sabato 19 settembre 2020

LITURGIA DEL GIORNO


Sabato della XXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)

Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Cor 15,35-37.42-49)
È seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, qualcuno dirà: «Come risorgono i morti? Con quale corpo verranno?». Stolto! Ciò che tu semini non prende vita, se prima non muore. Quanto a ciò che semini, non semini il corpo che nascerà, ma un semplice chicco di grano o di altro genere. Così anche la risurrezione dei morti: è seminato nella corruzione, risorge nell’incorruttibilità; è seminato nella miseria, risorge nella gloria; è seminato nella debolezza, risorge nella potenza; è seminato corpo animale, risorge corpo spirituale.
Se c’è un corpo animale, vi è anche un corpo spirituale. Sta scritto infatti che il primo uomo, Adamo, divenne un essere vivente, ma l’ultimo Adamo divenne spirito datore di vita. Non vi fu prima il corpo spirituale, ma quello animale, e poi lo spirituale. Il primo uomo, tratto dalla terra, è fatto di terra; il secondo uomo viene dal cielo. Come è l’uomo terreno, così sono quelli di terra; e come è l’uomo celeste, così anche i celesti. E come eravamo simili all’uomo terreno, così saremo simili all’uomo celeste.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 55)
Rit: Camminerò davanti a Dio nella luce dei viventi.

Si ritireranno i miei nemici,
nel giorno in cui ti avrò invocato;
questo io so: che Dio è per me.

In Dio, di cui lodo la parola,
nel Signore, di cui lodo la parola,
in Dio confido, non avrò timore:
che cosa potrà farmi un uomo?

Manterrò, o Dio, i voti che ti ho fatto:
ti renderò azioni di grazie,
perché hai liberato la mia vita dalla morte,
i miei piedi dalla caduta.

Canto al Vangelo (Lc 8,15)
Alleluia, alleluia.
Beati coloro che custodiscono la parola di Dio
con cuore integro e buono
e producono frutto con perseveranza.
Alleluia.

VANGELO (Lc 8,4-15)
Il seme caduto sul terreno buono sono coloro che custodiscono la Parola e producono frutto con perseveranza.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, poiché una grande folla si radunava e accorreva a lui gente da ogni città, Gesù disse con una parabola: «Il seminatore uscì a seminare il suo seme. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e fu calpestata, e gli uccelli del cielo la mangiarono. Un’altra parte cadde sulla pietra e, appena germogliata, seccò per mancanza di umidità. Un’altra parte cadde in mezzo ai rovi e i rovi, cresciuti insieme con essa, la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono, germogliò e fruttò cento volte tanto». Detto questo, esclamò: «Chi ha orecchi per ascoltare, ascolti!».
I suoi discepoli lo interrogavano sul significato della parabola. Ed egli disse: «A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo con parabole, affinché vedendo non vedano e ascoltando non comprendano.
Il significato della parabola è questo: il seme è la parola di Dio. I semi caduti lungo la strada sono coloro che l’hanno ascoltata, ma poi viene il diavolo e porta via la Parola dal loro cuore, perché non avvenga che, credendo, siano salvati. Quelli sulla pietra sono coloro che, quando ascoltano, ricevono la Parola con gioia, ma non hanno radici; credono per un certo tempo, ma nel tempo della prova vengono meno. Quello caduto in mezzo ai rovi sono coloro che, dopo aver ascoltato, strada facendo si lasciano soffocare da preoccupazioni, ricchezze e piaceri della vita e non giungono a maturazione. Quello sul terreno buono sono coloro che, dopo aver ascoltato la Parola con cuore integro e buono, la custodiscono e producono frutto con perseveranza.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio ha donato per la nostra salvezza il suo Verbo Gesù, che ha seminato nei nostri cuori la buona semente del vangelo. Con fiducia, invochiamolo dicendo:
Aiutaci, o Dio, a custodire la fede!

Quando il corpo della Chiesa è lacerato e la carità è offesa. Noi ti invochiamo:
Quando l'opinione pubblica è più allettante della parola di Cristo. Noi ti invochiamo:
Quando è difficile chiedere o dare perdono per ricostruire il tessuto comunitario nella famiglia, nei gruppi, nelle nostre città. Noi ti invochiamo:
Quando i cristiani sono chiamati a dare testimonianza della tua parola. Noi ti invochiamo:
Quando le nostre buone intenzioni non sono gratificate dal successo e ci sembra che il nostro operare, sperare e amare non dia frutto. Noi ti invochiamo:
Quando il Maligno sembra prevalere sul mondo. Noi ti invochiamo:
Quando nelle difficoltà di ogni giorno non riusciamo a testimoniare il vangelo con limpidezza. Noi ti invochiamo:
Quando il tuo regno è confuso tra le opere dell'uomo. Noi ti invochiamo:
Quando la sofferenza ci raggiunge in profondità. Noi ti invochiamo:

O Signore, fonte di ogni vita, irrora con la rugiada del tuo amore i nostri cuori aridi e assetati di salvezza, perché possiamo portare frutti abbondanti. Te lo chiediamo per Cristo, tua parola vivente, che regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Oppure:
Il calice della benedizione che noi benediciamo
è comunione con il sangue di Cristo;
e il pane che spezziamo
è comunione con il corpo di Cristo. (cf. 1Cor 10,16)


Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Essere una terra buona! Questa parabola del seme colpisce perché è esigente. Ma cerchiamo di non cadere in falsi problemi. Certo, noi dobbiamo chiederci in quale tipo di terra ci poniamo. Ma non è qui che troveremo il dinamismo necessario per divenire terra buona in cui la parola produrrà cento frutti da un solo seme. Piuttosto guardiamo, ammiriamo e contempliamo la volontà di Dio, che vuole seminare i nostri cuori. La semente è abbondante: “Il seminatore uscì a seminare la sua semente”. Il Figlio di Dio è uscito, è venuto in mezzo agli uomini per questo, per effondere la vita di Dio e per seminare in abbondanza. Sapersi oggetto della sollecitudine di Dio, che vede la nostra vita come un campo da fecondare. Il nostro Dio è un Dio esigente perché è un Dio generoso.
E la sua generosità arriva ancora più in là. Dio è il solo a poter preparare il campo del nostro cuore perché sia pronto ad accogliere la sua parola. Certo, dobbiamo essere vigili per evitare le trappole del tentatore, per eliminare le pietre e le spine, ma solo la nostra fiducia, il nostro rivolgerci fiduciosi a Dio dal quale deriva ogni bene, ce lo permetterà.
Dio vuole fecondare la nostra vita. Possa egli preparare anche il nostro cuore. Noi siamo poveri di fronte a lui e solo l’invocazione rivolta a lui dal profondo della nostra miseria può far sì che diveniamo “terra buona”.

giovedì 17 settembre 2020

Usare la tragedia di Caivano per far passare una legge

LA SCONCERTANTE VERITA' DIETRO LA TRAGEDIA: VOGLIONO FAR PASSARE LA LEGGE PRO LGBT

I giornali, Zan, Vendola, l’Arcigay spingono perché si approvi il ddl antiomofobia. Ma il parroco del paese si ribella




«Le bugie non si dicono mai, fanno fare sempre brutta figura e anziché promuovere una battaglia di giustizia e di verità contribuiscono a creare confusione. Ma perché mai quell’associazione sente il bisogno di tirare il ballo il parroco del “Parco Verde” per supportare tesi precostituite?». Ieri su Avvenire don Maurizio Patriciello, parroco al Parco Verde di Caivano (Napoli), il luogo dove si è consumata la tragedia della morte di Paola Gaglione, si è difeso dagli attacchi dell’Arcigay. «Che fare allora? Accapigliarsi? Sparare a zero, dire, stradire e poi smentire? Aggiungere dolore a dolore, sofferenza a sofferenza, o piuttosto armarsi di umana carità e di pazienza, e aspettare che le indagini ci diano informazioni certe che non tengano conto di (pre)giudizi ideologici? Siamo, forse, garantisti a intermittenza, solo quando ci conviene?».
Fatti e versioni

Ieri ci sono stati i funerali della diciottenne, celebrati proprio da don Patriciello che conosce bene la famiglia e che, 17 anni fa, battezzò Paola. Al momento, sull’accaduto esistono alcuni fatti appurati e poi due diverse interpretazioni. Si sa che Paola e Ciro (questo il nomignolo della ragazza trans con cui era andata a convivere abbandonando la famiglia) sono stati inseguiti sul motorino dal fratello di lei, Michele, ora in carcere. Paola è caduta dal motorino ed è morta. Secondo Ciro, Michele, contrario alla loro relazione, li avrebbe colpiti, causando la caduta. Secondo Michele, invece, nulla di tutto questo sarebbe accaduto e li avrebbe inseguiti per convincere la sorella a tornare a casa. La famiglia crede alla versione del figlio.


Le interviste di Vendola e Zan

Il caso è uscito dalle pagine di cronaca nera per approdare su quelle nazionali per via della transessualità di Ciro. Si tratta di un omicidio motivato dall’odio e dall’omofobia, titolano i giornali che sanno bene che alla Camera giace la proposta di legge Zan. Sempre ieri sono apparse due interviste che sposavano questa interpretazione: la prima, sul Manifesto ad Alessandro Zan, relatore (Pd) del testo di legge: «Ormai siamo ripiombati nel delitto d’onore, con una cultura machista e patriarcale che vuole impedire a una donna di scegliere chi amare e di realizzare il proprio progetto di vita». Zan, ovviamente, spinge perché il suo testo sia approvato al più presto: «Una legge che questo paese non può più attendere».

L’altra intervista è stata rilasciata da Nichi Vendola, storico esponente della comunità gay italiana, ex presidente della Regione Puglia, “padre” di un bambini nato tramite utero in affitto, che al Corriere ha parlato di «mentalità medioevale» e «omofobia e transfobia ingredienti tipici della propaganda sovranista e della pubblicistica della destra radicale in ogni parte del mondo». Quindi anche Vendola auspica l’approvazione di una legge che «non mi pare» contenga «norme di criminalizzazione delle opinioni».

Mainstream lgbt

Il giochino è dunque sempre lo stesso: usare un caso di cronaca per spingere una legge che, a conti fatti, è inutile perché non aggiungerebbe altro a quelle già presenti. Se le accuse oggi rivolte a Michele si rivelassero fondate, si arriverebbe a una condanna per omicidio preterintenzionale e violenza personale con l’aggravante dei futili motivi (è il reato di cui ora è accusato). La legge Zan, come abbiamo scritto tante altre volte, non ha come scopo quello di proteggere le persone omosessuali, ma solo quello di limitare la libertà di pensiero e parola di chi non s’adegua al mainstream lgbt.
Morte, dov’è la tua vittoria?

A suo modo, anche questo terribile caso, ne è una conferma, come ha scritto ieri don Patriciello su Avvenire. Egli è stato accusato dall’Arcigay di aver «alimentato la cultura dell’intolleranza» perché non ha voluto sposare a priori il movente dell’omofobia. Il sacerdote ha così dovuto chiarire di essersi limitato a riportare il pensiero della famiglia, ma nei giorni precedenti aveva invitato tutti ad aspettare prima di emettere giudizi sommari. Soprattutto aveva inviato tutti a comprendere meglio la situazione di Paola, che aveva abbandonato la famiglia per andare a convivere con Ciro, pur non avendo una casa né un lavoro.

Tra tante parole, una parola cristiana

Ieri nella omelia alle esequie, il parroco ha evitato ogni commento ai fatti di cronaca (che vanno appurati) e si è rivolto direttamente a Dio per trovare un senso a questa brutta storia. Ha poi così concluso: «Paola, Cristo è risorto e tu risorgerai con lui. O morte dov’è la tua vittoria? Oggi vogliamo pregare per te, Paola, perché il Signore ti tenga stretta tra sue adorabili braccia. E per tutti tutti coloro che su questa terra ti hanno amato e che hanno il cuore trafitto da una spada di fuoco. E tutti insieme, piccoli e grandi, parenti, amici e conoscenti, vogliamo chiederti perdono per non essere stati capaci di custodire la tua fragile e preziosissima vita».

LITURGIA DEL GIORNO


Giovedì della XXIV settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)





Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Da’, o Signore, la pace a coloro che sperano in te;
i tuoi profeti siano trovati degni di fede;
ascolta la preghiera dei tuoi fedeli
e del tuo popolo, Israele. (cf. Sir 36,15-16)

Colletta
O Dio, che hai creato e governi l’universo,
fa’ che sperimentiamo la potenza della tua misericordia,
per dedicarci con tutte le forze al tuo servizio.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Cor 15,1-11)
Così predichiamo e così avete creduto.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Vi proclamo, fratelli, il Vangelo che vi ho annunciato e che voi avete ricevuto, nel quale restate saldi e dal quale siete salvati, se lo mantenete come ve l’ho annunciato. A meno che non abbiate creduto invano!
A voi infatti ho trasmesso, anzitutto, quello che anch’io ho ricevuto, cioè che Cristo morì per i nostri peccati secondo le Scritture e che fu sepolto e che è risorto il terzo giorno secondo le Scritture e che apparve a Cefa e quindi ai Dodici.
In seguito apparve a più di cinquecento fratelli in una sola volta: la maggior parte di essi vive ancora, mentre alcuni sono morti. Inoltre apparve a Giacomo, e quindi a tutti gli apostoli. Ultimo fra tutti apparve anche a me come a un aborto.
Io infatti sono il più piccolo tra gli apostoli e non sono degno di essere chiamato apostolo perché ho perseguitato la Chiesa di Dio. Per grazia di Dio, però, sono quello che sono, e la sua grazia in me non è stata vana. Anzi, ho faticato più di tutti loro, non io però, ma la grazia di Dio che è con me.
Dunque, sia io che loro, così predichiamo e così avete creduto.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 117)
Rit: Rendete grazie al Signore perché è buono.

Rendete grazie al Signore perché è buono,
perché il suo amore è per sempre.
Dica Israele:
«Il suo amore è per sempre».

La destra del Signore si è innalzata,
la destra del Signore ha fatto prodezze.
Non morirò, ma resterò in vita
e annuncerò le opere del Signore.

Sei tu il mio Dio e ti rendo grazie,
sei il mio Dio e ti esalto.

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Lc 7,36-50)
Sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, uno dei farisei invitò Gesù a mangiare da lui. Egli entrò nella casa del fariseo e si mise a tavola. Ed ecco, una donna, una peccatrice di quella città, saputo che si trovava nella casa del fariseo, portò un vaso di profumo; stando dietro, presso i piedi di lui, piangendo, cominciò a bagnarli di lacrime, poi li asciugava con i suoi capelli, li baciava e li cospargeva di profumo.
Vedendo questo, il fariseo che l’aveva invitato disse tra sé: «Se costui fosse un profeta, saprebbe chi è, e di quale genere è la donna che lo tocca: è una peccatrice!».
Gesù allora gli disse: «Simone, ho da dirti qualcosa». Ed egli rispose: «Di’ pure, maestro». «Un creditore aveva due debitori: uno gli doveva cinquecento denari, l’altro cinquanta. Non avendo essi di che restituire, condonò il debito a tutti e due. Chi di loro dunque lo amerà di più?». Simone rispose: «Suppongo sia colui al quale ha condonato di più». Gli disse Gesù: «Hai giudicato bene».
E, volgendosi verso la donna, disse a Simone: «Vedi questa donna? Sono entrato in casa tua e tu non mi hai dato l’acqua per i piedi; lei invece mi ha bagnato i piedi con le lacrime e li ha asciugati con i suoi capelli. Tu non mi hai dato un bacio; lei invece, da quando sono entrato, non ha cessato di baciarmi i piedi. Tu non hai unto con olio il mio capo; lei invece mi ha cosparso i piedi di profumo. Per questo io ti dico: sono perdonati i suoi molti peccati, perché ha molto amato. Invece colui al quale si perdona poco, ama poco».
Poi disse a lei: «I tuoi peccati sono perdonati». Allora i commensali cominciarono a dire tra sé: «Chi è costui che perdona anche i peccati?». Ma egli disse alla donna: «La tua fede ti ha salvata; va’ in pace!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, abbiamo nei cieli un Padre buono e ricco di misericordia. Fedele alle sue promesse, egli va tessendo con l'umanità una storia di salvezza e di riconciliazione. Perciò, confidenti, lo invochiamo dicendo:
Padre misericordioso, aiutaci!

Perché il perdono, per la chiesa, sia la più efficace testimonianza delle sue origini dal costato di Cristo. Preghiamo:
Perché i laici si sentano sempre più afferrati dal vangelo e lo dimostrino nella trasparenza della vita. Preghiamo:
Perché alla Chiesa non manchino mai vocazioni religiose e sacerdotali, testimoni nel mondo della risurrezione di Cristo. Preghiamo:
Perché non trascuriamo di chiedere a Dio i doni spirituali, mentre lo ringraziamo delle sue provvidenze materiali. Preghiamo:
Perché, nel desiderio di riconciliarsi con Dio, non ci sentiamo scoraggiati dalla nostra fragilità, ma liberati dalla sua misericordia. Preghiamo:
Perché i confessori abbiano scienza e carità.
Per il seminario diocesano.

O Padre, lo Spirito che dal giorno del battesimo abita nei nostri cuori, faccia della nostra preghiera un sacrificio di lode a te gradito. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Accogli con bontà, Signore,
i doni e le preghiere del tuo popolo,
e ciò che ognuno offre in tuo onore
giovi alla salvezza di tutti. Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Quanto è preziosa la tua misericordia, o Dio!
Gli uomini si rifugiano all’ombra delle tue ali. (Sal 36,8)

Oppure:
Il calice della benedizione che noi benediciamo
è comunione con il sangue di Cristo;
e il pane che spezziamo
è comunione con il corpo di Cristo. (cf. 1Cor 10,16)


Preghiera dopo la comunione
La potenza di questo sacramento, o Padre,
ci pervada corpo e anima,
perché non prevalga in noi il nostro sentimento,
ma l’azione del tuo Santo Spirito.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
La misericordia, la gioia di Dio che ama fino al perdono, la gioia di Dio che vede questa donna compiere un atto di fede nel suo amore. Credere all’amore. Credere alla misericordia per essere testimoni dell’amore, della misericordia, perché il nostro mondo ha bisogno proprio di questa testimonianza. Il nostro mondo è duro. Non crede all’amore gratuito, all’amore che si fa dono, alla misericordia. Nel dire ciò noi non ci lamentiamo della durezza dei tempi perché la misericordia di Dio è operante. Io ne sono la prova vivente, perché per me Cristo ridice di nuovo la storia della peccatrice.
Essere consapevoli di essere frutto della misericordia di Dio. Cristo ci ha dato un segno della sua dolce misericordia col sacramento della penitenza. È per noi abitualmente fonte di vita? Lasciamo regolarmente a Cristo la gioia di perdonarci? Questo è infatti il sacramento della penitenza: un atto di fede nell’amore. Molto spesso ci teniamo lontani da questo sacramento. Noi pensiamo innanzi tutto alla confessione dei nostri peccati: la confessione è certamente di capitale importanza. È un’azione dell’uomo libero che si riconosce povero e peccatore di fronte a Dio. Dovremmo invece pensare di più alla gioia di Dio che, ogni volta che un uomo, in un atto libero e bello della sua volontà, si rivolge a lui per essere perdonato, si vede riconoscere Amore misericordioso.
Grazie al sacramento della penitenza, il battezzato si sente divenire oggetto del perdono e potrà allora essere soggetto della misericordia. Potrà testimoniare che Dio è amore, se lui stesso si lascia rigenerare nell’amore. Il sacramento della penitenza è la realizzazione della profezia: “Vi darò un cuore nuovo”. La penitenza è un cambio di cuori. L’uomo dà a Dio il proprio cuore indurito dal peccato e Dio lo rigenera, lo riscalda con il perdono. Il battezzato potrà allora amare e a sua volta perdonare.

mercoledì 16 settembre 2020

Il genero di Trump, Jared Kushner, è l'anticristo profetico?

UN INTERESSANTE ARTICOLO SULL'IDENTITA' DELL'ANTICRISTO. ANCHE ALTRE FONTI SEMBRANO CONCORDARE.  


Jared Kushner, il genero di Donald Trump (uomo di Ivanka Trump) ha tutte le caratteristiche dell'anticristo profetico. Non solo è un ebreo ortodosso, ma ha anche acquistato la proprietà come un miliardario immobiliare sulla 666 Fifth Avenue a New York. In quell'edificio il sesto piano era stato affittato dalla società Lucent Technologies. Questa azienda non è direttamente correlata a Kushner, ma è notevole che Lucent Technologies possa essere collegata alla tecnologia dei chip RIFD. Per la vera profezia dei fan tra di noi, quella tecnologia ovviamente ricorda immediatamente il marchio della bestia del libro biblico di Revelation 13: 6.
Ora non voglio dare l'impressione che si tratti di un sito Web cristiano o di promozione della religione. Sto solo cercando di mostrare al lettore che sta iniziando a sembrare sempre più simile a una sceneggiatura e che questo a sua volta dà forti indicazioni che siamo in una realtà pre-programmata (simulazione).
Questa teoria della simulazione non è supportata solo da prove scientifiche, ma può quindi essere sempre più presa dalle profezie religiose e dalla loro realizzazione. Tutto ciò si basa sul principio di base che importa solo le forme con l'osservazione, come mostrato nell'esperimento di doppie fenditure. Scopriremo sempre più che l'anima è l'osservatore in un gioco multiplayer pre-programmato, le cui profezie espongono la sceneggiatura (la programmazione di base)?
Che cosa, allora, fa la summenzionata sezione della Bibbia profetica Revelation 13: 6? Bene, puoi leggere da solo:
E fa sì che tutto, il piccolo e il grande, il ricco e il povero, il libero e gli schiavi, abbiano un marchio sulla loro mano destra o sulla loro fronte, e che nessuno possa comprare o vendere, ma chiunque sia il marchio, il nome della bestia o il numero del suo nome. Ecco la saggezza: chi comprende ha calcolato il numero della bestia, perché è un numero di un uomo e il suo numero è di seicentosessantasei.
Ma c'è di più. Trump sembra essere collegato alle profezie del libro biblico di Daniele sull' Antico Testamento. I segnali dell'ultimo anno 2 puntano in quella direzione. Ad esempio, la rivolta attorno a Stormy Daniëls sembra un nome che si riferisce alla tempesta dalla visione di Daniele. L'osservazione di Trump sulla sua prima opportunità fotografica alla stampa "la calma prima della tempesta" si riferisce anche alla profezia di Daniele. leggere questo articolo per una spiegazione dettagliata. E che quel profeta sia conosciuto per le sue "profezie del tempo della fine"; quelli in cui c'è, tra le altre cose, l'arrivo dell'anticristo.
Sono soprattutto i casi in cui Jared Kushner si impegna (o può essere collegato) in modo da poterlo identificare come l'anticristo profetico. Ora non credo in nessuno dei due anticristo ma considero questi personaggi (dal punto di vista della teoria della simulazione) come avatar che svolgono un compito nella simulazione luciferiana. 
La caratteristica più importante dell'anticristo menzionata nelle profezie è forse che concluderà un trattato di pace nei confronti di Israele. Almeno, questo è ciò che molti nel mondo cristiano traggono da un testo tratto da una profezia del libro biblico di Daniele (Daniel 9: 17 per la precisione). Più notevole è che questo trattato di pace è forse la missione principale di Jared Kushner. Quindi afferma che c'è un importante trattato di pace tra Israele e Palestina in preparazione (vedi questo colloquio).
Ultimo ma non meno importante, il cosiddetto anticristo profetico dovrebbe essere un principe; almeno questo è ciò che sostengono molti ricercatori della Bibbia (vedi per esempio qui). Ora Jared Kushner non è davvero un principe (anche se nessun programma di riproduzione della linea di sangue degli avatar faraonici nascosti probabilmente non verrà mai alla luce), ma è sempre più chiamato il principe ereditario di Trump (vedi voorbeeld).
Quindi possiamo dire che dovremmo tenere d'occhio quest'uomo e che potremmo avere un altro segno che tutte le religioni e tutte le profezie fanno probabilmente parte di una grande sceneggiatura. Si può considerare questa una teoria di cospirazione contorta. Ma solo il tempo lo dirà. Se quel trattato di pace dovesse arrivare presto, ripensate a quella strana teoria del complotto.


L’Apocalisse, dal 666 all’Anticristo: la spiegazione dei simboli


SIAMO NEI TEMPI PROFETIZZATI DALL'APOCALISSE E GLI EVENTI SI SUSSEGUONO A VELOCITA' IMPRESSIONANTE, NON ULTIMO LO "STORICO ACCORDO DI PACE" IN MEDIO ORIENTE. MEGLIO ESSERE PREPARATI....

L’Apocalisse è senza dubbio uno dei libri più complessi della Bibbia ed una sua lettura superficiale può determinare gravi e diffusi errori di interpretazione. Si tratta di un testo che ha profondi legami con la tradizione biblica dell’Antico Testamento e soprattutto con la cosiddetta corrente apocalittica introdotta dal profeta Daniele. È difficile comprendere il libro dell’Apocalisse senza un’adeguata conoscenza dell’Antico Testamento, in particolare degli scritti profetici, del libro di Daniele, di Ezechiele e dell’Esodo. 

Per discernere la struttura portante del Libro dell’Apocalisse è necessario, innanzitutto, presupporne una suddivisione in due parti di diversa ampiezza. Tale ripartizione costituisce l’opinione maggioritaria degli studiosi, mentre l’alternativa sarebbe quella di ritenere che sia stato elaborato, seguendo uno schema a “chiasmo”, cioè incrociato (dalla lettera greca chi, che si scrive come una X). Pertanto, si considera il libro dell’Apocalisse suddiviso in due parti: i capitoli 1-3 possono essere denominati “Cristo e le sette chiese d’Asia” (prima parte); i capitoli 4-22 possono essere, invece, ricordati come “Piano ed intervento di Dio nella storia” (seconda parte). L’Apocalisse di Giovanni è il solo scritto di genere apocalittico presente nel nuovo Testamento, attribuito in maniera pseudoepigrafica all’omonimo evangelista, ma in realtà redatto da un personaggio che, all’epoca, viveva sull’isola greca di Patmos, molto prossima alla penisola anatolica, l’attuale Turchia. Alcuni racconti simili si trovano nell’ambito della letteratura giudaica extrabiblica ed anche nella tradizione islamica che individua in Gesù, colui che dovrà tornare alla fine dei tempi per assistere Dio nel giudizio finale.

Al di là delle interpretazioni sensazionalistiche e catastrofiche, di cui non solo bisogna diffidare, ma contro cui è necessario combattere con un’opportuna azione di diffusione culturale, lo scopo ed il contenuto del libro dell’Apocalisse sono quelli di far conoscere Gesù Cristo ed il piano di Dio nella storia umana, un vero e proprio compito di “svelare”, di “togliere il velo”, così come precisato dallo stesso autore nei primi versetti e come lo stesso termine greco “apocalypsis” vuole indicare.

Uno sguardo d’insieme del testo evidenzia come il principio ordinatore del testo sia il “settenario”. Il numero sette è ampiamente usato nella Bibbia per indicare un ciclo “perfetto” di eventi, a cominciare dal racconto della creazione. Quattro “settenari” imprimono il ritmo del libro dell’Apocalisse, guidando il lettore e l’interprete nella difficile azione di decodifica del testo. È opportuno sottolineare che ciascun settenario è introdotto da alcune visioni o antefatti che hanno lo scopo di rendere più definito il messaggio di Giovanni. Il settenario riguardante le “sette Chiese d’Asia” è preceduto dalla cristofania iniziale; il settenario dei sigilli aperti dall’Agnello si apre con la visione del Trono e del rotolo; singolare si presenta il settenario delle trombe, in quanto non è introdotto da antefatti, mentre l’idolatria della bestia costituisce l’evento introduttivo del settenario delle coppe. Gli studiosi hanno cercato di dimostrare come Giovanni abbia composto il testo, prevedendone a priori diverse chiavi di lettura, almeno una più superficiale e l’altra più profonda. L’utilizzo delle immagini allegoriche, pertanto, deve essere considerato in linea con le legittime aspettative dei lettori dell’epoca, abituati ad un genere narrativo strutturato su più strati interpretativi.

La simbologia e i numeri

La simbologia numerica è stata ampiamente studiata dagli esegeti, ponendo numerose ed intricate difficoltà interpretative. I numeri simbolici più importanti e ricorrenti sono il sette e il dodici, anche se hanno una certa rilevanza anche il tre, il quattro ed il dieci. Un’analisi più dettagliata merita il 666, il numero della bestia, quello divenuto più famoso nell’immaginario collettivo, nelle epoche successive alla redazione del testo e nella cultura di massa contemporanea.

Come si è detto in precedenza, è addirittura il numero sette ad attribuire un’impronta strutturale all’intero libro, attraverso l’espediente narrativo dei settenari. Giovanni parte da una tradizione ben consolidata, in quanto il numero sette era ritenuto sacro dalla maggior parte delle culture antiche, che lo associavano alla perfezione dell’agire divino. Il dieci, collegato alla durata delle tribolazioni, con ragionevolezza richiama il numero delle dita delle mani, significando un periodo di tempo cospicuo, comunque “misurabile” e, per questo, sotto il controllo di Dio. Il simbolismo del numero quattro, così come era stato per i Pitagorici, riguarda la totalità cosmica dell’azione universale di Dio, nonché il numero delle creature metaforicamente rappresentate nell’immagine dei Quattro Viventi. Il numero dodici ed i suoi multipli stanno ad indicare, invece, il popolo di Dio, traendo chiara origine dalle dodici tribù di Israele, a ciascuna delle quali si attribuiscono 12.000 membri, contrassegnati con il sigillo del Dio vivente, con il risultato totale di 144.000, menzionato in due occasioni nel testo di Giovanni.

Passando all’analisi del numero tre, per l’autore di Apocalisse, esso non simboleggia soltanto l’ordine e la perfezione divina, ma anche le forze del male riescono, in qualche modo, ad impossessarsene, seppure in maniera temporanea, costituendo un abominevole sodalizio diabolico. Alla Trinità divina, Giovanni oppone una trinità idolatrica, composta dal dragone, Satana, dalla bestia che viene dal mare, l’Anticristo e dalla bestia che viene dalla terra, lo Pseudoprofeta. Nella visione dell’autore, pertanto, ad una Triade divina che dispensa grazia e pace, si oppone una trinità infernale imperfetta, fonte di tribolazione e di persecuzione, nonché di perdizione per coloro che ne rimangono affascinati.

Il 666

Un discorso a parte merita il 666, il “marchio della bestia”, in quanto le interpretazioni del fatidico numero sono numerose e controverse. Il più antico ed attendibile commentatore fu Ireneo da Lione, vescovo e santo che raccolse ed elaborò le interpretazioni precedenti, difendendo in primo luogo la sequenza 666, contro le varianti testuali 616 e 665, riportate in alcuni manoscritti. Ireneo parla di tre termini greci, fino ad allora ritenuti collegabili al 666: euanthas, lateinos e teitan. Il primo termine rappresenterebbe la libera traduzione in greco del nome latino del procuratore della Giudea, Gessio Florio, dal 64 al 66 d.C.; il secondo termine, traslitterazione greca di latinus, si riferirebbe all’impero romano; il terzo termine avrebbe come oggetto non solo i Titani della mitologia greco-latina, ma anche l’antico culto del sole. In più Ireneo ricerca nella Sacra Scrittura altri passi che richiamerebbero il 666: il più celebre è costituito dai 600 anni di Noè, che dovrebbero essere sommati ai sessanta cubiti di altezza e ai sei di larghezza della statua di Nabucodonosor, l’iniquo imperatore babilonese. In realtà, Ireneo vuole dimostrare che l’apostasia dell’Antico Testamento preannuncerebbe quella dell’Anticristo, presente nel Nuovo Testamento. 

È significativo, comunque, che dopo le sue accurate ricerche, Ireneo afferma che non ha senso accanirsi nel dare un significato esatto al numero 666, perché potrebbe equivalere a molti nomi, ma è meglio concentrarsi sul suo significato complessivo che avrebbe in sé la ricapitolazione dell’iniquità, della malvagità, della ribellione, della pseudo-profezia e dell’inganno, contenendo un 6 per l’unità, un 6 per le decine ed un 6 per le centinaia. Per successivi commentatori, come Ruperto di Deutz, il numero 6 rappresenterebbe un 7 mancato, in considerazione del fatto che 7 è il numero di Dio e dell’Agnello, simbolo di perfezione cosmica, su cui, come abbiamo visto, l’intero impianto del libro dell’Apocalisse è strutturato, mediante la ricorrenza dei settenari. Per altri autori, il 666 dovrebbe essere messo in relazione con il numero 12 che indica la perfezione dell’opera di Dio e lo stesso popolo di Dio. Secondo questa interpretazione, il 666 sarebbe una miserabile ripetizione della metà di 12.

Quando l’Apocalisse divenne oggetto di strumentalizzazione da parte delle varie confessioni religiose e da parte della stessa Chiesa Cattolica, nell’epoca della Riforma e della Controriforma a partire dal sedicesimo secolo, si tornò ad interpretare il 666 in chiave antimperiale, cercando di individuare il nome di un imperatore romano, in maniera più frequente Nerone, ma anche Domiziano, Caligola, Claudio e perfino Traiano.

Molto suggestiva è l’interpretazione proposta da alcuni autori del ventesimo secolo, secondo i quali il 666 andrebbe letto in chiave aritmetica, come numero doppiamente triangolare, in quanto triangolare del numero 36 che, a sua volta, è triangolare del numero 8. La somma dei numeri da 1 a 8 ammonta a 36 e la somma dei numeri da 8 a 36 ammonta a 666. Il numero triangolare avrebbe lo stesso valore del numero di base, pertanto il 666 sarebbe da mettere in relazione con il numero 8, come in qualche modo fa Giovanni in Apocalisse: e la bestia, il cui numero è 666, che era e non è, è l’ottavo re, ed è uno dei sette (Ap. 7,11: uno dei passi più misteriosi del libro). Come numero doppiamente triangolare, il 666 sarebbe in antitesi con il quadrato del Cristo e con il 144.000 dei suoi seguaci, contenendo in sé tutta l’iniquità dell’Anticristo, ma anche la sua schiacciante ed inevitabile sconfitta.

L’Anticristo

I riferimenti all’Anticristo, nel capitolo 13 del libro dell’Apocalisse, costituiscono il fulcro dell’intero testo. Giovanni vuole parlarci della presenza del male nella storia umana ed, in particolare, delle insidie del potere politico, come gli uomini possono cioè diventare vittime e contemporaneamente complici di tale potere. Parimenti al resto del libro il linguaggio dell’autore è simbolico, volendo indicare in quale direzione è necessario dirigere lo sguardo e come operare le scelte giuste.

Nella visione onirica di Giovanni, un bestia (l’Anticristo), a cui il drago (Satana) attribuisce il suo potere, sale dal mare che, per l’Antico Testamento, rappresenta uno spazio caotico e negativo. Dal punto di vista dell’autore che scrive dall’isola di Patmos, la bestia proviene dal Mediterraneo occidentale e già questo elemento ci lascia intravedere quale potere voglia simboleggiare tale creatura mostruosa. In maniera analoga al drago, essa è rappresentata con sette teste e dieci corna, configurandosi asimmetrica e sproporzionata, quale singolare espressione di abominio. Gli interpreti sono abbastanza concordi nel ritenere che Giovanni personifichi nella bestia che viene dal mare la potenza politica di Roma che, per le sue dimensioni, sintetizza gli aspetti negativi delle quattro bestie delle visioni di Daniele, ossia i quattro grandi imperi dell’antichità, Babilonia, Media, Persia e Grecia. Per Giovanni, il potere totalitario ha tre caratteristiche fondamentali: è bestiale, disumano e blasfemo.

Si tratta di un potere politico che si pone come arbitro della vita e della morte, al di sopra del bene e del male e nei confronti del quale è impossibile intentare alcuna azione per ottenere giustizia. Giovanni è molto abile nel delineare le dinamiche del potere, evidenziando come il male sia operante soprattutto mediante le armi della seduzione. La bestia si esalta, ricevendo la legittimazione del suo potere da parte del consenso di coloro che subiscono la sua seduzione. Il potere mostruoso opprime gli uomini che cercano di opporsi ad essa, togliendo loro qualsiasi forma di libertà e perseguitando gli affamati e gli assetati di giustizia. All’apice del potere totalitario, si accompagna anche un’apparente fioritura economica che, nella realtà, arricchisce pochi potenti ed impoverisce la maggior parte della gente, fino al punto che la bestia ottiene il suo scopo: la adoreranno tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto nel libro della vita dell’Agnello, immolato fin dalla fondazione del mondo.

Nella visione di Giovanni, la bestia che viene dal mare da sola non può regnare e, quindi, con grande arguzia l’autore introduce la “bestia che viene dalla terra” che esercita tutto il potere della prima bestia alla sua presenza. Immediatamente si nota la differenza della provenienza, perché la seconda bestia viene dalla terra, quindi un territorio più circoscritto e simbolicamente meno sconosciuto. Gli esegeti sono concordi nel ritenere che Giovanni alludesse all’area geografica dell’Asia Minore, l’attuale Turchia, dove nella seconda letà del I secolo andava diffondendosi il culto dell’imperatore. Si tratta di una bestia con due corna che ha le sembianze di un agnello, anche se parla come un drago, una descrizione decisamente inquietante per i lettori del testo che sono abituati ad associare il mite agnello alla figura di Gesù Cristo.

Cosa può significare l’immagine della seconda bestia che anima la prima, facendola parlare? Senza dubbio l’autore vuole indicare il pericolo della propaganda ideologica, in quanto la seconda bestia serve la prima con ogni mezzo a sua disposizione, arrivando perfino a far costruire una statua in onore del potere assoluto e condannando tutti coloro che non vogliono prostrarsi davanti ad essa. Con grande maestria Giovanni ci fa capire come la prima bestia possa conservare il proprio potere, soltanto avvalendosi dei mezzi di comunicazione, ovvero di una propaganda così capillare da poter creare “prodigi”. Quest’opera di seduzione della seconda bestia porterà Giovanni a chiamarla “pseudoprofeta”, come emblema della falsità che riesce a far prevalere l’ostentazione del potere ed il culto della personalità della prima bestia. La bestia che viene dalla terra riesce così a persuadere e ad incantare gli uomini, arrivando allo straordinario risultato di omologarli con un marchio sulla mano destra o sulla fronte, senza il quale nessuno può comprare o vendere (il 666 di cui abbiamo già parlato).

Notiamo come lo scenario descritto da Giovanni possa essere inquadrato anche in un’ottica metastorica e quanto mai attuale, considerato che nell’epoca contemporanea assistiamo alla diffusione incontrollata della propaganda pubblicitaria, attraverso mezzi di comunicazione sempre più globalizzati, mentre il valore della vita molto spesso si riduce ad una monetizzazione, “al comprare e vendere” indicato dall’autore. I marchiati rappresentano coloro che hanno assimilato la mentalità dell’ideologia corrotta del sistema istituzionalizzato: chi non è marchiato non può sedersi al banchetto dei beni materiali a cui possono accedere soltanto gli schiavi del potere.

Le immagini e le creature

Le immagini che Giovanni inserisce nel libro dell’Apocalisse assumono una forma particolarissima, rappresentando un mondo di protagonisti e di scenari che, pur traendo spunto da alcuni scritti dell’Antico Testamento, si distinguono per l’assoluta originalità senza evidenti parallelismi. Uno degli esempi più lampanti dell’inedita cosmologia di Giovanni, è l’immagine della Donna, vestita di sole con la luna sotto i piedi e coronata di dodici stelle. Tutti i simboli della donna devono parlarci della vocazione celeste della stessa, anche se il lettore è consapevole che il sole non può essere un vestito, la luna non può stare sotto i piedi di nessuno e le stelle del cielo non possono essere usate comme gemme preziose da ornamento.

Di particolare suggestione è la rappresentazione della Gerusalemme celeste, in quanto ciascuna porta è costituita da una perla di notevolissime dimensioni. È chiaro come l’autore voglia stupire, sottolineando la preziosità e la natura escatologica della Gerusalemme celeste, con l’immagine così improbabile e sproporzionata di una perla massiccia che abbia le dimensioni di una porta cittadina. Non può passare inosservato, inoltre, l’allegorico riferimento alla Grande Prostituta, come ebbra del sangue dei santi e del sangue dei testimoni di Gesù, in quanto il bere sangue, pur richiamando lo svolgersi di un orrido banchetto, non può provocare ubriachezza, non essendo il sangue un liquido alcolico. Il termine, forse, più adeguato per definire l’universo di immagini adoperate da Giovanni di Patmos, è “surreale”, così come indicato da alcuni autori. È chiaro che si tratta di una terminologia, usata in campo artistico e letterario, molto successiva alla redazione del libro dell’Apocalisse e, pertanto, può essere usata solo come ausilio per delineare alcune immagini oniriche dell’autore, non possedendo un vero e proprio valore semantico.

In buona sostanza, si può dire che la simbologia visionaria di Giovanni abbia scopi profetici e rivelatori, catturando l’attenzione del lettore e sorprendendone la fantasia, con l’intento di esortarlo a scegliere lo schieramento giusto.

Il testo dell’Apocalisse è caratterizzato dalla presenza di tantissime creature angeliche. La cui azione simbolica è molto significativa ed importante. Giovanni di Patmos menziona gli angeli al plurale ed al singolare ben 67 volte, delle quali quattro volte in maniera non esplicita, a fronte delle 57 volte complessive nei Vangeli sinottici e le 21 negli Atti degli Apostoli. Nessun altro libro della Bibbia contiene coì tanti riferimenti agli angeli, così come avviene nel libro dell’Apocalisse, dove ciascuno svolge una determinata attività ed assume una precisa funzione. In particolare, gli angeli dell’Apocalisse mettono in atto i comandi del Signore, in qualità di messaggeri e servitori di Cristo, l’Agnello, sia presentati in gruppo che singolarmente. Ben sei gruppi di angeli sono mandati a svolgere attività specifiche: sette angeli per sette chiese; quattro angeli per quattro angoli; sette angeli per sette trombe; sette angeli per sette flagelli; sette angeli per sette coppe ed, infine, sette angeli per annunciare l’ora del giudizio.

L’arazzo dell’Apocalisse ad Angers

Il libro dell’Apocalisse trova la sua migliore e più suggestiva raffigurazione nell’arazzo conservato nel castello di Angers, in Francia, nella regione storica della Loira, antica colonia romana e fiorente ducato in epoca medioevale, culla della celebre famiglia degli Angioini. In realtà si tratta del più grande ciclo di arazzi esistente al mondo che, durante un viaggio dedicato allo studio e al turismo, ho avuto il privilegio di ammirare da vicino. L’opera, realizzata alla fine del XIV secolo, è uno dei più antichi arazzi francesi, nonché uno dei più grandi capolavori artistici d’oltralpe, commissionato tra il 1373 ed il 1377 a favore del duca Luigi I d’Angiò.

La preparazione del ciclo di cartoni fu affidata al pittore Hermaquin de Bruges, pittore di re Carlo V di Valois e, con ogni probabilità, doveva avere anche una funzione politica, per rafforzare il prestigio della dinastia dei Valois, coinvolta nella sanguinosa guerra dei Cent’anni contro l’Inghilterra. Ciò che colpisce maggiormente l’osservatore, che ha una certa dimestichezza con il libro dell’Apocalisse, è il fatto che il ciclo di arazzi ripercorra pressoché fedelmente la narrazione di Giovanni di Patmos, con costumi ed iconografie tipiche del tardo Medioevo. La struttura delle immagini raffigurate nel ciclo di arazzi è costante: ciascuna presenta un’imponente figura di vecchio barbuto (variamente identificato) seduto davanti ad un leggio che introduce due registri sovrapposti di quadri più piccoli con le scene descritte dal libro dell’Apocalisse. Se la meravigliosa opera può essere interpretata in vari modi, la chiave di lettura di fondo rimane invariata: l’umanità non può vivere senza Dio e ciascuno deve scegliere a quale schieramento appartenere, non lasciandosi sedurre dalle tentazioni della forze del male, ma riponendo la speranza nel riscatto escatologico della Gerusalemme celeste.

Se vogliamo sottolineare un particolare che non è sfuggito a tanti studiosi, è necessario ricordare che dei sette pezzi originari del ciclo di arazzi, a noi ne sono pervenuti soltanto sei. Come già illustrato, il numero sette, ricorrente nell’intera struttura del libro dell’Apocalisse, era il simbolo della perfezione divina, mentre il numero sei richiamava ciò che è imperfetto ed incmpiuto, fino ad arrivare al 666 indicato da Giovanni, come marchio dell’Anticristo: un presagio quasi che l’umanità stia vivendo in un’epoca ancora contraddistinta dall’incompiutezza. Per chi ha fede, soltanto la “parusia”, il ritorno finale di Gesù Cristo, potrà colmare il vuoto ontologico dell’umanità, chiusa nella propria finitezza e vittima del peccato; per chi segue altre dottrine religiose o filosofiche è, comunque, necessario un percorso spirituale che renda l’uomo veramente libero dalle oppressioni esterne, ma soprattutto che lo affranchi dai propri fantasmi interiori.

STORICO ACCORDO DI PACE IN MEDIO ORIENTE E RIVELAZIONE DELL'ANTICRISTO AL MONDO



L'anticristo dell'Apocalisse è tra noi?


WASHINGTON, 15 SET - "Storico giorno per la pace in Medio Oriente": lo twitta Donald Trump annunciando l'imminente firma alla Casa Bianca da parte dei leader di Israele, Emirati e Bahrein degli accordi "che nessuno pensava fossero possibili". Altri "cinque o sei Paesi" arabi firmeranno presto accordi con Israele per la normalizzazione dei rapporti, ha aggiunto il presidente Usa. (ANSA).


 E quando si dirà: «Pace e sicurezza», allora d'improvviso li colpirà la rovina, come le doglie una donna incinta; e nessuno scamperà.  Ma voi, fratelli, non siete nelle tenebre, così che quel giorno possa sorprendervi come un ladro:  voi tutti infatti siete figli della luce e figli del giorno; noi non siamo della notte, né delle tenebre. Non dormiamo dunque come gli altri, ma restiamo svegli e siamo sobrii.
 Quelli che dormono, infatti, dormono di notte; e quelli che si ubriacano, sono ubriachi di notte.

(1 Tessalonicesi 5:3-7)

JARED KUSHNER IL GENERO DI TRUMP E' IL VERO PORTATORE DI PACE IN MEDIO ORIENTE. SIAMO DUNQUE NEI TEMPI PROFETIZZATI DALL'APOCALISSE NEL CAPITOLO CHE ANNUNCIA "L'UOMO INIQUO O FIGLIO DELLA PERDIZIONE"? L'ANTICRISTO E' IN APPARENZA UN UOMO DI PACE, MA IN REALTA' UNA PERSONA MOLTO MALVAGIA. LA BESTIA CHE TUTTI DOVRANNO ADORARE A PREZZO DELLA VITA SI E' RIVELATA AL MONDO?....


La Fifth Avenue, la famosissima Quinta strada di Manhattan, è a pochi passi dalla Trump Tower. Qui, al numero 666, Jared Kushner, l’ultraortodosso genero ebreo di Donald Trump, possiede un grattacielo. E lo possiede da 10 anni. Era il gennaio 2007 quando la sua azienda di famiglia, la Kushner Companies, lo acquistò pagandolo la cifra record di 1,8 miliardi di dollari. Mai era stato pagato un prezzo così alto per un singolo edificio a Manhattan. “In questa particolare transazione, abbiamo comprato davvero il centro del mondo”, disse Kushner pochi mesi dopo l’acquisto “Non c’è niente di meglio di così.”

Jared negli anni ha conservato il controllo di diversi beni immobiliari della sua famiglia, tra cui il grattacielo al 66 di Fifth Avenue, di cui pare abbia ancora partecipazioni azionarie nel fondo proprietario dell’immobile. Il che ha fatto gridare al conflitto di interessi per il genero di Trump nominato consigliere del Presidente. Inoltre qualche giorno prima dell’attacco di Trump in Siria Jared ha negoziato un accordo, poi sfumato, per ottenere un finanziamento milionario per ristrutturare il grattacielo. Gli interlocutori erano i cinesi del gruppo Anbang, un colosso nel campo delle assicurazioni che sembrerebbe avere legami con il governo di Pechino. Di lì a pochi giorni a Mar Lago, il presidente cinese era ospite del suocero di Jared nella sua visita ufficiale negli Stati Uniti.

Recentemente la famiglia Kushner ha rivelato il progetto di riqualificazione del grattacielo al 666 Fifth Avenue, che è stato costruito 60 anni fa, a pochi passi dal Rockefeller Center, dal Museum of Modern Art e dalla Cattedrale di St. Patrick. Il progetto è stato affidato all’archistar di origini irachene Zaha Hadid che ci lavorò poco prima della sua morte. In rete circolano già i rendering di come dovrebbe essere il nuovo grattacielo. E sono in molti ad aver notato la forma fallica. Inoltre la famiglia vuole cambiare il numero civico e passare dal 666 al meno luciferino 660. Quando si dice “the devil’s in the details” (il diavolo è nei dettagli).

Nell'agosto dell'anno scorso il consigliere speciale della Casa Bianca, nonché genero di Trump, Jared Kushner, si è recato in Egitto per incontrare il presidente al-Sisi durante il suo viaggio nella regione finalizzato ad affrontare le questioni irrisolte del piano per la pace in Medio Oriente ideato da Washington. 

Durante il vertice, stando alle dichiarazioni rilasciate dall’ufficio della presidenza egiziana, le due parti hanno discusso dei “modi per consolidare la pace e la stabilità nella regione alla luce dell’instabilità che la colpisce”. Insieme a Kushner vi era anche il consulente per il Medio Oriente della Casa Bianca, Jason Greenblatt. 

Il viaggio di Kushner per la pace in Medio Oriente era iniziato ad Amman, in Giordania, dove il genero di Trump aveva incontrato il re Abdullah II. In tale incontro, la controparte giordana ha evidenziato la necessità di una pace giusta e duratura per la Palestina, oltre all’istituzione di uno Stato palestinese indipendente, con capitale Gerusalemme Est. Tale Stato, stabilito secondo i confini del 1967, dovrebbe convivere in pace al fianco di Israele. Anche il re giordano si è espresso a favore di una soluzione a 2 Stati, sulla base dell’iniziativa di pace araba, proposta nel 2002, e delle relative risoluzioni di legittimità internazionale. 

Successivamente, Kushner si è recato in Israele, per incontrare, il 31 luglio, il primo ministro, Benjamin Netanyahu, a Gerusalemme. In occasione del vertice, entrambe le parti hanno definito l’incontro molto “importante”. Ad accompagnare Kushner anche il Rappresentante speciale per i negoziati internazionali ed il processo di pace in Medio Oriente, Jason Greenblatt. 

Il cosiddetto “accordo del secolo” è il piano volto alla risoluzione del conflitto israeliano-palestinese proposto dall’attuale amministrazione statunitense, che ne ha annunciato il rilascio entro il 2019. Tale accordo, a detta di Kushner, esclude la soluzione a 2 Stati, sebbene questa sia appoggiata da gran parte dei Paesi arabi. 

I palestinesi reclamano la liberazione della Cisgiordania, di Gerusalemme Est e della Striscia di Gaza, territori occupati da Israele nella guerra del 1967, per la costituzione di uno Stato indipendente. La soluzione a 2 Stati è stata stabilita nel 1993 con gli Accordi di Oslo e prevede la creazione di due Stati in grado di coesistere uno di fianco all’altro, ovvero Israele da una parte e la Palestina dall’altra, con un’unica capitale, Gerusalemme, divisa tra i due. 

Tuttavia, superando le politiche pianificate dai suoi predecessori, l’amministrazione Trump si è rifiutata di approvare una soluzione che preveda due Stati per risolvere il conflitto tra Israele e palestinesi. Questi ultimi hanno chiuso i loro legami con la Casa Bianca dopo che il Trump ha dichiarato, nel dicembre 2017, di riconoscere Gerusalemme capitale di Israele e di trasferire la propria ambasciata in questa città. Gli Stati Uniti hanno altresì tagliato aiuti ai palestinesi equivalenti a centinaia di milioni di dollari e hanno ordinato la chiusura dell’ufficio diplomatico palestinese insediato a Washington. Inoltre, il 25 marzo, il presidente americano ha riconosciuto la sovranità israeliana sulle Alture del Golan. 

L’accordo del secolo è stato annunciato con la conferenza di Manama, in Bahrein, il 25 e 26 giugno scorso, e mira a raccogliere fondi pari a più di 50 miliardi di dollari da destinare all’Autorità Palestinese, oltre a creare un milione di posti di lavoro per i cittadini entro un lasso di tempo di 10 anni, con il fine ultimo di trasformare la Palestina ed il Medio Oriente da vittima di conflitti in un modello per il commercio in tutto il mondo. Da parte loro, i palestinesi, chiedono una soluzione politica al conflitto in Medio Oriente.


ECCO L'ANTICRISTO, JARED KUSHNER UN EBREO CHE VIVE IN AMERICA, FIGLIO DI EBREI, IL SUO NOME SIGNIFICA: (FIGLIO DI DIO!) E CORRISPONDE AL NUMERO 666 L'ANTICRISTO DI APOCALISSE E DI DANIELE, QUESTO UOMO DI 39 ANNI È IL MARITO DELLA FIGLIA DEL PRESIDENTE AMERICANO, È LUI LA MENTE DELL'AMERICA IN QUESTO MOMENTO, E PRESTO FARÀ FARE LA PACE TRA ISRAELE E I PALESTINESI, QUESTO È IL FALSO MESSIA CHE INGANNERÀ GLI EBREI CHE LO STANNO ASPETTANDO, COLUI CHE DISTRUGGERÀ I POTENTI DELLA TERRA E UCCIDERÀ MOLTI SANTI DEL SIGNORE! SOLO GLI ELETTI DEL SIGNORE COMPRENDONO LA VERITÀ, PERCHÉ QUESTO UOMO SARA' ABILE IN STRATAGEMMI FARÀ PROSPERARE LA FRODE E SEDURRÀ MOLTI PER L'AZIONE DI SATANA.

DANIELE 8:23 
Alla fine del loro regno, quando i ribelli avranno colmato la misura delle loro ribellioni, sorgerà un re dall'aspetto feroce, ed esperto in intrighi. 24 Il suo potere si rafforzerà, ma non per la sua propria forza. Egli sarà causa di rovine inaudite, prospererà nelle sue imprese, distruggerà i potenti e il popolo dei santi. 25 A motivo della sua astuzia, la frode prospererà nelle sue mani; il suo cuore si inorgoglirà; distruggerà molte persone che si credevano al sicuro. Si ergerà pure contro il principe dei prìncipi, ma sarà infranto senza intervento umano.




MESSAGGIO DI SAN MICHELE ARCANGELO A LUZ DE MARIA 13 SETTEMBRE 2020



Amato Popolo di Dio:



RICEVETE LA PACE, L’AMORE E LA MISERICORDIA CHE PROVENGONO DALLA TRINITÀ SACROSANTA.



AVANZATE VERSO L’ETERNA FELICITÀ, uniti, quale Popolo di Dio che procede senza disperare e senza perdere la Fede.



In questo momento più che in altri, dovete prendere decisioni che vi illuminino e vi portino sul cammino spirituale, prima che sia tardi e che l’abitudine vi accechi completamente.

Il Popolo del Nostro Re e Signore Gesù Cristo, è testardo, ipocrita, presuntuoso, superbo e disobbediente ed è per questo che soffrirà.
Vi abbiamo avvertito per Misericordia Divina su quello che vi porterà a perdere la Vita Eterna e non lo avete considerato per voi, ma per i vostri fratelli.



IO VENGO TENENDO LA MIA SPADA IN ALTO, COME SEGNALE CHE LA PURIFICAZIONE DELL’UMANITÀ STA ACCELERANDO E SARÀ CRUENTA, COSÌ COME LO È IL PECCATO DELL’UOMO.



Dovete liberare l’ego umano di quello che vi fa rimanere nella stoltezza e nella superbia, dovete applicare la correzione a voi stessi e vivere, operare ed agire nella fratellanza e nell’Amore Divino.



Voi leggete queste Parole, che per Volontà Divina vi sto rivolgendo e credete siano per altri fratelli e invece vi devo dire che sono per ciascuno di voi che leggete: sono per te, non per qualcun altro!
Siete egolatri del vostro dio: il vostro IO!



Per questo non condividete il dolore altrui, non soffrite con quelli che soffrono, non vi rallegrate con quelli che si rallegrano, vivete invece in una costante battaglia con i vostri simili.



No, figli di Dio! Comportarvi in questo modo vi allontana dal modo di agire e di operare del Nostro Re e Signore Gesù Cristo e vi trascina nella corrente del mondo che ha perso i valori, soprattutto quelli spirituali ed è quella la causa del caos nel quale vi trovate.



CAMBIATE, NON DOMANI, MA OGGI, in questo preciso momento, cosicché non vaghiate solitari mentre avete bisogno dei vostri fratelli.


Tutti avranno bisogno dell’ausilio dei loro fratelli nella Purificazione che sta per arrivare.



Meditate:



LA TERRA NON SARÁ PURIFICATA CON L’ACQUA, MA CON IL FUOCO, QUELLO CHE PROVERRÁ DALLA TECNOLOGIA CREATA PER DISTRUGGERE SENZA COMPASSIONE.



In questo mondo devastato, agitato ed esausto, l’uomo rivolge il suo sguardo e le sue forze mal indirizzate contro quanto è Divino, quindi Popolo di Dio, guardatevi dentro e trasformate i costanti rimproveri che proferite contro Dio in un: GRAZIE, PADRE perché mi perfezioni con il Tuo Amore!



COSA STA SUCCEDENDO SULLA TERRA IN QUESTO MOMENTO?


DOVETE IMPARARE AD ESSERE CARITÀ, PACE INTERIORE, AMORE, FEDE E SPERANZA, PER POTER RICEVERE LE STESSE COSE.


Preparatevi! Per l’uomo sarà più facile affrontare quello che succede se rimarrà in Dio e non se rimarrà nel proprio “io”, in quanto le persone che lo fanno si stancano facilmente, non sono amore e procedono da sole, di propria volontà.



Voi, Popolo di Do, cominciate già ad agire in voi stessi, alleviate il cammino, cosicché non sia troppo faticoso, ma invece sia un cammino benedetto dalla Fede e dall’Amore per Dio.



Popolo di Dio:



La Chiesa del Nostro Re e Signore sta esalando il lamento, non perdetevi, non temete, siate coerenti ed abbiate la certezza della protezione della vostra Regina e Madre, che è con voi per guidarvi, se glielo permettete.



I vulcani saranno causa di dolore per i figli di Dio, non abbassate la guardia, continuate a stare in allerta.



La terra tremerà con forza, la gente correrà da una parte all’altra a causa della forza della natura.



CREATURE DI DIO!
SIATE PERSONE DI FEDE, NON DOVETE CONFORMARVI IN BASE AI VOSTRI DESIDERI UMANI, MA IN BASE ALLA VOLONTÀ DIVINA.



Amato Popolo di Dio:



Questo è il momento di cambiare, di convertirsi e di prepararsi per quello che sarà molto duro; da questo dipenderà come continuerete a vivere, ossia nel lamento continuo o nella volontà Divina che vi dà la Pace.


Voi non volete essere rinnovati, perché è più piacevole il fango dell’ego, che la conversione basata sul sacrificio.



Dovete continuare a pregare con l’anima, con le potenze e con i sensi, unendovi per pregare, senza dispersioni.
Le preghiere sono necessarie per voi, come umanità.



TENETE PRESENTE CHE LA SACRA SCRITTURA È FORZA PER I FIGLI DI DIO, L’EUCARISTIA È ALIMENTO PER I FIGLI DI DIO. ALIMENTATEVI PRIMA CHE SI PRESENTI IL MISTERO DELL’INIQUITÀ. (Cf. 2 Tes 2,7)



Popolo di Dio:



La guerra sta stillando da vari versanti senza togliere il mirino dell’obiettivo dal centro della cristianità, per spaventare le pecore.



FEDE, FEDE, FEDE!



Sentirete l’Etna ruggire, i colossi si sveglieranno e l’umanità vittima di sé stessa, si dispererà.



COME RIMPIANGERETE I TEMPI PASSATI!
COME RIMPIANGERETE LA TANTA IGNORANZA IN CUI AVETE VISSUTO!



Svegliati Popolo di Dio, svegliati perché la fame spirituale sta cavalcando sulla terra e anche la fame fisica sta cavalcando (Cf. Apoc 6,2-8), annunciando all’umanità quello che sta per arrivare.



LA FEDE MANTIENE LE PERSONE INAMOVIBILI.

AVETE FEDE?



Vi benedico.



CHI È COME DIO?
NESSUNO È COME DIO!



San Michele Arcangelo


AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO
AVE MARIA PURISSIMA, CONCEPITA SENZA PECCATO



COMMENTO DI LUZ DE MARIA