martedì 20 novembre 2018

Pensioni, l'ultima vergogna di Tito Boeri: difende i fannulloni e frega chi aspetta l'assegno

Pensioni, tasto delicato. Il governo ha annunciato che vuole mandare in pensione a 62 anni chi ha lavorato e versato contributi per almeno 38 anni. Ma ora il presidente dell’Inps, Tito Boeri, mette il bastone tra le ruote ai ritocchi promessi alla riforma Fornero. Con le ipotesi del governo su quota 100 e il blocco dell’adeguamento all’aspettativa di vita (3 mesi in più ogni anno), per la pensione anticipata nel 2019 «il sistema previdenziale è a rischio» con il debito previdenziale che potrebbe aumentare di 100 miliardi. Boeri sintetizza che il paventato intervento sul sistema «oltre ad essere costoso» premia gli uomini penalizzando i giovani e le donne. Ragionamento che parte dal numero di contributi mediamente versati (gli uomini solitamente cominciano a lavorare prima), e quindi la platea dei maschietti che potrebbe beneficiarne rappresenta oltre l’85% dei potenziali pensionandi. Le donne potrebbero andare in pensione con la già sperimentata “Opzione donna”, che prevede però una forte decurtazione dell’assegno in base agli anni di anticipo.
A stretto giro arriva la replica piccata del vicepremier Matteo Salvini che della “riforma della Riforma Fornero” ha fatto una battaglia: «Da italiano invito il dottor Boeri, che anche oggi difende la sua amata legge Fornero, a dimettersi dalla presidenza dell’Inps e a presentarsi alle prossime elezioni chiedendo il voto per mandare la gente in pensione a 80 anni». Sulle stessa lunghezza d’onda anche Paolo Savona, che però rifila una stoccata tecnica al professor Boeri: «Per quanto mi risulta lo Stato dai pensionati incassa circa 50 miliardi, che è una somma superiore a quello che lo Stato dà per consentire lo sbilancio. Si parla sempre di sbilancio ma i pensionati si autofinanziano», ribatte il ministro Affari Europei intervenendo in aula alla Camera durante il dibattito sulla Nota di aggiornamento del Def. Nei fatti Savona, da economista, mette il dito nella piaga della previdenza pubblica. L’Inps, se solo facesse il proprio mestiere (quello di gestire entrate/contributi e uscite/prestazioni), non sarebbe in rosso, ma i contributi versati dai lavoratori e dalle imprese basterebbero per chiudere il bilancio in “utile”. Nei decenni scorsi però - attingendo alla mammella dei contributi pagati dai lavoratori - lo Stato ci ha pagato pure le pensioni dei milioni di dipendenti pubblici, che fino a qualche anno fa venivano contabilizzate con contributi fittizi e virtuali. Dalle casse dell’Inps ogni anno escono oltre 3,8 milioni di trattamenti assistenziali (complessivamente 100 miliardi), spesa che poi, a consuntivo, viene in parte rimborsata con i trasferimenti dalla fiscalità pubblica (ovvero le tasse che noi tutti paghiamo).
Savona, sottolineando che i pensionati “puntellano” l’Inps pagando una montagna di tasse sulle proprie pensioni, ricorda a Boeri che lo sbilanciamento non è da imputare ai lavoratori. Semmai ai milioni di assegni assistenziali che lo Stato generosamente eroga utilizzando l’Istiuto come ufficiale pagatore. C’è da crederci che questo non sarà l’ultimo scontro tra il vulcanico Boeri (che a febbraio terminerà il mandato affidatogli dal governo Renzi), e il governo Conte. Boeri contesta anche effetti e gettito del taglio alle pensioni d’oro (150 milioni). Tra le spese assistenziali, dal 2019, l’Istituto dovrà gestire pure l’erogazione del famoso reddito di cittadinanza (platea prevista 1,7 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, budget altri 9 miliardi). E con un timoniere “ostile” in plancia di comando l’operazione sarà tutt’altro che agevole. E infatti si vuole partire a marzo...
di Antonio Castro

Pensioni: nessuna restituzione all’Inps per le somme pagate in più

CI RISIAMO? OGNI ANNO L'INPS INVIA LETTERE DI RESTITUZIONE DELLA PENSIONE AI POVERI PENSIONATI CHE DOPO UNA VITA DI LAVORO (ANCHE CASALINGO), SI VEDONO RECAPITARE UNA MANNAIA CON ALLEGATA LA MINACCIA DI RESTITUZIONE DELL'INTERO IMPORTO VERSATO "ERRONEAMENTE". NE ABBIAMO RICEVUTA UNA IN FAMIGLIA E CI SIAMO VERGOGNATI DI ESSERE ITALIANI!!!! CARO DOTTOR BOERI, SE LA SUA INCOMPETENZA ARRIVA FINO A QUESTO PUNTO, ALLORA E' ARRIVATO IL MOMENTO DI CEDERE IL PASSO!!!!! LA PROMESSA DI SALVINI DI SOLLEVARE BOERI DALL'INCARICO E' ANCORA VALIDA O SI E' PERSA NEI MEANDRI BUROCRATICI DI QUESTO ASSURDO PAESE?!!!!! EPPURE QUESTI PENSIONATI NON PERCEPIVANO "PENSIONI D'ORO", EPPURE SONO COSTRETTI A RESTITUIRLE! PERSEGUITATE GLI EVASORI FISCALI INVECE DEGLI ONESTI LAVORATORI!!!!!! 


Il Tribunale di Palermo, con due recenti sentenze, ha affrontato la questione della restituzione o meno delle pensioni pagate in più dall’Inps. La decisione è a favore dei cittadini.

Pensioni: nessuna restituzione all'Inps per le somme pagate in più
Ogni anno l’Istituto Nazionale per la Previdenza Sociale - noto come Inps- invia a milioni di italiani richieste di restituzione di somme corrisposte negli anni passati, adducendo di averle erogate indebitamente (per intero o in parte).
Per esempio può accadere che un pensionato venga chiamato a restituire importi ricevuti molti anni prima, anche di consistente entità, magari in un momento in cui non disponga di ingenti risorse economiche.
La questione del pagamento o meno da parte dell’Inps di somme contestate e della ripetizione degli indebiti da parte dell’Istituto sono all’ordine del giorno ma stavolta il Tribunale di Palermo ha dato ragione ai cittadini stabilendo quando la restituzione sia dovuta e quando no.

Nessuna restituzione per le pensioni pagate in più

Già da qualche tempo l’Inps ha iniziato ad inviare lettere per chiedere la restituzione delle pensioni erogate erroneamente suscitando la preoccupazione dei pensionati.
La Fipac, la federazione dei pensionati aderente a Confesercenti, ha subito reagito inviando a Tito Boeri, presidente dell’Inps, una lettera con la richiesta di chiarimenti sulla legittimità della richiesta.
Fermo restando il diritto dell’Istituto di richiedere la restituzione di quanto indebitamente pagato, l’associazione di categoria chiede di conoscere le motivazioni e le dimensioni degli interventi correttivi per evitare gli allarmismi dei pensionati. La questione sembra risolta dal Tribunale di Palermo il quale sancisce che le somme pagate in più dall’Inps non debbano essere restituite.
Infatti, con le sentenze 2041/2018 3238/2018 il giudice ha ricordato che in materia di previdenza e assistenza obbligatoria non trova applicazione l’articolo 2033 del Codice Civile sulla ripetizione dell’indebito.
L’articolo in questione recita:
“Chi ha eseguito un pagamento non dovuto ha diritto di ripetere ciò che ha pagato. Ha inoltre diritto ai frutti e agli interessi dal giorno del pagamento, se chi lo ha ricevuto era in mala fede, oppure, se questi era in buona fede, dal giorno della domanda.”
Da queste sentenze emerge che non ci potrà essere la restituzione delle somme pagate in più quando:
  • il pagamento è avvenuto sulla base di un provvedimento definitivo;
  • manca il dolo dell’interessato;
  • il pensionato ha segnalato in maniera corretta e completa tutti i fatti incidenti sul diritto o sulla misura della sua prestazione che non siano o possano essere già conosciuti dall’ente.
Se mancano queste condizioni la ripetizione di indebito ex 2033 del Codice Civile è ammessa e subordinata al termine di prescrizione decennale.
Invece se si accerta che la richiesta di restituzione dei soldi versati in più da parte dell’Inps è illegittima, il pensionato può presentare un ricorso amministrativo al Comitato provinciale dell’Istituto e, se questo viene rigettato, ricorrere all’azione giudiziaria.

Quando l’Inps ha diritto alla restituzione?

L’Inps ha diritto a ricevere il rimborso delle somme erroneamente versate solamente nel caso in cui il pensionato non comunica all’Istituto fatti - di cui l’ente non era a conoscenza - che potrebbero modificare l’importo della pensione. Se invece l’interessato comunica all’Inps tutte le circostanze utili al ricalcolo della pensione e l’Istituto continua ad erogare somme di importo superiore, la restituzione non è dovuta.
Questo perché l’obbligo di verificare ogni anno i redditi del pensionato che possano incidere sull’importo da erogare grava sull’ente e non sul cittadino. Inoltre il recupero delle somme erroneamente versate deve avvenire entro un termine determinato, oltre il quale non può essere richiesto alcuna restituzione. Nel dettaglio:
  • se i redditi che incidono sull’ammontare della pensione non erano a conoscenza dell’Istituto, l’Inps deve richiedere le somme pagate in più entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello in cui viene a conoscenza dei redditi;
  • se i redditi sono stati comunicati in sede di dichiarazione, l’erogazione errata delle somme deve essere notificata entro il 31 dicembre dell’anno successivo a quello della dichiarazione dei redditi.
Oltre questi limiti temporali le somme non possono in nessun modo essere richieste indietro.

PREPARIAMOCI AL CAMBIAMENTO. TRIONFO DELLA LUCE SULLE TENEBRE.



L'EVENTO: DIVULGAZIONE, ARRESTI DI MASSA DELLA CABALA CRIMINALE, RIPRISTINO DELLA VALUTA GLOBALE (SISTEMI NESARA E GESARA), PRIMO CONTATTO, TECNOLOGIE SP, GUARIGIONE DEL PIANETA. 

Attentato terroristico con coltello a Bruxelles contro un ufficiale di polizia

Attentato del coltello di Bruxelles contro l'ufficiale di polizia investigato come terrorismo - media
Gli agenti di polizia sono visti fuori dal quartier generale della polizia dopo che un poliziotto è stato pugnalato a Bruxelles, in Belgio, il 20 novembre 2018. © REUTERS / Yves Herman
Le forze dell'ordine a Bruxelles stanno indagando sull'attacco del coltello di martedì contro un agente di polizia come possibile atto di terrorismo, secondo quanto riferito dai media.
L'ufficio del procuratore di Bruxelles ha detto a Interfax che l'indagine sull'attacco è stata condotta come "un tentato omicidio nel contesto del terrorismo". Un commento simile da parte della polizia della città è stato citato da RIA Novosti.
In precedenza, un uomo armato di coltello ha attaccato un agente di polizia nella città belga prima di essere colpito da un altro ufficiale. Sia l'aggressore che la sua vittima designata sono stati portati in ospedale. Nessuna delle loro vite è segnalata come minacciata.

L'EVENTO



immagine di intestazione prepareforchange.net



La nostra visione: cambiamenti meravigliosi e olistici si verificano ovunque sulla Terra! Tutte le persone sono invitate a partecipare in quanto una nuova società sta nascendo nella luce della verità. Una massiccia ondata di sentimenti positivi sta alimentando un profondo cambiamento in tutto il mondo. L'ottimismo e la gioia stanno creando pace in tutti mentre sono pieni di una conoscenza istintiva della verità e del potenziale dell'umanità per un cambiamento amorevole.

Il dispiegarsi dell'amore e della verità è stato scritto e parlato dai grandi profeti, saggi e mistici di tutte le culture per migliaia di anni, è L'EVENTO
Preparare il cambiamento è qui per connettere tutte le persone, in particolare coloro che hanno sperimentato la luce della verità, insieme nel sostegno amorevole e pacifico di una prospera nuova società. Coloro che hanno sperimentato la Luce della Verità, sanno di più da quel breve interludio di quanto potrebbero imparare da qualsiasi insegnante oggi vivo. Tu, che già conosci questo, sei chiamato all'azione.
Assistere i risvegliati mentre cercano la presenza di altri esseri illuminati è il nostro primo lavoro , così da poter condividere la consapevolezza che è il nostro dono unico. Chiama tutti coloro che conoscono la luce della verità! Chiedi loro di unirsi a te in meditazione e preghiera per aumentare l'energia della pace nella tua comunità! Organizza per sollevare gli spiriti di tutti condividendo i tuoi doni speciali nel vero amore e apertura. Ogni villaggio, città e città ha bisogno di una guida amorevole per abbracciare il cambiamento come mai prima nella storia umana. Unisciti a noi per conoscere la verità della nostra storia e delle nostre origini e condividi le intenzioni amorevoli della nostra Galassia. Noi siamo uno.

Cos'è l''evento'?
L '"Evento" è quando l'ascesa delle frequenze planetarie sarà accompagnata dagli arresti in massa pianificati della cabala criminale mondiale, i politici, i grandi banchieri e altri che hanno commesso numerosi crimini contro l'umanità. Ciò avverrà in maniera legale e gli imputati saranno sottoposti ad equi processi. Come risultato di questa azione legale ci sarà un reset mondiale del nostro sistema finanziario, della nostra produzione di energia e cibo, dei nostri media e dell'intera struttura della società in generale. Le tecnologie pulite, precedentemente soppresse dalle grandi corporation, saranno rilasciate, la naturale abbondanza di questo pianeta sarà distribuita per tutti, i nostri ecosistemi puliti e questo pianeta, insieme a tutti i suoi abitanti, finalmente guarito e liberato. Clicca qui per saperne di più  sull' "Evento".

Si prega di essere consapevoli del fatto che al momento di "The Event" questo sito otterrà forse milioni di visite e registrarsi per i gruppi aumenterà enormemente. Speriamo che sarai attivo e prenderai sul serio il tuo ruolo per essere una forza per la pace, la verità e la comprensione al momento di "The Event". Il team PFC Grazie!



Economia circolare: definizione, importanza e vantaggi

Ripara, riusa, ricicla! 
   
 
 
Risparmiare risorse fa bene a te e all'ambiente.

Che cosa significa economia circolare? Tutti i vantaggi per l’ambiente, la crescita e i cittadini spiegati in un video e un’infografica (sopra).

Nell’Unione europea si producono ogni anno più di 2,5 miliardi di tonnellate di rifiuti. L’UE sta aggiornando la legislazione sulla gestione dei rifiuti

per promuovere la transizione verso un’economia circolare, in alternativa all’attuale modello economico lineare. Ma che cos’è esattamente l’economia circolare? Quali sono i motivi e i vantaggi che spingono verso tale cambiamento?

Che cos’è l’economia circolare?

L’economia circolare è un modello di produzione e consumo che implica condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.



In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono infatti reintrodotti, laddove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.



I principi dell’economia circolare contrastano con il tradizionale modello economico lineare, fondato invece sul tipico schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale dipende dalla disponibilità di grandi quantità di materiali e energia facilmente reperibili e a basso prezzo.



Il Parlamento europeo chiede l’adozione di misure anche contro l’obsolescenza programmata dei prodotti, strategia propria del modello economico lineare.
Come funziona l'economia circolare?


Perché è necessaria la transizione verso un’economia circolare? 
Ci troviamo di fronte a un aumento della domanda di materie prime e allo stesso tempo a una scarsità delle risorse: molte delle materie prime e delle risorse essenziali per l’economia sono limitate, ma la popolazione mondiale continua a crescere e di conseguenza aumenta anche la richiesta di tali risorse finite.

Questo bisogno di materie prime crea una dipendenza verso altri paesi: alcuni stati membri dell’UE dipendono da altri paesi per quanto riguarda l’approvvigionamento.

Non dobbiamo poi dimenticare l’impatto sul clima: i processi di estrazione e utilizzo delle materie prime producono un grande impatto sull’ambiente e aumentano il consumo di energia e le emissioni di anidride carbonica (CO2). Un uso più razionale delle materie prime può contribuire a diminuire le emissioni di CO2.

Quali sono i vantaggi?

Grazie a misure come prevenzione dei rifiuti, ecodesign e riutilizzo dei materiali, le imprese europee otterrebbero un risparmio netto di €600 miliardi, pari all’8% del fatturato annuo, eridurrebbero nel contempo le emissioni totali annue di gas serra del 2-4%.

La transizione verso un’economia più circolare può portare numerosi vantaggi, tra cui:

  • Riduzione della pressione sull’ambiente
  • Più sicurezza circa la disponibilità di materie prime
  • Aumento della competitività
  • Impulso all’innovazione e alla crescita economica
  • Incremento dell’occupazione – si stima che nell’UE grazie all’economia circolare ci saranno 580.000 nuovi posti di lavoro

Con l’economia circolare i consumatori potranno avere anche prodotti più durevoli e innovativi in grado di far risparmiare e migliorare la qualità della vita. Ad esempio, ricondizionare i veicoli commerciali leggeri anziché riciclarli potrebbe portare a un risparmio di materiale per €6,4 miliardi all’anno (circa il 15% della spesa per materiali) e €140 milioni in costi energetici, con una riduzione delle emissioni di gas serra pari a 6,3 milioni di tonnellate.

Tecnologie per il riciclo/recupero sostenibile dei rifiuti

IL GOVERNO DOVREBBE ADOTTARE UNA POLITICA VIRTUOSA DELLA GESTIONE DEI RIFIUTI CHE PUNTI SU UN MECCANISMO VIRTUOSO DI ECONOMIA CIRCOLARE BASATO SUL RICICLO. QUI POTETE LEGGERE UN ARTICOLO INTERESSANTE SULLE SOCIETA' CHE IMPIEGANO NUOVE TECNOLOGIE DI SMALTIMENTO E RIDUZIONE DEGLI INQUINANTI NELLA LOGICA DELLA GREEN ECONOMY

I rifiuti rappresentano un’enorme opportunità di crescita sostenibile in termini di riduzione del consumo di risorse naturali e di sviluppo ed implementazione di tecnologie per il riciclo di materia ed il recupero di energia. Nell’articolo, alcuni esempi di approcci tecnologici per sfruttare le potenzialità dei rifiuti nell’ottica della green economy
 Claudia Brunori, Lorenzo Cafiero, Danilo Fontana e Fabio Musmeci

L’industria legata ai rifiuti è stata tra le più floride negli ultimi decenni e, indubbiamente, tra quelle con il fatturato più rilevante nel campo dell’industria ambientale. Sebbene possa sembrare una contraddizione, i rifiuti rappresentano attualmente una delle maggiori opportunità di crescita sostenibile per il sistema Europa e per il nostro Paese, carente di risorse primarie, in particolare. I rifiuti costituiscono infatti una enorme riserva di risorse che, se opportunamente gestita e valorizzata, può garantire un approvvigionamento sostenibile e continuo negli anni di materiali ed energia. Secondo un recente rapporto UNEP [1], gli obiettivi di riciclo per il 2050 nell’ottica di una economia verde prevedono percentuali di riciclo del 15% per rifiuti industriale, 34% per rifiuti urbani e addirittura 100% per rifiuti elettronici. Inoltre, è previsto che la frazione organica sia interamente recuperata per la produzione di compost o per il recupero di energia. Inoltre, sempre secondo stime dell’UNEP [1], il riciclaggio dei rifiuti è uno dei settori più importanti in termini di potenzialità di sviluppo di occupazione; è stato stimato infatti che il settore del riciclo crea un numero 10 volte maggiore di posti di lavoro rispetto ai settori dello smaltimento e dell’incenerimento.
L’Unione Europea si è mossa già da tempo in questa direzione con una serie di provvedimenti e normative inerenti la gestione integrata dei rifiuti. Con la recente Direttiva Quadro sui Rifiuti 2008/98/EC [2], viene imposta agli Stati membri una soglia minima di recupero rifiuti al 50% mediante raccolta differenziata, orientando meccanismi di produzione sempre più indirizzati al virtuosismo ed al recupero. La norma stabilisce un quadro giuridico per il trattamento dei rifiuti, inclusa la definizione di materia seconda e sottoprodotto, stabilendo regole più semplici per il loro riutilizzo. Nella Direttiva viene esplicitata a livello europeo una gerarchia nelle azioni che devono essere espletate nella gestione dei rifiuti, che può essere tradotta in maniera semplificata nella regola delle quattro R in ordine di scelta preferenziale (figura 1): Riduzione dei rifiuti prodotti, Riuso dei rifiuti (ad es. apparecchi elettronici ancora funzionanti o che possono essere riparati), Riciclo con la conversione di rifiuti in prodotti utili, Recupero di altro tipo (ad es. termovalorizzazione con produzione di energia). Con DLgs n° 205/2010 in materia di rifiuti [3], l’Italia ha recepito la Direttiva 98/2008 con 6 mesi di anticipo rispetto alle scadenza prefissata a livello UE.
In armonia con un percorso iniziato anni fa, anche nella recente Comunicazione della Commissione Europea in preparazione della conferenza delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile che si terrà a Rio de Janeiro il prossimo giugno 2012 [4], viene ribadito come una corretta gestione dei rifiuti possa minimizzare il loro impatto ambientale nel contempo promuovendo l’uso efficiente delle risorse e aumentando la disponibilità di nuove risorse da materiali riciclati.
Per quanto riguarda il riciclo dei rifiuti, il panorama attuale può essere suddiviso in filiere già consolidate (vetro, carta, metallo, legno, plastica) e filiere ancora in embrione (rifiuti elettronici, inerti, frazione organica, car fluff, pannelli fotovoltaici, etc.), per le quali si intravedono enormi potenzialità di sviluppo. Un esempio di settore con grandi prospettive è rappresentato dai rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE), la cui raccolta e gestione sono regolati in Italia dal DLgs n. 151/2005, in recepimento della Direttiva Comunitaria WEEE 2002/96/CE [5], attualmente in fase finale di revisione [6], e della Direttiva Comunitaria sulla restrizione delle sostanze pericolose 2002/95/CE [7], entrambe risalenti al 2003 ed emesse con la finalità di prevenire la produzione di RAEE e promuoverne il riutilizzo ed il riciclaggio.

Figura 1 - Gerarchia nella gestione dei rifiuti
Fig1BrunoriCafieroFontanaMusmeci
Fonte: ENEA

Nei prossimi paragrafi saranno presentati alcuni esempi di tecnologie di riciclo/recupero in differenti settori e campi di applicazione.

Tecnologie di idrometallurgia per il riciclo di metalli ad elevato valore aggiunto

Il termine “idrometallurgia” comprende l'insieme delle tecniche chimiche e chimico-fisiche di trattamento in fase liquida di residui provenienti da lavorazioni industriali o di reflui di varia natura, mirate al recupero dei metalli in essi presenti. Tali tecnologie trovano campo di applicazione con enormi potenzialità di espansione ad esempio nel recupero di materiali critici (terre rare, metalli preziosi ecc.) da RAEE.
A scopo semplificativo può essere distinta in due diversi momenti:
  1. dissoluzione del solido, detta leaching (liscivazione), che consiste nel processo di estrazione solido/liquido che avviene facendo reagire il solido da trattare con un’opportuna soluzione capace di dissolvere alcuni (o tutti) i componenti e renderli stabili nella soluzione stessa.
  2. separazione e purificazione del metallo: dal processo di lisciviazione si ricava una soluzione contenente ioni metallici e molte altre impurezze: può essere necessario trattare in maniera opportuna tale soluzione (ad esempio tramite una filtrazione per rimuovere eventuali solidi sospesi o variando alcuni parametri operativi quali la temperatura o il pH della soluzione stessa) prima di procedere alle fasi successive del recupero del metallo.
Le operazioni di recupero e purificazione possono essere completate tramite operazioni di:
  • precipitazione/cristallizzazione;
  • scambio ionico;
  • estrazione con solvente;
  • elettrodeposizione.
In particolare l'estrazione con solvente, o estrazione liquido-liquido, è un processo mediante il quale una sostanza (nel nostro caso lo ione metallico) è trasferita da una fase liquida ad un'altra con essa immiscibile. Solitamente le due fasi sono rispettivamente  acquosa e  organica. Per realizzare questa operazione viene utilizzato un estraente, cioè una molecola avente proprietà complessanti che, reagendo secondo vari meccanismi con una sostanza disciolta nella fase acquosa, è in grado di estrarla. Di solito, per migliorare le proprietà chimico-fisiche dell'estraente, esso viene disciolto in un diluente che, in genere, non ha proprietà estrattive. Il diluente, insieme all'estraente, costituisce la cosiddetta  fase organica.
La soluzione acquosa sottoposta all'estrazione di uno o più soluti costituisce il raffinato, mentre la fase organica caricata con il soluto dopo l'estrazione si chiama estratto.
Le peculiarità di questa tecnica estrattiva sono:
  • l’alta selettività che permette quindi la separazione di metalli con proprietà molto simili;
  • possibilità di trattare scarti e residui industriali;
  • elevati fattori di separazione che consentono di ottenere prodotti con un grado di purezza estremamente elevato;
  • impiantistica semplice, flessibile e facilmente automatizzabile;
  • impianti con impatto ambientale contenuto (i solventi sono continuamente riciclati e si opera prevalentemente a temperatura ambiente);
  • basso consumo energetico;
  • possibilità di trattare matrici contenenti basse concentrazioni di metalli  per i costi di processo contenuti.

Quale esempio di applicazione di tecniche idrometallurgiche, qui di seguito (figura 2) viene illustrato un caso recentemente studiato da ENEA [8], nell’ambito della problematica riguardante i cosiddetti “materiali critici”: il recupero del cobalto e manganese contenuto nei catalizzatori esausti provenienti dalla sintesi industriale dell’anidride trimellitica (un plastificante).

Figura 2 - Un’applicazione delle tecnologie idrometallurgiche: il processo per il recupero di cobalto e manganese da catalizzatori esausti
Fig2BrunoriCafieroFontanaMusmeci
Fonte: D. Fontana, F. Forte [8]

Attraverso questo processo si valorizza il rifiuto recuperando i metalli di elevato valore aggiunto e di critico approvvigionamento e si riduce contemporaneamente la quantità e la pericolosità dei materiali da conferire in discarica.

Tecnologie per il riciclo frazione organica

Il compostaggio è un processo biologico aerobico, accelerato e controllato, che porta alla produzione di compost a partire da residui organici mediante l'azione di batteri e funghi. Il compost viene poi utilizzato come ammendante in agricoltura e nella florovivaistica.
Il compostaggio sta occupando un posto di rilievo nel trattamento dei rifiuti. Nel 1993 esistevano circa 10 impianti industriali di compostaggio mentre, nel 2008, si contano 290 impianti e per il 2019 se ne dovrebbero aggiungere un altro centinaio [9].
Gli impianti industriali di compostaggio sono suddivisibili in impianti a ciclo continuo (ove il materiale viene quotidianamente caricato) e in sistemi batch, ove il materiale viene caricato in lotti, tipicamente in biocelle, e rimane chiuso per poco più di una settimana prima di terminare il processo in platee. É importante segnalare il ruolo positivo della pratica del compostaggio, nel riciclo dei rifiuti urbani, per il sequestro del carbonio nel terreno che avrebbe invece generato metano, qualora il destino del rifiuto fosse stato la discarica.
Parallelamente agli impianti di compostaggio si stanno sviluppando anche sistemi di digestione anaerobica della frazione organica. In questi impianti viene estratto gas (tipicamente metano) e conseguentemente è possibile accedere ai contributi relativi alle fonti rinnovabili o assimilate. Il materiale digerito dovrebbe comunque essere avviato ad impianti di compostaggio.
I costi della filiera industriale del compostaggio e/o della digestione anaerobica sono piuttosto elevati. L’accettazione sociale di impianti di grandi dimensioni sui territori rimane un problema sempre “caldo”. Il recepimento italiano della Direttiva 2008/98/CE [3] introduce il concetto di “auto compostaggio”, come il compostaggio degli scarti organici dei propri rifiuti urbani, effettuato da utenze domestiche, ai fini dell'utilizzo in situ del materiale prodotto.
L’auto compostaggio, noto anche come “compostaggio domestico”, si pone come importante integrazione alla raccolta separata dell’organico in particolare quando si è in presenza di case sparse. In questi contesti la raccolta dell’organico diviene economicamente proibitiva e il compostaggio domestico diventa complementare ai sistemi di raccolta basati sul “porta a porta”. Il compostaggio domestico è attuato normalmente con l’ausilio di compostiere domestiche o con le tecniche del cumulo, del silo o della semplice buca. L’auto compostaggio è importante anche perché viene interpretato come tecnica di riduzione dei rifiuti a monte (non conferendo al sistema di gestione) e quindi come riferimento alla prima delle priorità europee nella gestione rifiuti [2].
Alcuni comuni stanno supportando la diffusione del compostaggio domestico attraverso l’istituzione di un “Albo Comunale Compostatori” finalizzato a fornire, oltre alle compostiere, sconti tariffari e supporto tecnico.
D’altro canto anche molte utenze non domestiche producono rifiuti assimilabili agli urbani come nel caso di strutture turistiche o nel caso di mense scolastiche o aziendali.
Tra il grande impianto e quello domestico si colloca l’attività di auto compostaggio di “comunità” che prevede l’utilizzo di macchine di dimensioni ridotte adatte al trattamento in loco di frazioni organiche prodotte da un condominio, da una mensa, da un hotel, da comunità isolate ecc. Questi impianti servono decine o anche centinaia di famiglie equivalenti. Si noti che questa tipologia di macchine è ancora poco conosciuta in Italia e pone delle problematiche tecniche e normative nuove.
Sul mercato esistono pochi prodotti tipicamente di produzione nord europea. É ipotizzabile che questa soluzione possa trovare in Italia una futura notevole diffusione. Una sperimentazione presso il Centro dell’ENEA Casaccia (http://www.enea.it/it/enea_informa/news/astro-il-progetto-innovativo-per-il-compostaggio-di-comunita), iniziata a dicembre 2011, prevede la predisposizione  di una attività di compostaggio di comunità con l’utilizzo di un impianto pilota che tratta parte dei rifiuti organici (mensa aziendale) e della frazione verde (gestione del verde) prodotti nel Centro; il fine è quello di ottimizzare il processo per la produzione di compost di qualità e supportare l’analoga esperienza dimostrativa di compostaggio di comunità sulle Egadi (vedi articolo Un caso pilota per un approccio integrato alla green economy: il Progetto Eco-innovazione Sicilia).

Tecnologie per il riciclo delle plastiche

Le plastiche dei rifiuti urbani sono costituite da materiali polimerici e classificate come resine termoplastiche e resine termoindurenti; solo le prime sono riciclabili.
Il processo di riciclo può avvenire per via meccanica, per riottenere la macromolecola di partenza, o per via chimica o termica, per ottenere il monomero o altre materie prime (feedstock recycling): nel primo caso, applicabile solamente alle resine termoplastiche, i manufatti vengono selezionati per tipo di polimero (manualmente, con lettori ottici o a raggi X, per via densimetrica), lavati, asciugati mediante centrifugazione, triturati e sottoposti a formatura per estrusione o stampaggio. La buona riuscita del processo dipende dal grado di separazione e purezza del polimero di partenza, che consente alle macromolecole di ricostruire la struttura originale, garantendo le proprietà meccaniche del prodotto finale. Le resine termoplastiche utilizzate invece nella componentistica elettronica non possono essere riciclate mediante i tradizionali processi meccanici a caldo, a causa della difficoltà di rimozione dei metalli presenti come circuiti e dei ritardanti di fiamma (composti organo bromurati) da cui si possono sviluppare emissioni gassose nocive. Il riciclo per via chimica avviene tramite l’azione di un solvente (solvolisi) o per via termica (pirolisi), tramite quella del calore. I limiti del feedstock recycling sono legati ai bassi rendimenti dei prodotti finali, alla conseguente elevata percentuale di frazioni di scarto e al consumo di solventi e di energia. Le resine termoindurenti non sono riciclabili perché si degradano, rendendo impossibile la ricostituzione delle catene polimeriche o dei singoli monomeri. Infine, esistono dei tentativi di utilizzare lo scarto di plastiche miste da raccolta differenziata come agente riducente negli altoforni industriali [10].

Esempi di riciclo meccanico della plastica

In Italia il riciclo meccanico da imballaggi permette il recupero e la vendita dei seguenti polimeri attraverso il Consorzio Recupero Plastiche da imballaggio (COREPLA): Polietilentereftalato (PET, suddiviso nelle qualità azzurro, trasparente, colorato), Polietilene alta densità (HDPE), Polietilene bassa densità (LDPE). Altri polimeri presenti nella raccolta differenziata urbana non sono riciclati per motivi squisitamente economici in quanto associati a piccole quantità (come il caso del polivinilcloruro, le cui percentuali variano tra lo 0,5 e lo 0,7) [11] o all’eccessivo grado di impurezze, come gli scarti alimentari (è il caso del polistirene). Il riciclo dello scarto poliolefinico della raccolta differenziata (plasmix) porta allo stampaggio di prodotti con valore commerciale inferiore.

feedstock recycling

Il feedstock recycling [12] in Italia è meno diffuso di quello meccanico e riguarda per lo più attività di ricerca. Ad esempio [13], il COREPLA ha sostenuto un progetto finalizzato alla depolimerizzazione del PET mediante idrolisi (acida, alcalina, basica) per la produzione di acido tereftalico (2001-2005, Progetto di ricerca finanziato da Co.Re.Pla., M&G, Dow ed Ecosol, depolimerizzazione del PET bottle to bottle). Per quanto riguarda la pirolisi, si possono citare alcuni processi applicati con successo su scala industriale in Germania e Giappone. La tabella 1 illustra alcuni esempi di riciclo applicato alle plastiche, sviluppati su varie scale e in diversi ambiti.

Tabella 1 - Esempi di riciclo di plastiche
Tipologia di riciclo
Società proprietaria
Processo
Prodotti
Riciclo meccanico
Progetto Utilgreen
Società Revet SpA
Riciclo eterogeneo dello scarto poliolefinico della raccolta differenziata degli imballaggi in plastica (plasmix)
Contenitori rigidi
Corepla
Montello SpA
Granulato per edilizia
Feedstock recycling(Riciclo chimico)
KodaK Co.
Depolimerizzazione del PET mediante solvolisi con metanolo
dimethyl ester of
terephthalic acid eglicol etilenico
BASF, Rhone Poulenc, SNIA
Depolimerizzazione della poliamide 6 per idrolisi acida
Caprolattame
Du Pont
Depolimerizzazione alcalina della poliamide 6-6
Acido adipico e Sali di esametilendiammina
BASF, Rhone Poulenc,
Depolimerizzazione acida della poliamide 6-6
Acido adipico e Sali di esametilendiammina
Feedstock recycling(Pirolisi)
Deutsche Babcock-Anlagen
Tamburo rotante, riscaldamento indiretto 450-500 °C
syngas
Ebara
Letto fluido a due stadi, con il secondo di ossidazione
syngas
Kobe Steel
Tamburo rotante, riscaldamento indiretto 500-700 °C
Olio, syngas
BASF
Fusione, riscaldamento indiretto 300-450 °C
Olio destinato a steam-cracking
Fonte: Brandrup, 1996 [14]

Tecnologie per il recupero di energia da plastiche

Le tecnologie di recupero di energia si classificano in base al rapporto tra comburente e combustibile: nella pirolisi si ha una degradazione termica in assenza di comburente; nella gassificazione il comburente è in quantità sottostechiometrica; nella combustione diretta, o incenerimento, il comburente è in quantità stechiometrica o in eccesso. Le plastiche, in quanto prodotto derivato dal petrolio, hanno un potere calorifico che può andare da un minimo di 18 MJ/kg (poliuretano) fino a superare i 40 MJ/kg (poliolefine), valore quest’ultimo pari a circa 4 volte quello di un rifiuto urbano indifferenziato [15].

Incenerimento

L’incenerimento (850-1100 °C) è associato esclusivamente al recupero di energia (termica, elettrica o cogenerativa). Il processo, condotto con eccesso stechiometrico di comburente, produce volumi di effluenti gassosi molto maggiori della pirolisi e della gassificazione; ciò comporta oneri rilevanti nelle apparecchiature di controllo delle emissioni gassose. D’altra parte, essendo una tecnologia matura nel campo del trattamento di ogni tipologia di rifiuti, è robusta e affidabile nel contenimento dell’inquinamento gassoso e nella resistenza agli aspetti della corrosione del processo. In Italia al 2008 [16] risultavano presenti sul territorio nazionale 51 impianti di incenerimento di rifiuti urbani (incluso il trattamento di plastiche) per una capacità complessiva di circa 6 milioni di t/anno e una potenza elettrica installata di 587 MW; la tecnologia più diffusa è quella del forno a griglia mobile, seguita dal letto fluido bollente circolante.

Gassificazione

La gassificazione agisce mediante la parziale ossidazione dei composti organici ad alta temperatura (800-1300 °C). Le tecnologie impiegate per la gassificazione differiscono per l’agente gassificante (O2, aria, vapore d’acqua), la tipologia di reattore e la pressione di funzionamento. Il reagente gassificante influenza il potere calorifico del gas prodotto, che può variare da un minimo di 4-7 MJ/Nm3 per l’aria a un massimo di 10-18 MJ/Nm3 per l’ossigeno, passando per il 14-17 MJ/Nm3 per il vapore. La gassificazione trova a livello nazionale un esempio di sviluppo in scala industriale nell’impianto di Malagrotta (RM); vengono trattate 8 t/h di Combustibile Solido Secondario (CSS) mediante gassificazione e successiva combustione del gas prodotto. Il syngas prodotto è di 9000 Nm3/h e il suo potere calorifico è di 9,7 MJ/Nm3.

Pirolisi

La pirolisi è un processo endotermico (400–800 °C) in atmosfera di gas inerte, il cui principale vantaggio è nella produzione di volumi di effluenti gassosi fino a 20 volte inferiori rispetto all’incenerimento [14] e nella possibilità di concentrare le specie dannose per l’ambiente nei sottoprodotti solidi e liquidi. L’applicazione del processo al trattamento delle plastiche richiede tuttavia consumi rilevanti a causa della loro bassa conducibilità e dell’elevata energia di degradazione delle macromolecole. Il grado di sviluppo in Italia si limita ad esperienze che non vanno oltre la scala di impianto pilota.

Bibliografia

[1] UNEP, 2011, Towards a Green Economy: Pathways to Sustainable Development and Poverty Eradication, www.unep.org/greeneconomy, ISBN: 978-92-807-3143-9.
[2] Waste Framework Directive, or Directive 2008/98/EC of the European Parliament and of the Council of 19 November 2008 on waste.
[3] DLgs 205/2010 in materia di rifiuti, entrato in vigore il 25 dicembre 2010 (pubblicato nel S.O. n. 269/L della G.U. 10 dicembre 2010).
[4] Communication from the Commission to the European Parliament, the Council, the European Parliament and social committee of the Regions, Rio+20: verso un’economia verde e una migliore governance, (COM(2011)363 del 20/6/2011.
[5] Direttiva Comunitaria WEEE (Waste from Electrical and Electronic Equipment) 2002/96/CE.
[6] January 2012 on the Council position at first reading with a view to the adoption of a directive of the European Parliament and of the Council on waste electrical and electronic equipment (WEEE) (Recast) (07906/2/2011 – C7-0250/2011 – 2008/0241(COD)).
[7] Direttiva Comunitaria RoHS - Restriction of Hazardous Substances 2002/95/CE.
[8] Cobalt and manganese recovery from spent catalysts. D. Fontana, F. Forte - Proceedings of Ecomondo 2011, pp. 880-885. 9th-12 November 2011, Rimini, Italy, Maggioli Editore.
[9] FISE, Fondazione Sviluppo Sostenibile, L’Italia del riciclo, Roma 2011.
[10] COREPLA. Dati di produzione 2008, su www.corepla.it.
[11] Petriglieri, F. (2011), Il sistema di raccolta, valorizzazione, riciclo e recupero degli imballaggi in plastica – Convegno AIDIC 21 ottobre 2011.
[12] Vijaykumar Sinha Æ Mayank R. Patel Æ, Jigar V. Patel, Pet Waste Management by Chemical Recycling: A Review, J Polym Environ (2010) 18:8-25.
[13] Equipolymers, (2005). Equipolymers obtains initial funding approval from CIPE for the construction of a state-of-art PET production facility in Ottana (Italy). www.equipolymers.com
[14] Brandrup. (1996). Recycling and Recovery of Plastics. Muenchen, Vienna, New York: Hanser Publishers.
[15] ISPRA (a cura di) (2009), Rapporto Rifiuti 2008.
[16] ENEA-Federambiente (2009), Rapporto sulle Tecniche di Trattamento dei Rifiuti in Italia.