martedì 22 gennaio 2019

A PROPOSITO DELLA FRANCIA


TRATTO DALL’INTERVISTA DI OUDAY RAMADAN SU RUSSIA TODAY
Giornalista: “Come giudichi la politica francese in Africa?”
O.R.: “Premetto, che non sono qui in veste di difensore del Ministro Di Maio. Non appartengo al suo pensiero, né ideologico, né politico. Tuttavia, tutto ciò non mi esime dal dire, che le parole del Ministro Di Maio sono assolutamente corrette, e corrispondono a verità.

Negli ultimi cinquanta anni, la Francia ha colonizzato ben 14 paesi africani.

Comincio dall’Algeria, il Paese del suo ospite, il Dottor Sulaiman.

Poi il Marocco, la Tunisia, la Repubblica del Congo, la Repubblica del Centro Africa, il Ciad, la Costa D’avorio, il Burkina Faso, la Mauritania, il Senegal, il Niger, il Gibuti, il Camerun, il Mali, il Komod e il Madagascar.
Terminata l’occupazione militare, è iniziata la colonizzazione economica di questi paesi.
Totale controllo delle loro economie, e delle loro ricchezze.
Nelle casse della banca centrale francese, affluiscono, ogni anno, circa 500 miliardi di dollari, provenienti dalle ex colonie africane francesi.

Dobbiamo ricordarci ciò che disse Jacques Chirac nel marzo del 2008. “Senza l’Africa, la Francia scivolerebbe al ruolo di uno Stato potente sì, ma tra gli Stati del terzo mondo. Prima di lui, l’ex Presidente Francese Mitterand disse : “Senza l’Africa, e lo sfruttamento delle sue ricchezze, la Francia finirà la sua storia nel ventunesimo secolo”.

Oltre al colonialismo economico, c’è anche quello politico.

La stragrande maggioranza di questi Stati Africani, non ha alcun diritto di sovranità politica, a meno che non sia di totale obbedienza al potere francese.
Ogni leader africano che ha provato a cantare fuori dal coro francese, è stato subito destituito con colpi di Stato, aggressioni ed uccisioni.
Un esempio tra tutti, è l’uccisione del leader africano, il Che Guevara dell’Africa, Thomas Sankara.
La Francia è uno dei responsabili della sua uccisione.

Tutti ricordiamo quando, nel 2006, un gruppo denominato Business Comunity Group Francese, per recuperare qualche milione di dollari dei loro loschi affari in Costa D’Avorio, ha ucciso 65 cittadini della Costa D’Avorio, e ne ha feriti 1200.
La Francia in Africa fa il bello e il cattivo tempo.
La stragrande maggioranza delle ex colonie francesi sono costrette a depositare, nelle banche francesi, l’85% della loro economia. “
A questo punto interviene l’ospite francese, dicendo : “In passato ci sono state le occupazioni, però dobbiamo andare avanti.

È vero che l’ottanta cinque per cento delle economie delle ex colonie entra nelle casse della Francia, ma è anche vero che i governatori africani sono corrotti, rubano e depredano i loro popoli.
E anche l’Italia ha interesse a colonizzare l’Africa”.

Giornalista: “Possiamo dire che la nuova occupazione francese è un’occupazione soft e gentile?”
O.R. : “Alla faccia della gentilezza!

Questa occupazione è persin peggiore di quella militare!
Consideriamo che 14 Stati Africani non hanno alcun diritto di scambiare le loro materie prime con il mondo, a meno che la Francia non acconsenta.
A questi 14 Stati Africani viene imposta la lingua francese come lingua di Stato, e addirittura come lingua madre. Ora ditemi voi, uno di Gibuti, può avere il francese come lingua madre? “

Giornalista:” La nostra ospite, sostiene che il quadro da te tracciato è esagerato”
O.R. : “La capisco e la comprendo.

Probabilmente, per lei la matematica è solo un’opinione.
Negli ultimi cinquanta anni, in Africa si sono verificati 65 golpe, di cui almeno venti si sono verificati in ex colonie francesi.
Questi golpe, sono stati portati avanti contro governatori che non chiedevano la luna, ma chiedevano l’autonomia e l’indipendenza economica dalla Francia.
Quando l’ottanta cinque per cento degli introiti di questi Stati deve essere depositato nelle banche francesi, sicuramente questa è una esagerazione! (si colga l’ironia).
Quando si obbliga il 50 % degli africani, a coniare la propria moneta straccia nelle zecche francesi, sicuramente si tratta di un’esagerazione!
Non sto giustificando i governatori africani, e la loro totale obbedienza al volere francese, e nemmeno sto giustificando la loro corruzione.
Ma in questo caso, la tua illustre ospite, è identica a coloro che quando un bambino, minorenne ed indifeso, viene violentato da un pedofilo, maggiorenne e forzuto, accusano il bambino. La colpa è del bambino!

A questo punto l’ospite francese interrompe O. R..

“Non capisco questo attacco alla Francia!”

Giornalista ” Francia a parte, secondo te Ouday, gli Stati Europei riusciranno ad avere rapporti rispettosi e paritari con gli Stati Africani?”
O.R. : “Se per Unione Europea si intendono, oltre alla Francia, la Germania e l’Inghilterra, recentemente uscita dalla UE, ebbene questi sono tutti Stati colonizzatori.

Vogliamo metterci in questo calderone anche l’Italia? Mettiamocela.
Ma vi ricordo che quando l’Italia, in tempi ormai remoti, aveva occupato la Libia, non si era accorta che sotto un palmo di terra c’era il petrolio.
La tua generosa ospite non comprende il mio attacco alla Francia.
In realtà è tutto molto semplice.
Io sono un antimperialista.
E la Francia è uno Stato imperialista, così come lo sono la Germania, l’Inghilterra, gli Stati Uniti d’America.
Sicuramente il mio attacco non è al popolo francese, ma al governo francese.
Ti capisco e ti comprendo. Tu sei una consigliera di circoscrizione in un Comune francese.
Da noi in Italia, questa figura è stata soppressa.
Io stesso sono stato Consigliere Comunale per diversi anni in Italia.
Ma la politica amministrativa comunale non ha niente a che fare con la politica nazionale.
L’Inghilterra, la Francia, la Germania, guardano agli Stati del Terzo Mondo come ad una mucca da mungere.
Dici che in Francia vivono molti immigrati, e che questo ne fa un paese civile, che rispetta gli altri Stati.
Ma secondo te è sufficiente questo, per restituire all’Algeria il suo milione e mezzo di morti? “

DAL DONBASS UN GERMOGLIO DI PACE



Roma – Potrebbe essere una vittima della tragedia della guerra “invisibile” in corso nel cuore dell’Europa una dei candidati al Premio Nobel per la Pace 2019. Il prestigioso Premio assegnato dal Comitato norvegese prenderà in esame anche la candidatura di Anna Tuv, giovane donna di Gorlovka nel Donbass, che dal 2015, anno in cui è stata colpita direttamente dagli effetti drammatici della guerra, si batte per la Pace. Nel Donbass e nel mondo.

Era il 26 maggio del 2015 quando una bomba centrò la casa dove Anna viveva con il marito ed i loro tre figli. Ben tre razzi distrussero completamente la casa e segneranno per sempre la vita di Anna. Sotto quelle bombe dirette su una abitazione civile restarono uccisi il marito e la loro figlia primogenita di 11 anni. Gli altri due figli della coppia, rispettivamente di 2 anni il maschio e di appena 15 giorni la più piccola, rimasero gravemente feriti con conseguenze che si portano ancora dietro. Come la stessa Anna che ha dovuto subire l’ amputazione di un braccio. Forti difficoltà burocratiche hanno segnato il periodo successivo per Anna che solo dopo numerosi sforzi è riuscita ad ottenere l’ impianto di una moderna protesi che ora le permette di vivere una vita leggermente migliore insieme ai suoi bambini rimasti comunque traumatizzati per sempre.

Un fattivo aiuto, il supporto più importante, è stato dato ad Anna dall’Italia. La protesi è stata impiantata dalla Inail di Budrio grazie alla tenacia dell’ associazione “Aiutateci a Salvare i Bambini”, una onlus italiana che opera da anni nei paesi dell’ ex CSI fornendo supporto e salvando le vite di decine di bambini vittime della guerra o che versano in condizioni economiche non floride. Donbass negli ultimi anni ed in precedenza Beslan con i giovanissimi superstiti dell’ attacco terrorista alla scuola nel 2004, i bambini che hanno vissuto la guerra in Ossezia del Sud ed Abkhazia ma anche i bambini di Arkhangelsk, Volgograd, Mosca.

Proprio l’associazione AASIB, si è fatta promotrice principale della candidatura di Anna Tuv a Premio Nobel per la Pace. Anna, negli ultimi quattro anni ha girato molto l’Europa girando tra Italia, Serbia, Danimarca, Germania, San Marino, Russia raccontando la guerra e predicando la pace, partendo dalla sua tragica personale esperienza, con l’ augurio che “i bambini non debbano mai più conoscere la guerra”.


Ieri Anna è tornata in Italia, il “paese che le ha ridato la speranza” ed al quale si sente oramai particolarmente legata considerata la sempre cordiale accoglienza che riceve ovunque si sposti per la penisola. Questa volta è tornata per la presentazione della sua candidatura al Premio Nobel tramite una conferenza stampa che si è svolta nella sala stampa della Camera dei Deputati a Montecitorio a Roma con il supporto, oltre che dall’associazione promotrice della candidatura rappresentata dal suo presidente dott. Ennio Bordato, anche di alcuni deputati della Lega tramite il segretario della Commissione Affari Esteri e Comunitari on. Vito Comencini, dal sociologo dott. Mauro Murgia che da tempo si occupa dell’ area ex Urss e da numerose altre personalità del campo della solidarietà, del giornalismo e dalla società italiana.

Con l’ auspicio che come in Italia anche ad Oslo non considerino utopia la speranza che “l’inferno in terra della guerra non venga più vissuto dai bambini di tutto il mondo”.

Luca Pingitore


In Rai Luxuria spiega ai bimbi come si diventa transessuali

(dov’è finito Foa?)
L’ex parlamentare di Rifondazione a lezione di diritti omosessuali in una classe di under 13: «Si nasce gay»
La cattedra è quella del programma di RaiTre Alla Lavagna, in cui personaggi del mondo dello spettacolo, informazione e politica – il primo è stato il vicepremier Matteo Salvini – rispondono alle domande di una classe di bambini tra i 9 e i 12 anni. Nel caso di Luxuria, il tema da sviscerare con gli scolari era la scoperta di essere omosessuale. «Era un maschio ed è voluta diventare femmina» riassume una bambina interrogata dagli autori Rai. D’altronde i piccoli protagonisti del programma «sono tutt’altro che ingenui. Anzi. Sono particolarmente arguti e spigliati» recita la scheda del programma.
Luxuria dopo aver spiegato ai bambini che si chiama così nel senso di «lussureggiante, una persona che ama la vita in tutti i sensi», risponde alla domanda («Lei una volta era un bambino, oggi è una donna, perché?») che motiva la sua presenza: «Io quando sono nato ero un maschietto ma non ero contento di essere maschietto, sentivo dentro di me di essere una bambina, mi piaceva giocare con le bambole, sentire i profumi femminili che usava mia mamma in bagno, e quindi tutte le volte che mi guardavo allo specchio avevo un’immagine dentro di me che era diversa da quello che ero. Per un periodo ho cercato di cambiare pensando che ero sbagliata io, ma stavo diventando un bambino molto triste e malinconico. Quindi ad un certo punto ho fatto una scelta. Questa bambina che stava dentro di me per me era come una principessa chiusa nel castello, io la dovevo liberare. Ma non veniva nessun principe a liberare questa principessa, la dovevo liberare io, così un giorno ho deciso di confessarmi a tutti, ai miei compagni di classe e sono diventata quello che sono». Quando ha sentito la prima volta che il suo corpo non le piaceva?» chiede una bambina, mentre altri under 13 ascoltano con una certa perplessità. «Quando mi guardavo allo specchio e aspettavo che mi spuntassero i seni, e invece mi spuntavano i baffi. Una tragedia! Quella peluria non mi piaceva, me la toglievo con le pinzette. Ho capito che non si diventa così, si nasce così» chiarisce ai bimbi Luxuria, prima di passare al racconto del bullismo e delle discriminazioni subite a scuola dopo aver rivelato «che mi piacevano i maschi».
La lezione di diritti omosessuali è andata in onda alle 22.20, ma doveva essere in prima serata. L’ex onorevole si è lamentata dello spostamento considerandolo una sorta di censura da parte della tv di Stato. «Ho appena saputo – denunciò a dicembre su Twitter – che per la seconda volta il programma in cui parlo di #bullismo e #omofobia in una classe con i bambini è stato spostato, non so quando e se andrà in onda: forse in questo periodo certi temi sono troppo scomodi persino per Rai3?».
Anche il sito gay.tv protesta perché la puntata di Luxuria è stata «incredibilmente spostata in seconda serata, anche se indirizzata ad un pubblico di giovanissimi». Sui social invece qualcuno ha il dubbio opposto: «Luxuria su Rai3 spiega a una classe di bambini la sua scelta di cambiare sesso. Sarebbe questa l’importanza di una tv di stato?»

“L’omosessualità è un dono di Dio” secondo un vescovo brasiliano… QUESTO E’ UNO DEGLI EFFETTI DEGLI AL (AMORI DI LETIZIA) MA NON CI ERA STATO INSEGNATO IL “CONCEPIMENTO DELLA VITA UMANA” ??? RIVOGLIO PAPA PIO XII …

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Omelia di monsignor Antonio Carlos Cruz Santos, vescovo di Caicó (Rio Grande do Norte – Brasile), pubblicata sul blog Pensando il 15 settembre 2017, liberamente tradotta da don Eugenio Morlini

In questa settimana, mercoledì, giorno di Sant’Anna, nel programma di Marcos Dantas c’è stata una intervista che mi ha preoccupato. Marcos Dantas ha intervistato il professor Eldes Dos Santos Filhos sulla sua discussione di dottorato; questa era la sua tesi: Prevalenza e fattori associati all’idea suicida tra i travestiti e i transessuali.
La tesi che questo professore sosteneva era presentare il numero dei suicidi tra i travestiti e i transessuali.
Dopo aver assistito a questo report ho pensato a quei tanti fratelli e sorelle con orientamento affettivo che si sentono incompresi e non amati da noi, che siamo della Chiesa, dalle loro famiglie, dalla società e pure da se stessi, proprio come capitava nel tempo della schiavitù. Ho ricordato in questi 25 anni di ministero pastorale le tante storie di sofferenza di fratelli e sorelle con orientamento affettivo che sono venuti a confidarsi da noi, portando il loro dolore e sopratutto il dolore di non sentirsi accolti e amati.

Mi ricordo di un fatto. Una volta una mamma mi cercò perché il suo figlio giovane gli aveva rivelato il suo orientamento (la sua tendenza) omoaffettiva (omosessuale). Questa donna aveva una posizione sociale di un certo prestigio ed ella non riusciva ad accettare questa tendenza del figlio. Come mamma voleva bene, ma per il peso della cultura insita in essa, per il peso della società, non riusciva ad accettare. Ella comprendeva che la tendenza di suo figlio era una tendenza negativa nella confortevole società in cui si trovava. Ho tentato di fare con questa mamma un cammino, ma non è facile fare un cammino quando siamo davanti a queste situazioni. Mi proposi di accompagnare il figlio, che però non mi ha mai cercato. Poco tempo dopo, questa mamma ebbe un tumore, probabilmente quel tumore era frutto della somatizzazione del dolore provocato dalla mancata accettazione della tendenza del figlio, e questo tumore la condusse alla morte. Quando andai a fare le esequie il figlio stava al mio fianco e mi disse, piangendo, “Io so che sono colpevole della morte di mia mamma”. Gli dissi di venirmi a trovare, ma non venne. Pensai molto al dolore che questo figlio porta dentro di sé, per questa colpa che egli non ha: la colpa non era della sua tendenza, ma di sua mamma, perché non aveva superato i suoi preconcetti. Tutti voi sapete che c’è un problema che mi preme molto ed è il tema del suicidio attorno a noi, e questa intervista che ho ascoltato mi ha colpito molto. La statistica ufficiale ci dice che il 90% della nostra popolazione si definisce cattolica, quindi il 90% della gente beve questo brodo della cultura cattolica e lo conferma la vostra numerosa presenza in questa festa di Sant’Anna. Allora mi chiedo se questo non è una sfida per noi, che abbiamo dentro questa cultura cattolica, dare una buona notizia per questi nostri fratelli e sorelle che tanto soffrono, come questa mamma ha sofferto, che soffrono come questo figlio ha sofferto, che con certezza ci stanno ascoltando e sono anche qui in mezzo a noi, e molte volte attendono da noi una buona parola, una buona notizia.

Il Vangelo per eccellenza è il vangelo dell’inclusione; il Vangelo è una porta stretta, è esigente, ma è una porta sempre aperta: Dio non chiude mai la porta per nessuno, per questo forse è il momento di intendere meglio il vangelo e vincere la schiavitù, secondo le nostre possibilità; non è forse giunta l’ora di capire meglio, nella prospettiva della fede, e superare i preconcetti contro i nostri fratelli e le nostre sorelle omo-affettive (omosessuali). Pensiamo sinceramente, in una prospettiva di fede, quando noi osserviamo l’omosessualità, noi non possiamo dire che l’omosessualità è un opzione, una scelta. Una scelta è una cosa che tu liberamente scegli e l’orientamento, la tendenza, nessuno la sceglie, un giorno ci si scopre con questa o con quella tendenza; la scelta riguarderà soltanto la maniera come tu vivrai nella tua tendenza, se in una forma degna, etica o in una forma promiscua, ma la promiscuità si può vivere in qualsiasi tendenza, orientamento, che uno ha (eterosessuale o omosessuale).

Considerato il fatto che non è una scelta, che l’Organizzazione Mondiale della Sanità non lo considera più come una malattia, nella prospettiva della fede noi abbiamo solo una risposta: se non è una scelta, se non è una malattia, nella prospettiva della fede solo può essere un dono, e un dono è dato da Dio. Non c’è verso, se non è scelta, non è malattia, è dono, è dono dato da Dio; ma forse i nostri preconcetti non permettono di comprenderlo come dono di Dio. Così come i preconcetti nei confronti dei neri, e si diceva che i neri non avevano l’anima, il nostro preconcetto non permette di percepire questo dono.

È un preconcetto, gente, ed un preconcetto avviene prima della cosa, dell’esperienza. Come il preconcetto ha reso possibile la schiavitù, come il preconcetto di fronte ai profughi in Europa, come un preconcetto a volte rende insensibili tanti politici del nostro Paese davanti al dolore dei più poveri, come il preconcetto rende possibili leggi ingiuste per le comunità indigene… tanti e tutti preconcetti, gente mia. Papa Francesco è visto da tanta gente della Chiesa come colui che rende povera la dottrina cattolica e la svende; in verità, ciò che papa Francesco desidera è che il punto di partenza della dottrina cattolica sia la misericordia… e la misericordia costa molto cara, Cristo ha pagato un prezzo molto caro e anche noi paghiamo questo prezzo caro per essere fedeli al Maestro Gesù.

Quando papa Francesco per la prima volta è stato qui in Brasile, nella Giornata Mondiale della Gioventù nel 2013, ritornando a Roma, nella solita intervista che concede sull’aereo, una giornalista brasiliana fece una domanda rispetto a quello scandalo omosessuale che stava avvenendo nel Vaticano in quei giorni. Con la sua risposta ci diede una perla preziosa di comportamento verso i nostri fratelli omosessuali: se una persona è gay e cerca il Signore ed ha buona volontà, chi sono io per giudicare? Il catechismo della Chiesa Cattolica dice che non si devono marginalizzare queste persone, ma devono essere integrate nella società. Nell’ultimo sabato del 2015, in un’udienza privata (l’ha rivelato la persona stessa) il Papa ha ricevuto il transessuale Diego Nería Leharrada e la sua compagna. Come è avvenuto questo incontro? Il Papa ha ricevuto una sua lettera che parlava del dolore che soffriva e del preconcetto che soffriva nella sua comunità cattolica. Allora il Papa gli telefonò e fissò l’udienza; e dopo l’udienza questo ragazzo concesse un’intervista. Diceva che nella sua comunità era chiamato dal parroco e dalla gente come figlio del diavolo. Papa Francesco, sensibilizzato, volle accogliere colui che non era stato accolto dalla Chiesa.

Papa Francesco, nell’enciclica Amoris laetitia, dedica tutto il capitolo 8 alle situazioni irregolari e propone tre passi per accompagnare questi fratelli. Mi chiedo se quei tre passi noi possiamo percorrerli con i nostri fratelli omo-affettivi (omosessuali): accompagnare, discernere, integrare. Non sarebbe questa la sapienza salomonica che dovremmo imparare da Gesù, non sarebbe questa la misericordia che abbiamo ricevuto in eredità da Dio, non siamo tutti, indipendentemente dalla nostra tendenza, immagine di Cristo? Quando Cristo ci ama, non guarda i nostri organi genitali, ma guarda il nostro cuore e quando ci chiama, ci chiama per il cuore e noi andiamo con tutto, compresa la nostra tendenza, e siamo immagine del Signore. Non è questa la perla preziosa che Sant’Anna ci sta dando oggi, come ci ricorda il Vangelo, la perla della misericordia di suo nipote, del suo Dio e del nostro Dio, del Figlio di Maria, del Figlio di Dio, nostro fratello. Che Sant’Anna ci insegni, come ha insegnato a Maria, a fissare gli occhi nel trapassato Gesù e nello sguardo misericordioso per i trapassati nella storia; ed oggi vorrei contemplare come trapassati nella storia i nostri fratelli e le nostre sorelle omo-affettive (omosessuali) che non sono accolti né amati da noi. Che Sant’Anna ci mostri il cammino verso Gesù.


Tratto da ProgettoGionata

Fonte : https://goo.gl/eDXdEP

https://benedettoxviblog.wordpress.com/2017/09/28/lomosessualita-e-un-dono-di-dio-secondo-un-vescovo-brasiliano-questo-e-uno-degli-effetti-degli-al-amori-di-letizia-ma-non-ci-era-stato-insegnato-il-concepimento-del/

I FIGLI NON SONO UN “CONTRATTO COMMERCIALE”. GIUDICE FRENA LA REGISTRAZIONE DI DUE GEMELLINI AD UNA COPPIA GAY.

MAI ABBASSARE LA GUARDIA. NON SE NE PARLA PIU' FREQUENTEMENTE, MA IL PROBLEMA DELLE ADOZIONI GAY RAPPRESENTA ANCORA UNA MINACCIA PER LA FAMIGLIA TRADIZIONALE E I DIRITTI DEI BAMBINI  

Sono stati partoriti negli Usa, con la maternità surrogata, da una donna sconosciuta. Il capo della Procura di Pesaro: la legislazione italiana prevede altro

Il 18 aprile 2017 al comune di Gabicce mare, nota località balneare della Riviera romagnola, è avvenuta la trascrizione di due gemellini partoriti in California da una donna sconosciuta, concepiti con ovociti e sperma di donatori al momento altrettanto sconosciuti.
I genitori ufficiali dei due gemellini sono due uomini, indicati da un giudice americano con sentenza in quanto committenti del parto. Si chiamano Andrea Bartolini di 57 anni e Blasco Kifor, bulgaro di 34 anni. Dicono di essersi uniti civilmente in Portogallo (Il resto del carlino, 4 luglio).

“Contratto di natura commerciale”

Il capo della procura di Pesaro, Cristina Tedeschini (nella foto qui sotto), già procuratore aggiunto di Pescara, ha impugnato davanti al giudice civile la trascrizione dei due gemellini. In un’intervista al Resto del Carlino (4 luglio) ha motivato il perché fermare la registrazione.
Youtube
«Abbiamo in mano solo un atto che è un contratto di natura commerciale dove una donna sconosciuta mette a disposizione l’utero per portare a termine una gravidanza. Dunque, crediamo che non sia nota la madre biologica, né sembra che sia noto il padre biologico».

L’ordinamento italiano

Negli Stati Uniti tutto questo sembra sufficiente per nominare genitore il committente. «Credo che possa andare bene anche in Russia, Ucraina e in altri Paesi. Ma non in Italia. E noi abbiamo impugnato questa trascrizione chiedendo al tribunale civile di valutarne la compatibilità col nostro ordinamento».
Quello dei due gemellini non è il primo caso simile di maternità surrogata all’estero e richiesta di registrazione dei figli in Italia.
«La procura di Pesaro ha una consolidata caratteristica: si fa carico di valutare la possibilità che esistano problemi sui quali va fermata l’attenzione a tutela dell’interesse della collettività».

L’essere umano

Il giudice dunque va oltre la questione meramente giuridica. «È anche un problema che trascende le norme giuridiche. Senza una madre e un padre biologici, ci può essere compatibilità con quello che noi intendiamo con essere umano? Spezzare l’unione tra ovocita e utero, cosa rimane della maternità?»
La Tedeschini ci tiene a sottolineare che non conosce i genitori dei due piccoli. «Io non li conosco, la procura non ha mai parlato con loro, e non ho espresso alcun giudizio. La nostra preoccupazione sono i due bambini. In questa fase il loro diritto a conoscere la loro provenienza biologica non appare soddisfatta dal contenuto di un contratto di affitto d’utero».
Diane Rehm show

La richiesta al giudice americano

Il giudice pone una questione: «Perché a che serve applicare regole severissime con le adozioni o nelle separazioni conflittuali e disinteressarci dei bimbi di Gabicce perché in California hanno certificato che hanno due papà?»
L’ordinamento americano «è molto diverso, e per questo chiediamo al giudice civile di integrare quella trascrizione in modo da renderla compatibile col nostro ordine pubblico». Per prima cosa «si faccia istruttoria», e «si interroghino i due signori per rendere note anche a noi tutte le spiegazioni mancanti».
tratto da https://it.aleteia.org/2018/07/06/giudice-ferma-registrazione-figli-a-coppia-gay/
Gelsomino Del Guercio | Lug 06, 2018

IN PIAZZA SAN PIETRO: SCANDALO MONDIALE , MAI VISTO UNA ROBA COSI’

IL NATALE E' STATO PROFANATO! 
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Un presepe gay in Piazza San Pietro. È l’ultima bomba scoppiata, è il caso di dirlo, in casa di Papa Francesco. Il corpo dello scandalo che fa discutere in Vaticano e non solo è quello di un uomo nudo, muscoloso, quasi “un palestrato”, come suggerisce il Fatto quotidiano, con velate “allusioni omoerotiche” secondo quanto sostengono diversi esponenti del conservatorismo cattolico che non vedono di buon occhio la linea di Bergoglio.
La scena contestata, in teoria, sarebbe la rappresentazione di una delle sette opere di misericordia, “vestire gli ignudi”, omaggio alla rivoluzione francescana del Pontefice. Ma l’immagine non ha convinto (eufemismo) LifeSiteNews, portale americano punto di riferimento degli anti-Bergoglio, e di riflesso l’accusa clamorosa è arrivata fino in Italia. “La presenza del presepe vaticano per noi è un motivo per essere ancora più felici. Per la comunità omosessuale e transessuale a Napoli è un importante simbolo di inclusione e integrazione”, ha parzialmente ammesso un esponente dell’Argigay di Napoli. Altra suggestione: il presepe è stato infatti donato dall’abbazia di Montevergine (Avellino), dove si venera la Madonna nera soprannominata Mamma Schiavona che, ricorda ancora il Fatto, nel 1256 avrebbe salvato due omosessuali legati a un albero per i loro “vizi contronatura”. Non a caso, a Montevergine nella festa della Candelora si celebra ogni anno una processione di “ricchioni e femminielli” con riferimento al culto pagano di Cibele, dea simbolo dell’androginia. E Aldo Maria Valli, prestigioso vaticanista della Rai, non ha potuto non notare la costruzione “babelica” del Presepe: “In tutto questo attivismo e a questo incrociarsi di sguardi e di membra umane, Giuseppe e Maria sembrano quasi due intrusi, capitati lì per caso”.

BERGOGLIO SOPPRIME LA PONTIFICIA COMMISSIONE ECCLESIA DEI…



PONTIFICIA COMMISSIONE
ECCLESIA DEI
Da oltre trent’anni la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita con il Motu proprio Ecclesia Dei adflicta, del 2 luglio 1988, ha assolto con sincera sollecitudine e lodevole premura al compito di collaborare coi Vescovi e coi Dicasteri della Curia Romana, nel facilitare la piena comunione ecclesiale dei sacerdoti, seminaristi, comunità o singoli religiosi e religiose, legati alla Fraternità fondata da Mons. Marcel Lefebvre, che desideravano rimanere uniti al Successore di Pietro nella Chiesa Cattolica, conservando le proprie tradizioni spirituali e liturgiche.[1]
In tal modo, essa ha potuto esercitare la propria autorità e competenza a nome della Santa Sede su dette società e associazioni, fino a quando non si fosse diversamente provveduto.[2]
Successivamente, in forza del Motu proprio Summorum Pontificum, del 7 luglio 2007, la Pontificia Commissione ha esteso l’autorità della Santa Sede su quegli Istituti e Comunità religiose, che avevano aderito alla forma straordinaria del Rito romano e avevano assunto le precedenti tradizioni della vita religiosa, vigilando sull’osservanza e sull’applicazione delle disposizioni stabilite.[3]
Due anni dopo, il mio Venerato Predecessore Benedetto XVI, col Motu proprio Ecclesiae unitatem, del 2 luglio 2009, ha riorganizzato la struttura della Pontificia Commissione, al fine di renderla più adatta alla nuova situazione venutasi a creare con la remissione della scomunica dei quattro Vescovi consacrati senza mandato pontificio. E, inoltre, ritenendo, che, dopo tale atto di grazia, le questioni trattate dalla medesima Pontificia Commissione fossero di natura primariamente dottrinale, Egli l’ha più organicamente legata alla Congregazione per la Dottrina della Fede, conservandone comunque le iniziali finalità, ma modificandone la struttura.[4]
Ora, poiché la Feria IV della Congregazione per la Dottrina della Fede del 15 novembre 2017 ha formulato la richiesta che il dialogo tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X venga condotto direttamente dalla menzionata Congregazione, essendo le questioni trattate di carattere dottrinale, alla quale richiesta ho dato la mia approvazione in Audientia al Prefetto il 24 successivo, e tale proposta ha avuto l’accoglienza della Sessione Plenaria della medesima Congregazione celebratasi dal 23 al 26 gennaio 2018, sono giunto, dopo ampia riflessione, alla seguente Decisione.
Considerando mutate oggi le condizioni che avevano portato il santo Pontefice Giovanni Paolo II alla istituzione della Pontificia Commissione Ecclesia Dei;
constatando che gli Istituti e le Comunità religiose che celebrano abitualmente nella forma straordinaria, hanno trovato oggi una propria stabilità di numero e di vita;
prendendo atto che le finalità e le questioni trattate dalla Pontificia Commissione Ecclesia Dei, sono di ordine prevalentemente dottrinale;
desiderando che tali finalità si rendano sempre più evidenti alla coscienza delle comunità ecclesiali,
colla presente Lettera Apostolica ‘Motu proprio data’
Delibero
1. È soppressa la Pontificia Commissione Ecclesia Dei, istituita il 2 luglio 1988 col Motu Proprio Ecclesia Dei adflicta.
2. I compiti della Commissione in parola sono assegnati integralmente alla Congregazione per la Dottrina della Fede, in seno alla quale verrà istituita una apposita Sezione impegnata a continuare l’opera di vigilanza, di promozione e di tutela fin qui condotta dalla soppressa Pontificia Commissione Ecclesia Dei.
3. Il bilancio della Pontificia Commissione rientra nella contabilità ordinaria della menzionata Congregazione.
Stabilisco, inoltre, che il presente Motu proprio, da osservarsi nonostante qualsiasi cosa contraria, anche se degna di particolare menzione, venga promulgato mediante pubblicazione sul quotidiano L’Osservatore Romanouscente il 19 gennaio 2019, entrando in immediato vigore, e che successivamente sia inserito nel Commentario ufficiale della Santa Sede, Acta Apostolicae Sedis.
Dato a Roma, presso San Pietro, il 17 Gennaio 2019, VI del Nostro Pontificato.
Fonte Santa Sede 🇻🇦

VENTI DI GUERRA TRA IRAN E ISRAELE

L'Iran allarga la sua influenza in Siria, con il placet della Russia e il disimpegno degli Usa. Ora la minaccia di uno scontro con Israele si fa più concreta


di Lorenzo Lamperti
Foto: LaPresse


Il grande, inquietante, scontro tra Iran e Israele è sempre più concreto e meno latente. Il disimpegno degli Stati Uniti di Donald Trump in Medio Oriente ha rilanciato le ambizioni di Teheran, che sta allargando a macchia d'olio la sua influenza sull'area, Siria in primis. Una manovra di avvicinamento, sposata anche dallo storico alleato russo, che ha messo in grande allarme Israele. E ora lo scontro diretto tra i due nemici giurati non è più così improbabile.

L'ESPANSIONE DELL'IRAN IN SIRIA CON IL BENESTARE DELLA RUSSIA E IL DISIMPEGNO DEGLI USA

La scorsa notte l'esercito israeliano ha attaccato obiettivi militari della Forza Qods iraniana in Siria in risposta, così spiega Tel Aviv, al lancio di un razzo della contraerea siriana contro il proprio territorio. "Incidenti" che sono ormai all'ordine del giorno in un Paese, la Siria, che è ormai diviso sempre più in sfere d'influenza. Finora Israele aveva sempre attaccato in segreto. Secondo quanto riferito dall'Osservatorio siriano per i diritti umani, le vittime dei bombardamenti, che hanno colpito obiettivi intorno a Damasco e nei pressi di un aeroporto militare a sud della capitale, sono 11, tutti militari, tra cui due soldati siriani.

BOMBARDAMENTI INCROCIATI E LA MINACCIA DI UNA GUERRA

L'obiettivo di Israele è chiarissimo: impedire il rafforzamento dell'Iran in Siria, vale a dire davanti alle porte di casa propria. Le rispettive minacce, dopo il raid, non si sono fatte attendere. Da una parte il comandante dell'aeronautica militare dell'Iran, il generale di brigata Aziz Nasirzadeh, ha dichiarato che la repubblica islamica è pronta alla guerra "decisiva" con Israele, "che porterà alla sua fine", aggiungendo che le forze armate iraniane si stanno preparando "al giorno della distruzione d'Israele". "Non ignoreremo simili atti di aggressione mentre l'Iran tenta di rafforzarsi militarmente in Siria e dice esplicitamente di voler distruggere Israele, come ha affermato il comandante dell'aeronautica militare iraniana", ha replicato a stretto giro il premier israeliano, Benjamin Netanyahu. I venti di guerra soffiano sempre più forte.

Ancor più sotto la cintura...

Le rivelazioni della Madonna a Giacinta di Fatima: «I peccati che portano più anime all'Inferno sono quelli della carne»...

Trasportata a Lisbona (dopo la fine delle apparizioni e dopo aver contratto la spagnola, ndr.), Giacinta rimase prima in un orfanotrofio vicino alla chiesa di Nossa Senhora dos Milagres, poi fu portata all'ospedale Dona Estefania. Nel primo di questi istituti fu assistita da madre Maria da Purificaçâo Godinho, che prese nota - anche se non sempre letteralmente - delle sue ultime parole.



Ne riproduciamo di seguito alcune, impregnate di tono profetico e piene di unzione e di insegnamenti.



Riguardo alla GUERRA:


«La Madonna disse che nel mondo ci sono molte guerre e discordie».


«Le guerre non sono altro che il castigo per i peccati del mondo».


«La Madonna non può più trattenere il braccio del suo amato Figliuolo sul mondo».


«Bisogna far penitenza. Se non si emendano verrà il castigo ».


«Gesù è profondamente indignato per i peccati e delitti che si commettono in Portogallo. Per questo un terribile cataclisma di ordine sociale minaccia il nostro paese e specialmente la città di Lisbona. Si scatenerà, come pare, una guerra civile di carattere anarchico e comunista, accompagnata da saccheggi, uccisioni, incendi e distruzioni d'ogni specie. La capitale si convertirà in una vera immagine dell'inferno. Nell'occasione in cui la Giustizia divina, offesa, infliggerà tanto spaventoso castigo, tutti quelli che potranno fuggano da questa città. Questo castigo, ora predetto, conviene che sia annunziato a poco a poco, con la debita discrezione ».


« Se gli uomini non si emenderanno, la Madonna invierà al mondo un castigo quale non si vide mai e, prima che alle altre nazioni, alla Spagna ».


Giacinta parlava anche di « altri avvenimenti che si sarebbero realizzati intorno al 1940 ».



Sui SACERDOTI e sui GOVERNANTI:


« Mia madrina, preghi molto per i peccatori! ».


« Preghi molto per i sacerdoti! ».


« Preghi molto per i religiosi! ».

« I sacerdoti devono occuparsi solo delle cose di Chiesa!


« I sacerdoti devono essere puri, molto puri! ».


« La disobbedienza dei sacerdoti e dei religiosi ai loro superiori ed al S. Padre offende molto Gesù ».


« Mia madrina, preghi molto per i governanti! ».


« Guai a quelli che perseguitano la Religione di Gesù.


« Se il Governo lasciasse in pace la Chiesa e lasciasse libertà alla santa religione, sarebbe benedetto da Dio ».


Sopra il PECCATO:


« I peccati che portano più anime all'inferno sono i peccati della carne ».


« Verranno certe mode che offenderanno molto Gesù ».


« Le persone che servono Dio non devono seguire la moda. La Chiesa non ha mode. Gesù è sempre lo stesso ».


« I peccati del mondo sono molto grandi ».


« Se gli uomini sapessero ciò che è l'Eternità, farebbero di tutto per cambiar vita ».


« Gli uomini si perdono, perché non pensano alla morte di Gesù e non fanno penitenza ».


« Molti matrimoni non sono buoni, non piacciono a Gesù, non sono di Dio ».


Sulle VIRTU' CRISTIANE:


« Madrina mia, non vada in mezzo al lusso: fugga le ricchezze! ».


« Sia molto amica della santa povertà e del silenzio ».


« Abbia molta carità anche con chi è cattivo ».


« Non parli male di nessuno e fugga chi dice male ».

« Abbia molta pazienza, perché la pazienza ci porta in Cielo ».


« La mortificazione e i sacrifici sono molto graditi a Nostro Signore ».


« La confessione è un sacramento di misericordia. Per questo bisogna avvicinarsi al confessionale con confidenza e gioia. Senza confessione non c'è salvezza ».


« La Madre di Dio desidera molte anime vergini, che si leghino a lei con il voto dì castità ».

« Per essere religiosa bisogna essere molto pura nell'anima e nel corpo ». « E sai che vuol dire essere pura? », chiede madre Godinho. « Lo so, lo so. Essere pura nel corpo vuol dire custodire la castità. Ed essere pura nell'anima vuol dire non fare peccati: non guardare ciò che non si deve vedere; non rubare; non mentire; dir sempre la verità, anche quando ci costa... ».


« Chi non adempie le promesse che fa alla Madonna non avrà mai pace ».


« I medici non hanno luce e scienza per curare bene gli ammalati, perché non hanno amor di Dio ».


« Chi t'insegnò tante cose?», chiede madre Godinho. « Fu la Madonna; ma alcune cose le penso io. Mi piace tanto pensare! ».



Notando che molti visitatori conversavano e ridevano nella cappella dell'orfanotrofio, Giacinta chiese a madre Godinho di fare loro presente che questo comportamento costituiva mancanza di rispetto verso la Presenza reale.
Poiché questa misura non diede risultati soddisfacenti, chiese che si facesse questa comunicazione al cardinale:
« La Madonna non vuole che la gente parli in chiesa ».



Tratto da:



LE APPARIZIONI E IL MESSAGGIO DI FATIMA secondo i manoscritti di suor Lucia Antonio A. Borelli Machado - © CRISTIANITA’ Soc. Coop. A r.l. 1977.

LITURGIA DEL GIORNO


LITURGIA DEL GIORNO
- Rito Romano -




 PRIMA LETTURA 

Eb 6,10-20
Dalla lettera agli Ebrei

Fratelli, Dio non è ingiusto tanto da dimenticare il vostro lavoro e la carità che avete dimostrato verso il suo nome, con i servizi che avete reso e che tuttora rendete ai santi. Desideriamo soltanto che ciascuno di voi dimostri il medesimo zelo perché la sua speranza abbia compimento sino alla fine, perché non diventiate pigri, ma piuttosto imitatori di coloro che, con la fede e la costanza, divengono eredi delle promesse.
Quando infatti Dio fece la promessa ad Abramo, non potendo giurare per uno superiore a sé, giurò per se stesso dicendo: «Ti benedirò con ogni benedizione e renderò molto numerosa la tua discendenza». Così Abramo, con la sua costanza, ottenne ciò che gli era stato promesso. Gli uomini infatti giurano per qualcuno maggiore di loro, e per loro il giuramento è una garanzia che pone fine a ogni controversia.
Perciò Dio, volendo mostrare più chiaramente agli eredi della promessa l’irrevocabilità della sua decisione, intervenne con un giuramento, affinché, grazie a due atti irrevocabili, nei quali è impossibile che Dio mentisca, noi, che abbiamo cercato rifugio in lui, abbiamo un forte incoraggiamento ad afferrarci saldamente alla speranza che ci è proposta. In essa infatti abbiamo come un’àncora sicura e salda per la nostra vita: essa entra fino al di là del velo del santuario, dove Gesù è entrato come precursore per noi, divenuto sommo sacerdote per sempre secondo l’ordine di Melchìsedek.


  SALMO  

Sal 110
Il Signore si ricorda sempre della sua alleanza.

Renderò grazie al Signore con tutto il cuore,
tra gli uomini retti riuniti in assemblea.
Grandi sono le opere del Signore:
le ricerchino coloro che le amano.

Ha lasciato un ricordo delle sue meraviglie:
misericordioso e pietoso è il Signore.
Egli dà il cibo a chi lo teme,
si ricorda sempre della sua alleanza.

Mandò a liberare il suo popolo,
stabilì la sua alleanza per sempre.
Santo e terribile è il suo nome.
La lode del Signore rimane per sempre.


 VANGELO 

Mc 2,23-28
Dal Vangelo secondo Marco

In quel tempo, di sabato Gesù passava fra campi di grano e i suoi discepoli, mentre camminavano, si misero a cogliere le spighe.
I farisei gli dicevano: «Guarda! Perché fanno in giorno di sabato quello che non è lecito?». Ed egli rispose loro: «Non avete mai letto quello che fece Davide quando si trovò nel bisogno e lui e i suoi compagni ebbero fame? Sotto il sommo sacerdote Abiatàr, entrò nella casa di Dio e mangiò i pani dell’offerta, che non è lecito mangiare se non ai sacerdoti, e ne diede anche ai suoi compagni!».
E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l’uomo e non l’uomo per il sabato! Perciò il Figlio dell’uomo è signore anche del sabato».