martedì 2 aprile 2019

Italia invasa, terremoto, 3° guerra mondiale: le profezie delle Tre Fontane


Dalla parte d’Oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sante e sacre, quando gli sarà dato di farlo…

E’ l’apparizione romana delle Tre Fontane, la profezia fu proposta dalla Vergine della Rivelazione al bestemmiatore Bruno Cornacchiola, proprio lui che aveva l’intenzione di uccidere il Papa (il capo della ‘sinagoga di Satana lo chiamava) fu prescelto. Ma il 12 aprile 1947 qualcosa di straordinario è accaduto. Quel giorno, insieme ai suoi tre figli, vide sulla collinetta delle Tre Fontane a Roma una ragazza col mantello verde e di grande bellezza, scura di pelle e con capelli castani, con un libro fra le mani. La ‘Bella Signora’ teneva nella mano destra, all’altezza del petto, un libro dalla copertina color cenere, mentre con la sinistra indicava verso i suoi piedi il drappo nero simile a una tonaca aggrovigliato in terra e pezzi di un crocifisso. Da Lei, la Madonna, Cornacchiola ricevette dei messaggi spirituali e delle profezie fino a pochissimi mesi prima della morte, avvenuta il 22 giugno 2001.

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Insomma, per colpa di una palla rotolata in una cavità (grotta) del posto di fede dove fu tagliata la testa a San Paolo, lui diventò un veggente e consegnò i segreti ricevuti dalla Madonna al Vaticano, a papa Pio XII la notte del 22 luglio del 1947 alla presenza di don Sfoggia, di padre Riccardo Lombardi e di padre Felice Maria Cappello. A questo incontro privato ne seguì uno pubblico e ufficiale il 9 dicembre del 1949 (Saverio Gaeta, “I segreti dei diari di Bruno Cornacchiola”, p. 62). Inoltre il 5 ottobre del 1947 Pio XII benedisse la statua della Madonna riproducente la Vergine apparsa a Cornacchiola e nel 1956 papa Pacelli consentì il culto pubblico, affidando ai francescani minori conventuali la custodia della grotta e della cappella adiacente.

I suoi sogni sembrano un incubo, sono drammatici e riguardano l’ultimo secolo: dalla tragedia di Superga nel 1949 all’elezione di Paolo VI nel 1963, dalla guerra dello Yom Kippur nel 1973 al rapimento e all’assassinio di Aldo Moro nel 1978, dal ferimento di Giovanni Paolo II nel 1981 all’esplosione del reattore di Chernobyl nel 1986, dall’attentato alla basilica di San Giovanni in Laterano nel 1993 alla caduta delle Torri Gemelle nel 2001.



Cornacchiola fece una copia delle testimonianze dal 1947 alla morte nel 2001 come indicato dalla Vergine. Solo oggi, Saverio Gaeta, giornalista che ha avuto accesso ai diari, ne ha svelato integralmente i contenuti in “I segreti dei diari di Bruno Cornacchiola” (Salani editore).

La prima profezia: 

La prima (12 aprile 1947) si trova scritta a mano in un quaderno di una trentina di pagine. Eccone alcuni spezzoni.
“I pastori del gregge non fanno il loro dovere. Troppo mondo è entrato nella loro anima per dare scandalo al
gregge e sviarlo dalla via […]. Prima che la Russia si converta e lasci la via dell’ateismo, si scatenerà una tremenda e grave persecuzione. Pregate, si può fermare. […]. Allontanatavi dalle false cose del mondo: vani
spettacoli, stampe d’oscenità. […]. Satana è sciolto per un periodo di tempo e accenderà tra gli uomini il fuoco della protesta. Figli siate forti, resistete all’assalto infernale.
[…]. La Chiesa tutta subirà una tremenda prova, per pulire il carname che si è infiltrato tra i suoi ministri.
[…]. Sacerdoti e fedeli saranno messi in una svolta pericolosa nel mondo dei perduti, che si scaglierà con
qualunque mezzo all’assalto: false ideologie e teologie. […]. Vi saranno giorni di dolori e di lutti. Dalla parte
d’oriente un popolo forte, ma lontano da Dio, sferrerà un attacco tremendo, e spezzerà le cose più sacre e
sante. […]. Il mondo entrerà in un’altra guerra, più spietata delle precedenti; maggiormente sarà colpita la Rocca
eterna (Roma). L’ira di satana non è più mantenuta; lo Spirito di Dio si ritira dalla terra, la Chiesa sarà lasciata vedova, sarà lasciata in balìa del mondo. […]. La colpita maggiormente sarà la Chiesa di Cristo per nettarla dalle sozzure che vi sono dentro. […]. I sacerdoti saranno calpestati e trucidati, ecco la croce rotta vicino alla talare dello spogliamento esteriore.

Ecco alcune profezie: 

«Questa mattina ho fatto un brutto sogno. Mi pareva di vedere un aereo andare a fuoco e sopra vi era scritto: Torino. Che sarà?». E’ la prima premonizione nel diario che risale al 30 marzo 1949. Il 4 maggio successivo avvenne la tragedia di Superga.

Il 31 gennaio e il 25 marzo 1978 Cornacchiola sognò Moro: «Mi trovo vicino al Verano e, mentre stavo per entrarvi e pregare, incontro una schiera di una quindicina circa di uomini che uscivano e tra di essi vedo Aldo Moro. Mi fermo a guardare, e lui si ferma e dice: ‘Ma tu non sei quello della Madonna?’. ‘Sì’ gli dico, ‘lo sono’. ‘Ebbene, prega per me, perché ho un cattivo presentimento, di qualcosa che capita presto sopra di me!’. Mi saluta e va fuori, sale in auto, io continuo la mia visita e penso a lui come mai ho pensato». Alle 9.25 del 16 marzo l’annuncio del rapimento dell’onorevole Moro

Il 1° febbraio 1986 il messaggio è criptico: «Preparatevi, figli miei: la mano non posso trattenerla più! L’ira della giustizia è sopra di voi! I segni li vivrete: segni dall’aria avvelenata e dalla terra incolta e dal biancore del latte inservibile! Da oggi in poi, l’inquinamento nel mondo; cioè: su questa povera Terra, e dalla Russia e dall’America, o Asia, Oceania o Europa, e perfino dall’Africa: i gas venefici per l’uomo; gli animali, le bestie, le piante e le verdure avvelenate, saranno per colpa dell’uomo!». Dopo nemmeno due mesi il disastro della centrale nucleare di Chernobyl.

PROFEZIE CHE RICHIAMANO I NOSTRI GIORNI:

Apparizione del 15 agosto 1958: “Vi sarà un fortissimo terremoto, che scuoterà tutto il globo terrestre. Non andate in giro, né mettetevi a dormire se siete in peccato mortale, ma confessatevi e pentitevi di averlo fatto, e non fatelo più. […]. Il sole si oscurerà, le stelle cadranno, ma non intendete ciò soltanto nella parte materiale del pensiero: c’è la parte interpretativa e spirituale e saranno i soli dei superbi e le stelle degli orgogliosi che cadranno. […]. Fuori della Chiesa cattolica, apostolica e romana non c’è la salvezza. […]. Amare tutti non significa tenere un atteggiamento sentimentalista. […]. Non spogliatevi dell’abito sacerdotale: l’abito richiama, è un segno celeste” (op. cit., p. 93-95).
E questa la profezia avuta il 24 febbraio 1968: “Satana regna oramai in tutti i posti più alti di
comando […]. Satana entrerà nei posti guida della Chiesa. […]. Le tentazioni saranno terribili, il mondo vivrà in
una confusione tale che gli eletti stessi sosteranno nel dubbio. Non c’è scampo
[…] tutti vivranno momenti terribili di guerra, distruzione e di caos politico, religioso e culturale.
Quanti errori e quante eresie serpeggiano in ogni nazione, in ogni convento. […]. Quello che occorre è l’apostolato individuale non l’apostolato monopolizzato […]. Bisogna che si lavori tra le anime nell’apostolato individuale: chi conosce e sa fare, senza alcuna previa autorizzazione, deve lavorare” (op. cit., p. 73).

Profezia del 7 aprile 1966: “Si vede la basilica di San Pietro che ha la faccia tutta rovinata, la guardiamo e piangiamo” (op. cit., p. 169).
Il 1° agosto 1966: “Mi son trovato davanti alla chiesa detta della Scala Santa, nella piazza adiacente ove c’è
l’obelisco. Vi era allestita come una sala con vescovi e cardinali. D’improvviso crolla sopra molti vescovi,
cardinali e altri tutta la facciata della chiesa” (ivi).

Il 12 novembre 1986: “Vedo molti sacerdoti con la loro talare e religiosi ereligiose con il loro saio: tutti in fila e degli aguzzini che li spingono e trascinano uno alla volta su un palcodi legno. Li facevano inginocchiare e chiedevano loro. ‘Getta l’abito’. Alla risposta ‘No!’ gli prendevano la testa e gliela mettevano su un ceppo e lì venivano
decapitati dal boia che aveva una scure” (op. cit., p.174)

1 gennaio 1988: “Avete degli esempi, Sodoma e Gomorra: non si pentirono, non fecero penitenza e conoscete quello che la giustizia ha fatto di loro.[…]. Se non vi convertirete ferro e fuoco scenderà sopra
di voi. […]. Quello che voi chiamate pace non è altro che inganno perché manca la conversione e tutto si sta
preparando per una satanica guerra” (op. cit., p. 187).

La notte del 31 dicembre 1984: “Mi sento trasportare nel centro di Roma e
precisamente a piazza Venezia. Lì c’è una folla radunata che gridava: ‘Vendetta!’. Scorreva molto sangue in tutto il mondo, tutto il mondo imbrattato di sangue. Improvvisamente tutta quella gente si mette a gridare: ‘Tutti a San Pietro!’ e continuavano a gridare: ‘Vendetta!’. Sul piazzale all’interno del colonnato
c’erano il papa, i cardinali, i vescovi e i sacerdoti. Tutti piangevano. Meraviglia: erano scalzi e la Madonna che
grida. ‘Fate penitenza!’ ” (op. cit., p. 207).

Profezia del 21 luglio 1998: “Ho sognato che musulmani circondavano le chiese e chiudevano le porte e dai tetti gettavano benzina e davano fuoco, con dentro i fedeli in preghiera e tutto andava a fuoco” (op. cit., p. 210). All’alba del 10 febbraio 2000 un altro sogno angoscioso: “Mi trovo a San Pietro […] una folla di barbari correva dentro la basilica uccidendo chiunque incontrava. […]. Tutti i sacerdoti presenti erano con l’abito talare,
ai lati del sagrato i vescovi erano a sinistra i cardinali a destra e pregavano in ginocchio col viso a terra” (op.
cit., p. 210).

21 settembre 1988: “Quello che ho sognato non si avveri mai, è troppo doloroso e spero che il Signore non permetta che il Papa neghi ogni verità di fede e si metta al posto di Dio. Quanto dolore ho provato nella notte, mi si paralizzavano le gambe e non potevo più muovermi, per quel dolore provato nel vedere la Chiesa ridotta ad un ammasso di rovine” (op. cit., p. 218).

Il 4 gennaio 1992: “I cristiani si combattono perché non hanno più un capo che li guidi” (op. cit., p. 219).

Il 26 gennaio 1996: “Questa notte ho visto la basilica di San Pietro andare a fuoco” (op. cit., p. 220).

La più paurosa profezia è del 12 marzo 1983: “Il pericolo è alle porte, una guerra atomica, se non si
fa come ho detto, è inevitabile.[…]. Parlo a tutti, l’atomica è pronta, gli uomini senza coscienza minacciano di usarla e il pericolo è sempre più vicino di quanto non pensiate” (op. cit., p. 223).

Il 13 luglio 1998: “Questa notte ho sofferto molto in sogno. C’era la guerra e gli stranieri invadevano l’Italia“.


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