giovedì 28 marzo 2019

I CINESI AMMETTONO LA TEORIA DELLA COSPIRAZIONE

di Richard McGregor - 09/10/2007


La battaglia di Waterloo. La morte di sei presidenti degli Stati Uniti. L’ascesa di Adolf Hitler. Lo sgonfiamento della bolla dell’economia giapponese. La crisi finanziaria asiatica del 1997-98 e persino la distruzione ambientale nel mondo in via di sviluppo.

Secondo un nuovo best-seller cinese, Currency Wars (Guerre della valuta), questi svariati eventi, che coprono due secoli, hanno un comune denominatore: il controllo dell’emissione e distribuzione della moneta attraverso la storia da parte della dinastia bancaria dei Rothschild.

Persino oggigiorno, sostiene l’autore del libro, Song Hongbing, la Federal Reserve degli Stati Uniti non è che un burattino nelle mani di banche private, che a loro volta, in qualche modo, sono collegate e devono la loro lealtà ai Rothschild.

Il significato di tale trasversale teoria della cospirazione può valere solo quanto le molte tracce fetide che ancora si possono trovare nel mondo occidentale circa gli “gnomi di Zurigo” [un eufemismo per descrivere l’ultra segreto gruppo dei cosiddetti “Illuminati”, formato da ricchissimi e potentissimi uomini d’affari che sembrano tenere in mano le redini del mondo della finanza a livello planetario, n.d.t.] e la manipolazione globale della finanza da parte di Wall Street.

Ma in Cina, attualmente nel bel mezzo di un lungo dibattito, e pressata dagli USA per l’apertura del proprio sistema finanziario, il libro è sorprendentemente diventato un best seller, ed è letto ai livelli alti del governo e della finanza.

“Alcuni autorevoli capitani d’azienda mi hanno chiesto se tutto ciò è vero”, dice Ha Jiming, l’economista a capo della più grande banca d’investimento cinese, la China International Capital Corp.

Il libro fornisce munizioni, seppure in modo confuso, ai molti in Cina che sostengono che Beijing debba resistere alle pressioni degli USA e di altre nazioni perchè conceda alla propria moneta, il renminbi, di acquisire valore.

La casa editrice del libro, il gruppo statale CITIC, dice che “Currency Wars” ha venduto circa 200.000 copie, e si stima che altre 400.000 copie piratate siano in circolazione.

Il signor Song, consulente di informatica tecnologica e storico per passione, ha vissuto negli Stati Uniti dal 1994 ed è ora di stanza a Washington. Dice che il suo interesse è scaturito cercando di scoprire cosa ci fosse dietro la crisi asiatica del 1997.

Dopo aver messo in rete quanto scoperto tramite un blog, un amico gli suggerì di trovare una casa editrice per fornire un lavoro più accurato. Si dice sorpreso del successo del libro.

“Non credevo che il mio libro potesse provocare tanto scalpore da farsi leggere da gente così in alto” ha dichiarato durante un tour di promozione a Shanghai. “La gente in Cina è nervosa circa quanto sta succedendo sui mercati finanziari, ma non sa districarsi tra i veri pericoli. Questo libro dà loro qualche idea”.

La cosa che lo ha scioccato di più, asserisce, è stata la “scoperta” che la Federal Reserve appartiene a, ed è gestita da, privati. “Non potevo immaginare che una banca centrale potesse essere privata”, asserisce l’autore del libro.

La Federal Reserve si descrive come “un insolito misto di elementi pubblici e privati”. Mentre i suoi sette governatori sono assegnati dal presidente degli Stati Uniti, le banche private hanno quote di proprietà nelle sue 12 filiali regionali.

Ma Song ignora di proposito il ruolo del governo, sostenendo che le funzioni chiave della Federal Reserve Bank sono in definitiva controllate da cinque banche private, come Citibank, e che tutte hanno mantenuto “legami particolari” con i Rothschild.

Song rimane sulle difensive riguardo all’aver evidenziato il ruolo dei Rothschild e riguardo a quanto il libro descrive come la loro appartenenza ad una specie di clan ebraico.

“I cinesi pensano degli ebrei che sono scaltri e ricchi, perciò dovremmo imparare da loro”, dice. “Persino io penso che siano veramente in gamba, forse il popolo più astuto della terra”.

Jon Benjamin, direttore generale del Board of Deputies of British Jews non è però convinto. “I cinesi hanno molto riguardo per quello che considerano l’acume intellettivo e commerciale degli ebrei, con poca o nessuna cultura di antisemitismo. Ad ogni modo, questa affermazione avvalora le più screditate ed obsolete teorie riguardo agli ebrei e al loro potere. Che questo assuma credibilità nel più importante nuovo mercato mondiale è causa di grande preoccupazione.”

Il libro è stato ridicolizzato su alcuni siti cinesi per aver esagerato il continuo ascendente dei Rothschild e per aver divulgato ulteriormente esistenti teorie cospiratorie occidentali. 

Il Signor Ha è convinto che la popolarità del libro sia dovuta al decennale ristagno finanziario del Giappone e alla crisi finanziaria asiatica, che, sostiene, incide profondamente sul pensiero di molti decisionisti cinesi.

Questi funzionari restano profondamente sospettosi dei consigli che arrivano dai paesi occidentali circa l’apertura del sistema finanziario e di far fluttuare la valuta cinese. “Pensano che sia soltanto un nuovo modo per derubare le nazioni in via di sviluppo,” dice il Signor Ha.

All’autore del libro, Song Hongbing, sono stati commissionati altri libri per cavalcare l’onda del successo portatagli da questo volume. Libri sullo yen, sull’euro e anche sul sistema finanziario cinese. Ma lui sembra esitare circa la direzione che i suoi futuri libri potranno seguire. “Questo libro potrebbe essere totalmente sbagliato, quindi, prima del prossimo, devo rendermi perfettamente conto che quanto ho capito sia giusto – sostiene – prima di questo libro non ero nessuno, perciò potevo dire qualsiasi cosa volessi, ma adesso la situazione è cambiata”.

Copyright The Financial Times Limited 

Titolo originale: "Chinese buy into conspiracy theory"

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