mercoledì 4 dicembre 2019

LE ORIGINI ANCESTRALI DELL'UMANITA': I GIGANTI

L'ESISTENZA DEI GIGANTI CI INTERROGA SULLE NOSTRE ORIGINI ANCESTRALI: CAPIRE LA GENESI UMANA DA ADAMO ED EVA E' LA CHIAVE PER CAPIRE IL TEMPO PRESENTE E IL FUTURO DELL'UMANITA'..... 





Le misteriose energie delle Tombe dei Giganti


Sotto la crosta terrestre scorrono energie telluriche e forze magnetiche che fanno del nostro pianeta un autentico “organismo vivente”. L’uomo, creatura figlia della Madre Terra, ha facoltà di interagire ed essere molto sensibile a questi “movimenti”, e, in particolari situazioni, di assorbirli inconsciamente. Queste energie sono più intense in certi ambienti piuttosto che in altri e recenti studi hanno rilevato che antichi luoghi sacri sono stati costruiti lungo questi canali energetici. Ma chi e come ha scelto di innalzare un tempio in un determinato luogo piuttosto che in un altro, considerato che solo con la moderna tecnologia si è scoperto tutto questo?


L’architettura antica è molto diversa da quella odierna, innanzitutto si edificava non sopra la natura ma all’interno della natura stessa, in un caldo abbraccio vitale e benefico. Svariati erano i metodi per la scelta dei luoghi, a volte cruenti come nel caso dei romani che, dopo aver fatto pascolare alcune greggi in un campo, dopo averli uccisi ne controllavano il fegato e se in buono stato si decideva di dare l’avvio ai lavori. Altre volte i luoghi erano scelti in base al riposo degli animali in quanto si presupponeva fossero in stretto legame con la Terra, molto più dell’Uomo stesso. Ma spesso entravano in scena i cosiddetti “sensitivi”, che sceglievano il posto dove costruire il santuario. Queste persone con innate capacità sensoriali che permettevano di percepire queste particolari energie, nel passato erano i druidi o i “santoni del villaggio” e venivano spesso interpellati.


Il neo tempio, già pregno delle forze magnetiche, si arricchiva a sua volta dell’energia degli abitanti che lì si recava a pregare. Spesso vi era anche la vicinanza di una fonte d’acqua, elemento fondamentale per i rituali, come viene dimostrato dagli innumerevoli pozzi sacri presenti in Sardegna. In Gallura (la zona settentrionale) i numerosi siti sacri nuragici e prenuragici non si trovano in ambienti casuali, ma sono per la maggior parte eretti proprio su luoghi di intense forze telluriche.


Baluardi accumulatori di tali energie sarebbero proprio le Tombe dei Giganti, quelle strane costruzioni che ricoprono il territorio sardo, ma le possiamo trovare solamente in questa regione e in nessun’altra parte del mondo, motivo sufficiente per considerarle di importanza senza pari.

Una derivazione degli antichi dolmen?
Sono costituite da un lungo corpo funerario entro il quale venivano riposti i corpi dei defunti. Sono l’evoluzione dei dolmen che si sarebbero “allungati” creando le tombe a corridoio chiamate ALLEES COUVERTES con l’aggiunta di un’area sacra delimitata da una serie simmetrica di lastre ortostatiche. Esse, a partire dalla stele centrale, la più alta, si espandono a semicerchio con altezze discendenti delimitando così una sorta di “piazza” davanti alla tomba, che ha il nome di ESEDRA.


Alla base dei menhir vi era quasi sempre un sedile che correva lungo tutta l’area sul quale gli officianti tenevano gli antichi rituali funerari. Inoltre vi era la presenza di betili, chiari richiami alla presenza di Dio.

La falsa porta
L’entrata è formata da una grossa e alta lastra di pietra con una porticina che collegherebbe l’esterno con l’interno della tomba. Essa aveva il valore simbolico di unione tra il mondo dei vivi e l’oltretomba, alla cui base vi era un bancone sul quale venivano lasciate le offerte. Tutto questo ricorda la funzione della “falsa porta” egizia, elemento che in Sardegna si ritrova spesso anche nelle “domus de janas” (tombe scavate nella roccia). La falsa porta è il punto di contatto tra il mondo dei vivi e l’aldilà. Dinnanzi a questa finta apertura venivano poste le offerte di cui ne usufruiva la persona cara che da qui si sarebbe “affacciata” sulla Terra.


La porticina è talmente stretta che per un adulto risulta molto impegnativo passarvi attraverso, per cui essa doveva avere un ruolo esclusivamente simbolico e i defunti venivano calati dall’alto all’interno del corpo funerario. Il corpo funerario è composto da un lungo buio corridoio, metafora del cammino nell’oltretomba, alla fine del quale si trova il sepolcro vero e proprio con la presenza di lastre su cui venivano posti oggetti di vita quotidiana che l’anima del defunto ne avrebbe “usufruito”.

Chi erano i "Giganti"?
Si chiamano tombe dei Giganti perché la tradizione vuole che ospitassero un unico corpo umano ed essendo spesso lunghe una decina di metri si pensava che fosse un uomo particolarmente alto. In realtà le tombe ospitavano molti corpi, come dimostrano i ritrovamenti ossei di decine di persone che a volte sfioravano il centinaio! Non si sa dunque se fossero “fosse comuni” o tombe dedicate a persone importanti come non si conosce il rituale di sepoltura e non si sa se venivano inseriti direttamente i corpi o addirittura soltanto le ossa. Fatto sta che le tombe dei Giganti trasmettono un grande mistero dal punto di vista storico ma anche spirituale.

Accumulatrici di energia tellurica
Mauro Aresu, il più importante studioso sardo di questo argomento, dopo aver a lungo studiato questa tipologia di monumenti, afferma che le tombe dei giganti costituiscono i punti più importanti di emanazione energetica al punto tale da avere la facoltà di “guarire” chiunque si rechi o si distenda al loro interno. La loro disposizione a semicerchio seguirebbe le linee energetiche telluriche catturandone il flusso di cui si impregnerebbero le stesse pietre (ecco perché per guarire è necessario distendersi sulla pietra, rituale presente in molte parti d’Italia) le quali, dopo averlo assorbito, lo avrebbero condotto come un filo elettrico verso la stele più alta che sarebbe così divenuta un autentico accumulatore.


Il corpo del defunto posizionato all’interno della tomba, avrebbe ricevuto un’energia tale da strappare la sua anima dal corpo, ricolma di nuova vita, quella della Madre Terra. Sarebbe insomma così risorta, tornando alla sua origine.

Una rampa di lancio verso le stelle?
A nostro avviso una stele così alta avrebbe potuto infine lanciare l’anima verso il cielo, verso il ritorno a casa, culto non differente da quello egizio, ma non unico in Sardegna, regione da tempo immemore custode di altre simbologie correlate, come le false porte, la piramide di Monte D’Accoddi, le tombe accessoriate di oggetti di vita quotidiana, il culto per il dio Toro.




Dopotutto la forma della Tomba dei Giganti potrebbe ricordare neanche troppo alla lontana, una rampa di lancio verso l’alto. La linea dei menhir è curva, procede inizialmente con poca inclinazione per terminare la sua corsa verticale con grande slancio.

Il Dio Toro
Mauro Aresu afferma inoltre che se viste dall’alto, le Tombe dei Giganti potevano sembrare teste di toro stilizzate. La figura del toro è molto diffusa in questa regione perché rappresentava la forza maschile in unione con la Dea Madre.
Il loro sacro incontro genera vita e dà l’energia all’anima perché possa riunirsi all’energia della terra. Presso le tombe dei giganti si presume che venissero svolti rituali legati al richiamo della vita e della rinascita, proprio nell’esedra ove vi era la presenza di sedili. Si cadeva in un sonno-trance con il quale si entrava in contatto con la divinità (rituale molto diffuso nella cultura greca) di cui se ne potevano ascoltare le volontà.

La forma delle corna del toro


Queste tombe così accurate dal punto di vista architettonico, testimoniano un grande rispetto che la civiltà nuragica nutriva nei confronti della morte e della vita dell’oltretomba. L’enorme fatica umana che queste costruzioni così imperiose ci dimostrano, i rituali, i grossi calcoli e le conoscenze nell’erigere i monumenti in precisi luoghi energetici, tacitamente ci narrano l’importanza dei popoli nuragici e prenuragici per il sacro. Questi popoli tanto primitivi non lo erano, anzi più di noi comprendevano il senso della vita. E noi dobbiamo saperli osservare per capire quel significato della nostra esistenza che abbiamo perso nel corso della storia.




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Uno scheletro di 6 metri rinvenuto in Cina

Scheletro gigante di 8 metri rinvenuto in India




Gli Annunaki. I giganti della terra?

Le leggende di tutto il mondo fanno riferimento ad una razza di giganti che un tempo viveva sulla Terra. La Sacra Bibbia parla della progenie dei “figli di Dio e delle figlie degli uomini” ed indica che gli angeli che bramavano piaceri terreni avrebbero fecondato donne di origine umana .



Alcuni studiosi ritengono che questi esseri divini erano i Nefilim, uomini di statura gigantesca (o provenienti dalla costellazione di Orione per i greci, o ancora "angeli caduti" dal semitico nafal=cadere). Per molti secoli, la comunità scientifica e teologica ha elaborato teorie diversificate sulla identità ed origine dei Nefilim. Si trattava di una razza umana o di giganti così come sono stati descritti? Tuttavia, è un dato di fatto che la dottrina giudaico/cristiana non è l’unica a fare riferimento ad una razza di giganti.



Prima che la Bibbia fosse stata concepita, esisteva una tradizione orale sumera tramandata di generazione in generazione, così come in Grecia, Roma ed Egitto.

Molte leggende parlano di dei e dee potenti di natura immortale e di origine non terrestre. La storia ha relegato queste leggende al “mito”, etichettandole come resoconti fantasiosi e surreali. Tuttavia, è da notare che molte di queste leggende sembrano avere un tratto che le accomuna inspiegabilmente. E’ possibile che culture tanto diverse e lontane raccontassero le stesse leggende o vi è qualcosa di veritiero e reale?


Leggende di Giganti nel Mediterraneo

Le leggende di giganti nei paesi del Mediterraneo sono le più conosciute e discusse.

Al di là dei racconti biblici (come quello di Davide e Golia), ci sono i racconti del re babilonese Gilgamesh. In alcune antichissime tavole di pietra sono raffigurate immagini di Gilgamesh che lotta contro un leone. Raffrontando le effigi delle sculture sembra che l’uomo doveva avere un’altezza di circa 12-14 metri, in considerazione delle dimensioni del leone ucciso.  

Leggende di Giganti in Grecia

I racconti greci dei tempi antichi sono fantasiosi e pieni di storie di uomini giganti che assumono sembianza di dei e dee.

I Giganti sono denominati ”Giganti ” o ”Titani” nelle opere del poeta epico Esiodo, e si diceva fossero figli di Urano e di Gea.

In entrambi gli scenari greco e romano, gli dei e le dee erano in conflitto con i giganti che desideravano assumere il controllo del territorio. Era stato profetizzato che il figlio di un dio ed un mortale avrebbe lottato e vinto contro i giganti.

Nelle leggende greche, Herkales, figlio di Zeus e Alcemene, guidò gli dei dell’Olimpo alla vittoria nella battaglia epica contro il gigante Anteo.

Leggende di Giganti in Norvegia

La mitologia del Nord Europa descrive gli stessi elementi: una razza di Giganti in guerra contro gli dei. Sono stati denominati Jotun, anche se di dimensioni diverse rispetto ai giganti descritti in altre tradizioni.

Vi è anche una leggenda che narra che il genere umano abbia avuto origine da Ymir, un gigante di enormi dimensioni.

Reperti a Confronto – Si tratta di Giganti?

Secondo un’altra leggenda esisteva un popolo di giganti impegnati a sconfiggere gli dei nella battaglia finale del Ragnarok.

La maggior parte dei giganti descritti nelle leggende norrene è di varietà mostruosa e temibile.

Storia della Mitologia norrena

Le leggende dei popoli nordici e Pre-nordici offrono un interessante spaccato della creazione del mondo e della sua storia.

I Giganti appaiono in molte altre leggende, comprese quelle delle popolazioni indigene degli gli Stati Uniti (conosciute come nativi americani).

Le popolazioni che abitavano la parte nord-est e sud-ovest del paese, spesso parlavano di una razza di giganti “dai capelli rossi”. Una di queste leggende comprende quella della tribù Paiute che era predominante nella zona sud ovest di Arizona, Nevada e Utah. La leggenda narra che i giganti (noti anche come ” Si- Te – Cah “) esistevano prima che la tribù cominciasse a popolare la zona. Si- Te – Cah significa “mangiatori di Tule“, una pianta che cresce sott’acqua. Si narra che questi giganti fossero di dodici metri di statura, con i capelli fiammeggianti rosso brillante, e sono generalmente descritti come minacciosi.

Si dice che tutte le tribù della zona lottassero insieme contro questi giganti e li avessero inseguiti in una grotta. I giganti rifiutarono di abbandonare la grotta, al punto che i Paiute ed altre tribù decisero di dare la grotta alle fiamme. La grotta crollò durante un terremoto e da allora è ancora chiusa.

È interessante notare che, nei primi anni del 1920, nei pressi della grotta, vennero scoperti alcuni resti fossili. Tra questi fossili sono stati trovati resti umani ben conservati, appartenenti ad un maschio ed una femmina. La femmina era alta più di sei metri ed il maschio era più di otto metri.

Unitamente alla scoperta degli scheletri, sono stati trovati molti altri reperti tra cui un calendario circolare che riportava il numero di giorni e settimane per un intero anno.

Nel 1931, altri due scheletri sono stati scoperti in Lockport, Nevada: misuravano da otto a dieci metri di altezza.

Il modello di un femore umano gigante è in mostra al Museo dei Fossili Blanco. La scultura è montata su un disegno a scala a dimostrare quanto grande era questa persona.

Questa è la prova che i giganti sono effettivamente esistiti sulla Terra nel passato?

Leggende di Giganti nelle culture antiche

L’elenco potrebbe continuare per aree del mondo le cui antiche culture fanno riferimento ai giganti.

L’area che si estende i confini di Francia e Spagna, chiamata il Paese Basco, si dice fosse abitata un tempo dai jentilak e mariuak. Questi giganti erano violenti e minacciosi, ma erano anche considerati retti dal popolo basco resistente alle dottrine cristiane.

Molti di questi giganti hanno analogie con quelli di altre culture, come quella del gigante Tartalo, molto somigliante al Ciclope greco.

Alcuni studiosi ritengono che i megaliti giganti costruiti in tutto il mondo sono stati effettivamente edificati da queste creature enormi.

Il Gigantismo

Il Gigantismo è una rara malattia che colpisce una piccolissima parte della popolazione mondiale. I sintomi sono costituiti da un altezza insolita ed eccessiva e da proporzioni abnormi. Il gigantismo, tuttavia, non può offrire una risposta esauriente e spiegare l’esistenza, nel passato della Terra, di un’intera razza, come descritta nelle leggende e tradizioni che abbiamo citato.

Sono stati trovati manufatti e scheletri che indicano che sono effettivamente esistiti individui molto più grandi della norma. Alcuni di questi scheletri si sono rivelati dei falsi, ma in varie parti del mondo sono stati rinvenuti anche strumenti di dimensioni enormi: enormi mazze in miniere abbandonate sono state scoperte in luoghi come il Galles e l’India, così come asce e spade giganti in Iran.

Negli anni 50, a sud-est della Turchia è stata segnalata una fossa contenente scheletri giganti: le ossa della gamba sono state misurate ed erano alte quasi quattro metri dall’anca al ginocchio. E ‘interessante notare che, mentre molti di questi risultati sostengono di essere documentati, in realtà è difficile trovare qualcosa di concreto. Certamente, la ricerca non è aiutata da bufale intenzionali come quella dello scheletro gigante scoperto nel deserto arabo. In realtà si trattava di un convincente fotomontaggio da destinare ad un concorso fotografico.

Ci sono alcune teorie molto interessanti sul perché la documentazione sia difficile da individuare, e gran parte di essa coinvolge i presunti sforzi della Smithsonian Institution. Lo Smithsonian è un grande complesso museale e di ricerca che si trova a Washington DC.

I teorici della cospirazione credono che quando fu scoperto il sito degli Adena (costruttori di enormi tumuli nel Nord America), i membri dell’istituzione vollero rendere una interpretazione non conforme ai fatti. Piuttosto che affermare che gli Adena fossero una razza separata dalle popolazioni indigene, preferirono affermare che quelle enormi tombe testimoniavano il progresso raggiunto dalle medesime popolazioni indigene.

Insomma, una sorta di insabbiamento che tende a ricondurre nel canone scientifico fatti e reperti di difficile interpretazione.



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