lunedì 15 ottobre 2018

Fuori dall'euro si può: ecco come

COME PIANO "B" NON C'E' MALE. LA SINISTRA PATRIOTTICA DIMOSTRA DI AVERE PARECCHI PUNTI IN COMUNE CON LA DESTRA SOVRANISTA E "POPULISTA". QUESTO DIMOSTRA CHE E' ARRIVATO IL MOMENTO DI RAGIONARE OLTRE GLI SCHEMI IDEOLOGICI, ED UNIRSI PER IL BENE DEL POPOLO L'UNICO, CHE PER NUMERO E FORZA, DETIENE IL VERO POTERE. 
Siccome il governo M5S-Lega sta respingendo al mittente le richieste ed i diktat di Bruxelles si intensifica la ingannevole campagna mediatica per terrorizzare i cittadini: inflazione e svalutazione fuori controllo, salari e pensioni in fumo, risparmi distrutti, mutui e bollette alle stelle. Occorre rispondere in modo deciso, poiché uscire dall’euro non è solo necessario, non è solo possibile, è conveniente. La Sinistra patriottica indica le mosse da fare per diventare un Paese sovrano e avviare una nuova politica economica.
1. Riconquista della sovranità monetaria e controllo pubblico della Banca d'Italia

Il primo atto da compiere consiste nel ripristino del controllo pubblico della Banca d'Italia. Essa dovrà mettere in circolazione la nuova lira, sostenere la politica economica del governo, fungere da acquirente di ultima istanza dei titoli del debito pubblico ad un tasso d'interesse sostenibile. In questo modo lo Stato non avrà più bisogno di finanziarsi sui mercati internazionali. La Banca d'Italia - a differenza della Bce che ha come unico scopo la stabilità dei prezzi - dovrà dunque essere uno strumento decisivo di una Nuova Politica Economica volta alla lotta alla disoccupazione ed alla povertà, alla tutela dei risparmi, finalizzata al bene comune e non agli interessi di pochi.

2. Gestione dei nuovi cambi e dell'inflazione


Su questi temi il terrorismo del blocco eurista imperversa sui media. Si tratta di paure assolutamente infondate. L'Italia ha bisogno di svalutare rispetto alla Germania, ma questo non deve far pensare ad una svalutazione catastrofica rispetto alle altre monete. In caso di rottura completa dell'Eurozona, diversi studi prevedono anzi una sostanziale stabilità della nuova lira verso l'insieme delle monete dei singoli paesi, con svalutazioni (peraltro neppure troppo elevate) verso Germania, Olanda ed Austria ed addirittura rivalutazioni verso Francia, Spagna e Belgio. Le esagerazioni sono dunque fuori luogo, pura materia di propaganda, mentre la svalutazione con la Germania - che proprio grazie alla sua moneta svalutata ha un pazzesco surplus commerciale vicino al 10% del Pil - è assolutamente necessaria, ma non solo per l'Italia.

L'alternativa a questa svalutazione monetaria non è l'assenza di svalutazioni, come vorrebbero farci credere, bensì la svalutazione interna già in atto da anni. E che cos'è la svalutazione interna? Essa consiste in una progressiva riduzione dei salari, delle pensioni, del welfare, dello stesso valore di beni materiali come le abitazioni. L'alternativa è dunque la semplice prosecuzione del disastroso scenario degli ultimi dieci anni per altri decenni ancora.

L'altra terroristica menzogna che ci viene propinata riguarda l'inflazione. I precedenti storici, sia in Italia (1992) che in altri paesi, smentiscono ogni scenario di inflazione alle stelle. E' tuttavia necessario difendere i redditi dei lavoratori attraverso alcune misure: l'applicazione universale dei contratti collettivi di lavoro, la reintroduzione di una nuova scala mobile a tutela di salari e pensioni, il ripristino del metodo di calcolo retributivo sulle pensioni.

3. Ridenominazione del debito

Anche su questo il terrorismo mediatico impazza, volendo far credere che l'uscita dall'euro comporterebbe un forte aumento del debito verso l'estero. In realtà il governo non dovrà far altro che applicare il principio della Lex Monetae, peraltro già previsto dal nostro Codice civile, ridenominando il valore di ogni debito (dunque anche di quelli verso l'estero) nelle nuove lire, in base ad un rapporto con l'euro di uno a uno. I debiti (mutui inclusi) si ripagheranno perciò in nuove lire, non in euro come si dice per spaventare la gente.

In questo modo, il valore dei debiti italiani (pubblici e privati) calerà anziché aumentare. Certo, i possessori esteri di titoli italiani faranno il diavolo a quattro per non subire perdite. Ma l'esperienza insegna che i grandi creditori internazionali (banche e fondi di investimento) preferiscono in questi casi limitare le perdite piuttosto che perdere tutto. Uno Stato sovrano, con un governo deciso a difendere gli interessi del suo popolo, può obbligare i pescecani della finanza a più miti consigli.

4. Controllo del movimento dei capitali

L'operazione di fuoriuscita dall'euro va ovviamente accompagnata da un rigido controllo sul movimento dei capitali, impedendone la fuga verso l'estero. La fuga dei capitali non è però un problema del dopo Italexit, bensì della fase che la precede. Occorre dunque grande rapidità e fermezza nelle scelte che si renderanno necessarie. A chi ci dice che il controllo sui capitali è impossibile ricordiamo l'esperienza di Cipro nel 2013, quando pesanti misure sul movimento di capitali (un limite sulle transazioni verso l'estero, uno sulle spese di viaggio, un altro sugli assegni, eccetera) vennero imposte dalla stessa Unione Europea.

Non si vede proprio per quale motivo ciò che è stato fatto allora, non possa essere fatto oggi - nelle forme che saranno più opportune - da uno Stato come l'Italia. Mentre l'esportazione di capitali dovrà essere contrastata anche in seguito, misure emergenziali come quelle che abbiamo citato dovranno avere ovviamente solo natura transitoria, esaurendosi la loro necessità con il completamento del passaggio alla nuova moneta.

5. Nazionalizzazione del sistema bancario, a partire dalle banche sistemiche 


Il sistema bancario italiano è reso traballante dalle assurde regole dell'Eurozona. Da un lato, in assenza di una banca centrale che svolga questo compito, le banche italiane sono state costrette a riempirsi di Btp; dall'altro, la svalutazione di questi titoli prodotta dall'aumento dello spread rischia di portare al dissesto alcune banche di rilevanza nazionale. Tutto ciò anche a causa delle norme penalizzanti dell'Unione bancaria, anch'essa scritta di fatto sotto dettatura tedesca.

C'è un solo modo per uscire da questa trappola, per tutelare i risparmi, per far sì che le banche tornino ad essere un fattore propulsivo dell'economia nazionale: la loro nazionalizzazione, a partire dalle banche più importanti, quelle definite come "sistemiche".

6. Ridurre, grazie e contestualmente all'uscita dall'euro, il debito pubblico 


Abbiamo già visto come la semplice uscita dalla moneta unica determini da sola un abbattimento del valore effettivo del debito pubblico. Ma questo non basta. Insieme a quella dell'euro, l'Italia ha bisogno di uscire anche dalla schiavitù del debito. Tre provvedimenti saranno assolutamente necessari: la sterilizzazione dei titoli posseduti dalla Bce, una ristrutturazione della quota estera del debito, l'introduzione di nuovi strumenti finanziari per la sua rinazionalizzazione.

Il primo provvedimento era scritto nella bozza originaria del cosiddetto "contratto" di governo. Si tratta di azzerare i 250 miliardi dei titoli detenuti dalla Bce. Miliardi creati dal nulla, che nel nulla possono tornare, riducendo così l'ammontare complessivo del debito di un 11%. Il secondo provvedimento, valido solo per i titoli con possessori esteri, che già troppo hanno guadagnato speculando sui disastri imposti all'Italia dall'austerità e dalle regole del sistema dell'euro, può concretizzarsi sia con un allungamento delle scadenze che con una drastica riduzione degli interessi, meglio se con un mix di entrambe queste misure.

Il terzo provvedimento - quello della rinazionalizzazione del debito - dovrà consistere nell'emissione di nuovi strumenti finanziari rivolti alle famiglie. Una sorta di "Btp famiglia" o dei "Cir" che il governo ha già annunciato, titoli rivolti esclusivamente alle famiglie italiane, integralmente garantiti dallo Stato, vantaggiosi fiscalmente o nei tassi applicati purché detenuti fino alla scadenza.

Scopo di queste misure non è solo la riduzione del debito accumulato, ma soprattutto la sua sostenibilità futura, garantibile soltanto con la totale indipendenza dai meccanismi e dagli avvoltoi della finanza internazionale. Come dimostra il caso del Giappone (che ne ha uno pari al 220% del Pil), il debito non è un problema quando si dispone pienamente della sovranità monetaria e quando esso è posseduto da soggetti interni.

7. Un programma di uscita dalla crisi, abbattimento della disoccupazione e della povertà 


Ovviamente l'uscita dall'euro non è fine a se stessa. Essa è la condizione necessaria, non ancora quella sufficiente per venir fuori dalla crisi e per sganciarsi dal sistema neoliberista. Per raggiungere questi obiettivi occorre un Piano per la ricostruzione economica e per il lavoro.

La ricostruzione economica, che non va intesa in maniera meramente produttivistica, bensì principalmente nella sua dimensione di rifacimento di un vivere civile improntato al benessere fisico e psichico delle persone ed a quello della comunità, dovrà basarsi su un piano di reindustrializzazione fondato sulla nazionalizzazione dei settori strategici dell'economia (energia, telecomunicazioni, acqua, trasporti), sulla difesa dell'ambiente, sull'eliminazione del precariato, sulla difesa dei redditi da lavoro dipendente ed autonomo, su un sistema tributario che unisca la riduzione della pressione fiscale al suo carattere progressivo, sulla garanzia del diritto allo studio, alla salute e ad una vecchiaia serena.

Tutti questi obiettivi dovranno vivere dentro un Piano per il lavoro finalizzato a debellare la disoccupazione e a dare risposta ad alcuni fondamentali bisogni. In concreto si tratta di lavorare su: a) deciso sostegno al sistema scolastico pubblico e alla ricerca scientifica, b) sviluppo delle energie alternative, c) interventi per la riduzione del rischio idrogeologico, d) riorganizzazione complessiva del sistema dei trasporti, e) recupero del patrimonio edilizio esistente e piano di ristrutturazione antisismica nelle zone a rischio, f) sostegno al turismo non speculativo, g) tutela del patrimonio artistico e culturale, h) piano per un'assistenza dignitosa a tutti gli anziani i) riforma del sistema agrario a tutela delle piccole e medie imprese agricole, favorendo forme non intensive e sostenibili, l) creazione di servizi e network pubblici a sostegno dell'artigianato e delle piccole imprese.

Un ponte verso una alternativa di società - Resistere e mobilitarsi per una nuova politica economica

La proposta di Programma 101 guarda ad una nuova società. La rottura con l'euro-dittatura è la condizione perché possa ripartire la lotta per l'eguaglianza sociale, per un'effettiva democrazia, per la fine dello sfruttamento e della precarietà, perché la solidarietà e la fratellanza prevalgano sulla mentalità avida, aggressiva ed individualista imposta dal pensiero unico neoliberale. In una parola, è la condizione necessaria affinché possa riaprirsi una prospettiva socialista largamente rinnovata.

Noi ci battiamo perché l'uscita dall'euro abbia questo significato di ponte verso una nuova società. Ma non siamo ciechi, sappiamo perfettamente che quell'uscita potrebbe essere guidata da forze con impostazioni ben diverse dalla nostra. E' questo il frutto della cecità dell'insieme delle formazioni della sinistra, che sfuggendo al tema della sovranità nazionale, hanno finito per cacciarsi nel vicolo cieco della totale irrilevanza, lasciando così ad altri la guida della ribellione popolare alle èlite. 

E' questo certamente un problema, ma l'uscita dall'Eurozona è comunque la premessa per ogni politica a favore delle classi popolari. Noi ci battiamo per un'uscita da sinistra, come quella che abbiamo qui descritto, ma preferiamo in ogni caso l'uscita - anche se basata su impostazioni diverse - alla permanenza in una gabbia che non lascerebbe alcuna speranza per il futuro.

Come da tempo avevamo previsto, il campo di battaglia in cui oggi si gioca il futuro dell'Unione Europea, a partire da quello dell'euro, è l'Italia. Diverse sono le proposte del governo gialloverde che non ci piacciono - basti pensare alle inaccettabili misure repressive e manettare contenute nel cosiddetto "decreto sicurezza" - tuttavia la SINISTRA PATRIOTTICA non ha alcun dubbio su quale lato della barricata stare. “Barricata” appunto, poiché solo mobilitando il popolo, non tenendo quindi la battaglia confinata dentro i Palazzi del potere, la nuova Resistenza diventerà Liberazione.

I mercati globali continuano a cadere mentre Bloomberg avverte "La prossima crisi finanziaria ci sta fissando in faccia"


Di Michael Snyder

Sembra che potrebbe essere un'altra settimana difficile per i mercati finanziari globali. All'inizio della settimana, i mercati erano in calo in tutto il mondo e le relazioni tra Stati Uniti e Arabia Saudita hanno preso una brusca svolta. Ciò potrebbe potenzialmente significare molto, molto più alti prezzi del petrolio, e inutile dire che sarebbe una cosa molto negativa per l'economia americana.

Ha davvero sorpreso molti di noi di come gli eventi abbiano iniziato ad accelerare drammaticamente qui nel mese di ottobre , e l'atmosfera di Wall Street ha assunto una svolta decisamente negativa. Sì, venerdì le scorte degli Stati Uniti sono rimbalzate un po' (come ho giustamente anticipato ), ma era molto meno un rimbalzo di quanto molti investitori speravano. E questa settimana ha avuto un inizio difficile con tutti i principali mercati asiatici in sensibile calo ...


Nella regione della Grande Cina, l'indice Hang Seng di Hong Kong è diminuito di circa lo 0,9% nelle prime fasi del commercio. Il composito di Shanghai è scivolato dello 0,33%, mentre il composito di Shenzhen ha contrastato la tendenza generale a salire dello 0,4%.

In Giappone, il Nikkei 225 è calato dell'1,48 per cento nelle contrattazioni del mattino, mentre l'indice Topix è scivolato dell'1,17 per cento, con la maggior parte dei settori in calo.

Ma quello che è successo in Asia non è stato niente in confronto a quello che abbiamo visto in Arabia Saudita.

Ad un certo punto il mercato azionario dell'Arabia Saudita era precipitato del 7% dopo che le notizie si interruppero sul fatto che il presidente Trump avvertì che i sauditi potevano affrontare "severe punizioni" per la scomparsa del giornalista Jamal Khashoggi.


I sauditi stanno negando di fare qualcosa di sbagliato, ma tutti sono d'accordo sul fatto che lui sia scomparso, e tutti sono d'accordo sul fatto che sia stato avvistato l'ultima volta ad entrare nel consolato saudita a Istanbul il 2 ottobre.

Ed è stato riferito che l'intelligence americana aveva precedentemente intercettato comunicazioni che indicavano che i sauditi avevano pianificato di rapire Khashoggi.

Si crede che Khashoggi sia stato smembrato dopo essere stato rapito dai sauditi, e tutte le maggiori potenze occidentali abbiano espresso grande preoccupazione per il suo destino. Ma i sauditi insistono nel dire che non hanno nulla a che fare con la sua scomparsa, e stanno minacciando "una maggiore azione" se vengono imposte loro delle sanzioni. Il seguente viene da USA Today ...


L'Arabia Saudita ha negato qualsiasi coinvolgimento nella scomparsa del giornalista di Washington Post, Jamal Khashoggi, e ha avvertito domenica che ogni sanzione contro il regno ricco di petrolio sarebbe stata accolta con "maggiore azione" e probabilmente con l'esplosione dei prezzi del petrolio.

"Il regno afferma il suo totale rifiuto di ogni minaccia e tentativo di indebolirlo, sia minacciando di imporre sanzioni economiche, usando pressioni politiche o ripetendo false accuse", ha detto il governo in una dichiarazione rilasciata ai media sauditi . "Il Regno afferma anche che se riceve un'azione, risponderà con maggiore azione".

Quindi, quale potrebbe essere la "maggiore azione"?

Bene, un funzionario saudita avverte che il prezzo del petrolio potrebbe salire a "$ 100, o $ 200, o addirittura raddoppiare tale cifra" ...

In una colonna pubblicata poco dopo la dichiarazione SPA, il General Manager del canale al Arabiya, di proprietà saudita, Turki Aldakhil, ha avvertito che l'imposizione di sanzioni sul più grande esportatore di petrolio al mondo potrebbe scatenare un disastro economico globale.

"Ciò porterebbe alla mancata adesione dell'Arabia Saudita alla produzione di 7,5 milioni di barili. Se il prezzo del petrolio che raggiunge $ 80 ha fatto arrabbiare il Presidente Trump, nessuno dovrebbe escludere che il prezzo salti a $ 100, o $ 200, o addirittura raddoppiare quella cifra ", ha scritto.

Se il prezzo del petrolio raggiungesse i 200 dollari al barile, ciò sarebbe assolutamente paralizzante per l'economia statunitense.

Vedete, non costerebbe molto di più per riempire il vostro serbatoio di benzina. Praticamente tutto ciò che compriamo deve essere trasportato su grandi distanze, quindi il prezzo della benzina deve essere preso in considerazione in tutti questi prodotti.

Il prezzo del cibo è già ridicolmente alto, e quindi non voglio nemmeno immaginare come potrebbe apparire un viaggio al supermercato se i sauditi seguono le loro minacce.

Nel frattempo, gli avvertimenti dei media mainstream di una nuova crisi su Wall Street continuano a diventare ancora più drammatici. Ad esempio, il seguente testo tratta da un articolo di Bloomberg intitolato "La prossima crisi finanziaria ci sta fissando in faccia" ...


La crisi finanziaria ha attraversato Wall Street 10 anni fa, spingendo l'economia globale fino al limite dell'abisso. Si potrebbe pensare che quelle esperienze brucianti avrebbero creato un'opportunità di apprendimento - per gestire meglio il rischio, capire gli squilibri strutturali nei mercati finanziari, persino imparare un po 'come i nostri processi cognitivi funzionano male.

Invece, abbiamo poca nuova saggezza o autocoscienza da mostrare per quell'evento traumatico.

Ed è così che l' articolo di Bloomberg è finito ...

Mentre i ricordi della crisi svaniscono mentre l'economia si riprende, scopriamo che i semi della prossima crisi sono già stati piantati. Sono esattamente gli stessi problemi di rischio di debito e di gestione della cattiva gestione e non comprendono i nostri stessi limiti. Non riuscendo a imparare dalle nostre precedenti esperienze, sembriamo condannati a ripeterle. Abbiamo solo noi stessi da incolpare.

Ovviamente l'autore di quell'articolo di Bloomberg ha ragione sul denaro. Non abbiamo mai imparato le lezioni molto dure che avremmo dovuto imparare dalla crisi del 2008. Invece, abbiamo semplicemente riguadagnato tutte le vecchie bolle e le abbiamo rese più grandi che mai.

Ora l'America ha un debito di 68 trilioni di dollari, e la nostra resa dei conti è così vicina che anche i media mainstream stanno dando l'allarme.

Dovrebbe essere un'altra settimana molto interessante. Il lunedì potrebbe impostare il tono per l'intera settimana, quindi speriamo che i mercati statunitensi si riprenderanno ancora. Se non lo fanno, potrebbe scatenare un altro giro di panico ...



FURGONE SOSPETTO DELLA GENDARMERIA FRANCESE A CLAVIERE IN PIEMONTE

Con riferimento al possibile ingresso di un furgone della Gendarmeria francese a Clavière, in Piemonte, da cui sarebbero scese due persone in una zona boschiva, la Farnesina informa di essersi immediatamente attivata con l’Ambasciatore di Francia in Italia per chiedere chiarimenti al riguardo. Un analogo passo formale, al fine di chiarire i termini precisi dell’accaduto, è in corso da parte del nostro Ambasciatore a Parigi con le competenti autorità francesi. Appena stabilita la realtà dei fatti, la Farnesina ne darà completa informazione pubblica.
Da questo comunicato stampa della Farnesina si può ipotizzare che un furgone della Gendarmeria francese possa aver riportato in Italia due persone lasciandole in una zona boschiva di Clavière, in Piemonte. Al momento non si sa di più perché la Farnesina sta ancora accertando i fatti, ma è lecito domandarsi se anche la Francia stia riportando verso l'Italia i migranti come sta facendo la Merkel, solo in modo fraudolento. Il fatto che si tratti di un furgone della Gendarmeria francese farebbe escludere che si possa trattare di potenziali terroristi, ma anche questa ipotesi non si può scartare a priori. In ogni caso, è chiaro che la Francia e la Germania stiano giocando sporco alle spalle dell'Italia, e sulla pelle dei migranti. 

CINZIA PALMACCI

Un italiano che ha lavorato in Africa svela la vita ‘segreta’ dei funzionari ONU

Nei miei sei anni di lavoro in Africa ricordo benissimo le attività dell’ONU. Funzionari e dipendenti in uffici dorati, macchine 3mila di cilindrata in su, status diplomatico, abitazioni e ville faraoniche, nonché figli e parenti a studiare nei più costosi istituti privati.
Alle feste nazionali organizzate dalle ambasciate sfoggiavano sempre il loro status di rappresentanti UN (United Nations), orologioni Rolex e completi firmati di rito, paggetti, autisti e servitù a seguito.
Ho visto personalmente spendere centinaia di dollari in cisterne di acqua potabile per lavare le loro Land Criuser, in un continente dove ancora scavano pozzi artesiani con le vanghe per avere un po’ d’acqua.
E questi signori, sotto spinta e decisione della signora Michelle Bachelet, mediocrissima ex presidente del Chile, vorrebbero venire in Italia per accertarsi delle condizioni dei migranti, per scovare le violazioni dei diritti e per reclamare che le ONG ricomincino a traghettare merce umana dalla Libia.
Per non parlare delle innumerevoli risoluzioni e politiche ambigue dal palazzo di vetro, che non hanno mai fermato le guerre di destabilizzazione ed “esportazione di democrazia”, una delle cause principali del flusso di rifugiati dal Medio Oriente e di quello di migranti economici dal Nord Africa.
Suggerirei di mandare ispettori a controllare la bella vita di questi signori sulle spalle dei poveracci in giro per il mondo, e li spedirei volentieri in certi Paesi dove veramente i diritti umani sono un miraggio, altro che in Italia, dove ogni anno 5 miliardi vengono sborsati dai contribuenti per l’accoglienza.
Un Paese, l’Italia, che ha accolto centinaia di migliaia di migranti, per lo più economici e non rifugiati, con una disoccupazione giovanile interna del 40% e una generale del 12%, in un periodo di crisi economica, con una crescita del PIL esigua e una massiva emigrazione di giovani italiani verso l’estero.
Chiederei altresì all’ONU che si occupi dei 60mila immigrati scomparsi una volta entrati in Italia – 15mila minori solo nell’utimo anno – e delle condizioni di convivenza a dir poco molto precaria tra i richiedenti asilo e gli autoctoni nelle periferie delle città, oltre che dello sfruttamento umano del caporalato.
Insomma, c’è molto da fare per la delegazione ONU, che non ricercare il razzismo degli italiani, considerando il fatto che molto immigrati regolari si sono ormai accostati alle idee “populiste”, e sono consci del fatto che una regolamentazione ferrea ai flussi migratori è necessaria per la tenuta della società italiana.
Un giretto alle frontiere con la Francia, a quelle spagnole a Gibilterra, al Brennero o a quelle con la Svizzera per rendersi conto della solitudine italiana.
La battaglia è tra chi vorrebbe impedire che l’Italia diventi un enorme hotspot per lo smistamento di immigrati e che – viste le politiche migratorie di chiusura di Spagna, Francia, Austria e Svizzera – sarebbe, di fatto, un “Paese campo profughi“, e chi ciecamente continua, per un falso pietismo, a ritenere possibile accogliere chiunque.
Fonte: oltrelalinea

Lo scienziato russo dice che il sistema solare sta entrando in una “zona” di energia nuova che sta trasformando i campi magnetici dei pianeti.

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(Art Rosenblum) Scienziato russo dice che il sistema solare si sta muovendo in una nuova “ZONA” di energia che sta trasformando i campi magnetici dei pianeti.


di Art Rosenblum, 1 dicembre 2017
Questa è la prospettiva russa sui cambiamenti della terra. Dati concreti che non vengono riportati in America. Le atmosfere dei pianeti stanno cambiando. Il lavoro del dott. Dmitriev mostra che i pianeti stessi stanno cambiando. Stanno subendo cambiamenti nelle loro atmosfere
Ad esempio l’atmosfera marziana sta diventando notevolmente più spessa di prima. La sonda di osservazione di Marte nel 1997 perse uno dei suoi specchi, causandone il collasso, perché l’atmosfera era circa il doppio di quella calcolata, e fondamentalmente il vento su quel piccolo specchio era così alto da farlo esplodere nel dispositivo.
Alla luna terrestre sta crescendo un’atmosfera.
Inoltre, sulla luna sta crescendo in un’atmosfera composta da un composto che Dmitriev chiama “Natrium”. Dmitriev dice che, intorno alla luna, c’è questo strato di Natrium lungo 6.000 chilometri che prima non c’era.
E stiamo avendo questo tipo di cambiamento nei livelli superiori dell’atmosfera terrestre, dove si sta formando gas HO che prima non c’era; semplicemente non esisteva in tali quantità. Non è correlato al riscaldamento globale e non è correlato ai Cloro Fluoro Carburi o altro.
I campi magnetici e la luminosità dei pianeti stanno cambiando.
I pianeti stanno vivendo cambiamenti considerevoli nella loro luminosità generale. Venere, ad esempio, ci mostra marcati aumenti nella sua luminosità generale. Giove ha avuto una carica energetica così elevata che in realtà si riesce a vedere un tubo visibile di radiazioni ionizzanti tra esso e la sua luna, Io. Potete effettivamente vedere il tubo di energia luminosa in fotografie che sono state scattate di recente.
E i pianeti stanno cambiando nei loro campi. I campi magnetici stanno diventando più forti. Il campo magnetico di Giove è più che raddoppiato. Il campo magnetico di Urano sta cambiando. Il campo magnetico di Nettuno sta aumentando. Questi pianeti stanno diventando più luminosi. La loro forza di campo magnetico sta aumentando. Le loro qualità atmosferiche stanno cambiando.
Urano e Nettuno sembrano aver avuto dei recenti spostamenti polari. Quando la sonda spaziale Voyager 2 sorvolò Urano e Nettuno, i poli magnetici nord e sud apparenti erano sostanzialmente sfalsati rispetto al polo rotazionale. In un caso, era di 50 gradi, e nell’altro caso la differenza era di circa 40 gradi, entrambi cambiamenti piuttosto grandi.

I cambiamenti complessivi potrebbero essere essenzialmente suddivisi in tre categorie: cambiamenti nel campo energetico, cambiamenti di luminosità e cambiamenti atmosferici.

L’attività vulcanica globale è aumentata del 500 percento dal 1975
Sulla Terra, stiamo vedendo i cambiamenti ancora più impressionanti. Ad esempio, Michael Mandeville ha condotto ricerche che hanno dimostrato che l’attività vulcanica globale sulla Terra dal 1875 è aumentata di circa il 500%. L’attività globale di terremoti è aumentata del 400% solo dal 1973.
I disastri naturali sono aumentati del 410% tra il 1963 e il 1993
Il dottor Dmitriev ha fatto un calcolo molto elaborato dei disastri naturali. Ha dimostrato che se si confrontano gli anni dal 1963 al 1993, la quantità totale di disastri naturali di tutti i tipi diversi – sia che si parli di uragani, tifoni, scivoli di fango, maremoti, lo si chiami – è aumentata del 410%.
Il campo magnetico del Sole è aumentato del 230 percento dal 1901
C’è uno studio del dott. Mike Lockwood dei Rutherford Appleton National Laboratories in California, che sta indagando sul Sole. Ha scoperto che dal 1901 il campo magnetico complessivo del Sole è diventato il 230 percento più forte di prima.
Molto più che semplici cambiamenti della Terra
Quindi, tutto sommato, quello che stiamo vedendo è molto più di ciò che chiamano Cambiamenti della Terra. Alcune persone hanno l’idea che ci sia un’interazione tra la Terra e il Sole.
Pochissime persone sono a conoscenza del lavoro svolto all’Accademia nazionale delle scienze russa in Siberia, in particolare a Novosibirsk, dove stanno conducendo questa ricerca. Sono giunti alla conclusione che l’unica cosa possibile che potrebbe causare questo cambiamento energetico in tutto il Sistema Solare è che ci stiamo muovendo in un’area di energia diversa – più forte.

La struttura di base dell’Eliosfera (per gentile concessione della NASA)


Il plasma luminoso al limite del nostro sistema solare è aumentato di recente del 1000 percento
Ora, guardate questo. Il Sole stesso ha un campo magnetico, naturale, e quel campo magnetico crea un uovo attorno al Sistema Solare, che è noto come eliosfera. L’eliosfera ha la forma di una lacrima, con la parte lunga e sottile della goccia che punta nella direzione opposta rispetto alla direzione che stiamo percorrendo. È proprio come una cometa, dove la coda punta sempre lontano dal sole.
I russi hanno osservato il margine di questa eliosfera, e hanno visto l’energia di plasma incandescente ed eccitata. Questa energia del plasma era di 10 unità astronomiche (un’unità astronomica è la distanza dalla Terra al Sole, 93.000.000 miglia). Quindi dieci unità astronomiche rappresentano il normale spessore di questa energia luminosa che eravamo soliti vedere nella parte anteriore del Sistema Solare.
Oggi, quel plasma luminoso è andato a 100 unità astronomiche. Sebbene il documento di Dmitriev non dia una cronologia esatta, possiamo supporre che questo aumento sia avvenuto nello stesso periodo dal 1963 al 1993 come l’aumento che ha riscontrato nei disastri naturali. Ogni volta che succede, si tratta di un aumento del 1000% della luminosità complessiva dell’energia nella parte anteriore del Sistema Solare.
Ciò significa che il sistema solare stesso si sta spostando in un’area in cui l’energia è più carica. Quella energia più carica carica a sua volta eccita il plasma e ne provoca una maggiore quantità, in modo da vedere più luminosità. Questa energia fluisce quindi nel Sole, che a sua volta emette l’energia e la diffonde lungo il suo piano equatoriale, che è chiamato l’eclittica.
Questo a sua volta sta saturando lo spazio interplanetario, che fa sì che le emissioni solari viaggino più velocemente e ricarichino l’energia sui pianeti.
E questa è energia di consapevolezza che sta cambiando il funzionamento del pianeta, e il tipo di vita che esso supporta. Le armoniche della spirale del DNA si stanno modificando. Questa è la vera causa nascosta di evoluzioni di massa spontanee nelle epoche precedenti del tempo.
Tutto questo sta accadendo tutto nello stesso momento, e tutto sta funzionando fino a un crescendo in cui ci sarà un cambiamento improvviso.
In altre parole, arriveremo al punto in cui siamo così immersi nel nuovo livello di energia che ci sarà un’espansione improvvisa delle lunghezze d’onda armoniche di base che il Sole emette mentre irradia energia esso stesso. Questo aumento delle emissioni di energia cambierà la natura di base di tutta la materia nel Sistema Solare. I pianeti sono spinti leggermente più lontani dal Sole e gli atomi e le molecole che li formano si espandono effettivamente in termini di dimensioni fisiche.

ONDE TITANICHE IN PORTOGALLO PER L'URAGANO LESLIE

L'uragano Leslie ha iniziato a far sentire i suoi effetti sulle coste portoghesi sferzate da onde gigantesche. Le autorita' hanno ordinato di non avvicinarsi alle zone costiere. La tempesta deve ancora arrivare su terraferma. Si prevedono piogge torrenziali e raffiche di vento fortissime...

https://terrarealtime3.blogspot.com/2018/10/allarme-rosso-onde-titaniche-stanno.html

GIORNALISTI: LA CASTA TRICOLORE DEL DIS-ORDINE



di Gianni Lannes

«Noi giornalisti dovremmo cercare di essere i primi testimoni imparziali della storia. Se mai abbiamo una ragione di esistere, dev'essere almeno quella di raccontare la storia mentre accade, affinché nessuno possa dire: “Non sapevamo, nessuno ce lo aveva detto”» ha scritto Robert Fisk (Cronache mediorientali, Il Saggiatore, Milano 2006). 

Invece in Italia tanti cronisti inchiavardati ad atavici privilegi, risultano al soldo o fungono da megafono del potere. Ed imperversa da sempre il lavoro nero soprattutto a danno dei giovani, mal pagato e supersfruttato. Il merito professionale e la capacità intellettuale non sono premiate nello Stivale.

Lo affermo con dovizia di prove e riscontri, senza timore di essere smentito, avendo praticato la professione per oltre 30 anni, in maniera libera e indipendente, in qualità di freelance per la stragrande maggioranza dei giornali esistenti nell’ex belpaese (Il Corriere della Sera, La Repubblica, L’espresso, La Stampa, Il Manifesto, Libero, Il Giornale, L’Unità, La Gazzetta del Mezzogiorno, Famiglia Cristiana, eccetera eccetera).

Il giornalismo italidiota è spesso connivente con gli interessi economici e politici (a volte mafiosi), sovente autoreferenziale. Basta notare come i padroni del vapore hanno degradato quotidiani e settimanali, riducendoli ad un palcoscenico di burattini ammaestrati. L’ambiente giornalistico nostrano (composto da innumerevoli imboscati, raccomandati e accucciati) è impastato di crasso nepotismo: è sufficiente un’occhiata alla Rai, ma non solo. L’accesso alla professione è manipolato dall’alto, ad uso e consumo di chi comanda per conto terzi in questa colonia a stelle e strisce. Esattamente il contrario dello spirito di questo nobile mestiere: controllare il potere e non essere addomesticato. 

L’abolizione di un ordine autoreferenziale - voluto all’epoca da Mussolini - che oggi non ha più alcuna ragione di esistere, è quindi un atto più che dovuto. La libertà di espressione è ben altra cosa. Sia chiaro però: l'Italia, anche se in evidente declino morale, non è il terzo mondo dell'Europa.

Per dirla con Joseph Pulitzer: «Un’opinione pubblica bene informata è la nostra corte suprema. perché a essa ci si può sempre appellare contro, le pubbliche ingiustizie, la corruzione, l’indifferenza popolare o gli errori del governo; una stampa onesta è lo strumento efficace di un simile appello».

riferimenti:


https://www.francoabruzzo.it/document.asp?DID=25371

http://sulatestagiannilannes.blogspot.com/2018/10/giornalisti-la-casta-tricolore-del-dis.html

UN ESEMPIO DI GIORNALISMO AUTENTICO DA CUI TANTI DOVREBBERO PRENDERE ESEMPIO, ANCHE IN ITALIA:


DI MAIO&SALVINI PERCHE' IN ITALIA SPARISCONO TANTI BAMBINI?

di Gianni Lannes


Nel bel paese che fine fanno tanti pargoli, fanciulle e ragazzi, vale a dire innumerevoli minorenni? Forse terminano improvvisamente i loro giorni in un buco nero? In Italia scompare un bimbo ogni 48 ore: 4 su 5 non vengono ritrovati. Ogni due giorni in Italia sparisce un minore e purtroppo, quattro su cinque non fanno più ritorno a casa dalle loro famiglie. Così si perdono le loro tracce per sempre. Il dato è attestato da SOS Il Telefono Azzurro Onlus, nonché dai riscontri ufficiali del ministero delle Politiche sociali e del Viminale. L'argomento è un tabù sociale.

Alla luce dei fatti, i ministri Salvini e di Maio invece di avercela con i migranti sono invitati a fornire all’opinione pubblica il quadro della situazione reale, vale a dire la verità, non chiacchiere da bar ed aria fritta, ma soprattutto ad impedire concretamente che i minori (di qualsiasi nazionalità) diventino desaparecidos. Come mai dai centri di accoglienza sotto l'egida dello Stato italiano, svaniscono ogni anno migliaia di minori non accompagnati?

Addirittura un editore tricolore che si spaccia per "indipendente", ha tentato di censurare questa notizia documentata e comprovata. 


riferimenti:

Ennesimo rogo in deposito di rifiuti inquieta Milano

Nella notte i vigili del fuoco sono riusciti a domare il vasto incendio scoppiato nella serata di domenica in un deposito di rifiuti a nord di Milano, zona Bovisasca. Dopo alcune esplosioni, la scena che si è presentata ai pompieri, intervenuti con ben 13 mezzi, è stata infernale: fiamme alte oltre quaranta metri e una colonna di fumo alta diversi chilometri.
Un vigile del fuoco ha riportato ferite lievi e un uomo un trauma cranico. Gli abitanti della zona sono stati invitati precauzionalmente a tenere le finestre chiuse. I tecnici dell’Arpa hanno escluso comunque gravi problemi per la salute.
La ditta era chiusa. Sono in corso gli accertamenti per chiarire la dinamica dei fatti. L’incendio potrebbe essere doloso, alcuni residenti hanno visto che le fiamme si sono sviluppate molto velocemente. In Lombardia è il diciassettesimo rogo presso aziende di smaltimento.

Ammiraglio risponde ad accuse di provocazioni a esercitazioni NATO nell’Artico

Pietro il Grande in Artico

La Russia esegue manovre d'aviazione e della flotta nell'Artico in conformità con i Regolamenti internazionali per prevenire le collisioni in mare, ha dichiarato lunedì a Sputnik l'ammiraglio Vladimir Valuyev, ex comandante della flotta del Baltico (2001-2006).
In precedenza il capo delle operazioni del Corpo dei Marines dell'Olanda, Jeff McMutry, ha dichiarato che le navi e gli aerei russi hanno cercato di provocare i militari olandesi e britannici alle esercitazioni NATO nell'Artico. A detta sua le navi russe sono diventate molto di più rispetto al decennio passato, e che gli aerei russi volano molto vicino. Dunque il generale ritiene che queste azioni possono essere considerate "provocazioni".
"Le nostre manovre dell'aviazione e della flotta sono stipulate dai Regolamenti Internazionali per Prevenire le Collisioni in Mare del 1972. Alla Russia non è stato vietato di condurre manovre a cielo aperto e in mare in conformità con queste regole.Se una nave incrocia la rotta di un'altra nave avvicinandosi troppo rispetto a quanto scritto nei regolamenti, allora questo fatto viene documentato e e vengono subito adottate le misure corrispondenti: se non c'è un dato fisso, allora queste sono solo parole", ha detto Valuyev.
Alla fine di settembre, il Segretario della Difesa britannico Gavin Williamson ha annunciato una nuova strategia di difesa nella regione artica, concepita in gran parte come una reazione alla "minaccia" dalla Russia. Il Ministro ha osservato che ciò metterebbe l'Artico e l'estremo nord al centro della strategia di sicurezza del Regno Unito.
Il Ministero della Difesa russo ha ripetutamente dichiarato di aver sempre condotto la manovre di navi e aerei militari sempre in stretta conformità con le norme internazionali, senza violare i confini di altri stati. La Russia ha anche dichiarato in connessione con l'accresciuta attività dei paesi della NATO ai suoi confini di non rappresentare una minaccia per nessuno, ma che non ignorerà le azioni potenzialmente pericolose per i suoi interessi.