giovedì 19 settembre 2019

Tra vendita di cuoricini battenti, crani integri e complicità di alto livello

La Planned Parenthood Action Fund ("Fondo di azione per la genitorialità pianificata") è un'organizzazione legata a Planned Parenthood che si batte negli Stati Uniti in favore della legislazione abortista, dell'educazione sessuale, dell'accesso a certi servizi medici anche contrastando la libertà all'obiezione di coscienza. Insomma, un'organizzazione diabolicamente criminale.... 

L’ombra del Governo Obama sul processo contro i giornalisti che hanno smascherato il mercato di feti della Planned Parenthood. E il giudice ordina il silenzio stampa agli avvocati difensori. Ecco il riassunto degli ultimi giorni.




David Daleiden


di Annarosa Rossetto

Giovedì scorso, nel corso dell’udienza preliminare del processo a David Daleiden e Sandra Merritt del Center for Medical Progress (CMP), accusati di 15 episodi di registrazione illegale di informazioni riservate in relazione ai video sotto copertura pubblicati nel 2015 dopo un’indagine segreta di tre anni sull’acquisto e la vendita di parti del corpo di bambini abortiti, l’amministratore delegato di StemExpress ha ammesso in tribunale giovedì scorso che la sua azienda biotecnologica fornisce cuori fetali battenti e teste di feto intatte a ricercatori medici e che la testa dei bambini poteva essere procurata attaccata al corpo “staccata”. I video hanno rivelato che la StemExpress era il punto di riferimento in California della Planned Parenthood per questo traffico.

Questa è un’ammissione particolarmente raccapricciante che fa sorgere la domanda su come siano riusciti ad ottenere questi piccoli esseri umani completamente intatti, chiede Peter Breen della Thomas More Society, che rappresenta Daleiden all’udienza. “I bambini potrebbero essere nati vivi e gli organi esser stati loro tolti dopo, oppure trattarsi di vittime di aborti illegali a nascita parziale”, ha detto a LifeSiteNews. “Entrambi sono atti raccapriccianti e violenti”.

La Corte ha anche visto i video dell’incontro tra la CEO di StemExpress, identificata come “Doe 12”, e Daleiden e Merritt, che si erano presentati come proprietari di un’azienda biotecnologica nel maggio del 2015.

“Doe 12” nel video dice che c’è una grande richiesta di “tessuto fetale grezzo” e che il tessuto neurale o cerebrale, “dannatamente fragile”, è meglio venga spedito nella “teca cranica integra”, ovvero mantenuto all’interno della testa. Alla richiesta di Daleiden: “Assicuratevi solo che gli occhi siano chiusi.” “Doe 12” risponde ridendo.

“Doe 12” nella sua testimonianza in tribunale è stata molto meno disinvolta, ha osservato l’avv. Breen.

“I testimoni erano molto più diretti quando parlavano con David e Susan di quanto non lo siano davanti alla Corte”, ha proseguito. “Attraverso il raffronto tra la loro testimonianza e i video mostrati alla Corte, siamo stati in grado di dimostrare che i testimoni non stanno sempre dicendo la verità”.

Secondo Breen la StemExpress era menzionata in alcuni studi dell’Università di Stanford in cui è stata utilizzata la perfusione di Langendorff, una tecnica che “richiede un cuore pulsante”. “La StemExpress fornisce cuori fetali a Stanford?” ha chiesto a “Doe 12” e la CEO della ditta biotecnologica con riluttanza lo ha dovuto ammettere. Ha anche ammesso che le foto pubblicate dal CMP sono accurate e che a volte il cranio intatto dei bambini è attaccato al corpo e talvolta non lo è.


L’accordo di riservatezza



Un altro punto chiave del processo è la questione della riservatezza dei colloqui. “Doe 12” ha testimoniato che la sua azienda richiede alle parti di firmare un accordo di riservatezza o di non divulgazione (NDA) prima di discutere di affari ma, mentre l’incontro con Daleiden e Merritt è stato a fine maggio, la NDA è stata firmata a fine giugno, secondo una e-mail prodotta dalla difesa in tribunale, e “Doe 12” non è stata in grado di provare che il modulo fosse stato inviato prima dell’incontro avvenuto in un ristorante.

“La legge è chiara: se c’è una ragionevole aspettativa che la conversazione possa essere ascoltata da estranei, allora non è considerata come una conversazione confidenziale”, ha detto l’avvocato difensore dei giornalisti.

“La nostra tesi è che, se si è seduti in un ristorante con camerieri che vanno e vengono, si può essere ascoltati da estranei e questa è una chiara eccezione alla legge.”


La consapevolezza delle donne



Anche la consapevolezza delle donne delle procedure abortive compatibili con lo smembramento dei corpicini dei feti non è chiara.

L’ex tecnico StemExpress Holly O’Donnell, che compare in due video molto crudi sul processo di selezione degli arti di bambini abortiti, ha fornito agli avvocati dei giornalisti il modulo di consenso della Planned Parenthood.

Il modulo afferma che non ci saranno cambiamenti nella procedura di aborto in ragione della decisione di donare sangue o tessuto fetale.

“Doe 12” ha cercato di negare di conoscere questo modulo ma, ancora una volta, i video l’hanno smentita dimostrando la sua completa consapevolezza: “Non ha voluto ammettere che alle pazienti non veniva detto che le loro procedure abortive avrebbero potuto essere cambiate, ma sappiamo che è così”, ha detto Breen a LifeSiteNews in riferimento al fatto che questo cambiamento di procedura era ciò che serviva per procurare feti interi di cui poter vendere parti “fresche”.


Entra in campo il Governo Obama



In una successiva udienza l’agente speciale Brian Cardwell Martedì ha dichiarato che l’inchiesta ha avuto il via perché il Procuratore Generale degli Stati Uniti (ovvero il Capo del Dipartimento della Giustizia) del Governo Obama Loretta Lynch aveva inviato una lettera al Procuratore Generale della California Kamala Harris chiedendo esplicitamente che i due giornalisti fossero indagati.

“Abbiamo sempre detto che si trattava di un processo politico, ma che sia stato voluto proprio da Loretta Lynch è un nuovo fattore davvero enorme” ha commentato uno degli avvocati che rappresentano Daleiden.

L’agente Cardwell ha anche testimoniato che Beth Parker, responsabile dell’ufficio legale della Planned Parenthood in California, ha esortato gli agenti del Dipartimento di Giustizia a sequestrare i documenti e le apparecchiature di registrazione di Daleiden.

Cardwell aveva già menzionato la lettera della Lynch quando il vice procuratore generale Johnette Jauron gli aveva chiesto dell’inizio delle indagini penali sull’operazione sotto copertura di Daleiden e Merritt ma la difesa non ne aveva ricevuto copia dal procuratore generale e quindi, all’epoca, aveva pensato ad un errore dell’agente.

L’accusa penale a Daleiden “è una grave violazione del Primo Emendamento“, sostiene Ferreira perché Daleiden “ha il diritto di proteggere il suo lavoro ai sensi del Primo emendamento e di non ricevere false accuse per intercettazioni illegali presentate dal procuratore generale … per volere di Planned Parenthood!”


Ordinato il bavaglio sul processo



A seguito di questa drammatica testimonianza che chiama direttamente in causa l’Amministrazione Obama e, soprattutto, della conferma che la PP vendeva cuori battenti di feti oltre che crani completi, il 10 settembre il Procuratore Generale della California ha chiesto un ordine di silenzio stampa nei confronti degli avvocati di David Daleiden e Sandra Merritt.

La mozione cita l’articolo di LifeSiteNews sulla testimonianza di “Doe 12” e chiede al giudice Christopher Hite, che presiede l’udienza, di “ordinare agli imputati di non fare in alcun modo riferimento alle vittime (delle intercettaziono, n.d.t.) o ad argomenti che possano essere usati per identificare loro o il loro modo di guadagnarsi la vita. Chiediamo un ordine per proteggere la sicurezza dei testimoni”. Si chiede anche che il tribunale “eserciti la propria discrezionalità per limitare le dichiarazioni che le parti possono rendere pubbliche in merito alla testimonianza del testimone fino a dopo la conclusione dell’udienza preliminare”.

Il giudice Hite aveva ordinato in precedenza che i nomi dei 14 accusatori di Daleiden e Merritt fossero secretati ma aveva affermato che tutte le testimonianze ascoltate in tribunale potevano essere pubblicate.

Gli avvocati del Centro Thomas Moore che difendono pro bono i due giornalisti prolife vogliono contrastare il provvedimento davanti al giudice: “Pensiamo che sia scandaloso. È un’incredibile violazione del Primo Emendamento, del diritto delle persone a sapere, del diritto a un processo pubblico”.

“Planned Parenthood e la National Abortion Federation cercano di bloccare chiunque sia a conoscenza del loro piano di vendita di parti e organi fetali a scopo di lucro che coinvolge bambini nati vivi, modificando le tecniche di aborto senza dire alle donne cosa sta per essere fatto loro, cose terribili fatte per soldi e non certo per il miglior interesse delle pazienti”, ha detto.

“E naturalmente, a noi che siamo Pro-Life, sembra che questi poveri bambini siano stati presi e trattati come fossero bestiame da fare a pezzi e spedire”, ha detto. “È una cosa disgustosa e quindi stiamo combattendo duramente per farla conoscere a tutto il mondo e lo stiamo facendo in modo legale e appropriato.” ha concluso.

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