e liberato grazie al ruolo di Emergency. Le accuse anche qui non mancarono. Fausto Biloslavo in un articolo su “Il Giornale” affermava: “Il sequestro Mastrogiacomo, con i suoi lati oscuri e l'epilogo finale, ha segnato l'inizio del dente avvelenato degli americani e in seguito degli inglesi nei confronti di Emergency. Nei primi giorni del sequestro le Sas, i corpi speciali britannici, erano pronti a intervenire con un blitz per tentare di liberare gli ostaggi. I velivoli senza piloti avevano individuato i sequestratori del feroce mullah Dadullah in movimento. Da Roma, il governo Prodi disse no preferendo una costosa trattativa”.

Molte domande sorgono spontanee dopo i trascorsi di Emergency: si occuperà davvero solo di ospedali da campo e covid hotel in Calabria? E come? Se ne occuperebbe solo per conto del governo italiano o la presenza di Emergency in Calabria è stata "fortemente consigliata"? La presenza di Emergency in Calabria sarà di sostegno e incoraggiamento ad altri sbarchi sulle coste italiane? Adesso, oltre ad un commissario per l'emergenza sanitaria, in Calabria ci vorrebbe un commissario che vigili su Emergency.

Cinzia Palmacci




Sul fondatore della Blackwater Eric Prince leggi qui: