mercoledì 17 aprile 2019

CHIESA, CALVARIO, BARBARIN, COMPOSTELA





La quartina 849 esaminata nel precedente articolo è difficilmente interpretabile perché come molte delle Centurie VIII e IX è composta facendo ampio uso di nomi di località apparentemente fra loro sconnesse. In realtà esiste un filo conduttore ben preciso ed è rappresentato dai testi di Charles Estienne che compose delle guide di itinerari per la Francia e altri paesi.
E’ in queste guide che si possono ritrovare le sequenze quasi complete delle località citate da Nostradamus con la difficoltà però che il veggente modifica i nomi di questi luoghi con lo scopo evidentemente di alterarne anche il significato.
Credo che Ramotti sia stato il primo a pensare che Nostradamus volesse utilizzare questi luoghi per l’assonanza fonetica con altre parole di uso corrente, ma probabilmente questo non è l’unico motivo. Quello che scriverò in questo articolo, come altre cose che riguardano Nostradamus in altri articoli, non lo troverete in altri testi perché sono frutto della mia libera ricerca. Parziale ovviamente, ma fondata su presupposti precisi.
Per inquadrare nel giusto contesto la quartina 849 dobbiamo leggerla nella sua forma originale che non è quella che ho pubblicato nel precedente articolo:

Dal Ramo V del 2000 “La Guerra investe l’Europa”

849
Satur, au boeuf joue en l'eau, Mars en fleiche,
Six de Feurier mortalité donra,
Ceux de Tardaigne à Bruge si grand breche,
Qu'à Ponte Roso chef Barbarin mourra.


Come si può vedere pur essendo simile è in realtà diversa. Satur invece di Saturn, le minuscole invece della maiuscole, e Ponte Roso invece di Ponteroso.
Satur è una parola latina e vuol dire fertile, saturo, pieno. Ovviamente potrebbe anche indicare Saturno, ma la virgola che separa la parola dal resto del verso fa pensare diversamente. A mio avviso al primo verso non abbiamo una congiunzione astrologica, se non ipoteticamente per “Marte in freccia (Sagittario)”, ma qualcosa di diverso.
Ma prima di affrontare il problema dei primi due versi risolviamo quello delle località. Esse compaiono nella guida che Estienne ha composto per gli itinerari che dalla Francia portano in luoghi Santi della cristianità. Nel nostro caso si fa riferimento al Cammino verso Santiago di Compostela in Spagna. L’itinerario proposto è il seguente.




La lista dei luoghi invece è questa:





subito possiamo riconoscere località che abbiamo già incontrato in altre quartine come ad esempio Boseville, Formande e Leon per la quartina 1047 (bourze ville invece di Boseville), quella del papa “dalla fine del mondo”. Ma riconosciamo anche quelle della 849, tutte insieme nello stesso itinerario: Tardaigues e Ponte Roso. La prima è stata modificata da Nostradamus in Tardaigne. La seconda è riportato come nell’originale. C’è però una terza località nella quartina non presente nella lista di Estienne: Barbarin. Si tratta infatti di un piccolissimo paese della Spagna molto vicino all’itinerario proposto.


Barbarin, vicinissmo all'itinerario, ma non compreso


Come mai Nostradamus lo ha voluto inserire anche se non presente nella lista? Anzi, anche se non presente nei testi di Estienne? Probabilmente perché era importante inserirlo. Magari, come ipotizzo, proprio per il suo particolare nome che a noi richiama il cardinale di Lione.


Ma qual è invece il significato delle altre due? Tardaigne non è lo stesso di Tardaigues e siccome non è pensabile ad un errore di stampa considerato il fatto che questa edizione delle Centurie (la Pierre Rigaud - 1566) è stata revisionata dallo stesso veggente dobbiamo pensare ad un altro significato. Si trova in Spagna, mentre Bruge è in Belgio. E’ forse un modo per dire che gli spagnoli faranno breccia in Belgio richiamando le guerre di religione del ‘500 fra i cattolici di Spagna e i protestanti dell’Europa centro settentrionale? Cioè una nuova guerra di religione interna alla Chiesa per i nostri tempi?
Oppure con Tardaigne il veggente voleva richiamare la regione Tardenois di Francia, non lontana dallo stesso Belgio? Ma allora perché ricorrere alla guida di Estienne?
Come si vede i misteri sono molti. Al momento ritengo la prima ipotesi la più probabile. I cattolici vengono identificati da una località che si trova in Spagna, feudo cattolico nell’Europa del ‘500, su un cammino santo (Compostela) mentre Bruge rappresenta i protestanti. L’ultimo verso invece sembra voler dire che quando i cattolici otterranno questa vittoria un capo Barbarin morirà a Ponte Roso.
Supponendo che Barbarin non sia un luogo, ma un personaggio… dove possiamo collocare Ponte Roso? Il vero nome di questo ponte, che fungeva da comunicazione per i pellegrini diretti a Compostela, è Ponte Fiteiro. E’ di origine romana e il nome deriva da “Petra Ficta”, ovvero “pietra fissa” o “conficcata” ad indicare la “pietra miliare” romana che fungeva da indicazione per i viaggiatori. La pietra romana che indica la direzione può essere l’immagine del romano Pietro che conferma nella fede i fratelli, ovvero il papa. Il tutto rafforzato dalla parole “ponte” che richiama appunto il pontefice. Se così fosse avremmo con questo l’indicazione che si sta parlando non di un luogo, ma del papa:
(Ponte Roso) = pontefice pietra
Chef = capo
Barbarin = il nome?



Possibile?
Inoltre, la morte di questo personaggio è da considerarsi reale o metaforica?
Qui è interessante analizzare i primi due versi. Come ho già detto per il primo verso non credo affatto si tratti di una congiunzione astrologica.
Se di Satur ho già detto vediamo che “jove” non è Giove poiché è scritto in minuscolo. Nel francese antico invece vuol dire bovaro, colui che conduce i buoi e i tori. Il che si collega alla parole “boeuf”, bue o toro.
Lo strano verso riprende a mio avviso un’immagine bucolica, quella dell’uomo che conduce un bue sazio all’acqua. Questa immagine l’ho trovata in uno degli emblemi dell’ Alciato nell’edizione del 1542, il numero 34.





L’emblema significa che dobbiamo “portare e sopportare” il peso della vita, insomma in termini cristiani accettare e portare la croce. L’immagine è in se stessa religiosa e si raccorda con gli ultimi due versi. Tanto più che ho trovato che questo particolare emblema è stato tratto dai Geroglifici di Orapollo un cui commentario, come i lettori ricorderanno, è stato una delle prime opere letterarie di Nostradamus. L’unione fra Orapollo e Alciato è traccia quasi sicura della presenza di Nostradamus poiché entrambi sono fonti che hanno permeato tutta la sua opera.


Il secondo verso invece secondo me anticipa il quarto. Il capo che morirà al quarto verso soccombe al presagio di sventura annunciato nel secondo per il 6 Febbraio. Qui a mio parere Nostradamus fa riferimento al calendario romano. Febbraio era infatti il mese dell’espiazione. Il giorno 6 era considerato fra i giorni infausti, quelli cioè in cui era proibito fare affari pubblici e privati pena una possibile sventura. Il 6 è anche il numero dell’avversità come abbiamo visto sia nell’emblema 47 dell’Alciato che nelle Tavole del Vaticinia Nostradami 82 (80) e 77 (75) che a quell’emblema sono ispirate. Il secondo verso annuncia in sostanza una espiazione che si determina al quarto verso con la morte di un capo.


Riassumendo:


il primo verso annuncia il tema della quartina: accettare e portare la croce
il secondo annuncia la necessità di espiare
il terzo annuncia la lotta interna alla chiesa con la vittoria finale
il quarto annuncia la morte di un papa, forse Barbarin


Rimane da capire cosa vuol dire “Marte in Sagittario” e anche in questo caso proverò con un’ipotesi che fa riferimento alla corografia tolemaica.





Come si può vedere dall’immagine Marte in Sagittario sarebbe un’indicazione geografica che ricomprende la Spagna (dove si trovano le località della quartina) ovvero la terra del cammino di Santiago citato nella quartina: è un indizio su dove cercare. Infatti l’itinerario suggerito da Estienne è quello che dalla Francia, Orleans, arriva in Spagna, a Santiago de Compostela. Nostradamus nella 849 fa riferimento al tragitto finale di questo “cammino” spirituale (per analogia sembra il tratto finale del cammino di espiazione della Chiesa). L’ultima parte del Calvario prima della resurrezione nel tempo del Grande Monarca.


La quartina potrebbe quindi avere questo significato:


“Come il bue sazio che il pastore porta ad abbeverarsi,
L’uomo deve portare la sua croce per espiare,
Guarda l’itinerario del Cammino di Compostela:
Un papa (Barbarin?) morirà, allora la fede vincerà l’eresia.”


Che cosa si è salvato dall’incendio di Notre-Dame

Domate le fiamme che hanno divorato tetto e guglia della cattedrale, sembra resistere la struttura portante. Al sicuro l’inestimabile tesoro

La Corona di spine conservata nella cattedrale di Notre-Dame di Parigi

L’incendio della cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stato finalmente domato. Intorno alle 5 di questa mattina la notizia è stata confermata dalle autorità. Dal tardo pomeriggio di ieri, lunedì 15 aprile, le fiamme divampate – così pare – dalle impalcature allestite per lavori di restauro hanno fatto in tempo a divorare quasi tutto il tetto e la celebre guglia, che è crollata.
Tuttavia i 400 vigili del fuoco che sono rimasti all’opera tutta la notte per spegnere il rogo (e stanno ancora lavorando per raffreddare l’edificio) sono riusciti a salvare le due torri della facciata, una delle quali è stata aggredita più volte dal fuoco nelle scorse ore, e la gran parte della struttura portante. Tra i pompieri si registra un ferito grave.

«UNA FORMIDABILE CATENA UMANA»

Naturalmente permangono ancora importanti dubbi sulla stabilità della struttura, che dovrebbero avere risposte dai sopralluoghi degli esperti in programma per oggi. È ufficialmente in salvo, comunque la maggior parte del celebre tesoro conservato nella cattedrale, di inestimabile valore religioso, oltre che artistico e storico. 
Il merito di questa importante impresa, ha sottolineato in un tweet di ringraziamento il sindaco di Parigi Anne Hidalgo, è dei vigili del fuoco e degli agenti di polizia «che hanno realizzato una formidabile catena umana per salvare le opere di Notre-Dame. La corona di spine, la tunica di san Luigi e molte altre opere maggiori».
Merci aux @PompiersParis, aux policiers et aux agents municipaux qui ont réalisé ce soir une formidable chaîne humaine pour sauver les œuvres de . La couronne d'épines, la tunique de Saint Louis et plusieurs autres œuvres majeures sont à présent en lieu sûr.
4.210 utenti ne stanno parlando


LA CORONA DI SPINE

Conservata all’interno di un contenitore di vetro e oro fatto realizzare da Napoleone, la Corona di spine di Notre-Dame viene esposta ai fedeli nei venerdì di Quaresima, e dunque il suo recupero proprio all’inizio della Settimana Santa non poteva passare inosservato. La reliquia fu portata a Parigi da Gerusalemme e riposta in una cappella costruita appositamente per la sua conservazione.

IL CORAGGIO DEL CAPPELLANO DEI POMPIERI

Come ha scritto sempre su Twitter Etienne Loraillère, giornalista di una tv cattolica francese, tra i coraggiosi che si sono precipitati all’interno della cattedrale in fiamme per mettere al sicuro il tesoro figurava anche il cappellano dei vigili del fuoco, padre Fournier, che «è entrato con i pompieri a Notre-Dame per salvare la corona di spine e il Santissimo Sacramento».


LA CROCE INTATTA

Non è ancora chiaro invece quanto sia stato risparmiato dall’incendio all’interno dell’edificio. A giudicare dalle prime foto circolate, però, come riporta RaiNews, si può già constatare che «la volta della navata centrale è crollata in alcune sezioni e sul transetto, dove poggiava la guglia. I rilievi in marmo appaiono bruniti dal fumo e in fondo all’abside si vede la croce dell’Altare maggiore, rimasta intatta».

PROPONIMENTO DI OGGI


Perdono le offese e tendo la mano in segno di pace.


LE ORE DELLA PASSIONE SECONDO LE RIVELAZIONI DI LUISA PICCARRETA




“Alle tante amarezze che le creature mi danno, queste Ore sono i piccoli sorsi dolci che le anime mi danno, ma ai tanti sorsi amari che ricevo, sono troppi pochi i dolci, perciò più diffusione, più diffusione! ”


A chi medita le Ore della Passione Gesù gli da i suoi stessi meriti come se stesse soffrendo in quel momento la sua Passione. 


Vol. 11, 10 aprile 1913 

Ed io: « Dimmi mio bene, che cosa darai in compenso a quelli che faranno le Ore della Passione come tu me le hai insegnate? »

E Lui: « Figlia mia, non le riguarderò come cose vostre, ma come fatte da Me, vi darò i miei stessi meriti, come se la stessi soffrendo in atto la mia Passione, e gli stessi effetti, a seconda la disposizione delle anime, questo in terra, premio maggiore non potrei darle, e poi in Cielo me le metterò di fronte, saettandole con saette d'amore e di contenti per quante volte hanno fatto le Ore della mia Passione, e loro saetteranno Me. Che dolce incanto sarà questo a tutti i beati! »

Se chi medita le Ore della Passione lo fa insieme a Gesù e con la sua stessa Volontà, ad ogni parola che si reciterà le darà un'anima, perché tutta la maggiore o minore efficacia di queste Ore della Passione sta nella maggiore o minore unione che hanno con Lui.

Vol. 11, ottobre 1914
« Figlia mia, per compenso che hai scritto le Ore della mia Passione, ad ogni parola che hai scritto ti darò un bacio, un'anima. »

Ed io: « Amor mio, questo a me, ed a quelle che le faranno che le darai? »

E Gesù: « Se le faranno insieme con Me e con la mia stessa Volontà, ad ogni parola che reciteranno le darò anche un'anima, perché tutta la maggiore o minore efficacia di queste Ore della mia Passione sta nella maggiore o minore unione che hanno con Me, e facendole con la mia Volontà, la creatura si nasconde nel mio Volere, e agendo il mio Volere posso fare tutti i beni che voglio, anche per una sola parola, e questo ogni volta che le farete. »

Il pensiero continuo della Passione di Gesù forma una sorgente nel cuore dell'anima per la gloria di Dio e per il bene delle creature.

Vol. 11, 10 aprile 1913

"Chi pensa sempre alla mia Passione forma nel suo cuore una sorgente, e quanto più vi pensa, tanto più questa sorgente s'ingrandisce, e siccome le acque che sorgono sono acque comuni a tutti, così questa sorgente della mia Passione che si forma nel cuore, serve al bene dell'anima, a gloria mia e al bene delle creature."

Le Ore della Passione sono le stesse preghiere e riparazioni di Gesù uscite proprio dal fondo del suo Cuore.

Vol. 11, 6 settembre 1913

"Figlia mia… le Ore della mia Passione, che sono le stesse mie preghiere, le mie riparazioni e tutto amore, sono proprie uscite proprio dal fondo del mio cuore, hai tu forse dimenticato quante volte mi sono unito con te per farle insieme, ed ho cambiato i flagelli in grazie su tutta la terra?"
"Oh! quanto amerei che anche una sola per paese facesse queste ore della mia Passione! Sentirei Me stesso in ogni paese, e la mia Giustizia in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata."

Vol. 11, ottobre 1914

"Queste ore sono le più preziose di tutte, perché non è altro che ripetere ciò che feci nel corso della mia Vita mortale, e ciò che continuo nel Santissimo Sacramento. Quando sento queste Ore della mia Passione, sento la mia stessa voce, le mie stesse preghiere, veggo la mia Volontà in quell'anima, qual è di volere il bene di tutti e di riparare per tutti, ed Io mi sento trasportato a dimorare in essa per poter fare in lei ciò che fa lei stessa. Oh! quanto amerei che anche una sola per paese facesse queste ore della mia Passione! sentirei Me stesso in ogni paese, e la mia Giustizia in questi tempi grandemente sdegnata, ne resterebbe in parte placata."

La meditazione ripetuta delle Ore della Passione da a Gesù grande compiacimento, e all’anima che le fa la compenserà abbondantemente di nuova luce e nuove grazie in terra, e in cielo sarà ammantata sempre di nuova luce e gloria.”

Vol. 11, 4 novembre 1914

Stavo facendo le Ore della Passione, e Gesù tutto compiacendosi mi ha detto:

"Figlia mia, se tu sapessi il mio grande compiacimento che provo nel vederti ripetere quest'ore della mia Passione e sempre ripeterle, e di nuovo ripeterle, tu ne resteresti felice. E' vero che i miei santi hanno meditato la mia Passione e hanno compreso quanto ho sofferto, e si sono sciolti in lacrime di compassione, tanto, da sentirsi consumare per amore delle mie pene, ma però non così continuato e tante volte ripetute con quest'ordine, sicché posso dire che tu sei la prima che mi dai questo gusto sì grande e speciale, e vai sminuzzando in te ora per ora la mia Vita e ciò che soffrii, ed Io mi sento tanto tirato, che ora per ora te ne do il cibo e mangio teco lo stesso cibo, e faccio insieme con te ciò che fai tu. Sappi però che te ne compenserò abbondantemente di nuova luce e nuove grazie, e anche dopo la tua morte, ogniqualvolta si faranno dalle anime su questa terra queste Ore della mia Passione, Io in Cielo ti ammanterò sempre di nuova luce e gloria."

L’anima col fare Le Ore della Passione fa sua la stessa vita di Gesù “ed elevandosi su, tra il Cielo e la terra, fa il mio stesso uffizio, e come corredentrice dice insieme con me: Ecce ego mitte me, voglio ripararti per tutti, risponderti per tutti ed impetrare il bene a tutti”.

Vol. 11, 6 novembre 1914

Continuando le solite Ore della Passione, il mio amabile Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, il mondo sta in continuo atto di rinnovare la mia Passione, e siccome la mia immensità involge tutti, dentro e fuori delle creature, così sono costretto dal loro contatto a ricevere chiodi, spine, flagelli, disprezzi, sputi e tutto il resto che soffrii nella Passione, e anche più. Ora, chi fa queste Ore della mia Passione, dal contatto di queste mi sento togliere i chiodi, frantumare le spine, raddolcire le piaghe, togliere gli sputi, mi sento contraccambiare in bene il male che mi fanno gli altri, ed Io, sentendo che il loro contatto non mi fa male, ma bene, mi poggio sempre più su loro."
Oltre di ciò, ritornando il benedetto Gesù a parlare di queste Ore della Passione ha detto:

"Figlia mia, sappi che col fare queste Ore, l'anima prende i miei pensieri e li fa suoi, le mie riparazioni, le preghiere, i desideri, gli affetti, anche le più intime mie fibre e le fa sue, ed elevandosi su, tra il Cielo e la terra fa il mio stesso uffizio, e come corredentrice dice insieme con Me: Ecce ego mitte me, voglio ripararti per tutti, risponderti per tutti ed impetrare il bene a tutti."

"Più diffusione, più diffusione!"

Queste Ore sono i piccoli sorsi dolci che le anime danno a Gesù.
Come l'anima fa memoria della Vita di Gesù, della sua Passione e delle sue preghiere, gli angeli si fanno intorno a quest'anima e raccolgono le sue parole, le sue preghiere e compatimenti, le lacrime, le offerte, e le uniscono a quelle di Gesù e le portano innanzi alla Maestà Divina per rinnovargli la gloria della sua stessa Vita.

Vol. 11, 13 ottobre 1916
Stavo facendo le Ore della Passione, ed il benedetto Gesù mi ha detto:

"Figlia mia, nel corso della mia Vita mortale, migliaia e migliaia di angeli corteggiavano la mia Umanità e raccoglievano tutto ciò che facevo, i passi, le opere, le parole, anche i sospiri, le pene, le gocce del mio sangue, in somma, tutto, erano angioli deputati alla mia custodia, a rendermi onore, ubbidienti a tutti i miei cenni, salivano e scendevano dal Cielo per portare al Padre ciò che Io facevo. Ora, questi angioli hanno un ufficio speciale, e come l'anima fa memoria della mia Vita, della Passione, del mio sangue, delle mie piaghe, delle mie preghiere, si fanno intorno a quest'anima e raccolgono le sue parole, le sue preghiere e compatimenti che mi fanno, le lacrime, le offerte, le uniscono alle mie e le portano innanzi alla mia Maestà per rinnovarmi la gloria della mia stessa Vita, è tanto il compiacimento degli angioli, che riverenti stanno a sentire ciò che dice l'anima, e pregano insieme con lei, perciò con quale attenzione e rispetto l'anima deve fare queste Ore, pensando che gli angioli pendono dalle sue labbra per ripetere appresso a lei ciò che essa dice."

Poi ha soggiunto: "Alle tante amarezze che le creature mi danno, queste Ore sono i piccoli sorsi dolci che le anime mi danno, ma ai tanti sorsi amari che ricevo, sono troppi pochi i dolci, perciò più diffusione, più diffusione."

“Ciò che in Me trovò il Padre, cioè, gloria, compiacimento, amore, soddisfazioni intere, perfette, a bene di tutti, Io lo voglio trovare in queste anime, come altrettanti Gesù che mi rendano la pariglia”.

L’anima deve ripetere queste intenzioni in ogni ora della Passione che fa, in ogni azione, in tutto. Ecco come si placherà la Giustizia Divina.

Vol. 11, 9 dicembre 1916

"Figlia mia, non accrescere le mie pene con l'impensierirti, sono gia troppe, Io non mi aspetto questo da te, anzi voglio che faccia tue le mie pene, le mie preghiere, tutto Me stesso, in modo che Io possa trovare in te un altro Me stesso, in questi tempi voglio grandi soddisfazioni, e solo chi fa suo Me stesso me le può dare.

E ciò che in Me trovò il Padre, cioè, gloria, compiacimento, amore, soddisfazioni intere, perfette, a bene di tutti, Io lo voglio trovare in queste anime, come altrettanti Gesù che mi rendano la pariglia, e queste intenzioni le devi ripetere in ogni ora della Passione che fai, in ogni azione, in tutto, e se Io non trovo le mie soddisfazioni, ah!, per il mondo è finita! I flagelli pioveranno a torrenti, ah figlia mia!, ah figlia mia!" E ha scomparso.

“Il mondo si è squilibrato perché ha perduto il pensiero della mia Passione.

Ha fatto come un bambino che non ha voluto più conoscere la madre, come un discepolo che sconoscendo il maestro non ha voluto più sentire i suoi insegnamenti né imparare le sue lezioni, che ne sarà di questo bambino e di questo discepolo? Saranno il dolore di sé stessi ed il terrore e dolore della società. Tale è divenuto l'uomo, terrore e dolore, ma dolore senza pietà”.

Vol. 11, 2 febbraio 1917

Trovandomi nel solito mio stato, mi sono trovata fuori di me stessa, e ho trovato il mio sempre amabile Gesù, tutto grondante sangue, con una orribile corona di spine, e a stento mi guardava a traverso le spine, e mi ha detto:

"Figlia mia, il mondo si è squilibrato perché ha perduto il pensiero della mia Passione. Nelle tenebre non ha trovato la luce della mia Passione che lo rischiarava, che facendogli conoscere il mio Amore e quante pene mi costano le anime, poteva rivolgersi ad amare chi veramente lo ha amato, e la luce della mia Passione, guidandolo, lo metteva in guardia da tutti i pericoli; nella debolezza non ha trovato la forza della mia Passione che lo sosteneva; nell'impazienza non ha trovato lo specchio della mia pazienza che gl'infondeva calma, rassegnazione, e innanzi alla mia pazienza, vergognandosi si faceva un dovere di dominare sé stesso; nelle pene non ha trovato il conforto delle pene d'un Dio, che sostenendo le sue gl'infondeva amore al patire; nel peccato non ha trovato la mia santità, che facendogli fronte gl'infondeva odio alla colpa.

Ah! in tutto ha prevaricato l'uomo, perché si ha scostato in tutto da chi poteva aiutarlo, quindi il mondo ha perduto l'equilibrio, ha fatto come un bambino che non ha voluto più conoscere la madre, come un discepolo che sconoscendo il maestro non ha voluto più sentire i suoi insegnamenti né imparare le sue lezioni, che ne sarà di questo bambino e di questo discepolo? Saranno il dolore di sé stessi ed il terrore e dolore della società. Tale è divenuto l'uomo, terrore e dolore, ma dolore senza pietà, ah! l'uomo peggiora, peggiora sempre, ed Io me lo piango con lagrime di sangue!"

“Queste Ore sono l'ordine dell'universo, e mettono in armonia il Cielo e la terra e mi mantengono di non mandare il mondo a sfascio”.

“Come le anime fanno queste Ore della Passione, mi sento mettere in via il mio sangue, le mie piaghe..., il mio amore e tutto ciò che feci..., le mie ansie di salvare le anime, e mi sento ripetere la mia Vita”.

Vol. 12, 16 maggio 1917

Poi mi son trovata fuori di me stessa, mi trovavo in mezzo a tante anime che mi dicevano, -pareva che fossero anime purganti e santi-, e nominavano una persona di mia conoscenza, morta da non molto, e mi dicevano:

"Lui si sente come felice nel vedere che non c'è anima che entri in Purgatorio che non porti l'impronta delle Ore della Passione, e corteggiate, aiutate da queste Ore, prendono posto in luogo sicuro; e non c'è anima che voli in Paradiso, che non sia accompagnata da queste Ore della Passione, queste Ore fanno piovere dal Cielo continua rugiada sulla terra, nel Purgatorio e fin nel Cielo."

Nel sentire ciò dicevo tra me: "Forse il mio amato Gesù per mantenere la parola data, che ad ogni parola delle Ore della Passione darebbe un'anima, non c'è anima che salva che non si serva di queste Ore."

Dopo son ritornata in me stessa, ed essendo trovato il mio dolce Gesù, l'ho domandato se fosse vero:

E Lui: "Queste Ore sono l'ordine dell'universo, e mettono in armonia il Cielo e la terra e mi mantengono di non mandare il mondo a sfascio; sento mettere in circolazione il mio sangue, le mie piaghe, il mio amore, e tutto ciò che feci, e scorrono su tutti per salvare tutti. E come le anime fanno queste Ore della Passione, mi sento mettere in via il mio sangue, le mie piaghe, le mie ansie di salvare le anime, e sentendomi ripetere la mia Vita. Come possono ottenere le creature alcun bene se non che per mezzo di queste Ore? Perché ne dubiti? La cosa non è tua, ma mia, tu sei stata lo sforzato e debole strumento."

“Per ogni parola sulla mia Passione..., tante vie di comunicazione si aprono tra Me e l'anima”.

Vol. 12, 12 luglio 1918
Stavo pregando per un'anima moribonda con un certo timore ed ansietà, e il mio amabile Gesù, venendo, mi ha detto: 

"Figlia mia, perché temi? Non sai tu che ogni parola sulla mia Passione, pensiero, compatimento, riparazione, ricordo delle mie pene, tante vie di elettricità di comunicazione si aprono tra Me e l'anima, e quindi di tante varietà di bellezze si va adornando l'anima?"

San Aníbal Maria Di Francia, dopo pochi giorni essere stato chiamato alla casa del Padre, le parla sulle Ore della Passione.

Vol. 22, 17 giugno 1927

Dopo di ciò mi son trovata fuori di me stessa e mentre cercavo il mio dolce Gesù mi sono incontrata col Padre Di Francia, era tutto allegro e mi ha detto:

"Sai quante belle sorprese ho trovato? Io non mel credeva quando stavo sulla terra, sebbene pensavo che un bene avevo fatto col pubblicare "l'Orologio della Passione", ma le sorprese che ho trovato sono meravigliose, incantevoli d'una rarità non mai vista, tutte le parole che riguardano la Passione di Nostro Signore cambiate in luce, una più bella dell'altra, tutte intrecciate tra loro e queste luci crescono sempre come si fanno dalle creature le Ore della Passione, così altre luci si aggiungono alle prime. Ma quello che mi sorprese di più, sono stati i pochi detti pubblicati da me sulla Divina Volontà. Ogni detto scambiato in sole che investendo coi loro raggi tutte le luci formano tale sorpresa di bellezza che si rimane rapito, incantato. Tu non puoi immaginare come io rimasi sorpreso nel vedermi in mezzo a queste luci e a questi soli, come fui contento e ringraziai il nostro Sommo Bene Gesù che mi aveva dato occasione e grazia di farlo, anche tu ringrazialo da parte mia."