mercoledì 5 febbraio 2020

Ecco l'Europa delle lobbies

LEGGETE QUESTO ARTICOLO PROFETICO DI GIANLUCA SAVOINI SULL'EUROPA DELLE LOBBIES E FATEVI UN'IDEA DEL PERCHE' ABBIA SUBITO UN MASSONICO ATTACCO PER PRESUNTI LEGAMI CON LA RUSSIA ED ALTRE ACCUSE INFAMANTI ....

Chi è Gianluca Savoini? Gianluca Savoini è un politico e giornalista italiano, il cui nome è emerso nel 2018 in una serie di inchieste giornalistiche per un presunto coinvolgimento in una trattativa commerciale tra aziende russe e italiane che avrebbe portato a finanziamenti illeciti di partiti politici italiani, in particolare della Lega.



Ecco l'Europa delle lobbies


Per Mola, storico della massoneria, le consorterie dominano ovunque
di Gianluca Savoini



«Tutta l'Europa pagherà per questa follia». Il Times ha commentato ieri in questo modo il compromesso tragicomico sulla Banca centrale europea (Bce). In Italia invece i patetici strilloni di governo esaltano la presenza, nel comitato esecutivo della Banca, di Tommaso Padoa - Schioppa, uomo destinato da tempo a far parte di organismi europei che decideranno il destino dei popoli che vivono sul nostro continente. Entriamo a far parte di un'entità chiamata Euro, dominata dagli interessi di poche decine di grandi gruppi economici e affaristici e da una cupola di potenti personaggi che fanno e disfano senza che nessuno possa criticarli. Perchè sono intoccabili. Lo stesso Padoa Schioppa non è finito alla Bce per caso. Pupillo di Azeglio Ciampi, che ha imposto la sua candidatura al governo italiano, il presidente della Consob dieci anni fa venne scelto dal Presidente della Commissione europea Jacques Delors come Segretario esecutivo del progetto di unificazione monetaria europea (l'Euro di oggi). È anche membro del Gruppo Bilderberg, l'influente assemblea di importanti pezzi grossi della finanza, della politica e della cultura mondiali che si riuniscono a porte chiuse ogni anno per fare il "punto della situazione". Mario Borghezio ha immediatamente rivolto un'interpellanza al Presidente del Consiglio in merito all'appartenenza di Padoa Schioppa al Bilderberg, «poco compatibile con il ruolo fiduciario a cui il governo italiano lo ha demandato».
Questi organismi mondialisti assomigliano tanto, per struttura e segretezza, a vere e proprie logge massoniche, operanti ovunque e strettamente correlate fra loro. «I nomi cambiano, ma l'oligarchia al potere è sempre la stessa». Per Maurizio Blondet, giornalista e scrittore esperto di mondialismo e massoneria internazionale, l'Europa di Maastricht è stata ideata dalla ristretta cerchia di personaggi affiliati a questi gruppi di potere.«Insieme a Padoa Schioppa, Delors scelse anche dodici banchieri, tra i quali l'attuale presidente del Fondo Monetario Internazionale (Fmi)- spiega Blondet - per preparare la transizione dalla democrazia alla tecnocrazia bancaria». Padoa Schioppa nel 1987 scrisse un libro "profetico" intitolato Efficienza, Stabilità, Equità sul tema della futura moneta unica. In esso si legge che l'eurocrazia di Bruxelles dovrà accentrare numerose funzioni tradizionalmente proprie degli Stati nazionali. «Aumenteranno i disoccupati, ma, tranne poche eccezioni, nessuno lo dice - denuncia Blondet - il Business Week di questa settimana scrive che un lavoratore su cinque in Europa perderà il proprio lavoro nei prossimi cinque anni. La Michelin, ad esempio, sta riducendo le sue 200 filiali a 20. Non mancheranno poi le grandi ondate speculative internazionali». Insomma, uno scenario assai cupo. Finchè, è il timore di Blondet, i governi nazionali chiederanno in ginocchio, per riportare un po' di pace sociale, l'intervento di un Governo sovranazionale, ovvero quello che Padoa  Schioppa indicava dieci anni fa nella Commissione Cee. «Un governo che nessuno ha eletto e che avrà poteri regolatori enormi - conclude il giornalista -, dove gli interessi finanziari delle oligarchie predomineranno su quelli delle popolazioni».
C'è allora chi, dietro questo progetto di centralizzazione europea, vede lo zampino della Massoneria, il cui motto è, non dimentichiamolo, Ordo ab Chao (ordine proveniente dal Caos). «Sulla scena dominano quelle che definirei consorterie mondialiste, evitando di usare altri termini fuorvianti che generano confusione  -  è il parere dello storico della massoneria Aldo Mola - del resto ci sono organizzazioni massoniche fortemente contrapposte fra loro, come quella francese da un lato e inglese dall'altro, non esiste quindi una strategia comune». Professor Mola, lei quindi esclude che i potentati massonici abbiano favorito la costruzione di un'Europa dei mercanti e del denaro? «All'interno delle lobby mondialiste ci saranno anche dei massoni, ma la loro presenza si somma a quella di persone estranee alle logge. Dopo il crollo del Muro di Berlino gruppi di potere si stanno fronteggiando per governare l'economia mondiale, il cosiddetto Grande Vecchio, unico e misterioso personaggio che trama dietro le quinte, appartiene ad una letteratura di inizio secolo. La lotta è molteplice e senza esclusione di colpi». Però i grandi massoni della storia hanno sempre parlato di Governo Universale, oggi così ben rappresentato dal programma della globalizzazione economica. Non è un indizio inquietante? «La globalizzazione viene spacciata come manna per tutto il mondo, mentre invece sta creando problemi enormi: nuovo schiavismo, depauperamento di enormi aree del pianeta, degrado ambientale, crisi sociali e disoccupazione in crescita. L'uomo non viene più visto come persona, ma come individuo atto a produrre e a consumare. I massoni invece desiderano che le nazioni si affratellino tra loro senza però la perdita delle identità particolari. Il mondialismo quindi è il grande nemico delle tradizioni e dei popoli. Eppure, quando si parla di certi argomenti, si rischia di passare per estremisti, antisemiti o persino pazzi... «Il mondialismo domina ovunque. O meglio, quelle poche oligarchie potentissime che costruiscono giorno dopo giorno la globalizzazione e puntano al Governo Unico Mondiale manipolano i mass media e piazzano i loro uomini nei governi nazionali. Per questo si cerca di condurre il dibattito su di un terreno minato, accusando di estremismo chiunque osi dissentire dal progetto mondialista. Poi magari si dà il contentino all'opinione pubblica, perseguendo le logge massoniche tradizionali, come in Inghilterra. Intanto i veri padroni dell'economia planetaria continuano nelle loro azioni, mascherando i loro veri intenti, certamente non filantropici».


ottobre 1998

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