martedì 18 dicembre 2018

QUANDO I NOSTRI CARI DEFUNTI VOGLIONO COMUNICARE CON NOI





Enorme UFO grande quanto il pianeta Terra è stato fotografato vicino a Saturno dalla sonda Voyager

IL VIDEO INTERESSANTE DICE CHE QUESTA FONTE DI LUCE STAREBBE AIUTANDO L'UMANITA' VERSO UN RISVEGLIO GLOBALE NELLA COMPRENSIONE DELLA SUA VERA NATURA




L’immagine di presentazione di questo articolo, è stata mostrata tempo fa da uno scienziato della NASA, una delle tante foto nascoste al pubblico e che riguardano la missione Voyager del 1980. In quella missione, alla sonda spaziale era stata affidato il compito di fotografare Saturno, i suoi anelli e le sue lune, per poi dirigersi verso la parte esterna del sistema solare.




Tutto ciò ci fa riflettere ancora e che cosa significa tutto questo per l’umanità? Perché il cover-up? Siamo pronti ad accettare che questa possa essere una realtà? Che tipo di implicazioni ci sono dalla consapevolezza che non siamo soli e che esistono esseri altamente avanzati e intelligenti che sono là fuori, nello spazio?

Le immagini della NASA risalenti dalla missione Voyager su Saturno nel 1980, erano apparentemente così misteriose che le hanno rinchiuse, almeno questo è quello disse prima della sua scomparsa, il sergente maggiore Bob Dean in una conferenza mondiale sugli UFO. Bob ha mostrato anche numerose fotografie delle missioni Apollo che non sono mai state rese pubbliche. Più governi, come la Russia , hanno chiesto un’indagine internazionale sulla scomparsa di fotografie, filmati e rocce lunari.

L’immagine di presentazione qui sopra non viene da Bob Dean, ma proviene da uno dei suoi buoni amici, il dr. Norman Bergrun, uno scienziato e ingegnere che faceva parte del programma Voyager della NASA. Ha lavorato per anni alla NASA presso il Centro Ricerche Ames. Ha anche lavorato a Lockheed Martin, dove ha gestito i test missilistici Polaris. Sfortunatamente, anche lui è morto di recente, (1 luglio 2018) circa un mese dopo la scomparsa del maggiore Bob Dean.

La fotografia mostra una “fonte luminosa” accanto agli anelli di Saturno, un oggetto enorme quanto la Terra e che non doveva essere li dove era stato fotografato. L’immagine che proviene dal libro di Bergrun, “The Ringmakers of Saturn”, non doveva essere pubblicata, perche poteva dare un sacco di problemi. Quindi Norman ha dovuto lasciare il paese per farlo, come anche Bob Dean ha spiegato.


Secondo Bergrun, ci sono diversi enormi velivoli nel sistema solare e molti di questi “proliferano” attorno a Saturno e alle sue lune. Secondo Dean, inizialmente Norman Bergrun si sentì frustrato per via del fatto di non dire al pubblico ciò che avevano fotografato la Voyager su Saturno che descrive come “veicoli” extraterrestri che erano responsabili della creazione degli anelli attorno a Saturno.

Nel suo libro, Norman chiarisce che questi oggetti sono probabilmente molto antichi, già erano nel sistema solare molto più a lungo di noi. Dichiara anche che se ci fosse qualche cattiva intenzione verso il nostro pianeta, qualcosa probabilmente sarebbe accaduto, ma ormai c’è una ragione per cui questi oggetti (che ha affermato sono controllati in modo intelligente, non da noi) non sono venuti in prossimità del nostro pianeta. Avvicinandosi più di quanto non siano già, potrebbero avere già effetti sul nostro tempo. Questo è qualcosa che Norman menziona anche nel suo libro.

Norman Bergrun scomparso il 1 Luglio 2018

Bob Dean

Dietro questo argomento esiste un sacco di scherno e paura e oggi non è più un tabù da quando è iniziata la divulgazione ufficiale. Stiamo diventando più consapevoli e, nonostante i media mainstream e l’élite globale che hanno molto da perdere dalla divulgazione di questo tipo di informazioni (sistemi di propulsione, petrolio, ecc.), “La verità sta trapelando”. È un campo pieno di informazioni e disinformazione, quindi bisogna essere cauti e rimanere centrati, fare discernimento di tutto ciò che viene pubblicato. La verità è una menzogna tutta da svelare!! Alla fine della giornata, sappiamo che non siamo soli, e ha enormi implicazioni per tutte le aree dell’umanità, non ultimo il fatto che alla fine costringerà l’umanità a guardare dentro.

Una maggiore consapevolezza di questa presenza coincide con un massiccio risveglio “spirituale” che sta avvenendo sul pianeta, e questo non è per coincidenza. Sembra che una crescente consapevolezza di ciò che è là fuori, di una presenza extraterrestre pacifica che è antica, molto antica, servirà ad aiutare l’umanità a capire meglio se stessa.

PREGHIERE E DEVOZIONI


DEVOZIONI DEL GIORNO



 Mese di Dicembre dedicato all' IMMACOLATA e SANTO NATALE

  SANTO ROSARIO  da recitare on-line 


  VANGELI 





LITURGIA DEL GIORNO
- Rito Romano -

  





 PRIMA LETTURA 

Ger 23,5-8
Dal libro del profeta Geremìa

«Ecco, verranno giorni – oracolo del Signore –
nei quali susciterò a Davide un germoglio giusto,
che regnerà da vero re e sarà saggio
ed eserciterà il diritto e la giustizia sulla terra.
Nei suoi giorni Giuda sarà salvato
e Israele vivrà tranquillo,
e lo chiameranno con questo nome:
Signore-nostra-giustizia.
Pertanto, ecco, verranno giorni – oracolo del Signore – nei quali non si dirà più: “Per la vita del Signore che ha fatto uscire gli Israeliti dalla terra d’Egitto!”, ma piuttosto: “Per la vita del Signore che ha fatto uscire e ha ricondotto la discendenza della casa d’Israele dalla terra del settentrione e da tutte le regioni dove li aveva dispersi!”; costoro dimoreranno nella propria terra».


  SALMO  

Sal 71
Nei suoi giorni fioriranno giustizia e pace.

O Dio, affida al re il tuo diritto,
al figlio di re la tua giustizia;
egli giudichi il tuo popolo secondo giustizia
e i tuoi poveri secondo il diritto.

Perché egli libererà il misero che invoca
e il povero che non trova aiuto.
Abbia pietà del debole e del misero
e salvi la vita dei miseri.

Benedetto il Signore, Dio d’Israele:
egli solo compie meraviglie.
E benedetto il suo nome glorioso per sempre:
della sua gloria sia piena tutta la terra.
Amen, amen.


 VANGELO 

Mt 1,18-24
Dal Vangelo secondo Matteo

Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.

lunedì 17 dicembre 2018

IMMAGINI CHE SI COMMENTANO DA SOLE

QUELLO CHE I TG NON MOSTRANO! LA FRANCIA SI RIPRENDE CIO' CHE LE VIENE NEGATO. ANCHE IL PANE QUOTIDIANO!!!!!



Iniziarono come i Gilet Gialli, ora sono una potenza fuori dall’Europa. L’Italia invece dorme.

Islanda, la crisi è solo un ricordo. “Stare fuori dall’Ue conviene”
L’Islanda si è ripresa alla grande, tanto da diventare un caso di successo post crisi. Nel 2014 si è registrata una crescita dell’1,9 per cento, mentre nel 2015 l’economia è destinata a crescere addirittura del 3,5 per cento. Il debito pubblico nazionale è sceso al 64 per centro del pil, dopo il picco dell’86 per cento toccato nel 2012. Ora tutti i valori sono tornati o stanno rapidamente tornando ai virtuosi livelli pre crisi. Diversamente dalla maggior parte dei paesi dell’Unione Europea, l’Islanda ha effettivamente incarcerato i banchieri colpevoli di comportamenti fraudolenti e complici dell’esplosione della crisi bancaria del 2008. La ripresa è stata spinta anche e soprattutto dal turismo. Una campagna pubblicitaria aggressiva ha portato a grandissimi risultati, con un aumento del 25 per cento delle visite durante gli ultimi 4 anni. A ottobre, l’Islanda ha staccato l’ultimo assegno per i rimborsi del prestito del Fondo Monetario Internazionale. E ora sembra proprio che il Paese possa tornare a volare dopo essersi liberato degli ultimi retaggi dell’incubo della crisi che aveva gettato nello sconforto l’economia nazionale negli anni scorsi.
La notizia fu censurata dalla maggioranza dei media europei e italiani, fate sapere alla gente che ci sono strade alternative, divulgate questo video.

Nel silenzio più totale dei media italiani, ora tocca anche alla Merkel: i Gilet Gialli bloccano la stazione

ESCLUSIVO! IL VIDEO DELLA PROTESTA DEI GILET GIALLI IN GERMANIA. QUESTI HANNO CAPITO CHE LE COSE NON LE RISOLVIAMO NELLE URNE DOVE LA GENTE VIENE CONTINUAMENTE PERCULATA!




Si allarga a macchia d’olio (nel silenzio della maggior parte dei media) in tutta Europa la protesta dei cittadini e dei lavoratori contro la crisi economica e le politiche della Ue. Dopo la Francia tocca alla Germania, dove si è tenuta una manifestazione contro il governo. Nella stazione centrale di Norimberga, un centinaio di lavoratori delle Ferrovie tedesche (Deutsche Bahn), appartenenti al sindacato Evg, hanno manifestato con indosso dei gilet gialli, in segno di solidarietà con i dimostranti francesi. Una protesta non solo simbolica: oggi in Germania sono state interrotte tutte le principali linee ferroviarie, a causa dello sciopero dei lavoratori delle ferrovie nell’ambito delle trattative salariali, ha annunciato Deutsche Bahn. “Germania in ostaggio”, titola il quotidiano tedesco la Bild, fotografando la situazione allarmante per il Paese.

Il contagio dei Gilet Gialli della Francia: ora si protesta in Belgio, in Bulgaria e in Germania


Il movimento dei gilet gialli, che ha spinto per le strade francesi milioni di manifestanti, adesso dilaga anche oltre i confini della Francia.
In Belgio, i giubbotti gialli hanno bloccato rotatorie e depositi di carburante, soprattutto in Vallonia, bloccando il traffico.
In Bulgaria, migliaia di gilet gialli hanno bloccato le principali strade e le frontiere per protestare contro l’impennata dei prezzi del carburante in un contesto di malcontento generale causato dal basso tenore di vita nel paese, il più povero dell’Unione europea.
In Germania, il simbolo del giubbotto giallo è stato “adottato” dai tedeschi arrabbiati e delusi dalla politica fiscale e di immigrazione di Angela Merkel.

I Gilet Gialli inviano un video-messaggio a mezzo mondo tramite i social: “IL RISVEGLIO 5.0”

CONDIVISIONE MASSIMA DI QUESTO VIDEO!!!!! FORZA GILET GIALLI, FORZA CREATORI!!!! LA FORZA DEL RISVEGLIO E' UNA MAREA PLANETARIA!!!! CONDIVIDETELO PRIMA CHE LO FACCIANO SPARIRE!!!!





Questo video realizzato dal fantastico Garret John Loporto ed è stato tradotto da Chiara Piccinini e interpretato dalla voce di Mason Massy James in maniera magistrale.
I Gilet Gialli lo hanno riproposto in questi giorni e inviato a tanta gente (dentro e fuori dalla Francia) con il seguente messaggio: “QUESTI SONO I VIDEO CHE I POTENTI E I GOVERNI TEMONO MAGGIORMENTE! SANNO CHE LA GENTE STA SOLLEVANDO LA TESTA… E STANNO DANDO FONDO A TUTTE LE GHIANDE PER FARCI TORNARE CON LA TESTA NEL CROGIOLO! PER LORO NOI SIAMO MAIALI DA INGRASSO!
Gente… amici, fratelli!… non abbassate la guardia! Non fatevi incantare dalle elezioni! Non fatevi friggere il cervello dal campionato o dai mondiali! Staccate la spina da tutte le “ghiande mediatiche”! Divulgate questo video a tutti, dobbiamo riprenderci il NOSTRO mondo.

Dalla rivolta dei gilet gialli: “Macron, sei il pupazzo degli ebrei”!


di Fiona Diwan
L’allarme viene dalla Francia, il Paese delle barricate, dei “casseur“ e dei gilet gialli di oggi. Accade adesso ed è inascoltabile, per la scia di passato dolentissimo e infame che si porta dietro. “La Francia muore di fame e gli ebrei accendono la luci di Chanukkyah”, si è sentito gridare sotto la Tour Eiffel, una settimana fa, accanto alla grande Chanukkyah simbolica in piazza. “Macron, sei la puttana degli ebrei!”, è stato scritto a caratteri cubitali su un ponte della A6, l’autostrada Parigi-Marsiglia. “Macron, sei il pupazzo degli ebrei”, “Ebrei state tirando la corda, la crisi finanziaria è colpa vostra”, “Ebrei, attenti, avete abbassato le tasse ai ricchi!”.  “Macron e Rothschild, c’est la meme chose”…
Era prevedibile che la protesta dei gilet gialli potesse vivere una brusca virata antisemita? Per molti analisti la risposta è sì, poiché da sempre la crisi economica è la madre di ogni nefandezza. Di fatto, oggi, il web francese pullula di video e post pieni di minacce, su alcuni muri di Parigi sono apparsi graffiti intimidatori e, l’ultimo Shabbat di Chanukkyah, la Chabad House dei Champs Elyseès ha dovuto chiudere per la prima volta – insieme ad altre sinagoghe del centro tra cui la sinagoga Eli Dray -, senza poter officiare il sabato mattina perché la polizia dichiarava di non avere la situazione sotto controllo e il consiglio era di restarsene a casa. In altre sinagoghe, sempre di Shabbat, si chiede ormai regolarmente di non portare i bambini e di arrivare entro le 9.00 perché dopo i cancelli verranno chiusi e non si farà entrare più nessuno.
Accade adesso, nell’ottantesimo anniversario delle Leggi razziali e della Kristallnacht, la Notte dei cristalli – eventi che rimandano a fughe, vetrine in frantumi, morti ammazzati, cacce all’uomo…-. Accade ancora, e l’evidenza ammutolisce: il malato è ancora in terapia intensiva. Ne uscirà mai, viene da chiedersi? Le ricadute cicliche potranno mai finire? Ci sono dottori capaci in giro? In una Europa affetta da corbinismo, il male sembra infettare soprattutto chi dice di amare gli ebrei ma di odiare soltanto Israele e i suoi politici, ieri Ariel Sharon e Ehud Barak, oggi Netanyahu. O ancora, in un’Europa che pretende di dire agli ebrei a che età circoncidere i propri figli, se possono mangiare carne kasher, e che sbuffa insofferente a ogni protesta contro negazionismi o preoccupate proteste.
L’allarme viene dalla Francia, dicevamo all’inizio. Le istituzioni ne sono consapevoli: il primo ministro del governo d’oltralpe, Edouard Philippe, ha annunciato la creazione di una commissione di vigilanza, sanzioni e leggi più dure contro l’odio online e l’hate-speech sui social-media e in luoghi pubblici. Lo scopo? Tracciare una linea rossa oltre la quale non si deve andare, messa a punto anche dall’EJA, l’European Jewish Association.
Anziché commemorare i morti di ieri e prepararsi a piangere quelli di domani, è tempo che l’Europa garantisca la vita ebraica nel suo territorio, una necessità resa ancora più urgente dall’arrivo di centinaia di migliaia di cittadini extra UE che nulla sanno della storia europea e che «devono riconoscere la vita ebraica è una componente secolare dell’Europa a prescindere dal conflitto israelo-palestinese», ha detto Katharina von Schnurbein della Commissione Ue contro l’antisemitismo. «Così come sono le donne a dover dire che cosa sia la molestia sessuale e i neri a dover dire che cosa sia il razzismo, lasciamo agli ebrei di definire che cosa sia l’antisemitismo», ha puntualizzato. Come dire che, alla fine, siamo sempre noi a dover prendere la rincorsa, noi traditi, ebrei o diverger o diversi che siamo; come dice lo storico Matteo Nucci, «noi che rimaniamo a bocca aperta nel momento in cui vediamo che quel che abbiamo costruito sta vacillando e forse sta per crollare. Siamo noi a dover lottare, a dover vivere fino in fondo l’ira che prende gli esseri umani annebbiando loro la vista ma spingendoli anche a guardare oltre, a vedere lontano ma anche vicino, a cercare dentro la propria anima quello che serve per cambiare». E per agire.

Sono ancora in molti a chiedersi?

IL PIANO DI USA-ISRAELE SULL’ITALIA FAVORITO DA SALVINI




Sono ancora in molti a chiedersi quale spiegazione ci sia alla recente presa di posizione di Matteo Salvini, nel corso della sua visita in Israele, nell’omaggiare in modo sperticato Bibi Netanyahu e lo Stato di Israele come “baluardo della democrazia”, nel corso di una sparata di retorica filo israeliana, dimenticando la caratteristica segregazionista e razzista dello Stato di Israele che si è macchiato dei peggiori crimini nei confronti della popolazione palestinese.


L’ipotesi più probabile è quella che Salvini sia stato “imbeccato” dai nuovi ideologi della “alt-right” americana, i vari Steve Bannon e soci che vogliono prendere la direzione di una sollevazione populista e sovranista dei paesi europei in chiave filo atlantica, anti russa e filo israeliana. Una svolta che vuole creare un forte collegamento fra i paesi europei e l’asse USA-Israele-Arabia Saudita in chiave anti Iran ed anti Russia.
Una direzione ben lontana dal creare una svolta sovrana nella gestione del sistema Italia ma piuttosto nello scontato asservimento agli interessi egemonici del potere americano con incremento di ostilità, sanzioni contro la Russia, in pieno collegamento con l’elite di potere sionista che conduce il gioco. Non a caso non si parla più di abolire le sanzioni alla Russia.
Sono ben lontani i tempi in cui il vituperato Craxi si opponeva agli USA a Sigonella, rivendicando la sovranità italiana, o quando i vari Aldo Moro e soci gestivano le mediazioni fra Israele e i paesi arabi sulla base degli interessi dell’Italia nel Mediterraneo e dei rapporti dell’ENI con i paesi arabi. E’ noto che quelle “modeste” manifestazioni di sovranità sono costate care ad entrambi, Aldo Moro e Bettino Craxi.
L’obiettivo dell’Alt-Right americana è quella di far diventare il Mediterraneo un lago Israel-Americano e l’Italia sempre di più la portaerei USA nel Mediterraneo, utilissima per lanciare le tante guerre americane verso il Medio Oriente e verso l’Africa.
Una prospettiva molto poco sovrana e molto più di “ultra colonia” dell’Impero.
Naturalmente Salvini si è pronunciato anche per il riconoscimento di Gerusalemme quale capitale di Israele, mandando “in sollucchero” il premier sionista Netanyahu che mira esattamente a questo risultato, di portare i paesi europei a riconoscere Gerusalemme come capitale, quale fatto compiuto.
Come se non bastasse, l’ulteriore affermazione di Salvini contro gli Hezbollah, definiti dal leader leghista “terroristi”, senza considerare il ruolo svolto dal movimento libanese nella lotta al terrorismo dell’ISIS e di AL Qaeda, una lotta che, come ha poi sottolineato la Giorgia Meloni, ha permesso ai cristiani in Libano di celebrare il Natale e fare l’albero. La Meloni ha opportunamente ricordato a Salvini che, grazie a questa lotta di Hezbollah (e dell’Esercito siriano), sono state protette le comunità cristiane del Libano e della Siria dall’assalto degli jihadisti.
In ossequio ai dettami del patriarca sionista Netanyahu, secondo Salvini, evidentemente le centinaia di incursioni aeree sioniste, sopra il cielo del Sud del Libano, sono considerate un “atto legittimo e democratico”, mentre presunti tunnel degli Hezbollah, nel Nord della Palestina, sono considerati “atti di terrorismo islamico”.
Queste affermazioni di Salvini potrebbero sembrare, a prima vista, un prodotto dell’ignoranza geopolitica del leader leghista che, certamente, non brilla per conoscenza delle problematiche medio orientali ma, in realtà, non è questa la spiegazione, a nostro modesto avviso.
Salvini non è il ministro degli Esteri della Repubblica Italiana e non avrebbe titolo per visitare Israele e fare affermazioni che possono essere contraddittorie rispetto alla linea di politica estera seguita dall’Italia e oltre tutto non sono condivise dai suoi alleati di governo, i 5 Stelle.
Consideriamo che, a proposito del problema Israele/Palestina, l’altro leader del governo, Luigi Di Maio, in una sua dichiarazione aveva detto, “….se il M5S arriverà al Governo, riconosceremo lo Stato di Palestina”. Lo aveva dichiarato Luigi Di Maio in un incontro con i giornalisti italiani a Hebron in Cisgiordania. Questa dichiarazione era stata confermata anche da Manlio Di Stefano, capogruppo in Commissione Affari Esteri alla Camera, il quale aveva specificato che “un riconoscimento che ovviamente si deve basare sui confini del 1967 e che deve comportare anche il ritiro dal Golan. E’ quello che diremo agli israeliani”.
Affermazioni quindi del tutto in contrasto con quelle di Salvini che condivide la visione trumpiana per cui “Israele The First” al di sopra di tutto e di tutti, nello specifico dei diritti degli altri popoli della regione, anche annettendosi i territori occupati in spregio di qualsiasi risoluzione dell’ONU e calpestando il diritto internazionale.
In pratica le dichiarazioni di Salvini sono da interpretare nel contesto di una strategia di largo respiro di cui Salvini costituisce una tassello importante, quale leader di un movimento che si atteggia a sovranista ma che in realtà si sta dimostrando una pedina di Israele e della NATO a cui è legato mani e piedi. Il leader della Lega e forse futuro premier da qui a non molto tempo, è un fedelissimo dell’Alleanza Atlantica ma soprattutto di Israele a cui si ispira ideologicamente proprio per il modo di affrontare la “questione migratoria” ( che in Israele si legge come “pulizia etnica…”).
Non per nulla Salvini ha dimostrato simpatia per le scelte primatiste e imperialiste del presidente Donald Trump, così come ha salutato positivamente la vittoria del nuovo premier del Brasile, Jair Bolsonaro, un personaggio filo americano, liberista ed evangelico ultra sionista, che vuole riportare il Brasile nell’era delle privatizzazioni e della subordinazione alla dominazione USA in America Latina (altro che sovranismo).
La posizione di Salvini sulle questioni medio-orientali non fanno che confermare la natura squisitamente neo conservatrice, filoatlantica e filosionista della Lega, che rompe deliberatamente con la tradizionale politica di attenzione e di mediazione che, nonostante tutto, aveva contraddistinto la politica estera italiana nel bacino del Mediterraneo per molti decenni (nonostante l’Italia fosse membro della NATO).

Bannon con Salvini e un politico belga
Mischaël Modrikamen


L’ipotesi più probabile e quella che Salvini sia stato “imbeccato” dai nuovi ideologi della “alt-right” americana, i vari Steve Bannon e soci che vogliono prendere la direzione di una sollevazione populista e sovranista dei paesi europei in chiave filo atlantica, anti russa e filo israeliana. Una svolta che vuole creare un forte collegamento fra i paesi europei e l’asse USA-Israele-Arabia Saudita in chiave anti Iran ed anti Russia.
Una direzione ben lontana dal creare una svolta sovrana nella gestione del sistema Italia ma piuttosto nello scontato asservimento agli interessi egemonici del potere americano con incremento di ostilità, sanzioni contro la Russia, in pieno collegamento con l’elite di potere sionista che conduce il gioco. Non a caso non si parla più di abolire le sanzioni alla Russia.
Sono ben lontani i tempi in cui il vituperato Craxi si opponeva agli USA a Sigonella, rivendicando la sovranità italiana, o quando i vari Aldo Moro e soci gestivano le mediazioni fra Israele e i paesi arabi sulla base degli interessi dell’Italia nel Mediterraneo e dei rapporti dell’ENI con i paesi arabi. E’ noto che quelle “modeste” manifestazioni di sovranità sono costate care ad entrambi, Aldo Moro e Bettino Craxi.
L’obiettivo dell’Alt-Right americana è quella di far diventare il Mediterraneo un lago Israel-Americano e l’Italia sempre di più la portaerei USA nel Mediterraneo, utilissima per lanciare le tante guerre americane verso il Medio Oriente e verso l’Africa.
Una prospettiva molto poco sovrana e molto più di “ultra colonia” dell’Impero.
di Luciano Lago