martedì 1 settembre 2020

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Martedi 1 Settembre 2020
Martedì della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

Il Vangelo di martedì 3 settembre 2019, riflessione e liturgia | Parrocchia  San Francesco d'Assisi

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Abbi pietà di me, Signore,
perché ti invoco tutto il giorno:
tu sei buono e pronto al perdono,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 86,3.5)

Colletta
O Dio, nostro Padre,
unica fonte di ogni dono perfetto,
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede,
perché si sviluppi in noi il germe del bene
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Cor 2,10-16)
L’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio; l’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Fratelli, lo Spirito conosce bene ogni cosa, anche le profondità di Dio. Chi infatti conosce i segreti dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così anche i segreti di Dio nessuno li ha mai conosciuti se non lo Spirito di Dio. Ora, noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato.
Di queste cose noi parliamo, con parole non suggerite dalla sapienza umana, bensì insegnate dallo Spirito, esprimendo cose spirituali in termini spirituali. Ma l’uomo lasciato alle sue forze non comprende le cose dello Spirito di Dio: esse sono follia per lui e non è capace di intenderle, perché di esse si può giudicare per mezzo dello Spirito. L’uomo mosso dallo Spirito, invece, giudica ogni cosa, senza poter essere giudicato da nessuno. Infatti chi mai ha conosciuto il pensiero del Signore in modo da poterlo consigliare? Ora, noi abbiamo il pensiero di Cristo.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 144)
Rit: Giusto è il Signore in tutte le sue vie.

Misericordioso e pietoso è il Signore,
lento all’ira e grande nell’amore.
Buono è il Signore verso tutti,
la sua tenerezza si espande su tutte le creature.

Ti lodino, Signore, tutte le tue opere
e ti benedicano i tuoi fedeli.
Dicano la gloria del tuo regno
e parlino della tua potenza.

Per far conoscere agli uomini le tue imprese
e la splendida gloria del tuo regno.
Il tuo regno è un regno eterno,
il tuo dominio si estende per tutte le generazioni.

Fedele è il Signore in tutte le sue parole
e buono in tutte le sue opere.
Il Signore sostiene quelli che vacillano
e rialza chiunque è caduto.

Canto al Vangelo (Lc 7,16)
Alleluia, alleluia.
Un grande profeta è sorto tra noi,
Dio ha visitato il suo popolo.
Alleluia.

VANGELO (Lc 4,31-37)
Io so chi tu sei: il santo di Dio!


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù scese a Cafàrnao, città della Galilea, e in giorno di sabato insegnava alla gente. Erano stupiti del suo insegnamento perché la sua parola aveva autorità.
Nella sinagoga c’era un uomo che era posseduto da un demonio impuro; cominciò a gridare forte: «Basta! Che vuoi da noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci? Io so chi tu sei: il santo di Dio!».
Gesù gli ordinò severamente: «Taci! Esci da lui!». E il demonio lo gettò a terra in mezzo alla gente e uscì da lui, senza fargli alcun male.
Tutti furono presi da timore e si dicevano l’un l’altro: «Che parola è mai questa, che comanda con autorità e potenza agli spiriti impuri ed essi se ne vanno?». E la sua fama si diffondeva in ogni luogo della regione circostante.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
La parola di Cristo ha il potere di respingere la forza del Maligno e donare all'uomo unità e pace. Allora, preghiamo con fede e diciamo:
Aiutaci, o Signore, ad ascoltare la tua parola.

Perché i cristiani rinnovino frequentemente le promesse del battesimo che li ha affrancati dal potere delle tenebre e li ha illuminati con la luce dello Spirito. Preghiamo:
Perché nella chiesa sorgano uomini ricchi di interiorità, capaci di ridare all'uomo la serenità e la gioia della vita. Preghiamo:
Perché la nostra comunità sia docile alla voce dello Spirito per conoscere sempre più il mistero di Cristo e la grandezza della vocazione cristiana. Preghiamo:
Perché chi si riscontra debole e indeciso di fronte al male, trovi nella preghiera e nella parola di Dio la forza per evitarlo e combatterlo. Preghiamo:
Perché noi che ci accostiamo ogni giorno al Santo di Dio, diveniamo testimoni e annunciatori della sua parola. Preghiamo:
Per chi oggi diffonde il male e collabora con il Maligno.
Perché la parola di Dio abiti nel nostro cuore.

O Dio, sommo bene, ascolta coloro che pongono la fiducia in te; preservali da ogni insidia del Maligno e conservali sempre nel tuo amore. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
e compi in noi con la potenza del tuo Spirito
la redenzione che si attua nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Quant’è grande la tua bontà, Signore! La riservi per quelli che ti temono. (Sal 31,20)

Oppure:
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
“Che abbiamo a che fare con te, Gesù Nazareno?”. Perché Dio è venuto ad immischiarsi nei nostri affari? La vita dell’uomo, bene o male, trova sempre un suo equilibrio. Ed ecco che Dio si immischia e sconvolge tale equilibrio: fa ciò con autorità, come se ne avesse il diritto.
Infatti, anche nel peccato, l’uomo può dare un certo equilibrio alla propria vita. Perciò la fede, l’intervento di Dio nella vita dell’uomo creano sempre un movimento di reazione, paura. All’uomo non piace essere spinto. “Sei venuto a rovinarci?”. Solo la fede che si muove con fiducia può permettere di superare l’ostacolo, perché se Dio interviene, non lo fa solo per rompere l’equilibrio dell’uomo, ma per farlo partecipare alla sua pienezza. “E il demonio uscì da lui, senza fargli alcun male”.

lunedì 31 agosto 2020

Il vile affarista Mario Draghi come futuro presidente


LA PRESIDENZA DELLA REPUBBLICA ITALIANA A MARIO DRAGHI DECISA SUL BRITANNIA DELLA CORONA INGLESE NEL 1992?....



Draghi massacrato dalla tv tedesca: è nel vero governo mondiale della Goldman Sachs




Nonostante siano passati più di 10 anni, in rete è ancora virale la dichiarazione dell’ex presidente Francesco Cossiga, sia del Consiglio dei Ministri (1979-80) sia della Repubblica (1985-92), su cosa accadrebbe nell’ipotesi in cui Mario Draghi diventasse presidente del Consiglio.

Riascoltiamo quelle parole, facilmente reperibili in rete, ormai passate alla storia.

« Un vile… un vile affarista, non si può nominare Presidente del Consiglio chi è stato socio della Goldman Sachs (grande banca d’affari americana).

E male, molto male, io feci ad appoggiarne, quasi a imporne la candidatura a Silvio Berlusconi, male molto male.

È il liquidatore, dopo la famosa crociera sul “Britannia”, dell’industria pubblica, la svendita dell’industria pubblica italiana quando era direttore generale del Tesoro.

E immaginati che cosa farebbe da Presidente del Consiglio dei ministri. Svenderebbe quel che rimane: Finmeccanica, l’Enel, l’Eni.

E certamente i suoi ex comparuzzi di Goldman Sachs. »

Il conduttore di Unomattina, era Luca Giurato, ha provato a prendere le distanze dalle dichiarazioni di Cossiga, ma l’ex presidente ribadì la responsabilità personale delle sue dichiarazioni, pronunciate nel lontano 24 gennaio 2008.
CHI È MARIO DRAGHI?


Draghi è il “discepolo Giuda” di Federico Caffè, si laurea in economia nel 1970 con una tesi di laurea contraria all’ipotesi di una moneta unica europea, definendola “una follia, un qualcosa assolutamente da non fare”.

Il curriculum di Mario Draghi è consultabile da chiunque sul sito della BCE, fra gli incarichi che ha ricoperto segnaliamo:

– Direttore esecutivo presso la Banca mondiale (1984-1990)

– Direttore generale del Tesoro (1991-2001)

– Presidente del Comitato per le privatizzazioni italiano (1993-2001)

– Vicepresidente e Managing Director di Goldman Sachs International (2002-2005)

– Governatore della Banca d’Italia (2006-2011)

– Governatore della Banca Centrale Europea (2011-2019)

– Membro del Gruppo dei Trenta (dal 2006)

LE PRIVATIZZAZIONI DEGLI ANNI 90

Nel 1992, in qualità di direttore generale del Tesoro, era a bordo del Britannia, ad inaugurare la stagione delle privatizzazioni (come detto prima da Cossiga).

A tal proposito, vi propongo un articolo del 3 giugno 1992, comparso su La Stampa, con un titolo incredibile “Il Tesoro a bordo del Britannia offre aziende all’Inghilterra“.

Leggiamo la parte iniziale.

FONTE: Archivio La Stampa – 3 giugno 1992

ROMA. Una banda militare attacca una musichetta «anni ruggenti». Nella sala da pranzo del Britannia, lo yacht della regina Elisabetta, il caldo afoso non dà tregua ai cento invitati: la crema dell’economia pubblica italiana e delle banche d’affari inglesi. «Stiamo per passare dalle parole ai fatti», annuncia alla platea Mario Draghi, direttore generale del ministero del Tesoro.

I fatti sono le tanto discusse e attese privatizzazioni, la vendita, cioè, di quote di enti pubblici ai privati. Vendita che è stata presentata ieri in questa cornice d’altri tempi, tra una mousse di scampi, un po’ d’anatra farcita al miele e l’obbligatoria coppa di champagne, ad una selezionatissima truppa di potenziali clienti della City londinese (…)

E di questo fatto Draghi se n’è “vantato” il 31 maggio 2011, durante la tradizionale presentazione del rapporto annuale della Banca d’Italia (sull’anno precedente).

Guardiamo questo piccolo estratto, preso dalle “considerazioni finali del governatore“


FONTE: Canale YouTube della Banca d’Italia – dal min 7:14 al 8:26

« La strada del risanamento è percorribile. Ho ricordato spesso negli ultimi mesi l’esperienza italiana all’inizio degli anni Novanta, quando il nostro paese si trovò ad affrontare una gravissima crisi di fiducia nella sostenibilità del suo debito pubblico.

E qui abbiamo uno dei protagonisti della uscita da quella crisi, direi il protagonista dell’uscita da quella crisi: il presidente Ciampi… (NDR – in realtà è stata la stupida difesa della Lira, fatta da Ciampi, che aveva scatenato quella crisi)

In quel periodo dovevamo collocare sul mercato ogni anno titoli per un ammontare pari, in termini reali, a dieci volte il fabbisogno di finanziamento annuo della Grecia oggi, a due volte come incidenza sul PIL.

L’Italia seppe uscire dalla crisi senza bisogno di aiuti esterni (senza FMI), grazie a un ambizioso piano di consolidamento fiscale, a riforme strutturali importanti e all’attuazione di un programma di privatizzazioni pari a circa il 10 per cento del PIL. »


E queste fallimentari ricette ce le portiamo appresso tuttora, del resto è quello che fece Mario Monti (anche lui uomo di Goldman Sachs) quando salì a Palazzo Chigi pochi mesi più tardi.

In tempi più recenti, il 22 gennaio 2020, il Fatto Quotidiano pubblica (cartaceo e online) il discorso integrale fatto sul Britannia nel 1992.

Per ulteriori approfondimenti su quel discorso, rimando alle analisi di Francesco Amodeo che ha fatto su Radio Radio.
IL GOLPE DEL 2011


Adesso facciamo un approfondimento sul golpe del 2011. Come anticipato, Mario Draghi stava terminando il suo mandato da governatore della Banca d’Italia.

Assieme a Trichet (governatore uscente della BCE) il 4 agosto 2011 firma una lettera, nella quale si chiedevano ulteriori privatizzazioni e tagli alla spesa.

Il testo è stato reso pubblico nello stesso anno (per esempio qui il 29 settembre). Vista la sua importanza riporto il testo integrale.

« Caro Primo Ministro,

Il Consiglio direttivo della Banca centrale europea il 4 Agosto ha discusso la situazione nei mercati dei titoli di Stato italiani. Il Consiglio direttivo ritiene che sia necessaria un’azione pressante da parte delle autorità italiane per ristabilire la fiducia degli investitori.

Il vertice dei capi di Stato e di governo dell’area-euro del 21 luglio 2011 ha concluso che «tutti i Paesi dell’euro riaffermano solennemente la loro determinazione inflessibile a onorare in pieno la loro individuale firma sovrana e tutti i loro impegni per condizioni di bilancio sostenibili e per le riforme strutturali». Il Consiglio direttivo ritiene che l’Italia debba con urgenza rafforzare la reputazione della sua firma sovrana e il suo impegno alla sostenibilità di bilancio e alle riforme strutturali.

Il Governo italiano ha deciso di mirare al pareggio di bilancio nel 2014 e, a questo scopo, ha di recente introdotto un pacchetto di misure. Sono passi importanti, ma non sufficienti.

Nell’attuale situazione, riteniamo essenziali le seguenti misure:

1. Vediamo l’esigenza di misure significative per accrescere il potenziale di crescita. Alcune decisioni recenti prese dal Governo si muovono in questa direzione; altre misure sono in discussione con le parti sociali. Tuttavia, occorre fare di più ed è cruciale muovere in questa direzione con decisione. Le sfide principali sono l’aumento della concorrenza, particolarmente nei servizi, il miglioramento della qualità dei servizi pubblici e il ridisegno di sistemi regolatori e fiscali che siano più adatti a sostenere la competitività delle imprese e l’efficienza del mercato del lavoro.

A) È necessaria una complessiva, radicale e credibile strategia di riforme, inclusa la piena liberalizzazione dei servizi pubblici locali e dei servizi professionali. Questo dovrebbe applicarsi in particolare alla fornitura di servizi locali attraverso privatizzazioni su larga scala.

B) C’è anche l’esigenza di riformare ulteriormente il sistema di contrattazione salariale collettiva, permettendo accordi al livello d’impresa in modo da ritagliare i salari e le condizioni di lavoro alle esigenze specifiche delle aziende e rendendo questi accordi più rilevanti rispetto ad altri livelli di negoziazione. L’accordo del 28 Giugno tra le principali sigle sindacali e le associazioni industriali si muove in questa direzione.

C) Dovrebbe essere adottata una accurata revisione delle norme che regolano l’assunzione e il licenziamento dei dipendenti, stabilendo un sistema di assicurazione dalla disoccupazione e un insieme di politiche attive per il mercato del lavoro che siano in grado di facilitare la riallocazione delle risorse verso le aziende e verso i settori più competitivi.

2. Il Governo ha l’esigenza di assumere misure immediate e decise per assicurare la sostenibilità delle finanze pubbliche.

A) Ulteriori misure di correzione del bilancio sono necessarie. Riteniamo essenziale per le autorità italiane di anticipare di almeno un anno il calendario di entrata in vigore delle misure adottate nel pacchetto del luglio 2011. L’obiettivo dovrebbe essere un deficit migliore di quanto previsto fin qui nel 2011, un fabbisogno netto dell’1% nel 2012 e un bilancio in pareggio nel 2013, principalmente attraverso tagli di spesa. È possibile intervenire ulteriormente nel sistema pensionistico, rendendo più rigorosi i criteri di idoneità per le pensioni di anzianità e riportando l’età del ritiro delle donne nel settore privato rapidamente in linea con quella stabilita per il settore pubblico, così ottenendo dei risparmi già nel 2012. Inoltre, il Governo dovrebbe valutare una riduzione significativa dei costi del pubblico impiego, rafforzando le regole per il turnover (NDR – il ricambio generazionale) e, se necessario, riducendo gli stipendi.

B) Andrebbe introdotta una clausola di riduzione automatica del deficit che specifichi che qualunque scostamento dagli obiettivi di deficit sarà compensato automaticamente con tagli orizzontali sulle spese discrezionali.

C) Andrebbero messi sotto stretto controllo l’assunzione di indebitamento, anche commerciale, e le spese delle autorità regionali e locali, in linea con i principi della riforma in corso delle relazioni fiscali fra i vari livelli di governo. Vista la gravità dell’attuale situazione sui mercati finanziari, consideriamo cruciale che tutte le azioni elencate nelle suddette sezioni 1 e 2 siano prese il prima possibile per decreto legge, seguito da ratifica parlamentare entro la fine di Settembre 2011. Sarebbe appropriata anche una riforma costituzionale che renda più stringenti le regole di bilancio.

3. Incoraggiamo inoltre il Governo a prendere immediatamente misure per garantire una revisione dell’amministrazione pubblica allo scopo di migliorare l’efficienza amministrativa e la capacità di assecondare le esigenze delle imprese. Negli organismi pubblici dovrebbe diventare sistematico l’uso di indicatori di performance (soprattutto nei sistemi sanitario, giudiziario e dell’istruzione). C’è l’esigenza di un forte impegno ad abolire o a fondere alcuni strati amministrativi intermedi (come le Province). Andrebbero rafforzate le azioni mirate a sfruttare le economie di scala nei servizi pubblici locali.

Confidiamo che il Governo assumerà le azioni appropriate.

Con la migliore considerazione,

Mario Draghi, Jean-Claude Trichet »

Insomma, questo è stato – di fatto – il programma di tutti i governi da Mario Monti in poi.

Nel novembre 2011, da neogovernatore della BCE, manda i suoi emissari a ricattare i parlamentari di sostenere il governo Monti e le sue misure, pena la fine dell’acquisto della BCE dei nostri Titoli di Stato e conseguente default.

Vedi in particole le dichiarazione di Massimo Garavaglia (Lega Nord) e Andrea Orlando (PD) fatte rispettivamente nel 2012 e nel 2016, ma che trovarono poco spazio nel mainstraim nonostante la gravità di queste dichiarazioni.

Le conseguenze dell’agenda Draghi (mandante) e Monti (esecutore) hanno prodotto, nel 2012, il crollo peggiore dei consumi dai tempi della seconda guerra mondiale, come esplicitamento scritto dall’OCSE nell’Economic Outlook di novembre 2012.

FONTE: OCSE Economic Outlook 92 – pag 97

« While these actions have been able to avert downside tail risks so far, Italy entered its second severe recession in three years. Fiscal consolidation of nearly 3% of GDP this year weakened domestic demand, and private consumption has been falling at the steepest rate since the Second World War. Business confidence is low. The economic slowdown has put pressure on the financial sector: non-performing loans (NPL) are high and rising, liquidity conditions are tight and lending standards have become stricter. »

Il passaggio chiave è quello in grassetto:

« Il consolidamento fiscale (NDR – austerity) di quasi il 3% del PIL quest’anno ha indebolito la domanda interna e i consumi privati sono diminuiti al tasso più ripido dalla seconda guerra mondiale (…) »


Col senno di poi, appare evidente che la Riforma Fornero, il pareggio di bilancio in Costituzione, le clausole di salvaguardia, il Jobs Act ecc… sono provvedimenti che sono andati nella direzione indicata nella lettera di Draghi e Trichet.

Domanda retorica: dunque chi è il vero governatore, il politico o il banchiere centrale?

LA BEATIFICAZIONE DI DRAGHI

Negli anni del suo mandato da governatore della BCE, Mario Draghi è stato osannato come “il salvatore dell’euro“.

Dopo che Monti ha eseguito il suo “compitino”, fra cui la ratifica di Fiscal Compact e MES, nel luglio 2012 Draghi fa il suo celeberrimo “Whatever it takes” che placa immediatamente i mercati.


Ma che lo spread dipendesse dall’operato della banca centrale, è stato chiaro a tutti solo in tempi recenti con l’avvento di Christine Lagarde.

Per anni ci avevano detto che dipendeva dalla “credibilità” del premier, ma evidentemente nemmeno Monti era credibile…

A sinistra il presidente federale della Germania Frank-Walter Steinmeier

Terminato il mandato alla Banca Centrale europea pochi mesi dopo, il 31 gennaio 2020, Mario Draghi riceve la massima onorificenza tedesca, la bundesverdienstkreuz, traducibile in “ordine al merito della Repubblica Federale di Germania“.

Con buona pace di chi sostiene che “supermario” abbia fatto gli interessi dell’Italia anziché quelli della Germania (non del popolo tedesco, attenzione!)

MARIO DRAGHI FOR PRESIDENT

Ricordo ancora quell’intervista di Salvini da Mario Giordano che, alla domanda se voterebbe Mario Draghi come presidente della Repubblica, Salvini rispose “Why not?” ovvero perché no?

Commentai questa sua uscita in un video dell'8 novembre 2019, dove facevamo notare i peggiori commenti dei fan della Lega per provare a giustificare il loro capitano.

Dell’intervista avevamo fatto presente un’intervista in cui Giancarlo Giorgetti – il vero capo della Lega – si disse favorevole a Mario Draghi come Presidente del Consiglio (e sono pure amici). La notizia era del 25 ottobre 2019.

Più recentemente – il 28 marzo 2020 – Salvini se n’è uscito così:

«Ben vengano uomini come Mario Draghi che ha saputo, saprebbe e saprà fronteggiare a testa alta la signora Merkel e lo strapotere della Germania in Europa».

Peccato che, come detto, Draghi abbia recentemente ricevuto la massima onorificenza della Germania, solo un idiota potrebbe pensare che un Draghi premier farà gli interessi italiani (come tutti i precedenti PdC dal 1992 in poi).

Salvini poi non è un idiota qualsiasi, ma quello che fino al 2017 se ne andava in giro con le magliette “Basta Euro“, e i tifosi – come ampiamente prevedibile – stanno provando a giustificare l’ennesima “giravolta” di Salvini.

E dire che, ai tempi del “basta euro / oltre l’euro” non sono mancati nemmeno attacchi a Draghi, tipo questo:


L’ennesima dimostrazione che non esistono opposizioni, esattamente come quando PD e PDL dovettero sostenere il governo Monti sotto il ricatto della BCE.

Non mi meraviglierei per niente se un giorno ci dovessimo ritrovare con un governo sostenuto da Salvini e Renzi, magari proprio il governo Draghi!

Torniamo alla stretta attualità.
IL RITORNO DEL “FATE PRESTO”

FONTE: Il Sole 24 Ore – 30 marzo 2020

Anche il Sole 24 Ore, dopo la parentesi sovranista di poche settimane fa, torna all’attacco con questo articolo “Ormai solo Draghi ci può salvare”, un titolo che ricorda molto il celeberrimo “fate presto” con cui avevano invocato Monti.

Con la differenza, però, che Draghi ora si presenta come “amante del debito pubblico”, insomma un ritorno alle sue origini keynesiane, ma è veramente cambiato?

Ovvio che no! La recente intervista al Financial Times (c’è anche la traduzione) non cancella minimamente il fatto che Draghi era e resta un traditore dell’Italia che andrebbe sbattuto in galera per il resto della sua vita.

Se non fosse per questa emergenza tutti gli euroinomani, incluso Draghi, starebbero a pontificare: “più europa, più europa per tutti, più europa anche per il gatto“.

Occhi bene aperti quindi, a chi sta provando a riposizionarsi e a non dimenticare mai chi ha svenduto la nostra Italia.

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Lunedi 31 Agosto 2020
Lunedì della XXII settimana del Tempo Ordinario (Anno pari)

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Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Abbi pietà di me, Signore,
perché ti invoco tutto il giorno:
tu sei buono e pronto al perdono,
sei pieno di misericordia con chi ti invoca. (Sal 86,3.5)

Colletta
O Dio, nostro Padre,
unica fonte di ogni dono perfetto,
suscita in noi l’amore per te e ravviva la nostra fede,
perché si sviluppi in noi il germe del bene
e con il tuo aiuto maturi fino alla sua pienezza.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (1Cor 2,1-5)
Vi annunciai Cristo crocifisso.


Dalla prima lettera di san Paolo apostolo ai Corìnzi

Io, fratelli, quando venni tra voi, non mi presentai ad annunciarvi il mistero di Dio con l’eccellenza della parola o della sapienza. Io ritenni infatti di non sapere altro in mezzo a voi se non Gesù Cristo, e Cristo crocifisso.
Mi presentai a voi nella debolezza e con molto timore e trepidazione. La mia parola e la mia predicazione non si basarono su discorsi persuasivi di sapienza, ma sulla manifestazione dello Spirito e della sua potenza, perché la vostra fede non fosse fondata sulla sapienza umana, ma sulla potenza di Dio.

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Quanto amo la tua legge, Signore!

Quanto amo la tua legge!
La medito tutto il giorno.
Il tuo comando mi fa più saggio dei miei nemici,
perché esso è sempre con me.

Sono più saggio di tutti i miei maestri,
perché medito i tuoi insegnamenti.
Ho più intelligenza degli anziani,
perché custodisco i tuoi precetti.

Tengo lontani i miei piedi da ogni cattivo sentiero,
per osservare la tua parola.
Non mi allontano dai tuoi giudizi,
perché sei tu a istruirmi.

Canto al Vangelo (Lc 4,18)
Alleluia, alleluia.
Lo Spirito del Signore è sopra di me;
mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio.
Alleluia.

VANGELO (Lc 4,16-30)
Mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio… Nessun profeta è bene accetto nella sua patria.


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù venne a Nàzaret, dove era cresciuto, e secondo il suo solito, di sabato, entrò nella sinagoga e si alzò a leggere. Gli fu dato il rotolo del profeta Isaìa; aprì il rotolo e trovò il passo dove era scritto:
«Lo Spirito del Signore è sopra di me;
per questo mi ha consacrato con l’unzione
e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio,
a proclamare ai prigionieri la liberazione
e ai ciechi la vista;
a rimettere in libertà gli oppressi,
a proclamare l’anno di grazia del Signore».
Riavvolse il rotolo, lo riconsegnò all’inserviente e sedette. Nella sinagoga, gli occhi di tutti erano fissi su di lui. Allora cominciò a dire loro: «Oggi si è compiuta questa Scrittura che voi avete ascoltato».
Tutti gli davano testimonianza ed erano meravigliati delle parole di grazia che uscivano dalla sua bocca e dicevano: «Non è costui il figlio di Giuseppe?». Ma egli rispose loro: «Certamente voi mi citerete questo proverbio: “Medico, cura te stesso. Quanto abbiamo udito che accadde a Cafàrnao, fallo anche qui, nella tua patria!”». Poi aggiunse: «In verità io vi dico: nessun profeta è bene accetto nella sua patria. Anzi, in verità io vi dico: c’erano molte vedove in Israele al tempo di Elìa, quando il cielo fu chiuso per tre anni e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessuna di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Sidòne. C’erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Elisèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
All’udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per gettarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Gesù Cristo inaugura il suo regno annunciando la buona novella ai poveri. Certi della paternità di Dio, preghiamo insieme e diciamo:
Salva il tuo popolo, Signore.

Perché il popolo ebreo apra il cuore a Cristo Gesù che porta a compimento il piano di salvezza annunciato dalle Scritture. Preghiamo:
Perché la Chiesa, fedele alla sua tradizione, sappia anche oggi promuovere e sostenere iniziative sociali a favore degli ultimi. Preghiamo:
Perché il Signore invii sempre nelle nostre comunità uomini ricchi del suo Spirito, per alimentare la nostra speranza nella salvezza. Preghiamo:
Perché la parola di Dio proclamata nelle nostre assemblee liturgiche ottenga la nostra piena adesione e cambi le nostre prospettive. Preghiamo:
Perché i sacerdoti e i missionari esercitino il loro compito, fortificati dalla grazia divina e dalla preparazione culturale, per affrontare con coraggio il rifiuto e l'ostilità. Preghiamo:
Per i carcerati.
Perché a tutti sia aperto il regno dei cieli.

Signore, salvatore di tutti gli uomini, rafforza la nostra fede nel Cristo che viene su questo altare, perché aderiamo a lui con tutto il cuore. Lui è Dio e vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen.

Preghiera sulle offerte
Santifica, Signore, l’offerta che ti presentiamo,
e compi in noi con la potenza del tuo Spirito
la redenzione che si attua nel mistero.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Quant’è grande la tua bontà, Signore! La riservi per quelli che ti temono. (Sal 31,20)

Oppure:
Beati gli operatori di pace: saranno chiamati figli di Dio. Beati i perseguitati per causa della giustizia: di essi è il regno dei cieli. (Mt 5,9-10)


Preghiera dopo la comunione
O Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che questo sacramento ci rafforzi nel tuo amore
e ci spinga a servirti nei nostri fratelli.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
“Oggi si è adempiuta questa Scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi”. Gesù si presenta. Egli è l’inviato, il Messia, colui sul quale è lo Spirito, colui che viene per liberare l’uomo. Non è più soltanto il figlio di Giuseppe. Non è un medico o un consolatore qualsiasi. Egli è il Cristo, l’Unto di Dio. È lui il Messia promesso e annunciato. La salvezza è giunta. E, quando Dio si rivela, l’uomo, ogni uomo assume una nuova dimensione.
“Oggi si è adempiuta questa scrittura che voi avete udito con i vostri orecchi”. L’accoglienza del consacrato dallo Spirito Santo fa sì che l’uomo che accoglie la parola prenda parte a questa consacrazione. La rivelazione di Gesù nel suo ruolo di Messia e di Salvatore è la rivelazione dell’uomo giustificato dallo Spirito.
L’uomo che accoglie la parola, che crede, diventa, in lui, a sua volta, ciò che egli è. Sì, oggi si è compiuta questa parola della Scrittura che voi avete ascoltato, può compiersi se credete che Gesù di Nazaret è colui che è stato inviato da Dio.

domenica 30 agosto 2020

Armonia e controllo: cos’è il sistema di credito sociale di Pechino

IL REFERENDUM SUL TAGLIO DEI PARLAMENTARI E' UN PRIMO PASSO PER ABBATTERE TUTTI GLI OSTACOLI ALL'INSTAURAZIONE DI UN MODELLO CINESE DI DITTATURA "A PUNTI" COME IL CREDITO SOCIALE? DIO CI HA DATO IL LIBERO ARBITRIO, MASSIMA ESPRESSIONE DI LIBERTA' UMANA, MA IL COMUNISMO VUOLE ABOLIRLO! I CINESI NON SI COMPORTANO BENE PER CONVINZIONE MA PER TIMORE DI "PERDERE PUNTI". SEMPLICEMENTE ASSURDO.
QUESTO DI SEGUITO E' RIPORTATO UN COMMENTO SUL SISTEMA DI CREDITO SOCIALE CINESE CHE, IN TUTTA ONESTA', CI SENTIAMO DI APPOGGIARE PIENAMENTE PERCHE' SERVE ANCHE A CHIARIRE MEGLIO IL MECCANISMO DIABOLICO DIETRO UN SISTEMA APPARENTEMENTE BENEVOLO. IL DIAVOLO SI NASCONDE NEI DETTAGLI....


E' un sistema terrificante. Basato sul controllo e non sulla crescita individuale. Elimina la libertà, la possibilità di sperimentare, sbagliare, scoprire, in nome di una non ben identificata “armonia”.
Ma armonia di che? Qualsiasi sistema che ponga la collettività al di sopra dell’individuo è un sistema malato. Che genera frustrazione e ingiustizie. (Ti sembra normale che i bambini abbiano precluse delle scuole in base ai comportamenti e al punteggio dei genitori?)
Un controllo del genere, con il sistema dei premi e delle punizioni, crea un sistema basato sulla paura della punizione invece che sulla responsabilità. Se si confondono il deterrente e le conseguenze si crea una società di bambini ipocriti, nevrotici e terrorizzati....Io devo guidare bene perché la conseguenza del mio guidare male è rischiare di fare del male qualcuno, non perché ho paura che mi tolgano i documenti per comprare casa. Perché quando il deterrente è così al di sopra delle mie possibilità succede che le conseguenze passano in secondo piano e non si cresce, si vive nella paura del deterrente. Una società più vivibile non la crei imponendo dei comportamenti con una forma di controllo punitiva e tirannica....



Il Partito comunista cinese (Pcc) vuole lanciare il sistema di credito sociale (shehui xinyong tixi, analizzato nel dettaglio più avanti) entro il 2020 per uno scopo eminentemente geopolitico: assicurarsi in maniera strutturata la stabilità della Cina, paese con un miliardo e quattrocento milioni di abitanti che si appresta ad affrontare sfide dall’enorme impatto sociale.

Basato su una capillare raccolta dati su individui, imprese ed enti governativi e un meccanismo di premi e sanzioni, il complesso sistema di valutazione comportamentale ha due obiettivi.

Il primo è istituzionalizzare e digitalizzare le forme di controllo già esistenti. Basti pensare al vincolo tra diritti sociali, luogo di nascita e monitoraggio della popolazione derivante dall’hukou, il sistema di residenza lanciato da Mao Zedong negli anni Cinquanta e oggi in fase di riforma. Oppure ai danwei, le unità di lavoro attraverso cui il Partito monitorava i comportamenti dei cittadini. Dalla prospettiva di Pechino, è necessario anteporre la confuciana armonia collettiva alla sfera individuale e impedire che la sovranità del Pcc sia messa a rischio dall’impatto sociale di dossier spinosi: rallentamento dell’economia, divario di ricchezza tra città e campagna e tra regioni costiere e interne, alti livelli d’inquinamento, aumento del tasso di urbanizzazione e d’invecchiamento.

Il secondo obiettivo è stimolare la “buona condotta” di cittadini, enti pubblici e privati ed elevare la trasparenza delle transazioni economiche.

Posto che i problemi sopramenzionati potrebbero ripercuotersi pesantemente sulla vita della popolazione, l’aumento della coscienza civica e la maggiore trasparenza offerta dal credito sociale dovrebbero aiutare a sanare l’eventuale sfiducia verso la leadership del Pcc. Del resto, la campagna anticorruzione con cui il presidente Xi Jinping sta sgominando i suoi antagonisti serve anche a eliminare le “mele marce” dal Partito e dalle Forze armate. Così da dimostrare l’affidabilità del governo.

L’attuazione del sistema del credito sociale è lungi dall’essere completa. Al momento ne esistono due tipi.

Il primo, quello pubblico, concepito negli anni Novanta e promosso dal 2014, sarà attuato su scala nazionale entro due anni. La sperimentazione è in corso in diverse città, per esempio Hangzhou (provincia dello Zhejiang) o Rongcheng (provincia dello Shandong). Nel secondo centro urbano, l’applicazione su base volontaria sta riscuotendo un discreto successo. Lo scopo del sistema è valutare il comportamento di individui, imprese ed enti pubblici in diverse aree (dal pagamento delle tasse alla credibilità giudiziaria) e incentivare il rispetto delle leggi in quattro macro-gruppi di attività: amministrative, commerciali, delle organizzazioni sociali e del sistema giudiziario. Il meccanismo dovrebbe ridurre alcuni problemi che affliggono oggi la Repubblica Popolare, quali contraffazione, scandali sanitari e scarsa trasparenza finanziaria. Il sistema informatizza e integra i dati che il governo cinese possiede già su tutte le attività dei cittadini, degli enti pubblici e di quelli privati che lasciano una traccia digitale, sia essa economica, legale, medica, o di altra natura. In base ad essi, definisce un meccanismo di premi e sanzioni a seconda dei comportamenti assunti.

Anche se alcune municipalità hanno sperimentato l’assegnazione di punteggi, i documenti pubblicati dal governo non ne stabiliscono esplicitamente l’applicazione. Il “codice unificato di credito sociale” dovrebbe consistere in una cifra identificativa (quindi non valutativa) per ciascun ente coinvolto nel processo. Il sistema inibisce da alcune attività coloro che sono presenti nella “lista nera” che include persone e enti condannati in via definitiva da un tribunale cinese. Per esempio, a causa degli scarsi crediti accumulati, più di nove milioni di persone non hanno potuto acquistare un biglietto aereo e oltre tre milioni non hanno potuto comprare quello per le cuccette più spaziose e per i treni ad alta velocità.

Il meccanismo vale anche per le aziende. Se queste non restituiscono i prestiti, violano le leggi sulla tutela dell’ambiente o quelle sulla sicurezza dai lavoratori, possono ricevere una valutazione bassa ed essere penalizzate nell’esercizio delle loro operazioni economiche. Viceversa, una condotta positiva come donare il sangue viene premiata con degli sconti nell’utilizzo di servizi civili. Mentre, a fine 2017, 632 mila prestiti sono stati elargiti a imprese con un buon numero di crediti. È in fase di sviluppo un credito sociale per stimolare i giovani al rispetto dei “valori socialisti”, ossia i dettami del Partito. Diverse provincie hanno lanciato programmi pilota su base volontaria, ma non è ancora chiaro come saranno implementati gli incentivi, quale sarà il reale impatto dei punteggi e se in futuro il meccanismo si avvarrà dei dati raccolti dalle aziende tecnologiche per condurre la valutazione.

Il secondo sistema è quello privato. Questo, a differenza di quello pubblico, non prevede l’adesione obbligatoria degli utenti. Nel 2015, la Banca centrale cinese ha autorizzato alcune imprese – tra cui i giganti tecnologici Tencent (che possiede il sistema di messaggistica WeChat) e Alibaba – ad applicare il loro meccanismo per stimolare nel lungo periodo l’integrazione dei cittadini che non hanno mai preso in prestito o versato denaro in banca e che quindi non fanno parte del sistema di credito finanziario nazionale.

Nel 2017, il credito Zhima (o credito Sesamo) di Ant Financial ha avuto 520 milioni di utenti. L’azienda, che fa parte del gruppo Alibaba, è nota perché gli Usa le hanno impedito di acquisire l’azienda Moneygram International per ragioni di sicurezza nazionale. Washington evidentemente teme il legame tra l’azienda di Jack Ma e il governo cinese. L’obiettivo dell’azienda era sviluppare il suo sistema di pagamenti transnazionali per espandere oltre agli affari anche la propria banca dati sui movimenti finanziari da e per la Cina. Il credito Zhima attinge dalla banca dati di Ant Financial per attribuire un punteggio unico che oscilla tra 350 e 950 in base ai pagamenti realizzati sulle sue piattaforme, alla rete di contatti e al comportamento online. Il calcolo tiene conto anche della lista nera sopramenzionata, ma un basso punteggio non comporta l’inserimento in quest’ultima.

Chi totalizza molti punti beneficia di diverse agevolazioni. Per esempio può affittare un mezzo di trasporto e prenotare un albergo senza versare la caparra. Tale meccanismo attrae sia l’interesse degli abitanti della Repubblica Popolare sia delle aziende cinesi e straniere, che vorrebbero servirsene per promuovere i loro prodotti. La Ford per esempio ha permesso a chi aveva un punteggio superiore a 700 di provare un nuovo modello di auto per tre giorni. Un risultato basso non danneggia la persona o l’ente sul piano legale.

Questi sistemi sono ancora in fase di test. Basti pensare che a febbraio 2018 la Banca centrale cinese ha spinto Tencent a ritirare il suo sistema di prova su base nazionale il giorno dopo il lancio. Un mese prima, Alibaba è stata invece accusata di violare la privacy degli utenti. Pechino evidentemente guarda con sospetto la crescita delle due aziende e la possibilità che abusino dei dati raccolti per promuovere i propri interessi. Anche le loro attività devono essere funzionali alle priorità del governo. Per capire se gli esiti saranno quelli desiderati da Pechino, bisognerà innanzitutto attendere la pubblicazione del quadro completo di leggi e regolamenti e verificare l’eventuale introduzione di cambiamenti significativi all’impostazione iniziale.

Il sistema potrebbe essere combinato con la progressiva apertura del mercato cinese, per controbilanciare il decrescente controllo del governo e allo stesso tempo assicurare la trasparenza delle attività delle aziende. Non è escluso che il credito sociale sia applicato anche alle imprese straniere che operano in Cina. Ciò estenderebbe il suo impatto su scala internazionale, al pari della legge sulla sicurezza cibernetica. Dubbi restano anche in merito al metodo della raccolta automatica e in tempo reale dei dati, che presuppone un apparato tecnologico su scala nazionale ancora incompleto. Infine, bisognerà valutare le reazioni di cittadini, imprese ed enti governativi al nuovo meccanismo che, soprattutto in fase di rodaggio, potrebbe creare non pochi disguidi burocratici e malumori.

Posto che nei prossimi anni le sfide socio-economiche potrebbero di per sé alimentare il malumore della popolazione, Pechino dovrà evitare che il nuovo meccanismo di monitoraggio e le sue implicazioni digitali siano ulteriore fonte d’instabilità interna. Producendo l’effetto opposto all’auspicata armonia sociale.