sabato 22 dicembre 2018

QUANDO IL PAPA TOCCA IL CUORE E ILLUMINA LA NOSTRA RAGIONE: BENEDETTO XVI, IL PADRE DA ASCOLTARE







Ecco come parla il Vicario di Cristo. Il silenzio orante di oggi di Benedetto XVI (in preghiera per tutti noi) fa risuonare la bellezza del suo insegnamento che dobbiamo custodire. E’ impressionante il confronto con le banalità da comizianti che altri ripetono noiosamente e ossessivamente, imitando le sciocchezze mondane e gli slogan di un qualunque partitello di sinistra. Dovremmo ringraziare Dio di avere un padre come Benedetto XVI, che ci parla di Gesù con parole così toccanti e col suo silenzio misterioso e denso di sacrificio. L’umanità ha fame e sete, ma fame e sete di vedere il volto di Dio, di incontrare finalmente l’Amore folle di Dio, di trovare il senso della vita e la salvezza

“(…) Fino a quel momento – dicono i Padri – gli angeli avevano conosciuto Dio nella grandezza dell’universo, nella logica e nella bellezza del cosmo che provengono da Lui e Lo rispecchiano. Avevano accolto, per così dire, il muto canto di lode della creazione e l’avevano trasformato in musica del cielo.
Ma ora era accaduta una cosa nuova, addirittura sconvolgente per loro. Colui di cui parla l’universo, il Dio che sostiene il tutto e lo porta in mano – Egli stesso era entrato nella storia degli uomini, era diventato uno che agisce e soffre nella storia.

Dal gioioso turbamento suscitato da questo evento inconcepibile, da questa seconda e nuova maniera in cui Dio si era manifestato – dicono i Padri – era nato un canto nuovo, una strofa del quale il Vangelo di Natale ha conservato per noi: ‘Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini’.

(…). La gloria di Dio è nel più alto dei cieli, ma questa altezza di Dio si trova ora nella stalla, ciò che era basso è diventato sublime. La sua gloria è sulla terra, è la gloria dell’umiltà e dell’amore.

E ancora: la gloria di Dio è la pace. Dove c’è Lui, là c’è pace. Egli è là dove gli uomini non vogliono fare in modo autonomo della terra il paradiso, servendosi a tal fine della violenza. Egli è con le persone dal cuore vigilante; con gli umili e con coloro che corrispondono alla sua elevatezza, all’elevatezza dell’umiltà e dell’amore. A questi dona la sua pace, perché per loro mezzo la pace entri in questo mondo (…)”.

BENEDETTO XVI

Basilica di San Pietro, 25 dicembre 2008

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Numerose le iniziative del Santuario a cui la comunità dei fedeli può contribuire, anche a distanza, con donazioni piccole o grandi.
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CHIEDERE UNA GRAZIA A GESÙ BAMBINO



“Chiedete e vi sarà dato”


Non va dimenticato che questi gesti di predilezione divina, con cui Gesù Bambino ha risanato i malati, ha confortato gli afflitti, ha convertito i peccatori, ha sostentato i poveri, ha suscitato la vita nelle madri sterili, ecc… sono – come dice la parola stessa – doni assolutamente gratuiti, “grazie”, favori personali che egli concede come, quando e a chi vuole, con sovrana liberalità. Nessuno, quindi, ha il diritto di chiedergliene conto o di vantare dei meriti o delle precedenze, pena di ricevere il rimprovero del Signore che disse: «Non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?» (Mt 20,15).


Del resto sono innumerevoli le grazie, sia spirituali che materiali, che Dio continuamente accorda e di cui, forse, neanche ci accorgiamo.


Quali “grazie” è bene richiedere?


Occorre anzitutto dire che le “grazie” più importanti, quelle da chiedere per prime, sono i doni spirituali e, tra questi, soprattutto il rafforzamento della fede, come gli stessi Apostoli chiesero a Gesù (cfr. Lc 17,6). Del resto, i racconti dei miracoli compiuti dal Maestro mostrano come ciò a cui egli guardava era la fede, per premiarla, come nel caso del servo del centurione (cfr. Mt 8,10), o per suscitarla, come nel caso della guarigione del cieco nato (cfr. Gv 9,38).


Gli altri doni spirituali sono, ad esempio, la conversione del cuore, il perdono dei peccati, il consiglio divino di fronte a una scelta importante, la fortezza nella tribolazione, la pazienza nell’adempimento di un ufficio, la mansuetudine dell’animo, la purezza di corpo e di cuore, la grazia di una buona morte, ecc… Questi doni spirituali hanno la precedenza sui benefici materiali in quanto direttamente ordinati ad ottenere la più importante delle “grazie”: la salvezza eterna.


Tenuta presente questa graduatoria, resta pur sempre valido il ricorso a Gesù Bambino per implorare le “grazie” materiali, quali la guarigione da una infermità fisica o psichica, la protezione contro la sventura, il superamento di una prova, l’occupazione in un lavoro, la riuscita di un’attività, il ritrovamento di un oggetto smarrito, ecc… tra questi favori materiali, uno è senz’altro il più prezioso: il dono di un bambino. È una delle “grazie” che il Piccolo Re concede più volentieri, proprio perché non c’è nessun dono materiale così grande e bello come quello di una nuova vita, che Dio stesso suscita, che a Dio stesso ritorna, e che di Dio stesso è la gloria.


Il giusto atteggiamento nel chiedere una grazia.


Se Dio conosce tutti i nostri pensieri e sa già ciò di cui abbiamo bisogno, che necessità c’è di esporgli le nostre richieste? E se Dio non concede quello che gli domando, vuol forse dire che non lo prego abbastanza, che non lo merito, che mi castiga?


Sono domande che tutti, più o meno, si pongono. Nel fedele devoto la richiesta non deve mai avere i toni della pretesa, né di una estenuante insistenza, quasi si debba “strappare” a Dio il favore. La liberalità sovrana di Dio va sempre rispettata, nella convinzione che “Dio vede e provvede” prima e meglio degli uomini.


Chi non ha questo rispetto e “pretende da Dio un segno” e su di esso fonda la sua fede, ha già il rimprovero di Gesù: «Se non vedete segni e prodigi voi non credete» (Gv 4,48). Costoro, inoltre, se la grazia tanto invocata non avviene, spesso hanno un rigetto della fede (presunta tale) perché “tanto non serve!”.


La richiesta non deve essere fatta nemmeno con lunghi discorsi, quasi si debba spiegare a Dio “il perché e il per come” di ciò che si chiede. Gesù stesso insegna a «non sprecare parole, come i pagani, i quali credono di venire ascoltati a forza di parole» (Mt 6,7).


In ultimo, è decisivo che la richiesta parta da un cuore onesto, che non cerca di piegare Dio a sé, ma di convertire sé a Dio, vivendo fino in fondo il cristianesimo che professa.


Riassumendo, i sentimenti che devono animare chi si rivolge a Gesù Bambino per una supplica sono la fiducia, il riconoscimento della potenza divina, la gratitudine, l’abbandono alla sua volontà, l’unione di preghiera con tutti i fratelli. Se ci pensiamo, sono gli stessi atteggiamenti del bambino quando chiede qualcosa al genitore.



PREGHIERA MIRACOLOSA A GESU' BAMBINO DI PRAGA

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IL PRESEPE PERMANENTE DI CERAMICA DEL SANTUARIO DI GESU' BAMBINO DI PRAGA





DEVOZIONI A GESU' BAMBINO




GESU' BAMBINO

(più avanti trovate una raccolta di preghiere)

Principali apostoli della devozione a Gesù Bambino furono: San Francesco d'Assisi ideatore del presepio, Sant'Antonio da Padova, San Nicola da Tolentino, San Giovanni della Croce, san Gaetano Thiene, Sant' Ignazio, San Stanislao, Santa Veronica Giuliani,il Beato De Iacobis, Santa Teresa del Bambin Gesù, San Pio che ebbero la fortuna di contemplarlo sensibilmente o di stringerlo fra le braccia. Grande impulso ne venne da Suor Margherita del SS. Sacramento (sec. XVII) e dal Venerabile Padre Cirillo, carmelitano, col celebre Bambino di Praga (sec. XVII).
Nei tesori dei meriti della mia infanzia 
troverai di che ottenere abbondantissima la mia grazia. 
(Gesù a Suor Margherita). 

Più voi mi onorerete e più io vi favorirò
 (Gesù Bambino a Padre Cirillo). 


PREGHIERA AL SANTO BAMBINO
per implorare aiuto nelle circostanze dolorose della vita
O splendore eterno del divin Padre, sospiro e conforto dei credenti, Santo Bambino Gesù, di gloria incoronato, deh! abbassa il tuo sguardo di bontà su tutti coloro che a te ricorrono fiduciosi.

Mira quante calamità ed amarezze, quante spine e dolori intrecciano il nostro esilio. Abbi pietà di chi tanto soffre quaggiù! Pietà di coloro che piangono per qualche sventura: di coloro che languiscono e gemono su un letto di dolore: di coloro che son fatti segno d'ingiusta persecuzione: delle famiglie senza pane o senza pace: pietà infine di tutti quelli che, nelle varie prove della vita, in te fidenti, implorano il tuo soccorso divino, le tue celesti benedizioni. 

O Santo Bambino Gesù, in te solo l'anima nostra, trova il vero conforto! Da te solo si può attendere la tranquillità interiore, quella pace che allieta e conforta. 

Volgi, o Gesù, sopra di noi il tuo sguardo pietoso; mostraci il tuo sorriso divino; alza la tua destra soccorritrice; e allora, per quanto amare possano essere le lacrime di questo esilio, si muteranno in una rugiada di consolazione! 

O Santo Bambino Gesù, conforta ogni cuore afflitto, e a noi dona tutte le grazie di cui abbiamo bisogno. Così sia.  

GESU' BAMBINO di PRAGA
Padre Cirillo fu il primo grande propagatore della devozione al santo Bambino Gesù che d'ora in poi si dirà "di Praga", proprio per il luogo da cui ha origine. 
La devozione a Gesù Bambino nel convento di Praga nacque dalla fede di padre Giovanni Ludovico dell’Assunta nel 1628.
Secondo la narrazione del cronista, appena eletto priore padre Giovanni, "ordinò al sottopriore e maestro dei novizi, padre Cipriano di Santa Maria, che, per educare i nuovi religiosi, procurasse una bella statua o un’immagine rappresentante il figlio di Dio in forma infantile e la collocasse nell’oratorio comune, dove i frati ogni giorno, mattino e sera, si dedicavano alla preghiera; in modo che essi, guardando la statua o l’immagine, a poco a poco fossero indotti a comprendere l’umiltà di Gesù nostro salvatore".
Il sottopriore trovò nella principessa Polissena di Lobkowicz la persona che donò la statua desiderata. Era un ricordo di famiglia e la principessa nel 1628, rimasta vedova, donò la statuetta di cera di Gesù Bambino al convento affinché vi fosse degnamente custodita.

Solo alcuni anni più tardi, nel 1641, su richiesta dei laici devoti, la statua di Gesù Bambino trovò posto in chiesa, offerta alla pubblica venerazione.
I fedeli vi accorrevano con semplicità e fiducia. Si rendeva vero ciò che un giorno si sentì dire in cuore il venerabile padre Cirillo, mentre pregava davanti all'immagine rimessa in onore, ma ancora con i segni dell'oltraggio fatto dagli eretici che avevano tagliato le mani alla statuina: 

"Abbiate pietà di me e io avrò pietà di voi; rendetemi le mie mani e io vi donerò la pace. Più voi mi onorerete, più Io vi favorirò" . 

La devozione a quella immagine divenne popolare a Praga e cominciò a varcare i confini della Cecoslovacchia perché i Carmelitani Scalzi la promossero assiduamente in ogni loro chiesa. 

Fra tutti i centri di culto e di devozione al santo Bambino Gesù di Praga, spicca oggi, per la fama e l'affluenza dei fedeli, il santuario-basilica di Arenzano (Genova-Italia).



LA MEDAGLIA del GESU' BAMBINO di PRAGA

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E' una croce "di Malta" di grandezza comune, con incisa l'immagine di Gesù Bambino di Praga, ed è benedetta. Si rivela assai efficace contro le insidie del demonio che cerca di nuocere sia alle anime che ai corpi. 

Essa attinge la sua efficacia dall'immagine del Bambino Gesù e dalla croce. Vi sono incise alcune parole evangeliche, quasi tutte pronunciate dal Divino Maestro. Intorno alla figura di Gesù Bambino si leggono le iniziali: "V.R.S." Vade retro, Satana (Vattene, Satana); "R.S.E." Rex sum ego (Io sono re); "A.R.T." Adveniat regnum tuum (Venga il tuo regno). 

Ma l'invocazione più efficace per tenere lontano il demonio ed impedirgli di fare del male è certamente il nome "Jesus". 

Altre parole presenti sono: Verbum caro factum est (E il Verbo si è fatto carne), che sono incise sul retro della medaglia, con quelle attorno al monogramma di Cristo che dicono: Vincit, Regnat, Imperat, nos ab omni malo defendat (Vince, Regna, Domina, ci difende da ogni male). 

La medaglia-salvaguardia viene spedita a chi ne fa richiesta al santuario. 

SANTUARIO DI GESU’ BAMBINO
PADRI CARMELITANI SCALZI
Piazzale Santo Bambino 1
16011 Arenzano GENOVA 

ORAZIONE A GESU' BAMBINO di PRAGA
rivelata da Maria Santissima al V.P. Cirillo della Madre di Dio Carmelitano Scalzo 
e primo apostolo della devozione al Santo Bambino di Praga.
O Bambino Gesù, io ricorro a Voi, e Vi prego che per l'intercessione della vostra Santa Madre, vogliate assistermi in questa mia necessità (si può esporla), perché credo fermamente che la vostra Divinità mi può soccorrere. Spero con tanta fiducia di ottenere la vostra santa grazia. Vi amo con tutto il mio cuore e con tutte le forze dell'anima mia; mi pento sinceramente dei miei peccati, e Vi supplico, o buon Gesù, a darmi la forza di trionfarne. Propongo di non più offendervi, e a Voi mi offro disposto a tutto soffrire, anziché darvi il minimo disgusto. D'ora innanzi voglio servirvi con ogni fedeltà, e, per amor vostro, o Divin Bambino, io amerò il mio prossimo come me stesso. Pargoletto onnipotente, Signore Gesù, io di nuovo Ve ne scongiuro, assistetemi in questa circostanza... Fatemi la grazia di possedervi eternamente con Maria e Giuseppe, e di adorarvi con gli Angeli santi nella Corte del Cielo. Così sia. 


PREGHIERA A GESU' BAMBINO di PRAGA
per le cause disperate
(di Mons. Janssens, Arcivescovo della Nuova Orleans)
O amatissimo Gesù, che ci amate teneramente e che formate il vostro più gran piacere nel dimorar fra noi, io benché indegnissimo di essere da Voi rimirato con amore, pure mi sento attirato a Voi, perché amate di perdonare e concedere il vostro amore. 

Tante grazie e benedizioni sono state ottenute da quelli che Vi hanno invocato con fiducia, ed io, inginocchiato in ispirito dinanzi alla vostra miracolosa Immagine di Praga, qui depongo il mio cuore, con tutte le sue domande, i suoi desideri, le sue speranze e specialmente (esporre)

Rinchiudo nel vostro piccolo, ma misericordiosissimo Cuore questa domanda. Governatemi e disponete di me e dei miei cari come piacerà alla vostra santa volontà, mentre so che non ordinate nulla che non sia pel nostro bene. 
Onnipotente ed amabile Bambino Gesù, non ci abbandonate, ma benediteci, e proteggeteci sempre. Così sia.  (Tre Gloria al Padre).  


PREGHIERA AL SANTO BAMBINO
per implorare aiuto nelle circostanze dolorose della vita
O splendore eterno del divin Padre, sospiro e conforto dei credenti, Santo Bambino Gesù, di gloria incoronato, deh! abbassa il tuo sguardo di bontà su tutti coloro che a te ricorrono fiduciosi. 

Mira quante calamità ed amarezze, quante spine e dolori intrecciano il nostro esilio. Abbi pietà di chi tanto soffre quaggiù! Pietà di coloro che piangono per qualche sventura: di coloro che languiscono e gemono su un letto di dolore: di coloro che son fatti segno d'ingiusta persecuzione: delle famiglie senza pane o senza pace: pietà infine di tutti quelli che, nelle varie prove della vita, in te fidenti, implorano il tuo soccorso divino, le tue celesti benedizioni. 

O Santo Bambino Gesù, in te solo l'anima nostra, trova il vero conforto! Da te solo si può attendere la tranquillità interiore, quella pace che allieta e conforta. 

Volgi, o Gesù, sopra di noi il tuo sguardo pietoso; mostraci il tuo sorriso divino; alza la tua destra soccorritrice; e allora, per quanto amare possano essere le lacrime di questo esilio, si muteranno in una rugiada di consolazione! 

O Santo Bambino Gesù, conforta ogni cuore afflitto, e a noi dona tutte le grazie di cui abbiamo bisogno. Così sia.  


PREGHIERA AL BAMBIN GESU'
(di Padre Cirillo, OCD)

O Gesù, che hai voluto farti bambino, mi avvicino a te con fiducia. 
Credo che il tuo amore premuroso prevenga ogni mia necessità, e anche per l'intercessione della tua santa Madre, tu possa veramente venire incontro a ogni mia necessità, spirituale e materiale, se ti prego secondo la tua volontà. 
Ti amo con tutto il cuore e con tutte le forze del mio animo. 
Ti chiedo perdono se la mia debolezza mi induce al peccato. 
Ripeto con il tuo vangelo:  Signore, se tu vuoi puoi guarirmi. 
A te lascio decidere il come e il quando. 
Sono disposto anche ad accettare la sofferenza, se questa è la tua volontà, ma aiutami a non indurirmi in essa, rendendola infruttuosa. 
Aiutami a essere servitore fedele, e ad amare, per amor tuo, divino Bambino, il mio prossimo come me stesso. 
Bambino onnipotente, ti prego con insistenza di assistermi in questo momento, nella mia attuale circostanza. Donami la grazia di rimanere in te, di essere posseduto e possederti interamente, con i tuoi genitori, Maria e Giuseppe, nella lode eterna dei tuoi celesti servitori. Amen.

PREGHIERA DELL'AMMALATO
AL BAMBIN GESU'

 O caro e dolce Bambino Gesù, ecco un povero sofferente che, sorretto dalla più viva fede, caldamente invoca il tuo divino aiuto a rimedio delle sue infermità. 

In Te ripongo tutta la mia fiducia. So che Tu puoi tutto, e che sei tanto misericordioso, anzi la stessa misericordia infinita. 

Grande Piccino, per la tua virtù divina, per l'immenso amore che porti ai sofferenti, agli afflitti, a tutti i bisognosi, ascoltami, benedicimi, soccorrimi, consolami. Amen. 

(Tre Gloria al Padre) 

PREGHIERA DELLO STUDENTE
a GESU' BAMBINO di PRAGA
O Bambino Gesù, eterna ed incarnata Sapienza, che dalla tua soave immagine di Praga dispensi a tutti generosamente le tue grazie, e in particolare alla gioventù studiosa che a te si affida, deh, volgi benigno lo sguardo sopra di me che t'invoco a protezione dei miei studi. 

Tu, Uomo Dio, sei il Signore della scienza, la fonte dell'ingegno e della memoria: vieni dunque in soccorso alla mia debolezza. Illumina la mia mente, rendendomi facile l' acquisto della verità e del sapere; rafforzami la memoria perché possa ritenere quanto ho appreso; nei momenti difficili sii tu mia luce, sostegno e conforto. 

Dal tuo divin Cuore imploro la grazia di adempiere fedelmente tutti i miei doveri di studio, e di trarne i migliori frutti, per avere poi la gioia di felici scrutinii, e in particolar modo una buona promozione. Io ti prometto, anche per meritare le grazie invocate, di essere fedele in tutti i miei doveri cristiani e di amarti sempre più. 

O dolce Bambino di Praga, custodiscimi ogni giorno sotto il provvido tuo manto, e guidami soprattutto, oltre che nell'ascesa del sapere, sulla via dell'eterna salvezza. Così sia. 

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PREGHIERE E DEVOZIONI DEL GIORNO


DEVOZIONI DEL GIORNO


 Mese di Dicembre dedicato all' IMMACOLATA e SANTO NATALE

  SANTO ROSARIO  da recitare on-line 


  VANGELI 




LITURGIA DEL GIORNO
- Rito Romano -
  





 PRIMA LETTURA 

1Sam 1,24-28
Dal primo libro di Samuèle

In quei giorni, Anna portò con sé Samuèle, con un giovenco di tre anni, un’efa di farina e un otre di vino, e lo introdusse nel tempio del Signore a Silo: era ancora un fanciullo.
Immolato il giovenco, presentarono il fanciullo a Eli e lei disse: «Perdona, mio signore. Per la tua vita, mio signore, io sono quella donna che era stata qui presso di te a pregare il Signore. Per questo fanciullo ho pregato e il Signore mi ha concesso la grazia che gli ho richiesto. Anch’io lascio che il Signore lo richieda: per tutti i giorni della sua vita egli è richiesto per il Signore».
E si prostrarono là davanti al Signore.


 SALMO 

1Sam 2
Il mio cuore esulta nel Signore, mio Salvatore.

Il mio cuore esulta nel Signore,
la mia forza s’innalza grazie al mio Dio.
Si apre la mia bocca contro i miei nemici,
perché io gioisco per la tua salvezza.

L’arco dei forti s’è spezzato,
ma i deboli si sono rivestiti di vigore.
I sazi si sono venduti per un pane,
hanno smesso di farlo gli affamati.
La sterile ha partorito sette volte
e la ricca di figli è sfiorita.

Il Signore fa morire e fa vivere,
scendere agli inferi e risalire.
Il Signore rende povero e arricchisce,
abbassa ed esalta.

Solleva dalla polvere il debole,
dall’immondizia rialza il povero,
per farli sedere con i nobili
e assegnare loro un trono di gloria.


 VANGELO 

Lc 1,46-55
Dal Vangelo secondo Luca

In quel tempo, Maria disse:
«L’anima mia magnifica il Signore
e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
perché ha guardato l’umiltà della sua serva.
D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
Grandi cose ha fatto per me l’Onnipotente
e Santo è il suo nome;
di generazione in generazione la sua misericordia
per quelli che lo temono.
Ha spiegato la potenza del suo braccio,
ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
ha rovesciato i potenti dai troni,
ha innalzato gli umili;
ha ricolmato di beni gli affamati,
ha rimandato i ricchi a mani vuote.
Ha soccorso Israele, suo servo,
ricordandosi della sua misericordia,
come aveva detto ai nostri padri,
per Abramo e la sua discendenza, per sempre».