venerdì 8 novembre 2019

GRAN SASSO: UN LABORATORIO DI FISICA NUCLEARE CHE VIOLENTA L’ITALIA

di Gianni Lannes



Io so di non sapere, ma in ogni caso il dubbio ma non l’accettazione acritica di presunte verità ufficiali, è la base di ogni civiltà umana, nonché il fondamento della ricerca. Quando la scienza è un pretesto ammantato dal segreto di Stato, quando si nega e si tranquillizza fino all’imbonimento delle masse. Quanto è piccolo il mondo disumano, dove la fantascienza (DARPA) ha soverchiato la realtà. Basta scavare un po’ e tutto torna a rigor di logica, per ricostruire il bandolo della matassa sulla base di un’esperienza personale diretta, verificabile da chiunque. Le autorità tricolori non hanno mai rivelato gli eventuali danni subiti a seguito del sisma dell’Aquila (309 vittime) e pure adesso tacciono sul laboratorio di fisica nucleare. Perchè? Qualcosa da nascondere? Si sa solo che parte del corno piccolo ha subito danni e non era mai successo prima. Chi controlla i controllori – laureati e analfabeti funzionali – in Italia? Nessuna anima viva super partes. Dinanzi all’ennesima carneficina (291 morti accertati attualmente) di connazionali innocenti e di tanti bambini non si può tacere.

Ad un soffio da L’Aquila, ad un passo da Amatrice e da Rieti, nelle viscere dell’Appennino, esattamente dentro il sistema geologico più delicato in assoluto di tutta la dorsale italica, che disseta 1 milione di persone. In loco le zolle tettoniche sono instabili come in nessun altro luogo del bel paese. Lì, dove oscillano i neutrini, il regno della Fisica delle Particelle, dove stanno conducendo in questo momento esperimenti sulle esplosioni delle Supernovae, lì dove quantità abnormi di energia vengono convogliate in condotte progettate per studiare l’infinitamente piccolo della materia e ciò che si nasconde tra etere e le conosciute quattro dimensioni dello Spazio/Tempo. Lì dove torturano madre Terra, punzecchiandone il sistema nervoso. Lì dove la scienza crede di poter dominare la forza dell’universo. Proprio lì, in corrispondenza degli epicentri dei più disastrosi terremoti recenti italiani. Lì dove certi omuncoli in camice bianco e divisa d’ordinanza si credono “dei”. Quali sono realmente gli esperimenti in atto attualmente?

Nati da un’idea di Antonino Zichichi, la loro costruzione ebbe inizio nel 1982 e sono stati costruiti assieme al traforo autostradale del Gran Sasso. Cinque anni dopo vi si tenne il primo esperimento. I laboratori sotterranei contengono tre “sale” (sala A, sala B e sala C) le cui dimensioni tipiche sono di 100 metri di lunghezza per 20 metri di larghezza e 20 metri di altezza. Oltre alle tre sale principali i laboratori sotterranei sono costituiti da alcuni locali di servizio, da dei tunnel di collegamento (uno dei quali collega tutte le tre sale ed è sufficientemente grande da permettere il passaggio di grossi autocarri) e da alcune piccole altre zone sperimentali dove trovano collocazione alcuni esperimenti di piccole dimensioni geometriche. In due piccoli tunnel ausiliari, appositamente realizzati, ha trovato collocazione un interferometro ottico.

Dunque, li ha pretesi Zichichi, lo stesso che ha ospitato presso il centro Ettore Majorana, la presentazione di un delirante progetto di “geoingegneria ambientale” messo in pratica in Europa. Infatti, nell’agosto dell’anno 1997 ad Erice in Sicilia, entrò in scena anche se non proprio fisicamente Edward Teller, l’inventore della bomba H. Dal 20 al 23 agosto di quell’anno andò in onda il «22nd International Seminar on Planetary Emergencies», organizzato proprio dal fisico Zichichi. L’architrave teorica della guerra non convenzionale, proibita dalla convenzione Enmod dell’Onu (entrata in vigore il 5 ottobre 1978) porta il seguente titolo: «Global Warming and Ice Ages: I. Prospects for Physics-Based Modulation of Global Change».


Esattamente il 14 settembre del ‘97 fu pubblicato dal quotidiano Il Corriere della Sera, un articolo intitolato «Sparare in cielo uno scudo antiradiazione». Un’illuminata sintesi recita:
«Uno sconcertante progetto del celebre scienziato Edward Teller per affrontare i problemi dell’effetto serra Sparare in cielo uno scudo antiradiazione ERICE L’ingegneria planetaria, cioe’ la possibilita’, da parte dell’uomo, di modificare a proprio vantaggio i grandi sistemi geologici e geofisici della Terra, e’ una delle chimere della fantascienza. Al Seminario sulle “Emergenze Planetarie”, che si e’ svolto presso il Centro Ettore Majorana di Erice, questa chimera e’ diventata un progetto scientifico: “I cambiamenti climatici, provocati dall’uomo o da cause naturali, possono essere scongiurati da meccanismi artificiali di regolazione della radiazione solare”. Quali? C’e’ l’imbarazzo della scelta: prodotti chimici, metalli e cristalli, da immettere in stratosfera o in orbita terrestre, sotto forma di minute particelle. A sottoscrivere queste singolari affermazioni e’ Edward Teller, uno scienziato di indiscussa genialita’, anche se si e’ spesso attirato severe critiche per la sua adesione a programmi di ricerca scientifica e tecnologica finalizzati alla produzione di nuove armi. Membro del Manhattan Project che porto’ alla realizzazione della prima bomba atomica durante la Seconda guerra mondiale, padre della bomba H sperimentata negli anni ’50, piu’ recentemente fra i maggiori supporter dello scudo stellare, Teller doveva intervenire personalmente al seminario di Erice, come fa puntualmente da diversi anni, per presentare il suo grandioso progetto di ingegneria planetaria dal titolo esplicito: “Effetto serra e glaciazioni. Prospettive per un meccanismo di regolazione dei cambiamenti globali su basi fisiche”. Gli acciacchi della sua tarda eta’ (compira’ 90 anni a gennaio prossimo) glielo hanno impedito: al suo posto ha parlato il suo allievo Lowell Wood, che e’ il secondo firmatario del progetto. Secondo Teller e Wood i tempi sono maturi per sperimentare una serie di “scatterers”, ossia di dispositivi per la diffusione della radiazione solare, che possono essere impiegati per modulare, a piacimento, le temperature medie globali. “Da piu’ parti viene suggerito che per prevenire il surriscaldamento globale, dovuto alle emissioni di gas serra nell’atmosfera da parte dell’uomo, si debba ricorrere a riduzioni dei consumi energetici concordate su basi internazionali. Tali limitazioni comportano un impatto economico stimato in 100 miliardi di dollari all’anno. Ebbene noi, a costi inferiori alla centesima parte di questa cifra, suggeriamo l’impiego di scatterers che rimandino indietro nello spazio circa l’uno per cento della radiazione solare che oggi arriva sulla Terra: tanto quanto basterebbe per scongiurare il surriscaldamento globale. D’altra parte quando, come ci si aspetta, arrivera’ una delle cicliche ere glaciali, un analogo tipo di scatterers potrebbe essere impiegato per impedire l’uscita di quel tre per cento della radiazione termica terrestre necessario per mantenere le nostre temperature medie ottimali e evitare che il nostro pianeta precipiti nel gelo delle glaciazioni”. Gli scatterers di cui Teller e Wood propongono la rapida sperimentazione sono di diversi tipi e dovrebbero essere collocati in diversi luoghi dentro o fuori il pianeta, al fine di verificarne la funzionalita’ e l’impatto ambientale. Eccoli in ordine crescente di efficienza nella diffusione della radiazione solare. 1) Spray di ossidi di zolfo (SO2 o SO3) da disperdere in stratosfera emulando un’emissione simile a quella prodotta dal vulcano filippino Pinatubo; 2) particelle di alluminio allo stato cristallino (Al2O3) da immettere in stratosfera attraverso i getti di missili; 3) minuscole pagliette di metalli a elevata conducibilita’ da distribuire o in stratosfera oppure in orbita terrestre; 4) palloncini volanti ricoperti di un sottile film metallico, del tutto simili a quelli usati per gioco dai bambini, da liberare dal suolo fino alla stratosfera; 5) particelle submicroscopiche di perfluoroidrocarburi con capacita’ di diffondere la radiazione solare per risonanza, da collocare in stratosfera. Assicurano Teller e Wood, che nel caso della collocazione stratosferica, sarebbe possibile variare la quantita’ degli scatterers anche in funzione della latitudine, in modo da creare una serie di bande parallele all’equatore e arrivare cosi’ a una “regolazione fine” della radiazione solare a seconda delle esigenze. Quanto alla massa totale del materiale necessario per ottenere gli effetti desiderati, essa varia dai milioni di tonnellate (caso degli scatterers meno efficienti) alle migliaia di tonnellate (scatterers piu’ efficienti). Cio’ che ha piu’ colpito la platea di Erice non e’ tanto l’eccesso di innovazione e di stravaganza del progetto (gli scienziati americani ci hanno abituato a delle fascinose fughe in avanti), quanto la totale mancanza di sensibilita’ ambientale che lo contraddistingue. Risolvere l’effetto serra nei termini proposti da Teller significa rimuovere del tutto la questione degli sprechi e dell’inefficienza energetica, a danno totale del pianeta che si afferma di voler salvare».

Italia: 24 agosto 2016

Italia: scie belliche NATO – foto Gianni Lannes (tutti i diritti riservati)

Tutto brevettato negli Stati Uniti d’America (incluso Eastlund nel 1987) e certificato dalla documentazione militare dell’US. Air Force, nonché di numerose università nordamericane. Dal rilascio di chemtrails che rendono l’aria maggiormente elettroconduttiva, in modo tale da consentire alle onde elf di penetrare nel sottosuolo al fine di provocare terremoti, previa sollecitazione delle faglie sismiche attive a livello superficiale. Ecco perché gli ipocentri sono così limitati (4-10 chilometri in media) e standardizzati dalle impostazioni dei riscaldatori ionosferici. Quindi si aziona il bombardamento con le onde elf quando i sismografi rilevano le prime scosse. L’effetto è devastante perché si compie un’amplificazione, a pochi chilometri sotto la crosta terrestre, di un fenomeno naturale già in atto che, di per sé, non cagionerebbe un gran danno perché i terremoti naturali avvengono in profondità. Potenziare un terremoto naturale non lascia prove della manipolazione, è il delitto perfetto. Cosa può provocare movimenti tellurici, in linea retta, come in uno schema matematico-geometrico? Solamente una macchina per i terremoti pilotata da un computer che calcola basandosi su un modello teorico, anche in tempo reale. I fatti dicono che il giorno prima del terremoto qualcuno ha notato nell’Italia centrale uno tsunami elettromagnetico. Se tu vedi delle nubi non conta. Conta che dopo questa segnalazione c’è stato un devastante terremoto proprio nelle zone dove veniva segnalato un bailamme di fulmini senza tuoni. Una coincidenza?
Il 19 luglio 2001, a Genova, durante il famigerato G8 e la contestuale mattanza dei pacifisti, l’allora primo ministro Berlusconi ha sottoscritto un accordo segreto sulla sperimentazione climatica con l’inquilino della White House, tale Bush junior. All’affare partecipano da allora INFN, INGV, CNR, FIAT (editore del quotidiano La Stampa che nega ovviamente l’evidenza, ora accorpato dai De Benedetti), Ansaldo Nucleare, Finmeccanica, Enac, Enav, Aeronautica Militare (a cui è demandato il controllo virtuale dello spazio aereo), eccetera. Vale a dire quelli che controllano prevalentemente l’economia, l’editoria, i mass media e l’ambito militare in Italia per conto della NATO (da cui tutti prendono ordini: quelli in doppiopetto istituzionale, quelli in divisa d’ordinanza e quelli in camice bianco in particolare i sismologi istruiti annualmente dagli esperti bellici dell’alleanza atlantica). Anche altre ex nazioni europee hanno siglato accordi segreti e separati dello stesso tenore con lo zio Sam.
Il bombardamento elettromagnetico e l’irrorazione del territorio italiano è decollata a tutti gli effetti, nel gennaio 2002, anche se già nel 1963 Nasa e Max Planck Institute condussero un esperimento segreto sulla Sardegna, con dispersione del tossico bario. In tal modo, gli effetti distruttivi nel belpaese non si sono fatti attendere, come attesta la stessa ordinanza del presidente del consiglio dei ministri, datata 23 ottobre 2003, nonché la sequela di atti parlamentari (interrogazioni ed interpellanze) che dal 2002 ai giorni nostri sono state presentate sulla guerra ambientale in atto, e in gran parte non hanno avuto risposta da governi eterodiretti di tutte le salse.
Non è tutto. «Dichiarazione dello stato di emergenza socio-economico ambientale nel territorio delle province di L’Aquila e Teramo interessato dagli interventi necessari alla messa in sicurezza del sistema Gran Sasso» è il titolo di un decreto del presidente del consiglio dei ministri 27 giugno 2003 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale, Serie Generale numero 154 del 5-7-2003), in cui è scritto:
«Rilevato che, in data 16 agosto 2002, all’interno dei laboratori di fisica nucleare del Gran Sasso, durante la fase di test di un impianto di filtrazione e purificazione della pseudocumene, nell’ambito dell’esperimento denominato Borexino, si e’ verificato un incidente comportante lo sversamento nel pozzetto di drenaggio di circa 50 litri di detta sostanza chimica; Considerate le caratteristiche geomorfologiche del territorio in cui e’ localizzato il succitato laboratorio e nel quale e’ presente la rete idrica che alimenta l’acquedotto Ruzzo; Considerato che allo scopo di verificare eventuali commistioni tra le acque di raccolta dello stillicidio all’interno del laboratorio e l’acqua potabile destinata al consumo umano, sono state effettuate delle indagini commissionate dall’azienda consortile dell’acquedotto del Ruzzo di Teramo, dalle quali e’ emersa la sussistenza di un collegamento idraulico ed idrogeologico tra tutte le sorgenti e gli sbarramenti che hanno costituito oggetto di studio; Preso atto del provvedimento in data 28 maggio 2003 del giudice per le indagini preliminari di Teramo, con cui e’ stato disposto il sequestro preventivo della sala C dei laboratori del Gran Sasso; Constatato che in data 18 giugno 2003 durante le prove di monitoraggio effettuate dai tecnici della commissione e’ stata ritrovata una sostanza del tipo diisopropilnaftalene nelle acque destinate al consumo umano; Considerata la necessita’ di contenere gli effetti di eventuali sversamenti di sostanze pericolose proprie delle lavorazioni in corso all’interno del laboratorio attraverso l’adozione di misure di prevenzione dei fenomeni di inquinamento, di messa in sicurezza degli impianti e, se del caso, mediante opportuni interventi infrastrutturali; Considerato che, nonostante tutte le forme di controllo attivate dalla regione Abruzzo al fine di mettere in sicurezza l’intero sistema Gran Sasso, e’ necessario porre in essere interventi di carattere straordinario, al fine di superare il contesto emergenziale in atto; Considerata, quindi, la ineludibile esigenza di definire un piano globale di messa in sicurezza dell’intero sistema, al fine di prevenire eventuali danni alla salute pubblica… Decreta: Ai sensi e per gli effetti dell’art. 5, comma 1, della legge 24 febbraio 1992, n. 225, in considerazione di quanto in premessa, e’ dichiarato, fino al 30 giugno 2004, lo stato di emergenza socio-ambientale nel territorio delle provincie di L’Aquila e Teramo della regione Abruzzo per le parti interessate dagli interventi necessari alla messa in sicurezza del sistema Gran Sasso. Il presente decreto verra’ pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana. Roma, 27 giugno 2003 Il Presidente: Berlusconi».

Il giornale L’unità del 10 settembre 2002 titola: «Gran Sasso, stop agli esperimenti Trovate tracce di inquinamento delle falde acquifere, la perdita causata da errore umano durante un esperimento Fermi sine die i laboratori che utilizzano sostanze tossiche, appello del Wwf».

E per non farci mancare nulla emergono perfino le ecomafie istituzionali. Ecco quanto si legge nell’interrogazione a risposta scritta numero 4/06719 del 24 giugno 2003, a tutt’oggi senza risposta:
« Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro della salute, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. – Per sapere – premesso che: il Corpo Forestale dello Stato, a seguito di una indagine, ha rinvenuto e sequestrato in una discarica abusiva, nella provincia di L’Aquila, tonnellate di rifiuti tossici provenienti dai laboratori dell’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso; il materiale tossico era stato abbandonato in tre località: Tempera, Sassa e Pettino, in quest’ultimo caso nelle vicinanze dell’ospedale San Salvatore; in alcuni fusti di plastica è stato rinvenuto olio misto a Trimetilbenzene, parte del materiale tossico è finito anche nel terreno; si tratta dello stesso olio che secondo la Direzione dei laboratori del Gran Sasso era stato versato «per errore umano» in un tombino e che si era infiltrato nella falda idrica che alimenta gli acquedotti abruzzesi; le sostanze tossiche scoperte in tre discariche abusive sono un pericolo per l’uomo in particolare per il possibile inquinamento delle falde acquifere; l’Istituto di fisica nucleare del Gran Sasso si era rivolto ad una ditta de L’Aquila per smontare e smaltire un macchinario utilizzato per l’esperimento «Macro», compresi i rifiuti tossici contenuti nei fusti, la ditta incaricata attraverso imprese subappaltanti avrebbe dovuto trasferire tutto in discariche autorizzate, in realtà l’olio tossico e nocivo è in parte finito in discariche abusive e in parte a due raffinerie di Milano e Napoli che lo hanno acquistato come olio «puro»; già lo scorso 29 maggio 2003 il corpo forestale aveva sequestrato la sala C dei laboratori del Gran Sasso a seguito della verifica delle regole di sicurezza riscontrate assenti, e per questo l’attività di ricerca sospesa e i laboratori chiusi -: se i Ministri interrogati non ritengano necessario e improrogabile procedere all’immediata messa in sicurezza dei laboratori dell’Istituto nazionale di fisica nucleare del Gran Sasso; quali iniziative intendano intraprendere affinché fatti come quelli accaduti in relazione allo smaltimento di rifiuti tossici e nocivi dei laboratori del Gran Sasso non abbiano più ad accadere in quanto rappresentano un rischio gravissimo».
Il sito online dell’Istituto nazionale di fisica nucleare snocciola la seguente pappardella in pasto ai creduloni:
«I Laboratori Nazionali del Gran Sasso (LNGS), uno dei quattro laboratori dell’ INFN, sono i più grandi laboratori sotterranei del mondo in cui si realizzano esperimenti di fisica delle particelle, astrofisica delle particelle e astrofisica nucleare. Situati tra le città di L’Aquila e Teramo, a circa 120 km da Roma, i Laboratori sono utilizzati come struttura a livello mondiale da scienziati provenienti da 22 paesi diversi; attualmente ne sono presenti circa 750 impegnati in circa 15 esperimenti in diverse fasi di realizzazione. Le strutture sotterranee sono collocate su un lato di un tunnel autostradale lungo 10 chilometri che attraversa il Gran Sasso, direzione Roma, e consistono di tre grandi sale sperimentali, ognuna delle quali misura circa 100 m. di lunghezza, 20 m. di larghezza e 18 m. di altezza e tunnel di servizio, per un volume totale di circa 180,000 metri cubi. I 1400 m. di roccia che sovrastano i Laboratori costituiscono una copertura tale da ridurre il flusso dei raggi cosmici di un fattore un milione; inoltre, il flusso di neutroni è migliaia di volte inferiore rispetto alla superficie grazie alla minima percentuale di Uranio e Torio presente nella roccia di tipo dolomitico che costituisce la montagna. Compito dei Laboratori del Gran Sasso è di ospitare esperimenti nel campo dell’ astrofisica nucleare e fisica delle particelle… Principali argomenti di ricerca dell’attuale programma sono: la fisica dei neutrini naturalmente prodotti nel Sole e in esplosioni di Supernova, e lo studio delle oscillazioni del neutrino attraverso un fascio di neutrini provenienti dal CERN (programma CNGS), la ricerca della massa del neutrino in decadimenti doppio b senza emissione di neutrini, la ricerca sulla materia oscura e lo studio di reazioni nucleari di interesse astrofisico».
Questo laboratorio è sotto la tutela del ministero della difesa, ovvero della guerra sotto mentite spoglie, differentemente da tutti gli altri laboratori di ricerca italiani. E non vi è modo che un ente indipendente o civile possa accedervi per controlli, in violazione della convenzione europea di Aarhus, ratificata dalla legge italiana 108 del 2001.

Il piano di emergenza esterna della prefettura dell’Aquila, sia pure datato, avverte che si tratta di un impianto a rischio di incidente rilevante:
«L’attività di detta Azienda risulta, allo stato attuale, soggetta agli obblighi di cui agli art. 8 del D.Lgs. 334/99 e successivo D.Lgs. 238/2005 di modifica ed integrazione, in quanto in essa sono depositate sostanze pericolose in quantitativi tali da rendere possibili scenari incidentali significativi ai fini della pianificazione di emergenza esterna».
I laboratori sotterranei dell’Istituto nazionale di fisica nucleare sono fra i più grandi e importanti del mondo e si trovano a circa 1.400 metri nel cuore del massiccio roccioso centrale del Gran Sasso, sotto la vetta del Monte Aquila, e si articolano in tre sale sperimentali, lunghe 100 metri per 20 di larghezza e 20 di altezza. All’interno sono montati macchinari per le rilevazioni sulle particelle che riescono ad attraversare la massa di roccia della montagna, che di fatto filtra o addirittura elimina quelli che vengono chiamati “rumori di fondo”, permettendo di studiare processi fisici molto rari o difficili da scoprire. Qui lavorano circa 60 persone, men tre altre 20 fanno capo ad aziende esterne che collaborano regolarmente per i laboratori, ai quali si aggiungono ogni anno circa 500 ricercatori, provenienti da tutte le parti del mondo.

Ricapitolando in sintesi. Alle 10,20 del 16 Agosto 2002, nella sala C del Lngs si verifica un incidente durante la fase di test di un impianto di filtrazione e purificazione della pseudo- cumene (ossia trimetilbenzene 1, 2,3: una sostanza largamente utilizzata nella produzione di resine ma che in laboratorio serve per rivelare i neutrini): circa 50 litri di questa sostanza raggiungono un pozzetto di raccolta delle acque reflue e da qui si riversano nel torrente Mavone. L’incidente rende evidenti le falle e i potenziali pericoli del sistema di filtrazione e purificazione dell’acqua di lavorazione (ne serve molta per gli esperimenti e per il raffreddamento delle apparecchiature), perchè si sono rilevati più punti di contatto fra la condotta di scarico dei laboratori con la falda che alimenta l’acquedotto del Ruzzo, ed anche con la rete stessa dell’acquedotto.
Per questo, nel maggio 2003, il giudice per le indagini preliminari di Teramo dispone il sequestro preventivo della sala C, spingendo tutte le autorità – locali e nazionali – a un intervento concreto, e per ora concordato, di messa in sicurezza dell’intero sistema. Nel giugno 2003, un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri dichiara Area di emergenza socioeconomico e ambientale il territorio delle province dell’Aquila e di Teramo, portando alla nomina di un Commissario straordinario con il compito di definire l’esatta consistenza dell’incidente e le cause che l’hanno determinato, e di predisporre poi un piano di interventi per la bonifica delle aree eventualmente inquinate e il superamento definitivo dell’emergenza. Il tutto da avviare entro il dicembre 2005, quando termina lo stato di emergenza, utilizzando poteri straordinari di protezione civile.
Strettamente collegato al sistema Gran Sasso è il progetto di un terzo traforo, previsto dalla legge 366 del 1990, che ha stanziato 110 miliardi di lire per realizzarlo; il progetto è rimasto però sulla carta, per la forte opposizione degli enti locali e delle associazioni ambientaliste, e così è ancora, nonostante nel 2001 sia stato inserito fra i progetti prioritari della Legge Obiettivo. I motivi di tanta opposizione riguardano innanzitutto il sistema idrogeologico del Gran Sasso e i danni creati con la costruzione dei laboratori e delle due gallerie autostradali. L’acqua del Gran Sasso alimenta infatti gran parte degli acquedotti che servono le province di Teramo, L’Aquila e Pescara, ed è destinata all’uso quotidiano di circa 1milione di persone oltre che ai due principali poli economici della provincia di Teramo, quello agroalimentare e quello turistico.
I lavori hanno però intaccato le potenzialità di questo enorme bacino, ritenuto il più grande serbatoio idrico d’Abruzzo e fra i maggiori d’Italia: secondo un dossier del Wwf, gli scavi hanno determinato la perdita di enormi quantità di acqua, che nella fase di cantiere ha raggiunto i 2.150 litri al secondo sul versante teramano e 750 litri al secondo su quello aquilano (con conseguente allagamento delle gallerie e sospensione dei lavori); uno studio eseguito nel 1983 dalla Compagnia mediterranea prospezioni, per conto della Cassa per il Mezzogiorno, ha poi rilevato un abbassamento della falda acquifera di circa 600 metri (dagli originari circa 1.600 metri agli attuali 1.060), con conseguente flessione della portata delle sorgenti, variabile dal 25 per cento di quella del Pescara al 60 per cento di quelle del Ruzzo e di Casale San Nicola. L’Aquila rimanga senza acqua in primavera e nei periodi di secca, mentre Teramo non riesce a soddisfare le necessità della costa se non con la depurazione di acque superficiali. Davanti a un danno così profondo sono evidenti le preoccupazioni per ulteriori scavi nella stessa area.
Ed è istruttivo il seguente atto parlamentare:
«Interrogazione a risposta in Commissione 5-01995 presentata da NICOLA CRISCI mercoledì 14 maggio 2003 nella seduta n.309 CRISCI, MARIOTTI, BORRELLI e BELLINI. – Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio, al Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca. – Per sapere – premesso che: il 16 agosto 2002, nel corso delle attività di sperimentazione e ricerca che si svolgono presso i laboratori dell’Istituto Nazionale di fisica nucleare (INFN) nel Gran Sasso d’Italia, si è verificato lo sversamento di liquidi riversatisi nel fiume Mavone, affluente del fiume Vomano, in provincia di Teramo; a seguito di questo incidente l’Amministrazione Provinciale di Teramo ed il WWF Abruzzo hanno avviato una procedura giudiziaria e la magistratura ha aperto un’inchiesta tesa ad accertare la verità sulla dinamica dei fatti accaduti il 16 agosto 2002; con ordinanza del 27 dicembre 2002 il Presidente del Tribunale di Teramo ha nominato consulente tecnico d’ufficio (CTU) l’ingegnere Berardo Naticchia con l’incarico di procedere all’accertamento sull’apparato sperimentale «Borexino» per verificare se da esso si fosse determinato il 16 agosto 2002 lo sversamento di liquidi individuando gli elementi ed il luogo degli scarichi; in data 29 aprile 2003 è stata depositata la relazione di accertamento tecnico preventivo redatta dall’ingegner Naticchia e nelle conclusioni rassegnate dal C.T.U. sono state esposte, tra l’altro, le seguenti considerazioni: a) che effettivamente vi è stato uno sversamento di liquidi, confluiti nell’impianto di smaltimento e di lì in parte direttamente nel sistema idrico esterno ed in parte verso i circuiti dell’impianto della centrale idrica; b) che sorgono dubbi circa la completezza della ricostruzione fornita dagli operatori dei Laboratori dell’I.N.F.N., anche perché il registro delle annotazioni non è integro e talune annotazioni sembrano apposte in tempi non sincroni con gli accadimenti; c) che vi sono sostanziali discordanze, per ciò che riguarda i liquidi sversati, tra le affermazioni degli operatori dell’I.N.F.N. e le risultanze del C.T.U., in quanto compaiono sostanze non compatibili con le operazioni descritte e riportate nel log-book dell’I.N.F.N.; d) che altri aspetti, emersi durante le operazioni di accertamento, destano particolare preoccupazione in quanto non hanno trovato da parte del C.T.U. una inequivocabile spiegazione e potrebbero richiedere ulteriori approfondimenti; è appena il caso di ricordare che l’incidente del 16 agosto è il primo che viene portato compiutamente all’attenzione dell’opinione pubblica, ma è necessario non dimenticare che solo nel corso dell’esperimento MACRO, svolto dal California Institute of Technology, si sono determinati ben dieci «processi anomali» con perdite di olio ed altre sostanze, secondo i dati rilevati sul sito web del CALTECH ed inoltre che, all’interno dei laboratori del Gran Sasso, sono stoccati ingenti quantitativi di sostanze ritenute pericolose; le conclusioni a cui perviene il C.T.U. rafforzano una serie di interrogativi sulla valutazione dell’entità del rischio per la popolazione e per gli stessi addetti ai laboratori, sul grado di pericolosità derivante da reazioni ed interazioni tra le sostanze utilizzate e l’ambiente, sulla possibilità di inquinamento delle falde acquifere con conseguente perdita di preziosa acqua potabile, sull’esistenza di piani di emergenza e sull’efficacia del sistema dei controlli praticati -: se non ritengano necessario assumere ogni utile provvedimento teso ad eliminare la persistente situazione di pericolo, anche attraverso la immediata sospensione delle attività di sperimentazione dell’I.N.F.N. nei laboratori del Gran Sasso d’Italia e, nel contempo, predisporre gli atti necessari alla sola realizzazione delle opere funzionali alla messa in sicurezza definitiva dei laboratori, attraverso l’utilizzo delle risorse economiche previste dalla Legge n. 366 del 29 novembre 1990.(5-01995)».
C’è almeno un giudice a Berlino, o comunque divino?

riferimenti:




http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/60000/56543.xml?

key=emanuele+perugini&first=191&orderby=0&f=firhttps://www.ac.infn.it/contratti/Bandi_di_gara/disciplinare8387.pdf

http://www.ac.infn.it/contratti/Bandi_di_gara/SpecificheTecn9203.pdf 

https://www.ac.infn.it/contratti/Bandi_di_gara/10309/Disciplinare%20tecnico.pdf 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4-00499&ramo=CAMERA&leg=9 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/01213&ramo=CAMERA&leg=14 

http://leg14.camera.it/_dati/leg14/lavori/bollet/200306/0611/html/07/frame.htm 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=9/03200-BIS/036&ramo=CAMERA&leg=14 http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=5/01995&ramo=CAMERA&leg=14 

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/06719&ramo=CAMERA&leg=14

http://aic.camera.it/aic/scheda.html?numero=4/07289&ramo=CAMERA&leg=14

http://www.prefettura.it/FILES/AllegatiPag/1188/INFN%20definitivo.pdf 

http://www.infn.it/news/news.php?id=216 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=gran+sasso 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/04/scie-chimiche-laccordo-segreto-dei.html 

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http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2013/05/terremoto-in-abruzzo-segreto-di-stato.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2016/08/terremoti-innaturali.html 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/search?q=max+planck 

http://sulatestagiannilannes.blogspot.it/2014/08/sardegna-uno-zoo-industriale-e-bellico.html

Fonte:
Per accedere alle fonti riportate sopra fatelo da qui con copia e incolla sul browser: http://www.agribionotizie.it/gran-sasso-un-laboratorio-di-fisica-nucleare-che-violenta-litalia/

giovedì 7 novembre 2019

Votare non serve, l'Ue è solo una farsa. Di Ida Magli



UN VECCHIO ARTICOLO DI IDA MAGLI MA ANCORA ATTUALISSIMO IN ITALIA CHE CI AIUTA AD EVITARE ERRORI FUTURI....

Votare non serve, l'Ue è solo una farsa. Di Ida Magli
il Giornale | 15.03.2014


Renzi “sfida l’Europa”, come afferma il Corriere della Sera, gridando ai quattro venti che l’Italia terrà fede ai parametri di Maastricht. Se non fosse che tali affermazioni riguardano sessanta milioni di cittadini italiani troveremmo paradossale o addirittura grottesca la situazione in cui si muove il capo del governo e le leggi che promette di mettere in atto entro i prossimi mesi. Sembra, infatti, che Renzi e tutti i politici insieme a lui, si siano dimenticati che la Consulta ha dichiarato incostituzionale la legge con la quale l’attuale Parlamento è stato eletto. Di che cosa parla, dunque, Renzi? Riformare la Costituzione mentre si è fuori dalla Costituzione? È così sproporzionato alla realtà il suo vagheggiare: ad aprile questo, a maggio quest’altro, che si finisce col lasciarsi trasportare nel mondo surreale dei suoi sogni.

È atrocemente squallido invece, e tuttavia altrettanto paradossale, l’affannarsi di tutti i politici per convincere gli italiani a votarli alle prossime elezioni europee, assicurandoli che combatteranno così contro l’euro, contro i tanto odiati burocrati di Bruxelles. Poveri italiani! Non si rendono conto che a coloro che perseguono la mondializzazione distruggendo i singoli Stati, ai veri unici Capi di cui non conosciamo il nome, l’unica cosa che serve è che i cittadini votino, riconoscendo così la validità dell’Unione europea. Non ha nessuna importanza a quale scopo votino: il “parlamento europeo” è una finzione visto che l’Unione europea non è uno Stato. Serve a fornire ricchissime poltrone ai politici, ma il trattato di Lisbona ha certificato l’impossibilità dell’Ue di diventare uno Stato. Soltanto uno Stato, ovviamente, può godere di un “parlamento”, tanto che perfino i costruttori dell’Unione europea non hanno riconosciuto al parlamento un’autonoma capacità di fare leggi. Siamo dunque, anche in Europa, nel mondo surreale di cui parlavamo a proposito di Renzi il quale infatti assicura, navigando a vele spiegate nel suo Superuranio, che si vedrà di che cosa l’Italia è capace quando assumerà con il prossimo semestre la guida dell’Europa.

In Italia, però, i politici somigliano tutti a dei piccoli e forse meno simpatici “renzi”. Mantenere la finzione rappresenta la parte più cospicua della loro attività. L’impero europeo deve continuare a esistere, o meglio a fingere di esistere agli occhi dei poveri cittadini che del trattato di Lisbona così come dei parametri di Maastricht non sanno nulla. La bandiera europea, che il trattato obbliga ad esporre soltanto nel giorno della festa dell’Europa, in Italia affianca sempre i governanti e sventola perfino sulla caserma del Comando generale dei Carabinieri, non si sa in base a quale precetto. Roma sembra la succursale di Bruxelles o di Strasburgo: è tutto uno sventolio di bandiere celesti piene di stelle che fingono l’esistenza di un Impero immaginario. Dato che non è uno Stato ma semplicemente un’organizzazione internazionale, l’Ue non può concedere nessuna cittadinanza, concessione che pertanto è illegittima; è illegittima la costituzione di una Banca estranea agli Stati come la Bce (che infatti appartiene per la sua massima parte ad azionisti privati) ed è illegittima, e dunque invalida, la cessione della sovranità monetaria ad una banca privata che i governanti italiani hanno fatto in nome dell’articolo 11 della Costituzione.

E i famosi parametri di Maastricht, quelli per i quali ci siamo svenati fin dall’inizio quando i cari Prodi, Ciampi, Amato ci esortavano a soffrire pur di poter entrare nell’eldorado dell’euro? Ebbene di quei parametri è stato detto di tutto. Ci si sono messi i maggiori economisti, banchieri, Premi Nobel d’Europa e d’America, a definirli: arbitrari, cervellotici, bislacchi, perfino “stupidi” (parola di Prodi, il quale non si vergogna mai di se stesso), ma Renzi insiste: “Dimostreremo che siamo capaci di tenervi fede”. Surreale, grottesca, folle? Non si trovano parole per descrivere la situazione di degrado logico, di straripamento da qualsiasi regola di ordine politico e sociale, di abbandono di ogni principio di realtà nel quale nuotano ormai senza sapere dove vanno politici, giornalisti, intellettuali. Esaltano l’Europa gridando: “Credo perché è assurdo”.

È indispensabile che almeno quei gruppi di cittadini che criticano le istituzioni europee, che vogliono la riappropriazione della sovranità sulla moneta e su tutto l’ambito che riguarda la Nazione e il suo territorio, non vadano a votare alle elezioni europee e convincano il maggior numero possibile di cittadini a non andarvi a causa della loro illegittimità. Bisogna che piuttosto si uniscano in un solo partito per ottenere al più presto il ritorno alla legalità con nuove elezioni e imporre nel parlamento italiano l’uscita dall’euro e dalle normative europee.

Ida Magli
Roma, 13 marzo 2014

LITURGIA DEL GIORNO

La Liturgia di Giovedi 7 Novembre 2019
Giovedì della XXXI settimana del Tempo Ordinario (Anno dispari)

Grado della Celebrazione: Feria
Colore liturgico: Verde 

Antifona d'ingresso
Non abbandonarmi, Signore mio Dio, 
da me non stare lontano; 
vieni presto in mio aiuto, 
Signore, mia salvezza. (Sal 38,22-23) 

Colletta
Dio onnipotente e misericordioso, 
tu solo puoi dare ai tuoi fedeli 
il dono di servirti in modo lodevole e degno; 
fa’ che camminiamo senza ostacoli 
verso i beni da te promessi. 
Per il nostro Signore Gesù Cristo... 

PRIMA LETTURA (Rm 14,7-12)
Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore.

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani 

Fratelli, nessuno di noi vive per se stesso e nessuno muore per se stesso, perché se noi viviamo, viviamo per il Signore, se noi moriamo, moriamo per il Signore. Sia che viviamo, sia che moriamo, siamo del Signore. Per questo infatti Cristo è morto ed è ritornato alla vita: per essere il Signore dei morti e dei vivi.
Ma tu, perché giudichi il tuo fratello? E tu, perché disprezzi il tuo fratello? Tutti infatti ci presenteremo al tribunale di Dio, perché sta scritto:
«Io vivo, dice il Signore:
ogni ginocchio si piegherà davanti a me
e ogni lingua renderà gloria a Dio».
Quindi ciascuno di noi renderà conto di se stesso a Dio.

Parola di Dio 

SALMO RESPONSORIALE (Sal 26)
Rit: Contemplerò la bontà del Signore nella terra dei viventi. 

Il Signore è mia luce e mia salvezza:
di chi avrò timore?
Il Signore è difesa della mia vita:
di chi avrò paura?

Una cosa ho chiesto al Signore,
questa sola io cerco:
abitare nella casa del Signore
tutti i giorni della mia vita,
per contemplare la bellezza del Signore
e ammirare il suo santuario.

Sono certo di contemplare la bontà del Signore
nella terra dei viventi.
Spera nel Signore, sii forte,
si rinsaldi il tuo cuore e spera nel Signore. 

Canto al Vangelo (Mt 11,28) 
Alleluia, alleluia.
Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, 
e io vi darò ristoro, dice il Signore.
Alleluia. 

VANGELO (Lc 15,1-10
Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte. 

+ Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano dicendo: «Costui accoglie i peccatori e mangia con loro». 
Ed egli disse loro questa parabola: «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”. Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione.
Oppure, quale donna, se ha dieci monete e ne perde una, non accende la lampada e spazza la casa e cerca accuratamente finché non la trova? E dopo averla trovata, chiama le amiche e le vicine, e dice: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la moneta che avevo perduto”. Così, io vi dico, vi è gioia davanti agli angeli di Dio per un solo peccatore che si converte».

Parola del Signore 

Preghiera dei fedeli
Dio è nostra forza e baluardo, difesa nella tentazione, bontà nella sconfitta. A lui ci presentiamo, una volta ancora bisognosi del suo aiuto. Diciamo insieme:
Signore, ascolta ed esaudisci.

Perché nessun peccato diminuisca in noi la gioiosa certezza che Cristo è alla nostra ricerca per accoglierci tra le sue braccia, come la pecora smarrita. Preghiamo:
Perché nel nostro paese le risorse che Dio ci ha dato, siano investite nella costruzione di una società attenta agli ultimi e giusta con tutti. Preghiamo:
Perché i genitori e gli educatori sappiano trasmettere alle nuove generazioni il gusto d'una vita in armonia con Dio e con il prossimo. Preghiamo:
Perché i cristiani discriminati o perseguitati a motivo della fede, vivano la loro emarginazione con fortezza, umiltà e senza rancori. Preghiamo:
Perché la nostra comunità riesca a plasmarsi un cuore che non giudica e non cede a grettezze e parzialità. Preghiamo:
Per gli orfani e le vedove.
Per i ragazzi in cammino verso il sacramento della penitenza, dell'eucaristia, della cresima.

Tu conosci, Padre, ciò di cui abbiamo bisogno prima ancora che apriamo la bocca. A quanto qui espresso, aggiungi tu ciò che sai essere buono e utile per ciascuno di noi. Per Cristo Gesù nostro Signore. Amen. 

Preghiera sulle offerte
Questo sacrificio che la Chiesa ti offre, Signore, 
salga a te come offerta pura e santa, 
e ottenga a noi la pienezza della tua misericordia. 
Per Cristo nostro Signore. 



Antifona di comunione
Tu mi indichi il sentiero della vita, Signore, 
gioia piena nella tua presenza. (Sal 16,11) 

Oppure: 
Dice il Signore: “Come il Padre che ha la vita ha mandato me 
e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me”. (Gv 6,57) 

Preghiera dopo la comunione
Continua in noi, o Dio, la tua opera di salvezza, 
perché i sacramenti che ci nutrono in questa vita 
ci preparino a ricevere i beni promessi. 
Per Cristo nostro Signore. 

Commento
"In quel tempo dice il passo evangelico di oggi si avvicinavano a Gesù tutti i pubblicani e i peccatori per ascoltarlo. I farisei e gli scribi mormoravano:
Costui riceve i peccatori e mangia con loro". Manca ai farisei l'atteggiamento interiore della povertà spirituale, indispensabile per essere all'unisono con Gesù, per condividere i suoi sentimenti. La loro è invece l'attitudine contraria: questo è mio e non appartiene che a me, non può essere condiviso con altri. Scribi e farisei sono convinti che Dio è proprietà loro e di nessun altro: gli altri sono peccatori. Sono loro i padroni di Dio, i padroni della salvezza, i padroni della vita spirituale e mormorano contro Gesù che "riceve i peccatori e mangia con loro", perché hanno l'impressione che venga ingiustamente dato ad altri qualche cosa che è di loro esclusiva proprietà. Gesù vuole invece far loro capire che per essere uniti a Dio non devono rinchiudersi nel loro egoismo, ma aprirsi agli altri, accogliere gli altri, anche quelli che sembrano i più indegni, perché questo è l'atteggiamento di Dio. Dio è la generosità senza limiti, colui che si prende cura di tutti, si rallegra con tutti, si preoccupa in modo speciale dei più bisognosi, cioè di chi si trova in una condizione di mise4a spirituale che deve essere sostenuta, confortata.
Chi è povero in spirito desidera il bene degli altri, condivide con gli altri i doni che ha ricevuto, sapendo che sono doni che si moltiplicano distribuendoli; così è nella condizione privilegiata per essere unito al Signore.
Le ricchezze spirituali sono state paragonate alla fiamma. Una fiamma non perde nulla comunicandosi, anzi è accresciuta e diffonde più luce, diffonde più fuoco. Chi vuoi metterla al sicuro in un luogo chiuso, la fa morire per mancanza di ossigeno. Così è per le ricchezze spirituali.
Domandiamo al Signore di comprendere profondamente questa attitudine di spirito, che ci impedisce di inorgoglire, di appoggiarci su noi stessi, e ci fa abbandonare nelle mani del Signore tutto ciò che siamo, tutto ciò che facciamo, sapendo che tutto ci viene da lui e che, se li condividiamo, egli moltiplica in noi i suoi doni.

mercoledì 6 novembre 2019

Aree ex Ilva, se si liberassero sarebbe un’opportunità per Genova?


PUNTARE SU INSEDIAMENTI INDUSTRIALI DI ALTRO TIPO COME  LA TRASFORMAZIONE DEI RIFIUTI IN ENERGIA?....



di Maurizio Rossi



Chiarisco ancora prima di iniziare: tutti - e dico tutti - dobbiamo lottare perché sia garantito il lavoro a chi oggi è dipendente di ArcelorMittal in Liguria, E su questo non si discute. Ho forse il difetto di vedere solo quello che accade nella nostra regione, nella nostra città. Non mi sento in grado di dibattere dei massimi sistemi, se e come sia così necessario che si continui a produrre acciaio.

Inizio però a riflettere su come situazioni nazionali abbiano ricadute sul nostro territorio e se da contesti apparentemente negativi possano invece aprirsi opportunità di sviluppo, di maggiore occupazione, investimenti, migliore qualità della vita. Anche di chi lavora e di chi abita intorno allo stabilimento ex Ilva, ora ArcelorMittal, di Cornigliano. Non voglio confondere quindi il tema generale che vede contrapposte forze politiche e la multinazionale indiana (di cui non mi fido né per il presente, né per il nel futuro) con quello che dobbiamo vedere con obiettività.

Quando iniziavo a lavorare a Radio Genova Sound, nel 1977, l’Italsider occupava su quelle aree circa 15mila persone. Poi sappiamo come si arrivò a un accordo tra l’industriale Riva e il presidente della Regione Biasotti. Furono chiuse le lavorazioni a caldo iper inquinanti e in cambio però vennero lasciati all’azienda gli stessi spazi, anche se con un numero di dipendenti ben inferiore. Riva negò sempre la possibilità di pensare a qualsiasi altra operazione su quelle aree.

Un grande progetto lo propose Riccardo Garrone quando la Disney aveva pensato di aprire un parco in Europa. Garrone voleva che anche Genova si mettesse in gioco. La partita non si aprì anche a causa delle opposizioni in consiglio comunale, senza alcuna ‘vision’. La storia sappiamo come è finita: la Disneyland europea ha aperto a Parigi.

Le aree Ilva ancora oggi sono le stesse, solo che ci sono circa 1.500 lavoratori occupati: tantissimi per Genova, ma pochissimi per la dimensione delle aree in cui si trova, su cui neppure si può progettare un futuro che deve andare ben oltre il sacrosanto diritto di difendere i posti di lavoro che attualmente sono legati alla vecchia acciaieria. Quello che accadrà quindi nella diatriba nazionale lo vedremo nei prossimi giorni. Quello che dovremo fare invece, lo ribadiamo, è difendere certamente l’occupazione esistente.

Confindustria, le istituzioni e il sindaco Bucci (che ha sempre idee esplosive) devono pensare a come quelle aree potrebbero diventare una grande opportunità per il rilancio di Genova, per aprire a insediamenti industriali di altro tipo, incentivando chi volesse venire a occupare parte di quelle aree creando di nuovo posti di lavoro. Stretti come siamo tra mare e montagne dobbiamo pensare e capire come possiamo utilizzare ogni metro quadrato per creare ricchezza e occupazione.

Gli impianti a biomasse crescono in Italia



UN'IDEA PER RICONVERTIRE L'ILVA DI TARANTO IN STABILIMENTI PER LA PRODUZIONE DI BIOMASSE. LE ENERGIE RINNOVABILI POSSONO RAPPRESENTARE IL FUTURO LAVORATIVO IN ITALIA CON UN INDOTTO RAGGUARDEVOLE NELLA PRODUZIONE DI PIL. INCREMENTIAMO ED INCENTIVIAMO QUESTO FONDAMENTALE SETTORE!....

Crescono in Italia gli impianti a biomasse per la produzione di energia. A un ritmo che si è fatto sostenuto nel quadriennio 2009-2013 dopo quasi dieci anni di crescita lenta. Dal 2000 al 2008 il numero degli impianti a biomasse è infatti aumentato meno del 50% (da 186 a 352 unità) per poi esplodere nel 2009 con un tasso di crescita dell’81% rispetto all’anno precedente (dati ISPRA – La produzione di energia elettrica da impianti a fonte rinnovabile in Italia).

I motivi di questa accelerazione sono rintracciabili nella redditività degli impianti a biomasse garantita da incentivi come la tariffa omnicomprensiva (valida per gli impianti sotto il megawatt di potenza), i certificati verdi e il CIP6.

Ma qual è la fotografia oggi degli impianti a biomasse in Italia? A fine 2012, ultimi dati certi disponibili, la potenza efficiente lorda aveva raggiunto i 3.801 MW rispetto ai 685 installati nel 2000, con un tasso di crescita medio di circa il 17% annuo. In termini di produzione lorda di energia elettrica, l’aumento è stato costante di anno in anno passando da 1.906 GWh nel 2000 a 12.487 GWh nel 2012, con un tasso di crescita medio del 17,5% (elaborazione ISPRA su dati di TERNA).

Ancora più significativa della crescita è la posizione di leadership mondiale detenuta dall’Italia nelle applicazioni alla produzione di elettricità da biomassa solida con tecnologia ORC (Organic Rankine Cycle), il che rende strategico per il Paese il ruolo degli impianti a biomasse e di tutta la filiera biomassa-energia.

Di tutto questo si parla a mcTER Forest 2015 (Milano – 25 giugno) la quinta edizione della mostra convegno dedicata alle migliori tecnologie e soluzioni per gli impianti a biomassa. L’evento è organizzato dall’Ente Italiano Organizzazione Mostre e dal Comitato Termotecnico Italiano (CTI) e sarà affiancato da due appuntamenti paralleli: mcTER, dedicato ai temi della cogenerazione in ambito industriale, e mcTER Bio-Gas dedicato ai combustibili gassosi.

Distribuzione regionale in Italia degli impianti a biomasse per la produzione di energia elettrica (fonte TERNA):
Lombardia (26,4%)
Veneto (14%)
Emilia Romagna (12,2%)
Piemonte (10,6%)
Trentino Alto Adige (7%)
Toscana (5,3%)
Friuli Venezia Giulia (4,1%)
Lazio (3,4%)
Marche (2,5%)
Umbria (2,3%)
Puglia (2,2%)
Sicilia (2%)
Campania (1,9%)
Abruzzo (1,5%)
Calabria (1,4%)
Sardegna (1,3%)
Liguria (0,6%)
Basilicata (0,6%)
Molise (0,4%)
Valle d’Aosta (0,2%)