mercoledì 20 novembre 2019

LITURGIA DEL GIORNO

Mercoledì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Dice il Signore:
“Io ho progetti di pace e non di sventura;
voi mi invocherete e io vi esaudirò,
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14)

Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio,
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene,
possiamo avere felicità piena e duratura.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (2Mac 7,1.20-31)
Il Creatore dell’universo vi restituirà di nuovo il respiro e la vita.


Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, ci fu il caso di sette fratelli che, presi insieme alla loro madre, furono costretti dal re, a forza di flagelli e nerbate, a cibarsi di carni suine proibite.
Soprattutto la madre era ammirevole e degna di gloriosa memoria, perché, vedendo morire sette figli in un solo giorno, sopportava tutto serenamente per le speranze poste nel Signore. Esortava ciascuno di loro nella lingua dei padri, piena di nobili sentimenti e, temprando la tenerezza femminile con un coraggio virile, diceva loro: «Non so come siate apparsi nel mio seno; non io vi ho dato il respiro e la vita, né io ho dato forma alle membra di ciascuno di voi. Senza dubbio il Creatore dell’universo, che ha plasmato all’origine l’uomo e ha provveduto alla generazione di tutti, per la sua misericordia vi restituirà di nuovo il respiro e la vita, poiché voi ora per le sue leggi non vi preoccupate di voi stessi».
Antioco, credendosi disprezzato e sospettando che quel linguaggio fosse di scherno, esortava il più giovane che era ancora vivo; e non solo a parole, ma con giuramenti prometteva che l’avrebbe fatto ricco e molto felice, se avesse abbandonato le tradizioni dei padri, e che l’avrebbe fatto suo amico e gli avrebbe affidato alti incarichi. Ma poiché il giovane non badava per nulla a queste parole, il re, chiamata la madre, la esortava a farsi consigliera di salvezza per il ragazzo.
Esortata a lungo, ella accettò di persuadere il figlio; chinatasi su di lui, beffandosi del crudele tiranno, disse nella lingua dei padri: «Figlio, abbi pietà di me, che ti ho portato in seno nove mesi, che ti ho allattato per tre anni, ti ho allevato, ti ho condotto a questa età e ti ho dato il nutrimento. Ti scongiuro, figlio, contempla il cielo e la terra, osserva quanto vi è in essi e sappi che Dio li ha fatti non da cose preesistenti; tale è anche l’origine del genere umano. Non temere questo carnefice, ma, mostrandoti degno dei tuoi fratelli, accetta la morte, perché io ti possa riavere insieme con i tuoi fratelli nel giorno della misericordia».
Mentre lei ancora parlava, il giovane disse: «Che aspettate? Non obbedisco al comando del re, ma ascolto il comando della legge che è stata data ai nostri padri per mezzo di Mosè. Tu però, che ti sei fatto autore di ogni male contro gli Ebrei, non sfuggirai alle mani di Dio».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 16)
Rit: Ci sazieremo, Signore, contemplando il tuo volto.

Ascolta, Signore, la mia giusta causa,
sii attento al mio grido.
Porgi l’orecchio alla mia preghiera:
sulle mie labbra non c’è inganno.

Tieni saldi i miei passi sulle tue vie
e i miei piedi non vacilleranno.
Io t’invoco poiché tu mi rispondi, o Dio;
tendi a me l’orecchio, ascolta le mie parole.

Custodiscimi come pupilla agli occhi,
all’ombra delle tue ali nascondimi.
Io nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al risveglio mi sazierò della tua immagine.

Canto al Vangelo (Gv 15,16)
Alleluia, alleluia.
Io ho scelto voi, dice il Signore,
perché andiate e portiate frutto
e il vostro frutto rimanga.
Alleluia.

VANGELO (Lc 19,11-28)
Perché non hai consegnato il mio denaro a una banca?


+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù disse una parabola, perché era vicino a Gerusalemme ed essi pensavano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all’altro.
Disse dunque: «Un uomo di nobile famiglia partì per un paese lontano, per ricevere il titolo di re e poi ritornare. Chiamati dieci dei suoi servi, consegnò loro dieci monete d’oro, dicendo: “Fatele fruttare fino al mio ritorno”. Ma i suoi cittadini lo odiavano e mandarono dietro di lui una delegazione a dire: “Non vogliamo che costui venga a regnare su di noi”. Dopo aver ricevuto il titolo di re, egli ritornò e fece chiamare quei servi a cui aveva consegnato il denaro, per sapere quanto ciascuno avesse guadagnato.
Si presentò il primo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate dieci”. Gli disse: “Bene, servo buono! Poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere sopra dieci città”.
Poi si presentò il secondo e disse: “Signore, la tua moneta d’oro ne ha fruttate cinque”. Anche a questo disse: “Tu pure sarai a capo di cinque città”.
Venne poi anche un altro e disse: “Signore, ecco la tua moneta d’oro, che ho tenuto nascosta in un fazzoletto; avevo paura di te, che sei un uomo severo: prendi quello che non hai messo in deposito e mieti quello che non hai seminato”. Gli rispose: “Dalle tue stesse parole ti giudico, servo malvagio! Sapevi che sono un uomo severo, che prendo quello che non ho messo in deposito e mieto quello che non ho seminato: perché allora non hai consegnato il mio denaro a una banca? Al mio ritorno l’avrei riscosso con gli interessi”. Disse poi ai presenti: “Toglietegli la moneta d’oro e datela a colui che ne ha dieci”. Gli risposero: “Signore, ne ha già dieci!”. “Io vi dico: A chi ha, sarà dato; invece a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha. E quei miei nemici, che non volevano che io diventassi loro re, conduceteli qui e uccideteli davanti a me”».
Dette queste cose, Gesù camminava davanti a tutti salendo verso Gerusalemme.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci invita a prendere coscienza dei doni che ci ha elargito nella creazione e nella redenzione. Perché possiamo portare frutti abbondanti, diciamo insieme:
Dio della vita, ascoltaci.

Perché gli uomini siano attenti più alla presenza silenziosa della grazia e del bene che alle manifestazioni rumorose del peccato e del male. Preghiamo:
Perché la Chiesa manifesti la gloria del Padre con l'impegno paziente nell'evangelizzazione, il coraggio nella prova e la perseveranza nel bene. Preghiamo:
Perché coloro che soffrono a causa dei propri limiti e difetti, rendano grazie al Signore per ciò che di buono hanno ricevuto, piuttosto che lamentarsi per ciò di cui mancano. Preghiamo:
Perché ogni lavoro non sia valutato unicamente in base al guadagno, ma anche per il beneficio offerto all'umanità. Preghiamo:
Perché la nostra comunità non si lasci vincere dalla pigrizia e dai sentimenti di sfiducia di fronte agli insuccessi, ma con umiltà ponga la propria speranza nel Signore. Preghiamo:
Perché la nostra eucaristia sia lode piena al Signore.
Perché viviamo nell'attesa del ritorno del Signore.

O Dio, creatore del cielo e della terra, che hai fatto l'uomo a tua immagine, fà che, riconoscenti per la vita che abbiamo ricevuto e dei doni di cui l'hai arricchita, portiamo frutti abbondanti per la nostra salvezza. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente,
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente
e ci prepari il frutto di un’eternità beata.
Per Cristo nostro Signore.


Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio,
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28)

Oppure:
Dice il Signore:
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera,
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24)


Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento,
ascolta la nostra umile preghiera:
il memoriale, che Cristo tuo Figlio
ci ha comandato di celebrare,
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Gesù in questa parabola prende spunto dalla storia contemporanea. Archelao, figlio di Erode il Grande, dopo la morte del padre, era dovuto andare a Roma per ricevere l'investitura regale dal senato romano. Lo storico Giuseppe Flavio racconta che i Giudei fecero contemporaneamente partire una delegazione per chiedere che egli non regnasse su di loro.
Il Signore prende dunque questo esempio di un uomo che deve partire prima di prendere il potere, così che i suoi servi si trovano ad essere liberi, senza sorveglianza. Il Vangelo dice che Gesù racconta questa parabola per quelli che "credevano che il regno di Dio dovesse manifestarsi da un momento all'altro" e lo aspettavano con impazienza, perché finalmente Dio mettesse a posto tutte le cose sulla terra. Gesù invece fa capire che Dio non ha fretta, che non vuole intervenire immediatamente e che egli stesso, il Cristo, non prenderà subito il potere universale: prima farà un lungo viaggio durante il quale gli uomini, fedeli o infedeli, sono liberi. Chi è fedele non deve aver timore di questa libertà, ma accoglierla con fiducia.
Il Signore ci dà realmente la libertà e per essergli fedeli noi dobbiamo realmente usarla. Se ragioniamo come il servo pusillanime: "Ecco la tua mina; l'ho tenuta nascosta in un fazzoletto, perché avevo paura di te", veniamo meno alla nostra vocazione. Nella vita spirituale c'è anche la tentazione del "tutiorismo": cercare sempre le cose più sicure, aver paura di prendere qualche iniziativa, di fare qualcosa che possa meravigliare... Sempre le cose più sicure! Questo non fa onore a Dio. il rischio è necessario, dice il Signore, almeno il rischio di mettere questa mina, questo denaro in banca. E' un rischio: io non l'ho più, ma questo denaro frutterà un interesse e poi avrò di più.
Dobbiamo rischiare, accettare iniziative, avere creatività; in questo modo onoriamo Dio Creatore, assomigliamo a lui, che rischia in continuazione.
E' l'insegnamento del Vangelo di oggi. Per far piacere a Dio dobbiamo rischiare, approfittare della nostra libertà per onorarlo producendo veramente frutti buoni per lui e per i fratelli. "La tua mina, Signore, ha fruttato dieci mine". E il Signore risponde: "Bene, bravo servitore, poiché ti sei mostrato fedele nel poco, ricevi il potere su dieci città".
Domandiamo a Dio di avere il senso della sua volontà che ci vuole liberi, creativi, per glorificare lui, creatore dell'universo.

martedì 19 novembre 2019

Preghiere al Preziosissimo Sangue di Gesù


Le preghiere al preziosissimo Sangue di Gesù sono molto potenti contro i demoni e le forze del male.


Santa Caterina da Siena disse: ” Chi con la mano del libero arbitrio prende il Sangue di Cristo e lo applica al suo cuore, anche se è duro come diamante lo vedrà aprirsi al pentimento e all’amore”.

Preghiere al Preziosissimo Sangue di Gesù

Signore Gesù Cristo, nel tuo nome e con il potere del tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo ogni persona, fatto o evento attraverso cui il nemico ci voglia pregiudicare.
Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo ogni potenza distruttrice nell’aria, sulla terra, nell’acqua, nel fuoco, sotto terra, negli abissi dell’inferno e nel mondo in cui oggi ci muoveremo.
Con il potere del Sangue di Gesù spezziamo ogni interferenza e azione del Maligno. Ti chiediamo, Signore, di mandare nelle nostre case e nei nostri luoghi di lavoro la Santissima Vergine Maria, accompagnata da San Michele, San Gabriele, San Raffaele e tutta la loro corte di santi angeli.
Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo la nostra casa, tutti coloro che la abitano (nominare ciascuno), le persone che il Signore invierà loro e tutti gli alimenti e i beni che ci concede generosamente per il nostro sostentamento.
Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo terra, porte, finestre, oggetti, pareti e pavimenti, l’aria che respiriamo, e nella fede poniamo un cerchio del suo Sangue intorno a tutta la nostra famiglia.
Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo i luoghi in cui ci recheremo in questa giornata e le persone, le imprese e le istituzioni con cui tratteremo.
Con il potere del Sangue di Gesù, sigilliamo il nostro lavoro materiale e spirituale, gli affari della nostra famiglia, i veicoli, le strade e qualsiasi mezzo di trasporto che dovremo utilizzare.
Con il tuo Preziosissimo Sangue, sigilliamo le azioni, le menti e i cuori della nostra Patria affinché possano regnarvi la tua pace e il tuo cuore.

Ti ringraziamo, Signore, per il tuo Preziosissimo Sangue, mediante il quale siamo stati salvati e preservati da ogni male.


LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Martedi 19 Novembre 2019
Martedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Dice il Signore: 
“Io ho progetti di pace e non di sventura; 
voi mi invocherete e io vi esaudirò, 
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14) 

Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, 
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, 
possiamo avere felicità piena e duratura. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (2Mac 6,18-31)
Lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte per le sante e venerande leggi.

Dal secondo libro dei Maccabèi

In quei giorni, un tale Eleàzaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell’aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e a ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s’incamminò volontariamente al supplizio, sputando il boccone e comportandosi come conviene a coloro che sono pronti ad allontanarsi da quanto non è lecito gustare per attaccamento alla vita. 
Quelli che erano incaricati dell’illecito banchetto sacrificale, in nome della familiarità di antica data che avevano con quest’uomo, lo tirarono in disparte e lo pregarono di prendere la carne di cui era lecito cibarsi, preparata da lui stesso, e fingere di mangiare le carni sacrificate imposte dal re, perché, agendo a questo modo, sarebbe sfuggito alla morte e avrebbe trovato umanità in nome dell’antica amicizia che aveva con loro. 
Ma egli, facendo un nobile ragionamento, degno della sua età e del prestigio della vecchiaia, della raggiunta veneranda canizie e della condotta irreprensibile tenuta fin da fanciullo, ma specialmente delle sante leggi stabilite da Dio, rispose subito dicendo che lo mandassero pure alla morte. «Poiché – egli diceva – non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani, pensando che a novant’anni Eleàzaro sia passato alle usanze straniere, a loro volta, per colpa della mia finzione, per una piccola e brevissima esistenza, si perdano per causa mia e io procuri così disonore e macchia alla mia vecchiaia. Infatti, anche se ora mi sottraessi al castigo degli uomini, non potrei sfuggire, né da vivo né da morto, alle mani dell’Onnipotente. Perciò, abbandonando ora da forte questa vita, mi mostrerò degno della mia età e lascerò ai giovani un nobile esempio, perché sappiano affrontare la morte prontamente e nobilmente per le sante e venerande leggi». 
Dette queste parole, si avviò prontamente al supplizio. Quelli che ve lo trascinavano, cambiarono la benevolenza di poco prima in avversione, ritenendo che le parole da lui pronunciate fossero una pazzia. 
Mentre stava per morire sotto i colpi, disse tra i gemiti: «Il Signore, che possiede una santa scienza, sa bene che, potendo sfuggire alla morte, soffro nel corpo atroci dolori sotto i flagelli, ma nell’anima sopporto volentieri tutto questo per il timore di lui». 
In tal modo egli morì, lasciando la sua morte come esempio di nobiltà e ricordo di virtù non solo ai giovani, ma anche alla grande maggioranza della nazione.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 3)
Rit: Il Signore mi sostiene. 

Signore, quanti sono i miei avversari!
Molti contro di me insorgono.
Molti dicono della mia vita:
«Per lui non c’è salvezza in Dio!». 

Ma tu sei mio scudo, Signore,
sei la mia gloria e tieni alta la mia testa.
A gran voce grido al Signore
ed egli mi risponde dalla sua santa montagna.

Io mi corico, mi addormento e mi risveglio:
il Signore mi sostiene.
Non temo la folla numerosa
che intorno a me si è accampata. 

Canto al Vangelo (1Gv 4,10) 
Alleluia, alleluia.
Dio ha amato noi e ha mandato il suo Figlio 
come vittima di espiazione per i nostri peccati.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 19,1-10
Il Figlio dell’uomo era venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù entrò nella città di Gèrico e la stava attraversando, quand’ecco un uomo, di nome Zacchèo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere chi era Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, perché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per riuscire a vederlo, salì su un sicomòro, perché doveva passare di là. 
Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zacchèo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». Scese in fretta e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È entrato in casa di un peccatore!». 
Ma Zacchèo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà di ciò che possiedo ai poveri e, se ho rubato a qualcuno, restituisco quattro volte tanto». 
Gesù gli rispose: «Oggi per questa casa è venuta la salvezza, perché anch’egli è figlio di Abramo. Il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
La fiducia e la misericordia che vengono da Cristo, danno il coraggio per imboccare la strada impegnativa ma gioiosa della conversione. Al Padre di ogni bontà, diciamo:
Mostraci, Signore, la tua misericordia.

Perché Dio mandi sempre al suo popolo uomini saggi e coraggiosi che sappiano illustrare la dottrina e testimoniare con la coerenza di vita il vangelo di Gesù Cristo. Preghiamo:
Perché il Signore ci preservi dal pericolo dell'indifferenza e della freddezza verso di lui, e ci aiuti a essere attenti nell'ascoltare la sua voce nell'obbedienza della fede. Preghiamo:
Perché l'ateismo non prevalga sulla fede, e la Chiesa esca da questa grave prova che minaccia il nostro tempo, più solida e purificata nella sua fedeltà al Signore. Preghiamo:
Perché coloro che si convertono dopo una vita di peccato, trovino nei cristiani persone che non guardano al loro passato, ma ai miracoli della grazia di Dio. Preghiamo:
Perché la misericordia di Dio, che incontriamo nei sacramenti della penitenza e dell'eucaristia, diventi sorgente di conversione e di riconciliazione con i fratelli. Preghiamo:
Per i sacerdoti e i religiosi che vivono con gli emarginati.
Per un'equa distribuzione dei beni.

Dio, Padre misericordioso, che hai inviato nel mondo il Figlio tuo per riconciliare gli uomini con te, entra nella nostra vita con la forza purificatrice del tuo perdono, e fà che il nostro cammino sia sempre orientato verso di te. Per Cristo nostro Signore. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, 
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente 
e ci prepari il frutto di un’eternità beata. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio, 
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28) 

Oppure: 
Dice il Signore: 
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, 
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24) 

Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, 
ascolta la nostra umile preghiera: 
il memoriale, che Cristo tuo Figlio 
ci ha comandato di celebrare, 
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
"In quei giorni un tale Eleazaro, uno degli scribi più stimati, uomo già avanti negli anni e molto dignitoso nell'aspetto della persona, veniva costretto ad aprire la bocca e ad ingoiare carne suina. Ma egli, preferendo una morte gloriosa a una vita ignominiosa, s'incamminò volontariamente al supplizio".
Il motivo per cui Eleazaro subì il supplizio oggi ci sembra quasi incomprensibile, perché un cristiano non è tenuto a certe osservanze alimentari. Ma dobbiamo rispettare e ammirare il suo comportamento: poteva sfuggire alla morte e non lo fece, per non dare cattivo esempio: "Non è affatto degno della nostra età fingere, con il pericolo che molti giovani si perdano per causa mia". Il ricordo della persecuzione di Antioco Epifane fu più tardi per i primi cristiani un esempio di grande generosità e coerenza da parte di molti Giudei.
Nel corso dei secoli anche i cristiani si fecero persecutori dei Giudei, mancando di fedeltà a Cristo: un cristiano non perseguita, ma protegge i perseguitati, e anche di questo, per fortuna, abbiamo molti esempi, soprattutto durante l'ultima guerra.
Dobbiamo piuttosto essere pronti ad affrontare la persecuzione con fortezza d'animo pur di non essere complici dei persecutori.
Se la prima lettura ci presenta la figura di un uomo fedele fino a morire, il Vangelo narra invece l'avventura meravigliosa di un uomo considerato da tutti un peccatore: Zaccheo.
A noi è più facile ritrovarci in lui, perché anche noi siamo peccatori, piccoli e non ci è possibile vedere il Signore: bisogna che lui ci cerchi, che sia lui a decidere di venire nella nostra casa. Allora il suo amore gratuito ci renderà capaci di un amore generoso come quello di Zaccheo, anche forse eroico, come quello di Eleazaro.
Imitiamo l'umiltà di Zaccheo, che non ha temuto di esporsi al ridicolo arrampicandosi, lui, "capo dei pubblicani e ricco", su un sicomoro; approfittiamo di tutte le umiliazioni per "salire" e così vedere Gesù e sentirci dire da lui: "Devo fermarmi a casa tua".

lunedì 18 novembre 2019

Il sistema Mose e “Mafia Capitale”

MOSE DI VENEZIA: ALLE ORIGINI DEL FLOP....



Il sistema Mose e “Mafia Capitale”

Pubblicato da Redazione EcoMagazine 24/07/2017

Ieri, proprio in contemporanea con il servizio del TG3 veneto con intervista agli ingegneri del progetto alternativo al Mose “Paratoia a gravità” (che invito tutti vedere, link), siamo stati subissati dai commenti della stampa nazionale sulla sentenza del processo “Mafia Capitale”.
Lo scandalo Mose e “Mafia Capitale” sono certo episodi corruttivi non comparabili, sia in termini quantitativi, il maltolto con il Mose ammonta a circa un miliardo di euro – la più grande rapina del secolo, mentre “Mafia Capitale” mi pare solo un centinaio di milioni, che in termini temporali, qualche anno il “mondo di mezzo” di Carminati-Buzzi, addirittura dal 1984 – anno di definizione per legge della concessione unica al Consorzio Venezia Nuova per i lavori di salvaguardia in Laguna. Inoltre oggetto del ladrocinio per Roma sono gli appalti su verde pubblico, assistenza agli immigrati e campi Rom, mentre per Venezia l’imposizione di una grande opera inutile e ambientalmente devastante.

Ora il Tribunale di Roma ha condannato a pene pesantissime gli imputati per corruzione ed altri reati, ma non ha riconosciuto l’associazione mafiosa, individuando però due associazioni a delinquere contigue che si sono spartite, con l’appoggio di personaggi politici in modo bipartisan, sia di centrodestra che di centrosinistra (come per il Mose), appalti e subappalti del Comune di Roma.
A Venezia invece sta proseguendo il processo agli unici 8 imputati che non hanno patteggiato pene ridicole, in cambio di qualche spicciolo di risarcimento (rispetto all’entità del maltolto) e sempre con la spada di Damocle della prescrizione.

Ora ci chiediamo perché la Magistratura (i cui PM hanno indagato in modo encomiabile, pur in ritardo) non abbia imputato i reati associativi. Non dico associazione di stampo mafioso (anche se alcuni episodi pongono alcuni dubbi: dai legami con alcuni servizi segreti, all’invito a Baita in carcere – prima che cominciasse a parlare – da parte degli avvocati del Consorzio a sottoporsi ad una delicata operazione al cuore – di cui non aveva bisogno), ma almeno per associazione a delinquere.
L’inchiesta ha dimostrato che c’era una vera e propria cupola, costituita da Mazzacurati e i manager delle “grandi” imprese del CVN e delle “piccole” delle cooperative di tutti i colori, che si divideva lavori e dazioni da pagare a tecnici e politici più o meno eccellenti. Lo scopo non era ottenere appalti, visto la concessione unica, ma far ottenere tutti i via libera ad un progetto sbagliato e ultra costoso e senza il confronto con altri (gli ingegner Di Tella, Vielmo e Sebastiani progettisti della “paratoia a gravità” sono stati pure portati in Tribunale per diffamazione dal CVN).

La gestione politica del caso Mose invece, da parte dell’ex procuratore generale C. Nordio (ora in pensione) è stata che “il Mose è la più grande opera di ingegneria ambientale al Mondo, ma c’è stata qualche mela marcia” (conferenza stampa del 4 giugno 2014, subito dopo la grande retata).
Ricordo, nel dicembre 2014, alla presentazione del libro dei giornalisti del Gazzettino G. Amadori e M. Dianese “Mose: la grande retata”, una domanda “cattiva” della prof. Zitelli al giudice Nordio appunto, sul perché non fossero stati imputati reati associativi e la non risposta di Nordio, che si è appellato al silenzio per una inchiesta ancora in corso.

Non sono certo competente in questioni giudiziarie, ma presumo che se ci fosse stata l’imputazione di associazione a delinquere (che di solito non negano neppure ad una banda di rubagalline) di certo la “prescrizione” sarebbe stata più in là nel tempo, con la possibilità di un processo sull’intera vicenda della salvaguardia, con l’emergere dei veri motivi dello scandalo Mose: un progetto sbagliato che si sta rivelando e si rivelerà un grande bidone (così come emerge dal libro “Il Mose salverà Venezia? dei succitati ingegneri delle “paratoie a gravità”, che invito a leggere – si trova ancora su Amazon).

E invece sta continuando tutto come prima, con lavori che proseguono senza quella verifica tecnico-scientifica sul progetto che le associazioni ambientaliste chiedevano, con la permanenza della concessione unica – a parte qualche appalto che in passato la Comunità Europea aveva imposto – e pure degli oneri di concessione al 12%, una maggiorazione su tutti i lavori, una vera e propria tangente legalizzata.
Le associazioni ambientaliste non sono state neppure riconosciute parte civile al processo: secondo il Tribunale si trattava di corruzione e non di reati ambientali.
Credo che con l’approssimarsi della fine del processo Mose – ai primi di settembre – si debba cercare di far emergere questo punto di vista, magari con mobilitazione con presenza in Tribunale il giorno della sentenza.
Scadenza che tra l’altro potrebbe essere in preparazione e in avvicinamento delle giornate internazionali del 23 e 24 settembre. Del resto Mose, salvaguardia della laguna e grandi navi sono questioni strettamente collegate e sulla vicenda delle grandi navi stiamo assistendo a giochi e giochetti poco trasparenti che ricordano la vicenda Mose (*).

Venezia, 22 luglio 2017

Stefano Micheletti per l’associazione AmbienteVenezia

(*) Vedi sul Gazzettino del 19 luglio: Grandi navi l’idea, in linea con la volontà del Comune, illustrata a Musolino Marghera porto per i colossi delle crociere.


E’ stato presentato a Musolino l’intento di elaborare il progetto di D’Agostino per Marghera; proponente una nuova ATI tra Technital, Net Engineerig, Fm ex Favero & Milan, ED di Roberto D’Agostino. Se non sbaglio Technital è il progettista del Mose e Net Engineering è un altro studio ingegneristico di riferimento dell’ex (?) sistema Galan.

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Lunedi 18 Novembre 2019
Lunedì della XXXIII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Dice il Signore: 
“Io ho progetti di pace e non di sventura; 
voi mi invocherete e io vi esaudirò, 
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14) 

Colletta
Il tuo aiuto, Signore, ci renda sempre lieti nel tuo servizio, 
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, 
possiamo avere felicità piena e duratura. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

Grandissima fu l’ira sopra Israele.

Dal primo libro dei Maccabèi

In quei giorni, uscì una radice perversa, Antioco Epìfane, figlio del re Antioco, che era stato ostaggio a Roma, e cominciò a regnare nell’anno centotrentasette del regno dei Greci. 
In quei giorni uscirono da Israele uomini scellerati, che persuasero molti dicendo: «Andiamo e facciamo alleanza con le nazioni che ci stanno attorno, perché, da quando ci siamo separati da loro, ci sono capitati molti mali». Parve buono ai loro occhi questo ragionamento. Quindi alcuni del popolo presero l’iniziativa e andarono dal re, che diede loro facoltà d’introdurre le istituzioni delle nazioni. Costruirono un ginnasio a Gerusalemme secondo le usanze delle nazioni, cancellarono i segni della circoncisione e si allontanarono dalla santa alleanza. Si unirono alle nazioni e si vendettero per fare il male.
Poi il re prescrisse in tutto il suo regno che tutti formassero un solo popolo e ciascuno abbandonasse le proprie usanze. Tutti i popoli si adeguarono agli ordini del re. Anche molti Israeliti accettarono il suo culto, sacrificarono agli idoli e profanarono il sabato. 
Nell’anno centoquarantacinque, il quindici di Chisleu, il re innalzò sull’altare un abominio di devastazione. Anche nelle vicine città di Giuda eressero altari e bruciarono incenso sulle porte delle case e nelle piazze. Stracciavano i libri della legge che riuscivano a trovare e li gettavano nel fuoco. Se presso qualcuno veniva trovato il libro dell’alleanza e se qualcuno obbediva alla legge, la sentenza del re lo condannava a morte. 
Tuttavia molti in Israele si fecero forza e animo a vicenda per non mangiare cibi impuri e preferirono morire pur di non contaminarsi con quei cibi e non disonorare la santa alleanza, e per questo appunto morirono. Grandissima fu l’ira sopra Israele.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 118)
Rit: Dammi vita, Signore, e osserverò la tua parola. 

Mi ha invaso il furore contro i malvagi
che abbandonano la tua legge.
I lacci dei malvagi mi hanno avvolto:
non ho dimenticato la tua legge.

Riscattami dall’oppressione dell’uomo
e osserverò i tuoi precetti.
Si avvicinano quelli che seguono il male:
sono lontani dalla tua legge.

Lontana dai malvagi è la salvezza,
perché essi non ricercano i tuoi decreti.
Ho visto i traditori e ne ho provato ribrezzo,
perché non osservano la tua promessa. 

Canto al Vangelo (Gv 8,12) 
Alleluia, alleluia.
Io sono la luce del mondo, dice il Signore;
chi segue me avrà la luce della vita.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 18,35-43
Che cosa vuoi che io faccia per te? Signore, che io veda di nuovo! 

+ Dal Vangelo secondo Luca

Mentre Gesù si avvicinava a Gèrico, un cieco era seduto lungo la strada a mendicare. Sentendo passare la gente, domandò che cosa accadesse. Gli annunciarono: «Passa Gesù, il Nazareno!». 
Allora gridò dicendo: «Gesù, figlio di Davide, abbi pietà di me!». Quelli che camminavano avanti lo rimproveravano perché tacesse; ma egli gridava ancora più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». 
Gesù allora si fermò e ordinò che lo conducessero da lui. Quando fu vicino, gli domandò: «Che cosa vuoi che io faccia per te?». Egli rispose: «Signore, che io veda di nuovo!». E Gesù gli disse: «Abbi di nuovo la vista! La tua fede ti ha salvato». 
Subito ci vide di nuovo e cominciò a seguirlo glorificando Dio. E tutto il popolo, vedendo, diede lode a Dio.

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Cristo è venuto per dare inizio al regno messianico: nel suo nome i malati guariscono, i morti risorgano e la salvezza viene annunziata ai poveri. Consapevoli delle tenebre che ancora ci avvolgono, invochiamo il Signore come il cieco di Gerico, dicendo:
Figlio di Davide, abbi pietà di noi!

Per i nemici di Cristo e della sua Chiesa: aprano gli occhi alla luce della verità attraverso una riflessione pacata e disponibile al cambiamento. Preghiamo:
Per coloro che sono lontani dalla fede o vivono nell'indifferenza religiosa: l’esempio dei cristiani li accompagni nella strada che conduce a Cristo. Preghiamo:
Per coloro che sono provati dalla malattia: sostenuti dalla nostra solidarietà, trovino la forza di accettare le sofferenze, certi che Gesù ha vinto il dolore e la morte. Preghiamo:
Per tutti coloro che sono nati ciechi: nell'incapacità di vedere le cose del mondo esteriore, vedano e vivano le ricchezze e le profondità del loro mondo interiore. Preghiamo:
Per la nostra comunità cristiana: rinnovi ogni giorno le promesse del battesimo, per essere sale della terra e luce del mondo. Preghiamo:
Perché i cristiani non siano di ostacolo al regno di Dio.
Per tutti coloro che vivono agli angoli delle strade.

Padre misericordioso, che ascolti il grido degli oppressi che con fiducia e insistenza si rivolgono a te, accogli la preghiera che ti rivolgiamo ed esaudiscila nel nome di Gesù Cristo tuo Figlio, che vive e regna con te nei secoli dei secoli. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, 
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente 
e ci prepari il frutto di un’eternità beata. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio, 
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28) 

Oppure: 
Dice il Signore: 
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, 
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato”. (Mc 11,23.24) 

Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, 
ascolta la nostra umile preghiera: 
il memoriale, che Cristo tuo Figlio 
ci ha comandato di celebrare, 
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
Il Vangelo di oggi è un insegnamento sulla preghiera. Il cieco fa un'intensa e insistente preghiera di domanda:
"Gesù, Figlio di Davide, abbi pietà di me! ' e poi ancora più forte: "Figlio di Davide, abbi pietà di me!"".
Una volta esaudito, la sua diventa preghiera di lode, che si allarga a tutto il popolo: "Cominciò a seguirlo lodando Dio. E tutto il popolo, alla vista di ciò, diede lode a Dio".
La preghiera di domanda ha due condizioni, e tutte e due compaiono nel racconto evangelico. La prima condizione è essere consapevoli di aver bisogno del Signore. U cieco ha questa consapevolezza, ma piuttosto confusa: lui sa di aver bisogno della vista e grida forte, e non è possibile farlo tacere, perché ha coscienza della sua miseria, della sua condizione che non è normale e vuole a tutti i costi uscirne.
La seconda condizione è la fiducia: senza di essa non ci sarebbe preghiera, ma soltanto scoraggiamento e disperazione. Se invece, nella nostra miseria, si accende la fiducia, possiamo pregare; per questo Gesù ha detto: "La tua fede ti ha salvato". La consapevolezza della propria miseria si è accompagnata alla fede nella potenza e nella misericordia del Signore: il cieco ha pregato, ha gridato, è stato esaudito e ha potuto alla fine lodare Dio.
Consapevolezza e fiducia, dunque, una consapevolezza che non deve essere motivo di tristezza: è la premessa per una preghiera autentica, perché ci fa ricorrere a Dio con un grido più sincero per essere guariti. Non dobbiamo rinchiuderci nella nostra miseria; piuttosto dire a Dio: "Signore, tu vedi come sono misero e bisognoso di te: io credo che tu, nella tua bontà, hai pietà di me e mi guarisci. Io lo credo, o Signore!". Allora la nostra preghiera sarà esaudita e potremo dare lode a Dio e alla sua infinita misericordia.

Le mutazioni genetiche indotte: un male incancellabile

LE RADIAZIONI ELETTROMAGNETICHE SONO MUTAZIONI GENICHE INDOTTE. QUELLE DEL 5G POSSONO CAUSARE DANNI INCANCELLABILI AL DNA UMANO: UN'ARMA CONTRO L'UMANITA'. IL 5G E' UN'ARMA MILITARE CHE PUO' ESSERE USATA ANCHE COME INIBITORE DI FOLLE PER CONTROLLARE LE MANIFESTAZIONI DI SCONTENTO SEMPRE PIU' MASSIVE NEL MONDO....




Le mutazioni possono essere indotte dall'esposizione degli organismi (o delle cellule) ad una grande varietà di trattamenti. Alcuni dei più comuni sono qui di seguito elencati. La radiazione è un potentissimo agente mutageno e fu il primo ad essere scoperto. Radiazioni diverse possono indurre diversi tipi di mutazioni genetiche. Le radiazioni ultraviolette (UV) causano mutazioni puntiformi. I raggi X possono causare la rottura di una doppia elica di DNA e indurre un processo di traslocazione, di inversione o altri tipi di danni cromosomici. L'esposizione ai raggi UV della luce solare sono stati correlati all'insorgenza di tumori della pelle. Bisogna ricordare tuttavia, che la caratteristica della radiazione di creare danni al DNA è stata spesso sfruttata a scopo terapeutico in alcuni trattamenti del cancro a base di radiazioni.

Mutageni chimici - È ben noto che molti prodotti chimici sono mutageni. Tali prodotti esercitano la loro attività tossica legandosi direttamente al DNA o a piccole molecole che costituiscono il DNA e interferendo con i processi di replicazione e trascrizione. Fra i mutageni chimici più comuni ricordiamo il benzo-a-pirene, un prodotto chimico che si ritrova nel fumo di sigaretta, e l'aflatossina, un mutagene che molto spesso si ritrova nei prodotti agricoli non conservati opportunamente.
Infiammazione cronica - Un'infiammazione cronica può apportare danni al DNA a causa della sintesi di prodotti chimici mutageni da parte delle cellule del sistema immunitario. Un esempio piuttosto comune è quello di una infiammazione a lungo termine indotta dall'infezione del virus dell'epatite.
Radicali ossigenati - Durante i processi di produzione di energia dal cibo, che avvengono nei mitocondri, si possono generare dei sottoprodotti chimici molto reattivi e capaci di danneggiare le membrane cellulari e lo stesso DNA. Tali intermedi reattivi dell'ossigeno (ROI, Reactive Oxygen Intermediates) possono essere anche prodotti dall'esposizione delle cellule a radiazioni.

Tuttavia, l'attività mutagena dei ROI è associata allo sviluppo di cancro non più di quanto lo sia l'attività di numerose terapie antitumorali, come la radioterapie e la chemioterapia.

Vediamo ora quali sono i mezzi con i quali è possibile ottenere mutazioni.
Anche se il mezzo delle radiazioni ionizzanti ( IR )è il più comune e il più profondamente studiato, si conoscono altri agenti mutageni, come i raggi ultravioletti e sostanze chimiche diverse; tuttavia, in queste pagine ci si soffermerà soprattutto sulla azione delle radiazioni, anche di quelle non ionizzanti ( NIR ), anche se quest'ultime non dovrebbero essere in grado di produrre mutazioni.

Le radiazioni ionizzanti.

Le prime radiazioni riconosciute come aventi capacità mutagena sono state i raggi X.
Le prime osservazioni sull'influenza dei raggi X sulla materia vivente risalgono a qualche anno dopo la riscoperta delle leggi di Mendel, ossia verso il 1903. Già allora, utilizzando sorgenti di Raggi X, alcuni ricercatori avevano osservato che piccole dosi di tali radiazioni eccitavano i processi vitali, mentre dosi elevate immobilizzavano le attività e potevano anche distruggere i tessuti. Oscar Hertwig, in base a esperienze proprie e a esame critico di quelle di altri ricercatori, stabilì una regola sulla sensibilità dei tessuti alle radiazioni; la sensibilità era notevole per le cellule dei tessuti labili, cioè di quelli che si riproducevano continuamente, mentre diminuiva sensibilmente nei tessuti stabili e perenni, specialmente quando essi si sono differenziati morfologicamente e funzionalmente.
Dopo queste osservazioni furono iniziate, con una notevole intensità e un certo ordine, ricerche sugli effetti delle radiazioni ionizzanti sulle cellule germinali.
Regaud, trattando varie fasi spermatogoniali di Mammiferi con raggi X, poté stabilire che lo stadio di spermatogonio − che è una cellula staminale − è più sensibile delle fasi seguenti − in cui avviene la differenziazione cellulare −, e notò anche una distribuzione anormale del contenuto del nucleo nelle cellule formatesi dopo il trattamento.
A queste osservazioni seguirono quelle sulle conseguenze nello sviluppo di zigoti formatisi dall'unione di individui maschi irradiati, con femmine normali e viceversa. Hertwig, nelle sue ricerche sugli Anfibi, osservò che da genitori irradiati nascevano individui con un accrescimento anormale, e spesse volte con mostruosità, come atrofia dell'encefalo o addirittura mancanza del cuore e delle branchie. Da queste esperienze Hertwig trasse due conclusioni: la prima, che la parte più sensibile della cellula era il nucleo, l'altra che lo spermatozoo, dopo essere penetrato nell'uovo, non si univa al nucleo femminile, rimaneva isolato, assumendo la forma di un granulo fortemente e costantemente colorato; da queste uova, poi, si sviluppavano degli embrioni anormali che non riuscivano a proseguire il loro sviluppo.
Anche Cesare Artom, colpendo con i raggi X individui di Paludina (un mollusco), osservò disarmonie nelle divisioni delle cellule germinali che potevano alterare negli spermatidi l'assetto cromosomico.
Nel 1927 Muller, che ebbe per questo il premio Nobel, usando ceppi particolari di Drosophila, osservò che, trattando i maschi di queste specie con raggi X, si ottenevano mutazioni letali e semiletali, visibili con frequenze significativamente più elevate che nei controlli non trattati, e osservò anche che, se la dose di raggi veniva raddoppiata, in egual misura veniva raddoppiata la frequenza delle mutazioni.
Fu stabilito da Timofeeff-Ressovsky che la percentuale di mutazioni era direttamente proporzionale alla dose di radiazioni, la quale è a sua volta indipendente dal tempo; si ottengono cioè le stesse frequenze di mutazioni sia che la quantità di radiazioni voluta sia somministrata in un tempo solo, sia che la stessa venga frazionata in tempi diversi. Inoltre non esiste una dose minima al di sotto della quale non si verifichino mutazioni: qualunque dose produce un effetto, per piccolo che sia.

Effetti biologici.

La frequenza delle mutazioni varia con il tipo di raggi usati: essa risulta più elevata usando raggi duri a brevissima lunghezza d'onda (0,01 Å) che non quando si usano raggi molli (2 Å), i quali non riescono a penetrare profondamente nei tessuti degli animali superiori.
Sorse così una nuova scienza, la Radiobiologia, che studia sistematicamente gli effetti delle radiazioni sui tessuti, sulle cellule e anche sulle molecole che compongono i sistemi differenziati della cellula stessa. L'azione delle radiazioni ionizzanti si esercita per prima sulle molecole che compongono la cellula, ed è stata distinta in azione 'diretta' e 'indiretta'.
L'azione diretta è quella che promuove la ionizzazione e l'eccitazione di una molecola. L'azione indiretta consiste nella formazione di agenti altamente reattivi (perossidi) a partire dall'acqua, il principale componente del citoplasma; essi si diffondono nella cellula in vari luoghi dove aggrediscono sostanze chimiche diverse tra cui il DNA. Nel citoplasma vi sono enzimi respiratori (nei mitocondri e nell'apparato di Golgi) che hanno strutture e funzioni così specifiche e concatenate le une con le altre, che il disturbo di una di esse non può logicamente che riflettersi sulle altre. Tutti questi organuli, quindi, costituiscono una specie di bersaglio e una volta colpiti denunciano, attraverso alterazioni, quello che possiamo definire 'il colpo'.
Duryee, per dimostrare l'influenza indiretta delle radiazioni sul citoplasma, condusse un esperimento assai interessante: il nucleo delle uova di rana è molto resistente alle radiazioni ionizzanti, e qualche lesione si manifesta soltanto a 60 000 r, che è dose veramente eccezionale; ma se nelle uova normali, non irradiate, viene introdotta una piccola porzione di citoplasma irradiato, nel nucleo incominciano a comparire le stesse aberrazioni prodotte direttamente con i raggi X.
Lasciando da parte quanto oggi si conosce sugli effetti dei raggi X sugli organuli del citoplasma, per cui ci vorrebbe una trattazione particolare e piuttosto complessa, consideriamo ora l'effetto delle radiazioni sul patrimonio ereditario, sul quale si conoscono meglio gli effetti, in quanto essi si possono rilevare nelle generazioni successive degli organismi trattati.
Da questo punto di vista i raggi X sono altamente aspecifici, possono cioè provocare qualunque tipo di mutazione: mutazioni geniche quando le radiazioni agiscono sulla struttura del DNA, provocando un cambiamento o una perdita di basi, mutazioni cromosomiche quando determinano rotture e riarrangiamenti cromosomici.
La maggior delle mutazioni sono neutrali, ovvero non portano a modificazioni fenotipiche vistose, spesso anzi provocano alterazioni appena percettibili; invece, se le mutazioni hanno un effetto, raramente è adattativo cioè favorevole alla sopravvivenza (mutazioni adattative), ma più spesso è dannoso all'organismo (mutazioni letali), in quest'ultimo caso le mutazioni tendono ad essere eliminate dalla popolazione, in quanto hanno un valore adattativo inferiore rispetto al gene normale.
Le mutazioni letali dovute a geni recessivi lo sono solo allo stato omozigote, cioè quando sono trasmesse a un individuo "in doppia dose"; le dominanti lo sono anche in condizione eterozigote.
Vi è tutta una gamma di mutazioni che vanno da quelle che uccidono l'individuo in uno stadio più o meno precoce della vita embrionale, a quelle che si esprimono fra la nascita e la maturità sessuale. Vi sono infine mutazioni letali che si manifestano molto tardi, quando cioè l'individuo ha ormai avuto la possibilità di procreare e queste sono le più dannose per le specie poiché sarà loro possibile ricomparire nelle successive generazioni.
Vi sono anche fattori letali legati ai cromosomi sessuali, che alterano il rapporto fra i sessi. Se infatti una femmina porta in un cromosoma X un fattore letale recessivo, questo verrà trasmesso a metà dei maschi, nei quali si potrà manifestare: il rapporto fra i sessi sarà pertanto di 2:1.
Vanno poi annoverati fra i "letali" tutti quei fattori genetici che producono la sterilità in uno dei due genitori o in ambedue, non tanto perché l'azione letale si esplichi sull'individuo direttamente, ma in quanto essi impediscono la riproduzione, e quindi la perpetuazione della specie. Fattori di sterilità si osservano tanto nelle piante quanto negli animali; essi possono produrre malformazioni degli organi copulatori, ma più spesso intervengono nel produrre anomalie nella formazione dei gameti, provocando soprattutto una disordinata distribuzione dei cromosomi durante la meiosi.

domenica 17 novembre 2019

LITURGIA DELLA DOMENICA. (SE POTETE ANDATE ALLA SANTA MESSA)

XXXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO C)


Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Dice il Signore: 
“Io ho progetti di pace e non di sventura; 
voi mi invocherete e io vi esaudirò, 
e vi farò tornare da tutti i luoghi dove vi ho dispersi”. (Ger 29,11.12.14) 

Colletta
Il tuo aiuto, Signore, 
ci renda sempre lieti nel tuo servizio, 
perché solo nella dedizione a te, fonte di ogni bene, 
possiamo avere felicità piena e duratura. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

Oppure: 
O Dio, principio e fine di tutte le cose, 
che raduni tutta l’umanità 
nel tempio vivo del tuo Figlio, 
fa’ che, attraverso le vicende, 
liete e tristi, di questo mondo, 
teniamo fissa la speranza del tuo regno, 
certi che nella nostra pazienza 
possederemo la vita. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (Ml 3,19-20)
Sorgerà per voi il sole di giustizia.

Dal libro del profeta Malachìa

Ecco: sta per venire il giorno rovente come un forno. 
Allora tutti i superbi e tutti coloro che commettono ingiustizia saranno come paglia; quel giorno, venendo, li brucerà – dice il Signore degli eserciti – fino a non lasciar loro né radice né germoglio. 
Per voi, che avete timore del mio nome, sorgerà con raggi benefici il sole di giustizia.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 97)
Rit: Il Signore giudicherà il mondo con giustizia. 

Cantate inni al Signore con la cetra,
con la cetra e al suono di strumenti a corde;
con le trombe e al suono del corno
acclamate davanti al re, il Signore.

Risuoni il mare e quanto racchiude,
il mondo e i suoi abitanti.
I fiumi battano le mani,
esultino insieme le montagne
davanti al Signore che viene a giudicare la terra. 

Giudicherà il mondo con giustizia
e i popoli con rettitudine. 

SECONDA LETTURA (2Ts 3,7-12
Chi non vuole lavorare, neppure mangi. 

Dalla seconda lettera di san Paolo apostolo ai Tessalonicési

Fratelli, sapete in che modo dovete prenderci a modello: noi infatti non siamo rimasti oziosi in mezzo a voi, né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di alcuno, ma abbiamo lavorato duramente, notte e giorno, per non essere di peso ad alcuno di voi. 
Non che non ne avessimo diritto, ma per darci a voi come modello da imitare. E infatti quando eravamo presso di voi, vi abbiamo sempre dato questa regola: chi non vuole lavorare, neppure mangi. 
Sentiamo infatti che alcuni fra voi vivono una vita disordinata, senza fare nulla e sempre in agitazione. A questi tali, esortandoli nel Signore Gesù Cristo, ordiniamo di guadagnarsi il pane lavorando con tranquillità.

Parola di Dio 

Canto al Vangelo (Lc 21,28) 
Alleluia, alleluia.
Risollevatevi e alzate il capo, 
perché la vostra liberazione è vicina.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 21,5-19
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, mentre alcuni parlavano del tempio, che era ornato di belle pietre e di doni votivi, Gesù disse: «Verranno giorni nei quali, di quello che vedete, non sarà lasciata pietra su pietra che non sarà distrutta». 
Gli domandarono: «Maestro, quando dunque accadranno queste cose e quale sarà il segno, quando esse staranno per accadere?». Rispose: «Badate di non lasciarvi ingannare. Molti infatti verranno nel mio nome dicendo: “Sono io”, e: “Il tempo è vicino”. Non andate dietro a loro! Quando sentirete di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate, perché prima devono avvenire queste cose, ma non è subito la fine».
Poi diceva loro: «Si solleverà nazione contro nazione e regno contro regno, e vi saranno in diversi luoghi terremoti, carestie e pestilenze; vi saranno anche fatti terrificanti e segni grandiosi dal cielo. 
Ma prima di tutto questo metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e governatori, a causa del mio nome. Avrete allora occasione di dare testimonianza. Mettetevi dunque in mente di non preparare prima la vostra difesa; io vi darò parola e sapienza, cosicché tutti i vostri avversari non potranno resistere né controbattere. 
Sarete traditi perfino dai genitori, dai fratelli, dai parenti e dagli amici, e uccideranno alcuni di voi; sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma nemmeno un capello del vostro capo andrà perduto. 
Con la vostra perseveranza salverete la vostra vita».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Il Signore ci ricorda sempre che la nostra quotidianità non è mai sprecata se la viviamo come un servizio a lui e agli altri.
Preghiamo insieme e diciamo: Conservaci sereni nella tua giustizia. 

1. Perché conserviamo il desiderio di un mondo migliore. Preghiamo.
2. Perché riconosciamo che quanto c’è di buono nel mondo è segno della tua presenza. Preghiamo. 
3. Perché venga concesso ad ogni uomo di guadagnare il proprio pane lavorando, mantenendo la propria dignità e non cedendo alla disperazione. Preghiamo.
4. Perché le distrazioni e le difficoltà non ci impediscano di commuoverci per la tua giustizia. Preghiamo. 

O Padre, l’invidia verso i superbi a volte supera la coscienza del tuo amore. Aiutaci a sentire che non c’è nulla di svilente in una vita semplice. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore. 

Preghiera sulle offerte
Quest’offerta che ti presentiamo, Dio onnipotente, 
ci ottenga la grazia di servirti fedelmente 
e ci prepari il frutto di un’eternità beata. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Il mio bene è stare vicino a Dio, 
nel Signore Dio riporre la mia speranza. (Sal 73,28) 

Oppure: 
Dice il Signore: 
“In verità vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, 
abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. (Mc 11,23.24) 

Oppure; 
“Nemmeno un capello del vostro capo perirà. 
Con la perseveranza salverete le vostre anime”. (Lc 21,18-19) 

Preghiera dopo la comunione
O Padre, che ci hai nutriti con questo sacramento, 
ascolta la nostra umile preghiera: 
il memoriale, che Cristo tuo Figlio 
ci ha comandato di celebrare, 
ci edifichi sempre nel vincolo del tuo amore. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
I discepoli ammirano l’architettura del tempio. Gli occhi di Gesù si spingono più in là: egli vede la distruzione di Gerusalemme, i cataclismi naturali, i segni dal cielo, le persecuzioni della Chiesa e l’apparizione di falsi profeti. Sono manifestazioni della decomposizione del vecchio mondo segnato dal peccato e dalle doglie del parto di nuovi cieli e di una terra nuova. In tutte le pressioni e le estorsioni esercitate sulla Chiesa, noi non dovremmo vedere qualche cupa tragedia, perché esse purificano la nostra fede e confortano la nostra speranza. Esse sono altrettante occasioni per testimoniare Cristo. Altrimenti il mondo non conoscerebbe il suo Vangelo né la forza del suo amore. Ma un pericolo più grande incombe su di noi: si tratta dei falsi profeti che si fanno passare per Cristo o che parlano in suo nome. Approfittando delle inquietudini e dei rivolgimenti causati dalla storia, i falsi profeti guadagnano alle loro ideologie, alle loro idee pseudo-scientifiche sul mondo e alle loro pseudo-religioni. La vera venuta di Cristo sarà invece così evidente che nessuno ne dubiterà. Gesù incoraggia i suoi discepoli di ogni tempo a rimanere al suo fianco sino alla fine. Egli trasformerà tutte le infelicità, tutti i fallimenti e persino la morte del martire in risurrezione gloriosa e in adorazione.

sabato 16 novembre 2019

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Sabato 16 Novembre 2019

Sabato della XXXII settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)


Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
La mia preghiera giunga fino a te; 
tendi, o Signore, l’orecchio alla mia preghiera. (Sal 88,3) 

Colletta
Dio grande e misericordioso, 
allontana ogni ostacolo nel nostro cammino verso di te, 
perché, nella serenità del corpo e dello spirito, 
possiamo dedicarci liberamente al tuo servizio. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (Sap 18,14-16;19,6-9)
Il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli e saltellarono come agnelli esultanti.

Dal libro della Sapienza

Mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose,
e la notte era a metà del suo rapido corso,
la tua parola onnipotente dal cielo, dal tuo trono regale, 
guerriero implacabile, si lanciò in mezzo a quella terra di sterminio,
portando, come spada affilata, il tuo decreto irrevocabile
e, fermatasi, riempì tutto di morte;
toccava il cielo e aveva i piedi sulla terra.
Tutto il creato fu modellato di nuovo
nella propria natura come prima,
obbedendo ai tuoi comandi,
perché i tuoi figli fossero preservati sani e salvi.
Si vide la nube coprire d’ombra l’accampamento,
terra asciutta emergere dove prima c’era acqua:
il Mar Rosso divenne una strada senza ostacoli
e flutti violenti una pianura piena d’erba;
coloro che la tua mano proteggeva
passarono con tutto il popolo,
contemplando meravigliosi prodigi.
Furono condotti al pascolo come cavalli
e saltellarono come agnelli esultanti,
celebrando te, Signore, che li avevi liberati.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 104)
Rit: Ricordate le meraviglie che il Signore ha compiuto. 

A lui cantate, a lui inneggiate,
meditate tutte le sue meraviglie.
Gloriatevi del suo santo nome:
gioisca il cuore di chi cerca il Signore.

Colpì ogni primogenito nella loro terra,
la primizia di ogni loro vigore.
Allora li fece uscire con argento e oro;
nelle tribù nessuno vacillava.

Così si è ricordato della sua parola santa,
data ad Abramo suo servo.
Ha fatto uscire il suo popolo con esultanza,
i suoi eletti con canti di gioia. 

Canto al Vangelo (2Ts 2,14) 
Alleluia, alleluia.
Dio ci ha chiamati mediante il Vangelo, 
per entrare in possesso della gloria 
del Signore nostro Gesù Cristo.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 18,1-8
Dio farà giustizia ai suoi eletti che gridano verso di lui. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Gesù diceva ai suoi discepoli una parabola sulla necessità di pregare sempre, senza stancarsi mai: 
«In una città viveva un giudice, che non temeva Dio né aveva riguardo per alcuno. In quella città c’era anche una vedova, che andava da lui e gli diceva: “Fammi giustizia contro il mio avversario”. 
Per un po’ di tempo egli non volle; ma poi disse tra sé: “Anche se non temo Dio e non ho riguardo per alcuno, dato che questa vedova mi dà tanto fastidio, le farò giustizia perché non venga continuamente a importunarmi”». 
E il Signore soggiunse: «Ascoltate ciò che dice il giudice disonesto. E Dio non farà forse giustizia ai suoi eletti, che gridano giorno e notte verso di lui? Li farà forse aspettare a lungo? Io vi dico che farà loro giustizia prontamente. Ma il Figlio dell’uomo, quando verrà, troverà la fede sulla terra?».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Dio ci ha dato il dono della fede che portiamo in vasi di creta. Chiediamo al Signore di conservare integra la nostra fiducia in lui. Diciamo insieme:
In te crediamo: ascoltaci, o Signore.

Per i battezzati: sappiano custodire e maturare la loro fede, la diffondano nel loro ambiente, la difendano e la onorino con il loro esempio. Preghiamo:
Per quanti credono nell'unico Dio: siano gli uomini di preghiera, puri di cuore, operatori di pace. Preghiamo:
Per chi non crede: lo stile della nostra vita l'aiuti ad aprire gli occhi al volto del Padre. Preghiamo:
Per i cristiani che vivono tra i musulmani: sappiano essere presenza umile e dolce di Cristo in seno all'Islam. Preghiamo:
Per la nostra comunità: voglia trasmettere con intelligenza e convinzione la fede che ha ricevuto. Preghiamo:
Per i ragazzi dei corsi di catechismo.
Per chi crede ancora, ma non pratica più.

Signore del cielo e della terra, domandi che ti cerchiamo con tutta la mente, che ci affidiamo a te con tutto il cuore. Accoglici nelle tue braccia, dove ti chiediamo di tenerci stretti quando ci vedi dubbiosi e frastornati. In Cristo Gesù nostro Signore. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Volgi il tuo sguardo, o Padre, 
alle offerte della tua Chiesa, 
e fa’ che partecipiamo con fede 
alla passione gloriosa del tuo Figlio, 
che ora celebriamo nel mistero. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Il Signore è mio pastore, non manco di nulla; 
in pascoli di erbe fresche mi fa riposare, 
ad acque tranquille mi conduce. (Sal 23,1-2) 

Oppure: 
I discepoli riconobbero Gesù, il Signore, 
nello spezzare il pane. (Lc 24,35) 

Preghiera dopo la comunione
Ti ringraziamo dei tuoi doni, o Padre; 
la forza dello Spirito Santo, 
che ci hai comunicato in questi sacramenti, 
rimanga in noi e trasformi tutta la nostra vita. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
In questi giorni leggiamo nella liturgia della parola il Libro della Sapienza; Maria, che invochiamo come sede della Sapienza, ne è l'espressione perfetta. Anche lei si vanta in mezzo al popolo: "Tutte le generazioni mi chiameranno beata"; anche lei si umilia: "Guardò l'umiltà della sua serva". Sono pochissime le parole della Madonna che i Vangeli hanno conservato, ma da lei ci viene un insegnamento che tutti li sintetizza: "Fate quello che (Gesù) vi dirà". E a Cana l'acqua fu trasformata in vino di nozze. Ecco la regola essenziale della vita cristiana: "Fate quello che Gesù vi dirà".
I nostri giorni possono essere insignificanti, semplici, monotoni: "acqua" che scorre via e non lascia traccia. Ma possono diventare "Vino di nozze" se vissuti nella docilità alla volontà di Dio, camminando nel suo amore.
Possiamo pensare che Maria ci dica un'altra parola, facendo suo l'invito di Gesù: "Rimanete nell'amore". Rimanete nell'amore come ho fatto io: allora tutte le vostre azioni, anche le più insignificanti e banali si trasformeranno in vino nuziale.
Stiamo vicino alla nostra madre e maestra, perché la pura luce della sua sapienza possa illuminarci: vedremo allora gli "stupendi prodigi" che il Signore continua a compiere in mezzo a noi come per il popolo eletto. Vedremo anche i prodigi che egli opera in noi, se davvero siamo obbedienti alla voce materna di Maria: "Fate quello che vi dirà". E come lei potremo innalzare canti di gioia per la sua grande misericordia.