giovedì 15 luglio 2021

La Liturgia di Giovedi 15 Luglio 2021 San Bonaventura



Grado della Celebrazione: Memoria
Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
«Io cercherò le mie pecore», dice il Signore,
«e susciterò un pastore che le pascerà:
io, il Signore, sarò il loro Dio». (Cf. Ez 34,11.23-24)

Oppure:
Ecco il servo fedele e prudente,
che il Signore ha messo a capo della sua famiglia,
per nutrirla al tempo opportuno. (Cf. Lc 12,42)

Colletta
Dio onnipotente, concedi a noi,
che celebriamo la nascita al cielo
del santo vescovo Bonaventura,
di essere illuminati dalla sua eminente sapienza
e di imitare il suo serafico ardore.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell’unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Es 3,13-20)
Io sono colui che sono! Io-Sono mi ha mandato a voi.


Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, [udendo la voce del Signore dal mezzo del roveto,] Mosè disse a Dio: «Ecco, io vado dagli Israeliti e dico loro: “Il Dio dei vostri padri mi ha mandato a voi”. Mi diranno: “Qual è il suo nome?”. E io che cosa risponderò loro?». Dio disse a Mosè: «Io sono colui che sono!». E aggiunse: «Così dirai agli Israeliti: “Io-Sono mi ha mandato a voi”».
Dio disse ancora a Mosè: «Dirai agli Israeliti: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, Dio di Isacco, Dio di Giacobbe, mi ha mandato a voi”. Questo è il mio nome per sempre; questo è il titolo con cui sarò ricordato di generazione in generazione.
Va’! Riunisci gli anziani d’Israele e di’ loro: “Il Signore, Dio dei vostri padri, Dio di Abramo, di Isacco e di Giacobbe, mi è apparso per dirmi: Sono venuto a visitarvi e vedere ciò che viene fatto a voi in Egitto. E ho detto: Vi farò salire dalla umiliazione dell’Egitto verso la terra del Cananeo, dell’Ittita, dell’Amorreo, del Perizzita, dell’Eveo e del Gebuseo, verso una terra dove scorrono latte e miele”.
Essi ascolteranno la tua voce, e tu e gli anziani d’Israele andrete dal re d’Egitto e gli direte: “Il Signore, Dio degli Ebrei, si è presentato a noi. Ci sia permesso di andare nel deserto, a tre giorni di cammino, per fare un sacrificio al Signore, nostro Dio”.
Io so che il re d’Egitto non vi permetterà di partire, se non con l’intervento di una mano forte. Stenderò dunque la mano e colpirò l’Egitto con tutti i prodigi che opererò in mezzo ad esso, dopo di che egli vi lascerà andare».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 104)
Rit: Il Signore si è sempre ricordato della sua alleanza.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
Ricordate le meraviglie che ha compiuto,
i suoi prodigi e i giudizi della sua bocca.

Si è sempre ricordato della sua alleanza,
parola data per mille generazioni,
dell’alleanza stabilita con Abramo
e del suo giuramento a Isacco.

Dio rese molto fecondo il suo popolo,
lo rese più forte dei suoi oppressori.
Cambiò il loro cuore perché odiassero il suo popolo
e agissero con inganno contro i suoi servi.

Mandò Mosè, suo servo,
e Aronne, che si era scelto:
misero in atto contro di loro i suoi segni
e i suoi prodigi nella terra di Cam.

Canto al Vangelo (Mt 11,28)
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi,
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia.

VANGELO (Mt 11,28-30)
Io sono mite e umile di cuore.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.
Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, accettare il giogo di Cristo significa scoprire la libertà, la gioia e la pace. Per questo, preghiamo insieme e diciamo:
Liberaci, o Signore.

Dio, fonte dell'unità, fà maturare i gemiti dello Spirito presenti nel mondo verso Cristo, principio e fine di ogni cosa. Preghiamo:
Dio giusto, rendi la tua Chiesa ovunque lievito di liberazione, capace di vedere le ingiustizie e di svegliare i rassegnati. Preghiamo:
Dio dei nostri padri, aiuta il tuo popolo a testimoniare al mondo che tu sei vicino ad ogni uomo con amore fedele. Preghiamo:
Dio Salvatore, dà ad ogni uomo che lavora la certezza di costruire un mondo nuovo con te. Preghiamo:
Dio consolatore, aiuta i poveri, i malati, gli ultimi, con il dono della fiducia in te. Preghiamo:
Per i giovani del nostro quartiere alla ricerca di una loro identità.
Per chi è tentato dal potere, dal denaro e dalla gloria.

Dio dei nostri padri, ogni giorno della nostra vita ci fai fare l'esperienza della tua fedeltà. Apri i nostri cuori all'azione dello Spirito, perché diventiamo tuoi veri figli, per l'amore, la misericordia e la salvezza del tuo Figlio Gesù che vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda con bontà, o Signore,
il sacrificio che presentiamo al tuo santo altare
nella memoria di san N Bonaventura,
perché a noi ottenga il perdono
e renda onore al tuo nome.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
«Non voi avete scelto me», dice il Signore,
«ma io ho scelto voi e vi ho costituiti perché andiate
e portiate frutto e il vostro frutto rimanga». (Gv 15,16)

Oppure:
Beato quel servo che il padrone troverà ancora sveglio,
quando verrà e busserà alla porta. (Cf. Lc 12,36-37)


Preghiera dopo la comunione
Saziati dai santi misteri, ti preghiamo umilmente, o Signore:
fa’ che sull’esempio di san Bonaventura
professiamo la verità in cui egli ha creduto,
e testimoniamo nelle opere l’insegnamento che ci ha trasmesso.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Bonaventura (Bagnoregio, Viterbo, 1218 – Lione, Francia, 15 luglio 1274), mistico e pensatore medievale, dottore allo studio di Parigi, diede forma di sintesi sapienziale alla teologia scolastica sulle orme di Agostino. L’espressione più matura di questo umanesimo teologico è nell’«Itinerario della mente a Dio». Discepolo di san Francesco guidò con superiore saggezza il suo ordine (1257-1273), tanto da essere chiamato «secondo fondatore e padre». Scrisse numerose opere di carattere teologico e mistico ed importante fu la «Legenda maior», biografia ufficiale di San Francesco, a cui si ispirò Giotto per il ciclo delle Storie di San Francesco.
Fu nominato vescovo di Albano e cardinale.
Partecipò al II Concilio di Lione che, grazie anche al suo contributo, segnò un riavvicinamento fra Chiesa latina e Chiesa greca. Proprio durante il Concilio, morì a Lione, il 15 luglio 1274.

mercoledì 14 luglio 2021

Mercoledì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)



Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Es 3,1-6.9-12)
L’angelo del Signore apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto.


Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, mentre Mosè stava pascolando il gregge di Ietro, suo suocero, sacerdote di Madian, condusse il bestiame oltre il deserto e arrivò al monte di Dio, l’Oreb.
L’angelo del Signore gli apparve in una fiamma di fuoco dal mezzo di un roveto. Egli guardò ed ecco: il roveto ardeva per il fuoco, ma quel roveto non si consumava. Mosè pensò: «Voglio avvicinarmi a osservare questo grande spettacolo: perché il roveto non brucia?».
Il Signore vide che si era avvicinato per guardare; Dio gridò a lui dal roveto: «Mosè, Mosè!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Non avvicinarti oltre! Togliti i sandali dai piedi, perché il luogo sul quale tu stai è suolo santo!». E disse: «Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe». Mosè allora si coprì il volto, perché aveva paura di guardare verso Dio.
Il Signore disse: «Ecco, il grido degli Israeliti è arrivato fino a me e io stesso ho visto come gli Egiziani li opprimono. Perciò va’! Io ti mando dal faraone. Fa’ uscire dall’Egitto il mio popolo, gli Israeliti!».
Mosè disse a Dio: «Chi sono io per andare dal faraone e far uscire gli Israeliti dall’Egitto?». Rispose: «Io sarò con te. Questo sarà per te il segno che io ti ho mandato: quando tu avrai fatto uscire il popolo dall’Egitto, servirete Dio su questo monte».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 102)
Rit: Misericordioso e pietoso è il Signore.

Benedici il Signore, anima mia,
quanto è in me benedica il suo santo nome.
Benedici il Signore, anima mia,
non dimenticare tutti i suoi benefici.

Egli perdona tutte le tue colpe,
guarisce tutte le tue infermità,
salva dalla fossa la tua vita,
ti circonda di bontà e misericordia

Il Signore compie cose giuste,
difende i diritti di tutti gli oppressi.
Ha fatto conoscere a Mosè le sue vie,
le sue opere ai figli d’Israele.

Canto al Vangelo (Mt 11,25)
Alleluia, alleluia.
Ti rendo lode, Padre,
Signore del cielo e della terra,
perché ai piccoli hai rivelato i misteri del Regno.
Alleluia.

VANGELO (Mt 11,25-27)
Hai nascosto queste cose ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse:
«Ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, perché hai nascosto queste cose ai sapienti e ai dotti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perché così hai deciso nella tua benevolenza.
Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù è la rivelazione di Dio. Avviciniamoci a lui con cuore di bambini per scoprire l'amore del Padre. Diciamo insieme:
Cambia il cuore del tuo popolo, Signore.

- Perché il Papa, i vescovi, i sacerdoti siano piccoli, poveri e ultimi, davanti al Signore e davanti al loro popolo, per saper rivelare la salvezza di Dio. Preghiamo:
- Perché gli uomini della politica si adoperino particolarmente a favore dei poveri e degli emarginati. Preghiamo:
- Perché i carcerati sentano accanto il Signore che libera ogni uomo, e trovino nella società il rispetto e la solidarietà. Preghiamo:
- Perché nelle piccole e grandi cose della nostra giornata siamo attenti alla voce di Dio che chiama, pronti a rispondere "eccomi" con la nostra vita. Preghiamo:
- Perché sappiamo pregare e sentire Dio presente nel nostro cuore come il fuoco misterioso che ci dà la vita. Preghiamo:
- Per le persone che hanno scelto la vita contemplativa.
- Per i bambini che vivono accanto a noi.

Signore, che chiami ogni uomo per solo dono del tuo amore, fa' che ci presentiamo oggi davanti a te come poveri, bisognosi di tutto, e donaci il tuo Spirito che ci fa comprendere ogni parola del tuo Figlio, il quale vive e regna nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni,
fa' che per la celebrazione di questi santi misteri
cresca in noi il frutto della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
L'episodio della vocazione di Mosè ha una importanza fondamentale in tutta la storia della salvezza. In essa Dio rivela il suo essere in due maniere complementari.
Da un lato, Dio si rivela nel roveto ardente, o meglio attraverso la fiamma splendente in mezzo al roveto, e si manifesta come forza viva. Il fuoco fiammeggiante è infatti l'immagine più impressionante di una forza vitale. Questo modo di manifestare se stesso fa risaltare la differenza tra ciò che Dio è e la definizione che di lui hanno dato i filosofi: "Primo Motore immobile". il pensiero umano, cercando faticosamente di conoscere Dio, è giunto a questa definizione. Nella narrazione dell'Esodo che la liturgia ci fa leggere oggi, Dio si fa conoscere invece attraverso una fiamma viva, una fiamma diversa da tutte le altre, perché non consuma, perché non ha bisogno di essere alimentata.
Dio si manifesta ancora come un Dio che si interessa degli uomini. Dice a Mosè: "Io sono il Dio di tuo padre, il Dio di Abramo, il Dio di Isacco, il Dio di Giacobbe".
I pagani si rappresentavano Dio come il padrone delle forze naturali: il Dio della fecondità, il Dio della vegetazione, il Dio che si rivela nel tuono. Dio invece rivela se stesso come colui che intesse rapporti interpersonali, che ha avuto relazioni personali con precise persone, alle quali si è manifestato e con le quali ha fatto alleanza. il nostro Dio è un Dio che si interessa delle persone, che si fa vicino, che cerca gli uomini. Questo non esclude che egli si manifesti attraverso le forze naturali, ma la sua identità profonda è di essere presente, di farsi vicino, di interessarsi delle sue creature. Le parole di Gesù nel Vangelo di oggi corrispondono pienamente a questa attenzione divina: "Ti benedico, o Padre,... perché hai rivelato queste cose ai piccoli". Dio non è impressionato dalla grandezza, dall'intelligenza, dalla sapienza umana, ma ha una attenzione particolare per i più piccoli.
Notiamo ancora che Dio qui si rivela come relazione tra il Padre e il Figlio: "Nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio". "Conoscere" nel linguaggio biblico significa una conoscenza di amore intima, profonda con qualcuno: Dio si è fatto vicino a noi, si è rivelato personalmente a noi, a ciascuno di noi; è il Buon Pastore che conosce le sue pecorelle ad una ad una e chiama ciascuna per nome. E' un Dio ardente, un Dio di fuoco, un Dio di amore, che si rivela e si comunica con amore a ogni uomo che lo cerca con cuore sincero.

martedì 13 luglio 2021

Per Nostradamus il terrore islamico sbarca a Lampedusa?

Il fascino della narrativa islamista è alla base del supporto che l’ISIS riceve da buona parte del mondo musulmano sunnita, soprattutto fra i giovani. E’ la narrativa del combattimento per un ideale superiore, del sacrificio, della lotta accanita contro il nemico per la gloria di Dio. Questo almeno è il messaggio veicolato per ottenere nuovi arruolamenti. Con il supporto dei social media, dei media e della tecnologia questa narrativa è senz’altro divenuta più potente rispetto a quella degli anni ’90. Non sono più le rivendicazioni politiche dei popoli arabi oppressi a destare l’inquietudine nell’animo del giovane musulmano, ma la ribellione generalizzata ed universale verso un mondo di plastica, il nostro, percepito come finto e debole.

Nei secoli passati giovani europei, soprattutto nobili, scalpitavano per partecipare alle guerre di liberazione delle terre cristiane. Emblematico è il caso di Don Giovanni d’Austria, figlio illegittimo di Carlo V, che in giovane età si pose a capo di centinaia di giovani rampolli spagnoli che fuggirono dalle rispettive dimore per imbarcarsi a Barcellona e dirigersi a Cipro, Rodi, Malta a combattere contro il Turco. La loro impresa fu vanificata dall’intervento del fratellastro di Giovanni, il Re di Spagna Filippo II, che bloccò il tentativo di “evasione”. Anni dopo Don Giovanni d’Austria sarà a capo della flotta cristiana europea nella famosa e decisiva battaglia di Lepanto.


Se allora i sentimenti che animavano i giovani europei erano quelli di liberare i fratelli oppressi oggi invece, come dicevamo, si tratta di dar sfogo a una repressa insoddisfazione nichilista che nelle nostre città finisce sovente nella droga mentre nell’Islam militare viene arruolata nella battaglia rivoluzionaria contro il mondo. La narrativa islamica, piaccia o no, da un senso e uno sfogo a vite altrimenti percepite come insignificanti o fallite. Gli indifferenti di oggi possono diventare i simpatizzanti di domani e, se l’avanzata dovesse continuare, i simpatizzanti diventeranno combattenti. Questo è il motivo per cui diviene difficile controllare a pieno un simile movimento. La guerra non è più fra eserciti contrapposti, ma fra eserciti e bande che si mischiano alla popolazione e usano tecniche di guerriglia.


Dando un’occhiata alla seguente cartina si può vedere che in nero sono evidenziate le regioni in cui operano gli islamisti e in rosso quelle in cui vi è un conflitto aperto.



Si nota subito che l’islamismo è oggi al centro delle guerre nel mondo. Questo significa che chi combatte e chi vive in quelle regioni si abitua alla guerra e si abitua a combattere. Un potenziale davvero molto ampio.
La narrativa islamica è ovviamente corredata dalle profezie. In queste si parla dei guerrieri che sorgeranno dal Khorasan sventolando le loro bandiere nere e che libereranno le terre musulmane oppresse per poi dirigersi a Gerusalemme dove troveranno il Mahdi, il loro messia. Il Khorasan ai tempi di Maometto era una regione dell’ Asia centrale che occupava prevalentemente l’Afghanistan e l’Iran.
Per questo motivo Al Qaida, che nasce in Afghanistan, si è dotata di una bandiera nera e per lo stesso motivo bandiere nere e il nero in generale è il colore scelto dall’ISIS e dal suo Califfo. Questa insorgenza islamica, pilotata o meno che sia (vedere l’ultima sigla del jihaidismo, Khorasan appunto), ha il potenziale umano, militare e devozionale per estendere la guerriglia in molte più aree del mondo, Italia compresa.


Negli articoli passati abbiamo visto tre quartine di cui due nel Ramo XXIII del ‘900 e una nel Ramo IV del 2000 che hanno fra loro elementi in comune. Sono la 230 e la 1086 nel Ramo XXIII e il Presagio 11 nel Ramo IV.


1086
Comme vn gryphon viendra le Roy d’Europe,
Accompagné de ceux d’Aquilon,
De rouges & blancs conduira grand troupe,
Et iront contre le Roy de Babylon.


1086
Come un grifone piomba il Re d’Europa
Accompagnato da quelli di Aquilonia
Di rossi e bianchi condurrà gran truppa
Andranno contro il Re di Babilonia.


230
Vn qui les dieux d’Annibal infernaux,
Fera renaistre, effrayeur des humains.
Oncq’ plus d’horreur ne plus pire iournaux,
Qu’auint viendra par Babel aux Romains.


230
Un che gli dei infernali d’Annibale,
Farà rinascere, terrore degli umani
Che non peggiori orrori ne fatali,
L’avvento verrà da Babele ai Romani.


Presagio 11 Septembre.
Pleurer le ciel. A’ il cela faict faire?
La mer s’appreste. Annibal fait ses ruses:
Denys mouille. Classe tarde. Ne taire,
Na sçeu secret. & à quoy tu t’amuses?

Presagio 11 Settembre
Piangerà il cielo, ma chi ce l’ha fatto fare?
Il mare s’appronta, Annibale compie le sue astuzie:
Denis indebolito, flotta in ritardo, nessun silenzio,
Ecco il segreto sigillato, di che cosa ti meravigli?


La 1086 la interpretai a suo tempo (inizio anni 2000) come legata alla seconda guerra del Golfo. Il grifone o piccola aquila era ironicamente Blair Re d’Europa in quanto il suo protagonismo lo aveva elevato a leader europeo più importante in quel momento. Insieme all’America di Bush rovesciò definitivamente il Re di Babilonia Saddam Hussein. Oggi devo dire che alla luce del sempre maggior numero di quartine del Ramo XXIII che sembrano trovare collegamenti con il nostro tempo sto cominciando a rivedere le mie posizioni. Se infatti è piuttosto semplice identificare “quelli d’Aquilonia” come gli americani e “i bianchi e rossi” come i novelli “crociati” o comunque soldati occidentali è più oscura l’identità del Re d’Europa e di quello di Babilonia. Babilonia, o il più antico nome Babele, sorgeva molto vicino a Baghdad. Forse il senso non è da intendere come leader che governa sull’Iraq, ma come leader che ha un nome collegato: forse potrebbe essere Al Baghdadi che tra le altre cose è iraqeno. In questo caso gli ultimi tre versi assumerebbero un significato reale con la coalizione internazionale impegnata contro l’ISIS. Rimane da capire chi è il Re d’Europa (papa, Putin? C’è un enigma di mezzo).


Le successive due quartine le abbiamo viste anche in “La Libia nei Destini d’Italia e di Roma” per il riferimento a un novello Annibale. Rispetto ad Ottobre 2013 è passato un anno e in Libia la situazione è peggiorata con gli islamisti che hannoconsolidato le proprie posizioni legandosi allo Stato Islamico.



La 230 si lega alla 1086 per lo stesso richiamo a Babele. Per gli uomini in generale, per i romani e gli italiani si annunciano terrori ed orrori che richiamano alla mente il pericolo di attentati terroristici. L’avvento di questo novello Annibale sarà da Babele. Considerando l’espansione dell’ISIS, il luogo della sua nascita ed il suo leader, foschi pensieri vengono alla mente. L’interpretazione potrebbe essere “da Al Baghdadi, terrore agli uomini e ai romani”. I primi due versi vanno letti in questo modo:


“Uno sarà che, terrore degli umani, farà rinascere gli dei infernali d’Annibale”


Il Presagio 11 come accade spesso è piuttosto ermetico. Sembra quasi che il veggente parli a qualcuno, ai lettori, al popolo. Se il Cielo piange è sicuramente per un lutto. Infatti ricompare il novello Annibale. Il “mare s’appronta” è un’espressione che richiama i preparativi per una flotta che infatti compare al terzo verso. E’ collegata al personaggio Denys che nel Presagio 125, sulla tragedia di Lampedusa, identifica papa Francesco (Denys – D. Syen - D’Assisien – d’Assisi). Quindi un nuovo collegamento fra Roma e Annibale. La flotta è in ritardo, forse lo sono i soccorsi o forse riguarda la flotta della Chiesa, simbolicamente la barca di Pietro. Nessun silenzio, “ecco il segreto sigillato”. Sembra quasi che un segreto non sarà più tale, non è più il tempo dei silenzi, forse un richiamo a Fatima. L’espressione finale sembra confermarlo: perché ti meravigli? Il Presagio si trova nel capitolo dedicato alla crisi della Chiesa e i richiami al papa sono dunque ovvi. Sembra quasi una sintesi delle precedenti due quartine. Un Re islamico da Babilonia, un novello Annibale che porta a Roma il terrore sempre da Babilonia e infine un lutto, un papa indebolito, Annibale e un segreto forse rivelato che desterà meraviglia, forse una meraviglia retorica.


Comunque sia, manovrata o meno, l’ISIS e le altre sigle islamiste che potrebbero presto confluire fra loro non possono esser prese sottogamba.





Il governo del "Drago" nelle centurie di Nostradamus e nell'Apocalisse


Nostradamus ha previsto davvero tutto? Secondo gli appassionati delle sue profezie, sì. O meglio: ha previsto tutti gli eventi importanti per il pianeta e per le singole nazioni. Dalle Torri Gemelle, agli attacchi terroristici di Parigi, dalla pandemia di Covid-19 ad un presunto sbarco sulla Luna nel 2021. Matteo Ciuffreda, esegeta di profezie medievali, ha condiviso con la redazione di MeteoWeb l’ultimo dei suoi studi interpretativi tratto dalle Centurie di Nostradamus, spiegando che nelle Centurie analizzate ha visto “riferimenti all’attuale nomina del professor Draghi a Presidente del Consiglio dei Ministri“.

Ricordiamo che le profezie di cui parliamo sono divise in quartine, scritte dall’astrologo francese cinque secoli fa. Si tratta di brani soggetti a interpretazione, in quanto intrisi di simboli e allusioni più o meno dirette.

Ecco le due Profezie che, secondo Ciuffreda, sono specificamente riferite a questi orribili anni di sofferenze per l’ intero Pianeta. Come spiega l’esegeta, si tratta di Quartine molto legate alle Apparizioni Mariane di Garabandal, in Spagna, avvenute dal 1961 al 1965 alla presenza di quattro bambine, sulle quali è stato prodotto anche un film, “Garabandal: solo Dio lo sa“. Queste apparizioni erano più che altro un ‘avvertimento’ su un evento che avrebbe colpito tutta l’umanità, della durata di 600 giorni. Inoltre, le quartine in questione sarebbero legate anche ai Sogni di Don Bosco.
 
“Garabandal – scrive Ciuffreda – è detta anche la Fatima spagnola, e collegata secondo mie ricerche a Medjugorjie. La mia attenzione durante questo mese è partita dall’analisi del termine “Dragon” in francese, e Draco in latino, lingua usata anche dal veggente provenzale Michel de Notredame. Infatti nelle 10 Centurie di Nostradamus il Drago è associato ad un mostro alato: il Drago o serpente alato o animal ailè – moustre ailè (mostro alato), chiamato anche serpente alato- reptilè ailè. Il Drago è presente in tantissimi racconti mitologici medievali, da Ladone in Grecia, il Dio serpente Maya Quetzalcoati, Niohogge nella mitologia norrena, Drag-ayami nell’indiano antico. Lo troviamo anche come il Serpente Uroboro, dalla lingua copta “Ouro” uguale Re, e “Ob” uguale “Serpente/Drago”. Nella tradizione alchimistica l’Uroboro rappresenta il Re serpente, cioè il potere che divora. Lo troviamo rappresentato nella tomba di Tutankhamon, come il Dio serpente Mehen. Anche Omero cita il drago come un serpente con ali, zampe e acuta vista, agile, forte come un leone. Il Vello d’Oro è sorvegliato da un drago, e anche nel mito di Ercole i draghi “IDRE” con più teste. L’etimologia del nome drago è legata al verbo greco “DERKESTHAI”, cioè ‘guardare’, per lo sguardo di queste bestie dalla vista acuta e allungata (indiano dragh-ayami).

Infine nel nuovo testamento, precisamente nell’Apocalisse di San Giovanni Apostolo, vi è il famoso Drago Rosso con sette teste e 10 corna, essere malefico, infido, vile che simboleggia il diavolo”.

“Nostradamus – prosegue Ciuffreda – nella sua precisa analisi – parla di “Beste” infatti nella C.I Q. 45, e addirittura di “Bestes – Pourceau” nella C.I Q.64 e C.III Q. 44 (Ogni riferimento a persone è puramente nostradamico). Ma le due profezie attuali sono, secondo il mio studio, la C. VIII Q.74 :

ENTRERA’ NELLE NUOVE TERRE E SI FARA’ AVANTI IL NUOVO RE
MENTRE SUBITO I SUOI AMMIRATORI GLI FARANNO GRANDE ACCOGLIENZA
LA SUA PERFIDIA (da drago), TALE GLI SI RITORCERA’ CONTRO.
DAI CITTADINI DEL LUOGO AVRA’ FESTE ED ACCOGLIENZE

"Credo che non ci sia da commentare" conclude Ciuffreda alludendo al recentissimo insediamento, nel governo italiano, di Mario Draghi. “Collegata a questa profezia – prosegue l’esegeta – vi è la C.IX Q. 55. In questa quartina però, oltre che dell’epidemia del Covid, si parla anche di una guerra, proprio in Occidente:

L’HORRIBLE GUERRE QU’EN L’ OCCIDENT S’APPRESTE

Quando è in corso una pestilenza

Così forte ed orribile che non sfuggiranno giovani, vecchi.

In quest’ultimo passo, secondo Ciuffreda, l’astrologo si riferisce sia all’epidemia che alla guerra. “Speriamo che questa profezia non si verifichi“, conclude l’esperto e appassionato di profezie di Nostradamus. E noi, che siamo affascinati da Nostradamus ma abbiamo un approccio più scientifico e meno fatalista rispetto ai grandi eventi del mondo, siamo fiduciosi e speriamo insieme a Matteo Ciuffreda che non accada nulla di tutto questo.


Il governo del "salvatore" Draghi nella quartina 108 di Nostradamus

E così il salvatore tanto atteso e invocato è finalmente giunto. Lo aspettavo per tempi ancora più cupi di questo, ma evidentemente siamo maturi già adesso.

Lo aspettavo come possibile “governatore” anche se quel ruolo, per lui, mi faceva sorgere dubbi: non è un estremista, nemmeno un violento. Non adatto, credo, al ruolo di persecutore.

Effettivamente il ruolo di premier dell’ultima speranza in un momento di depressione mondiale incombente gli si cuce addosso alla perfezione.

Non è un Monti qualsiasi, poveramente ingabbiato in prigioni ideologiche intellettuali che nemmeno comprende. E’ realmente capace, uno che sa.

Da sempre, io credo, uomo dell’establishment anglosassone, antitetico a quello germanico, rigorista, che ci ha ammazzato negli ultimi vent’anni.

Un Macron al quadrato o al cubo, primo vero antagonista alla leadership di Berlino, potenzialmente in grado di coagulare un consensus diverso in Europa a cominciare dalla Francia. Dagli esiti imprevedibili per il futuro del continente (se non sapessimo già, per grazia, come andrà a finire) considerato che è impossibile che la Germania si pieghi. Un tedesco, per definizione, non sbaglia mai. E non tollera che qualcuno gli faccia notare che non ha capito nulla considerandosi la fucina dei migliori teologi, filosofi e pensatori da secoli a questa parte. Intellettuali specializzati nella distruzione della società cristiana.

La prima curiosità sarà vedere come riuscirà, l’uomo degli anglo, a muoversi in un contesto dove Londra è alle prese con la grande divisione politica e sociale causata dalla Brexit e gli Usa sono al momento ostaggio di un cadavere imbalsamato tumulato alla Casa Bianca e sorretto da una maggioranza radicale di sinistra.

Sono davvero curioso.

La crisi è talmente profonda e le divisioni così acute che dubito fortemente vi possa essere un’inversione di tendenza. Cronologicamente parlando il governo Draghi ci proietta dritti dritti al 2022 con la fine della legislatura e l’elezione del nuovo Presidente della Repubblica che dovrebbero collocarsi agli albori del periodo rivoluzionario. Come ho sempre detto considero Mattarella il “re” che con le sue decisioni consegnerà l’Italia al caos e la sua azione inconsistente ed ostinata a preferire una sola parte politica me lo ha sempre confermato. Tale azione però deve per forza di cose manifestarsi in un governo e quello Draghi potrebbe essere quello giusto.

Se non ci trovassimo nella situazione in cui siamo avrei forti dubbi proprio perché Draghi non è uno sprovveduto. Ma come ho detto i problemi sono profondissimi e se non li risolvi o li risolvi con soluzioni troppo innovative non puoi evitare il caos, l’indeterminatezza delle conseguenze dell’avventurarsi in un territorio inesplorato.

C’è tuttavia un’altra possibilità: se non riuscisse a formare il governo si andrebbe per forza ad elezioni oppure a scegliere un personaggio diverso, magari un inetto tipo Bocconi Man e soci, che oscurerebbero fin da subito i pochi dubbi rimasti sul momento che stiamo vivendo.

Comunque vada i prossimi mesi dovranno confermarci nella scaletta temporale prevista: o ci siamo adesso, da qui al 2025/26, oppure dobbiamo spostarla al 2029/33. Oltre non si può andare, non solo per le profezie, ma proprio per lo stato di salute del mondo in generale. Qualora la si dovesse spostare però che nessuno tiri un sospiro di sollievo. Sarà solo un ulteriore prolungato inabissamento nel futuro già annunciato. Non una pausa, men che meno un ristoro.

Ovviamente dato l’argomento del blog mi ero per tempo preparato per questo scenario, vedere cioè se per l’Italia poteva prefigurarsi uno scenario nostradamico legato a Draghi.

E ho scelto, a suo tempo, la quartina 108:


Dal Ramo III del 2000 “Crisi in Europa”

108

Combien de fois prinse cité solaire
Seras, changeant ses loix barbares & vaines:
Ton mal s'approche: Plus seras tributaires,
La grand Hadrie reouurira tes veines.

108

Quante volte presa città solare

Sarai, cambiando le sue leggi barbare e vane:

Il tuo male si avvicina: Più sarai tributaria,

La grande Adria riaprirà le tue vene.

Secondo il Brind’Amour la quartina ipotizzerebbe una battaglia fra Venezia (la grande Adria) e i Turchi per il possesso di Rodi (isola del Sole). Con Venezia che la colonizzerà.

Tuttavia sappiamo bene che Nostradamus dal passato, o suo presente, si ispirava per proiettarsi in avanti per analogia. In questo caso l’evento ipotizzato dal Brind’Amour non lo troviamo nemmeno nel passato; si tratterebbe dunque di una vera profezia ispirata alle battaglie dell’epoca.

Io invece ho sempre sostenuto che la città solare fosse Roma laddove il Sole, nel linguaggio nostradamico, è a volte associato a Cristo. La città solare è Roma, la capitale cristiana, più volte presa e saccheggiata nella sua storia dai barbari (galli, arabi, lanzichenecchi ecc).

Questa volta però ad operare il saccheggio è la grande Adria. Con questo termine è possibile ovviamente indicare Venezia, come principale potenza dell’Adriatico. Adria infatti pur essendo stata anticamente un centro abbastanza importante non è mai stata “grande” al contrario di Venezia.

Nostradamus però scrive “Hadrie” con intento a mio avviso “enigmistico” in un gioco di parole volto a celare il significato dei versi. Generalmente infatti con questo termine può ricomprendere una cospicua porzione dell’Italia settentrionale, quella appunto riconducibile a Venezia. Riportando quindi alla mente le contese fra i Dogi e Roma. Fra una potenza politica ed una religiosa. E qui secondo me si nasconde un destino di vessazione della Roma religiosa nei confronti dell’autorità politica italiana.


Lo stesso sentiment, ma con ambientazione diversa, lo troviamo infatti nella 109 che segue:

109

De l'Orient viendra le coeur Punique
Fascher Hadrie, & les hoires Romulides,
Acompagne de la classe Libique,
Trembler Mellites & proches Isles vuides.


Qui “Hadrie” è in rapporto agli eredi di Romolo, cioè Roma. L’ambientazione è diversa in quanto qui gli italiani sono incolleriti dall’invasione della flottiglia libica che invade le isole del Mediterraneo come Malta, interpretato in funzione dell’emergenza profughi, dove il nostro paese continua ad essere nel silenzio generale punto di sbarco preferenziale.

Se uniamo le quartine in un esempio di concatenazione vediamo una ricostruzione logica ed ampliata della 108:

Cité solaire & les hoires Romulides,

Fascher la grande Hadrie, reouurira tes veines

La città solare e gli eredi di Romolo,

Incollerire la grande Adria che riaprirà le tue vene.

La 109 serve a completare il significato della 108 dove le “vene riaperte” sono messe in relazione con l’essere tributario, dover cioè pagare tributo al conquistatore. Ad essere adombrata sembra dunque una sottomissione fiscale. Un tema di cui nel nostro paese si parla da tempo e che è richiesto anche dall’Europa. Tassare ad esempio i beni immobili della Chiesa col risultato evidente, considerato lo stato delle casse, di ridurla sul lastrico.

Un governo che impone una tassazione alla Chiesa? Diventa credibile soprattutto in una situazione di particolare crisi economica e sociale e con i lavoratori devastati. Colpire chi apparentemente ha di più apporterebbe anche consensi.

Per questo motivo ho sempre considerato la 108 come una quartina che parlava della persecuzione ai danni della Chiesa, fiscale inizialmente, da parte di un governo italiano. Potrà essere quello Draghi? O comunque uno che veda Draghi protagonista anche in futuro, qualora gli anni della crisi finale dovessero spostarsi un poco in avanti?

Diciamo che, come coincidenza, possiamo risolvere un piccolo rebus legato alla “grande Hadrie”:

grande = G

G + Hadrie = Draghi

Non resta che vedere come andrà a finire.

A proposito, la sciatalgia non lascia proprio in pace papa Francesco:

“Quando al regno giungerà lo sciancato…”.

Di certo siamo nel bel mezzo dei tempi profetizzati dall'Apocalisse quando pone il "segno grandioso" apparso nel cielo di "una donna vestita di sole" e parla di "lotta tra la donna e il drago" (cfr. Ap 12,1-2). La Vergine Immacolata è la nemica dichiarata del serpente ingannatore. In Italia è appena cominciato il governo di uno che si chiama Draghi. L’aura di santità che lo circonda potrebbe spingerlo in futuro ad assumere un incarico più alto in tempi più burrascosi per guidare il paese (e sappiamo come). Nomen omen?


Martedì della XV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

La Liturgia di Martedi 13 Luglio 2021


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Cf. Sal 16,15)

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Es 2,1-15)
Lo chiamò Mosè perché l’aveva tratto dalle acque; cresciuto in età, egli si recò dai suoi fratelli.


Dal libro dell’Èsodo

In quei giorni, un uomo della famiglia di Levi andò a prendere in moglie una discendente di Levi. La donna concepì e partorì un figlio; vide che era bello e lo tenne nascosto per tre mesi. Ma non potendo tenerlo nascosto più oltre, prese per lui un cestello di papiro, lo spalmò di bitume e di pece, vi adagiò il bambino e lo depose fra i giunchi sulla riva del Nilo. La sorella del bambino si pose a osservare da lontano che cosa gli sarebbe accaduto.
Ora la figlia del faraone scese al Nilo per fare il bagno, mentre le sue ancelle passeggiavano lungo la sponda del Nilo. Ella vide il cestello fra i giunchi e mandò la sua schiava a prenderlo. L’aprì e vide il bambino: ecco, il piccolo piangeva. Ne ebbe compassione e disse: «È un bambino degli Ebrei». La sorella del bambino disse allora alla figlia del faraone: «Devo andare a chiamarti una nutrice tra le donne ebree, perché allatti per te il bambino?». «Va’», rispose la figlia del faraone. La fanciulla andò a chiamare la madre del bambino. La figlia del faraone le disse: «Porta con te questo bambino e allattalo per me; io ti darò un salario». La donna prese il bambino e lo allattò.
Quando il bambino fu cresciuto, lo condusse alla figlia del faraone. Egli fu per lei come un figlio e lo chiamò Mosè, dicendo: «Io l’ho tratto dalle acque!».
Un giorno Mosè, cresciuto in età, si recò dai suoi fratelli e notò i loro lavori forzati. Vide un Egiziano che colpiva un Ebreo, uno dei suoi fratelli. Voltatosi attorno e visto che non c’era nessuno, colpì a morte l’Egiziano e lo sotterrò nella sabbia.
Il giorno dopo uscì di nuovo e vide due Ebrei che litigavano; disse a quello che aveva torto: «Perché percuoti il tuo fratello?». Quegli rispose: «Chi ti ha costituito capo e giudice su di noi? Pensi forse di potermi uccidere, come hai ucciso l’Egiziano?». Allora Mosè ebbe paura e pensò: «Certamente la cosa si è risaputa».
Il faraone sentì parlare di questo fatto e fece cercare Mosè per metterlo a morte. Allora Mosè fuggì lontano dal faraone e si fermò nel territorio di Madian.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 68)
Rit: Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

Affondo in un abisso di fango,
non ho nessun sostegno;
sono caduto in acque profonde
e la corrente mi travolge.

Ma io rivolgo a te la mia preghiera,
Signore, nel tempo della benevolenza.
O Dio, nella tua grande bontà, rispondimi,
nella fedeltà della tua salvezza.

Io sono povero e sofferente:
la tua salvezza, Dio, mi ponga al sicuro.
Loderò il nome di Dio con un canto,
lo magnificherò con un ringraziamento.

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

Canto al Vangelo (Sal 94)
Alleluia, alleluia.
Oggi non indurite il vostro cuore,
ma ascoltate la voce del Signore.
Alleluia.

VANGELO (Mt 11,20-24)
Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Fratelli, il Signore ci ha chiamati ad essere sale della terra e luce del mondo, testimoniando la nostra fede e la certezza che Dio opera in ogni evento della nostra vita. Preghiamo insieme e diciamo:
Ascoltaci, o Signore.

Perché il Papa, i patriarchi e i vescovi annuncino con gioia a tutto il mondo la salvezza di Cristo e le meraviglie che ha fatto per noi. Preghiamo:
Perché tutti quelli che lavorano nella politica internazionale ricerchino, nelle alleanze e negli accordi, soprattutto la giustizia e la pace. Preghiamo:
Perché tutti i cristiani sappiano vedere gli eventi della loro vita con gli occhi della fede, e siano testimoni di speranza. Preghiamo:
Perché la fede che abbiamo ricevuto non divenga ostacolo al dialogo e all'accoglienza del nostro prossimo. Preghiamo:
Perché il miracolo dell'eucaristia che stiamo celebrando ci apra alla bontà e alla misericordia del Padre. Preghiamo:
Per tutti i nati di questo giorno.
Per quelli che abbiamo considerato peggiori di noi.

Signore nostro Dio, aiutaci, ad essere nel mondo annunciatori della salvezza del tuo Figlio Gesù Cristo, e strumenti docili dello Spirito che lavora a costruire il tuo regno. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Guarda, o Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Anche il passero trova una casa
e la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita nella tua casa: senza fine canta le tue lodi. (Sal 83,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: «Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue
rimane in me e io in lui». (Gv 6,56)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti con i tuoi doni,
fa' che per la celebrazione di questi santi misteri
cresca in noi il frutto della salvezza.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
La prima lettura di oggi ci dà un insegnamento per i tempi di angustie e di avversità, la seconda per quando le cose vanno bene.
Nel testo dell'Esodo a ogni passo si incontrano difficoltà. Gli Ebrei, ridotti in schiavitù, con la uccisione dei figli maschi si stanno avviando all'estinzione: tutto sembra perduto. il bambino, che la madre non può più tenere nascosto, viene affidato alle acque del Nilo, e sembra destinato a sicura morte. Invece vive, è raccolto dalla figlia del faraone ed è educato come un piccolo egiziano. Cresciuto, si fa difensore dei suoi fratelli oppressi, e si direbbe che per essi spunti un'alba di speranza, ma deve fuggire: sembra proprio che il Signore abbia abbandonato il suo popolo. Invece la nascita di Mosè è veramente l'inizio della liberazione. In quel momento però nessuno sa niente di questo bambino salvatore, che pure sarà il condottiero preparato da Dio per ridare al suo popolo la libertà.
In tutte le circostanze avverse il Signore ci domanda di avere ferma fiducia in lui, presente e operante in mezzo a noi e che certamente prepara la soluzione delle difficoltà, soluzione sempre positiva, perché disposta dal suo amore. La croce di Gesù fu l'inizio di una vita nuova.
Nel Vangelo invece si parla di un intervento di Dio straordinario e palese: Gesù si rivolge infatti alle città "nelle quali aveva compiuto il maggior numero di miracoli", dove quindi molte gravi difficoltà erano state risolte, molta gioia era stata vissuta per i segni compiuti da Gesù, e che "non si erano convertite". Quando tutto procede bene, in serenità, in pace, senza contrasti, dobbiamo chiederci se facciamo la nostra parte, se rispondiamo al desiderio di Dio, se i doni che egli ci fa producono frutto in noi, se di questo bene ci serviamo per fare bene, a vantaggio degli altri e a gloria di Dio.

sabato 10 luglio 2021

Sabato della XIV settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

La Liturgia di Sabato 10 Luglio 2021




Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
O Dio, accogliamo il tuo amore nel tuo tempio.
Come il tuo nome, o Dio,
così la tua lode si estende sino ai confini della terra;
è piena di giustizia la tua destra.

Colletta
O Padre, che nell'umiliazione del tuo Figlio
hai risollevato l'umanità dalla sua caduta,
dona ai tuoi fedeli una gioia santa,
perché, liberati dalla schiavitù del peccato,
godano della felicità eterna.
Per il nostro Signore Gesù Cristo, tuo Figlio, che è Dio,
e vive e regna con te, nell'unità dello Spirito Santo,
per tutti i secoli dei secoli.

PRIMA LETTURA (Gen 49,29-33; 50,15-26)
Dio verrà a visitarvi e vi farà uscire da questa terra.


Dal libro della Gènesi

In quei giorni, Giacobbe diede quest’ordine ai suoi figli: «Io sto per essere riunito ai miei antenati: seppellitemi presso i miei padri nella caverna che è nel campo di Efron l’Ittita, nella caverna che si trova nel campo di Macpela di fronte a Mamre, nella terra di Canaan, quella che Abramo acquistò con il campo di Efron l’Ittita come proprietà sepolcrale. Là seppellirono Abramo e Sara sua moglie, là seppellirono Isacco e Rebecca sua moglie e là seppellii Lia. La proprietà del campo e della caverna che si trova in esso è stata acquistata dagli Ittiti». Quando Giacobbe ebbe finito di dare questo ordine ai figli, ritrasse i piedi nel letto e spirò, e fu riunito ai suoi antenati.
Ma i fratelli di Giuseppe cominciarono ad aver paura, dato che il loro padre era morto, e dissero: «Chissà se Giuseppe non ci tratterà da nemici e non ci renderà tutto il male che noi gli abbiamo fatto?». Allora mandarono a dire a Giuseppe: «Tuo padre prima di morire ha dato quest’ordine: “Direte a Giuseppe: Perdona il delitto dei tuoi fratelli e il loro peccato, perché ti hanno fatto del male!”. Perdona dunque il delitto dei servi del Dio di tuo padre!». Giuseppe pianse quando gli si parlò così.
E i suoi fratelli andarono e si gettarono a terra davanti a lui e dissero: «Eccoci tuoi schiavi!». Ma Giuseppe disse loro: «Non temete. Tengo io forse il posto di Dio? Se voi avevate tramato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene, per compiere quello che oggi si avvera: far vivere un popolo numeroso. Dunque non temete, io provvederò al sostentamento per voi e per i vostri bambini». Così li consolò parlando al loro cuore.
Giuseppe con la famiglia di suo padre abitò in Egitto; egli visse centodieci anni. Così Giuseppe vide i figli di Èfraim fino alla terza generazione e anche i figli di Machir, figlio di Manasse, nacquero sulle ginocchia di Giuseppe. Poi Giuseppe disse ai fratelli: «Io sto per morire, ma Dio verrà certo a visitarvi e vi farà uscire da questa terra, verso la terra che egli ha promesso con giuramento ad Abramo, a Isacco e a Giacobbe». Giuseppe fece giurare ai figli d’Israele così: «Dio verrà certo a visitarvi e allora voi porterete via di qui le mie ossa».
Giuseppe morì all’età di centodieci anni.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 104)
Rit: Voi che cercate Dio, fatevi coraggio.

Rendete grazie al Signore e invocate il suo nome,
proclamate fra i popoli le sue opere.
A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.

Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.
Cercate il Signore e la sua potenza,
ricercate sempre il suo volto.

Voi, stirpe di Abramo, suo servo,
figli di Giacobbe, suo eletto.
È lui il Signore, nostro Dio:
su tutta la terra i suoi giudizi.

Canto al Vangelo (1Pt 4,14)
Alleluia, alleluia.
Beati voi, se venite insultati per il nome di Cristo,
perché lo Spirito di Dio riposa su di voi.
Alleluia.

VANGELO (Mt 10,24-33)
Non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:
«Un discepolo non è più grande del maestro, né un servo è più grande del suo signore; è sufficiente per il discepolo diventare come il suo maestro e per il servo come il suo signore. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più quelli della sua famiglia!
Non abbiate dunque paura di loro, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. Quello che io vi dico nelle tenebre voi ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio voi annunciatelo dalle terrazze.
E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; abbiate paura piuttosto di colui che ha il potere di far perire nella Geènna e l’anima e il corpo.
Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure nemmeno uno di essi cadrà a terra senza il volere del Padre vostro. Perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate dunque paura: voi valete più di molti passeri!
Perciò chiunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio assiste il suo popolo con amore di padre e nulla lascia mancare perché viva felice nell'attesa della salvezza. Con fiducia, quindi, rivolgiamoci a lui, dicendo:
Assisti il tuo popolo, Signore.

Perché la Chiesa, nelle difficoltà e nelle persecuzioni, sappia scorgere il disegno amoroso di Dio che la rende conforme al suo Maestro. Preghiamo:
Perché i cristiani, in qualunque luogo e situazione della vita, non si lascino vincere dal timore nel proclamare con le parole e con gli atti, la loro adesione a Cristo. Preghiamo:
Perché chi è nello sconforto e nella sofferenza viva la certezza che niente agli occhi di Dio andrà perduto. Preghiamo:
Perché in ogni difficoltà non ci lamentiamo con Dio che non ci ascolta, ma la confrontiamo con le sofferenze patire dai testimoni della fede. Preghiamo:
Perché questa eucaristia ci dia la forza di uniformarci in tutto, anche nella passione e nella morte, al Cristo Signore. Preghiamo:
Perché i poveri vedano in Cristo il loro avvocato.
Per chi deve portare una croce pesante.

Dio onnipotente, che tanto hai amato il mondo da mandare il tuo unigenito Figlio a morire per noi sulla croce, sostienici nei momenti della prova perché, alla fine dei tempi, possiamo essere riconosciuti da te, pastore delle nostre anime. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Ci purifichi, o Signore,
quest'offerta che consacriamo al tuo nome,
e ci conduca di giorno in giorno più vicini alle realtà del cielo.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Gustate e vedete com'è buono il Signore;
beato l'uomo che in lui si rifugia. (Sal 33,9)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti
con i doni della tua carità senza limiti,
fa' che godiamo i benefici della salvezza
e viviamo sempre in rendimento di grazie.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
La conclusione della storia di Giuseppe ci illumina sul modo di porsi di fronte al male. Tanta gente si scandalizza e si chiede come mai Dio permetta tanti avvenimenti tragici, apportatori di sofferenze e di male.
La storia di Giuseppe dà una duplice risposta: Dio rispetta la libertà delle sue creature; Dio permette il male perché può farlo servire al bene. Sono risposte che vanno approfondite. Dio ha permesso che i fratelli di Giuseppe agissero malvagiamente nei suoi confronti, e non li ha costretti ad agire bene perché ci ha creati liberi, rispetta la nostra libertà e vuole il nostro bene.
Costringere qualcuno a fare il bene, infatti, non è mai efficace. Chi fa il bene perché vi è costretto non compie veramente il bene, ma subisce una dura oppressione e nel suo cuore continuerà a desiderare di compiere il male. Perciò Dio, volendo la nostra felicità, rispetta la libertà che ci ha dato perché possiamo agire bene liberamente, con amore e non per costrizione.
Dall'altro lato Dio permette il male perché può farlo servire al bene. Afferma Giuseppe: "Se voi avevate pensato del male contro di me, Dio ha pensato di farlo servire a un bene".
È una riflessione profonda: Dio è in grado di capovolgere il senso delle azioni umane, ha questa misteriosa potenza che viene dalla sua infinita generosità.
Però occorre fare un'osservazione: Dio cerca persone che accolgano questa sua azione. Giuseppe ha accolto il pensiero di Dio: invece di rispondere al male con il male, conoscendo la bontà e la misericordia di Dio ha agito come lui: ha rinunciato alla vendetta e ha perdonato.
Quando ci poniamo il problema del male, dobbiamo farci sempre questa domanda: "Accetto le intenzioni che Dio ha su di me?". Esse richiedono infatti una conversione che ci fa rispondere al male con il bene.
Nella storia di Giuseppe possiamo vedere anticipato il mistero della croce. La croce di Gesù è l'esempio più straordinario del capovolgimento del male in bene, un capovolgimento che si è potuto realizzare perché Gesù ha aperto totalmente il suo cuore all'intenzione positiva di Dio di far servire al massimo bene il male tramato dagli uomini. il segreto della redenzione sta proprio nella generosa apertura di Gesù ad accogliere la volontà salvifica del Padre e a farla propria.