mercoledì 17 ottobre 2018

APPELLO A SUA ECC.ZA, MONS. CARLO MARIA VIGANÒ


Sua Eccellenza esca dal nascondimento e isolamento, in cui si è confinato, e lo faccia allo scopo di incontrare il Santo Padre Francesco, dopo aver chiesto Udienza con lui, e averla ottenuta, con data precisa e certa.

Il colloquio, se concesso (se negato… confermerebbe solo la cattiva volontà del Papa), condotto alla pari per la stessa dignità di due figli di Dio, pur nella distinzione dei ruoli e con l’obbedienza dovuta al Sommo Pontefice in materia di Fede, di Disciplina e di Morale, verta a servizio della Chiesa di Cristo e sia basato sulla verità dei fatti e dei documenti possibilmente prodotti, lasciando il giudizio conclusivo a Dio e alla coscienza personale.

Non ci sarà bisogno di ulteriori Comunicati o Dichiarazioni, al termine dell’appuntamento, a meno che il Santo Padre e Sua Eccellenza decidano diversamente, in accordo o in disaccordo non importa, purché ognuno si prenda la responsabilità delle proprie scelte, anche davanti al Popolo di Dio.
Lei, Eccellenza, ha avuto coraggio e spirito profetico nel denunciare la situazione gravemente immorale in cui si trova la Chiesa, Sposa di Cristo, a causa soprattutto dei suoi cattivi Pastori, e ha avuto l’ardire di coinvolgere nella sua accusa la persona di Francesco. Ha fatto bene. Noi le crediamo. Crediamo alla sua onestà, confermata dal suo giuramento di sincerità a Dio e alla Santa Madre di Dio, Maria.

Magari Jorge Mario Bergoglio avesse fatto lo stesso, avesse giurato solennemente per confermare la verità… macché, non ha affatto risposto, nemmeno ‘sì’ o ‘no’, come ci insegna e ci esorta invece a fare il Nostro Signore, del quale egli si accredita interprete autentico e originale, quando invece è capace di stravolgere, nascondere e confondere la Sua Divina Parola, cosa avvenuta puntualmente in tutto il mese di settembre nelle sue ‘meditazioni quotidiane’ (ciò che lei stesso ha rilevato nella sua seconda lettera, critica con il comportamento del Santo Padre).

È semplicemente penoso come il Vicario di Cristo abbia strumentalizzato il Santo Vangelo, che la Liturgia ci propone ogni giorno, per insistere sul concetto del Demonio come “Il Grande Accusatore” (il quale lo è veramente), nascondendosi dietro le sue ali ribelli per insinuare, maldestramente e velatamente, che ‘tu’ sei eguale a Satana, mentre egli è “il povero Cristo, che soffre in Croce e rimane in silenzio di fronte alle provocazione dei suoi nemici”.

Ancora più grave il Comunicato della Sala Stampa del Vaticano, del 29 settembre 2018, il quale, avallando la fasulla e capziosa narrazione bergogliana dei fatti, indice strumentalmente il Mese di Preghiera del Santo Rosario, coinvolgendo la Chiesa Cattolica in un impegno, che molti hanno già preso con la Madonna, apparsa a Fatima, e che ora, da bravi fedeli, hanno accolto con rinnovato fervore, aggiungendo l’invocazione all’Arcangelo Michele e il “sub tuum praesidium” alla Santa Madre di Dio.

Perché a Bergoglio non stanno a cuore le intenzioni del Cuore Immacolato dMaria, da lui vilipese, affossate e trascurate a Fatima, con luciferino atteggiamento di superbia, di vera sfida all’Immacolata, il tutto avvenuto in una ambientazione celebrativa di ispirazione massonica, sovrapposta alla sacralità del luogo delle Apparizioni, per la cui colpa il Vescovo di Roma e il Vescovo di Leiria-Fatima (ridicolmente da lui poi promosso Cardinale) dovranno presto rendere conto a Dio, (“è terribile cadere nelle mani del Dio vivente” [Ebrei 10,31], tanto più essere schiacciati dal piede della Donna di Genesi 3,15!).
Mentre in questi giorni si sta svolgendo in insulso, inutile, ideologizzato Sinodo sui Giovani, messo in manifesto con l’etichetta della sigla-acronimo delle perversioni sessuali, alzando il nuovo Mosè argentino il bastone biforcuto e cornuto, quale segno che li dovrebbe guidare… dove? Poveri giovani abusati, manipolati e traditi! Avessero loro insegnato almeno a non lasciare quintali d’immondizia, dopo l’Incontro con il Santo Padre al Circo Massimo di Roma, dove il fiore della Gioventù cattolica italiana vi ha fatto una pessima figura!

Se lei è consenziente alla proposta di vedersi e parlarsi con il Vicario di Cristo, sempre che Francesco glielo conceda, dovrà prima chiedere perdono a lui per avere invocato le sue dimissioni, riconoscendo che la conclusione logica della sua denuncia (quello che il Papa ha preteso da altri Vescovi, lo deve applicare a se stesso) non può tradursi in una conclusione teologica.
Non si può chiedere a un Papa di dimettersi, se è Dio che ce lo ha dato (o ce lo ha inflitto, come diceva San Vincenzo di Lérins), sarà Dio a toglierlo! Ma preghiamo che Francesco non si tolga la vita, quando il Demonio “Grande Accusatore” gli presenterà non ‘tutto il mondo da conquistare’, che non ha conquistato né a Cristo né alla Pace, ma vorrà farlo disperare per il disastro, che finalmente vedrà, procurato alla Chiesa Sposa di Cristo, che sta sanguinando e gridando aiuto, da lui inascoltata, anzi offesa e maltrattata.

Eccellenza, preghi anche per l’ex Papa Benedetto XVI. Se a un Papa non si può esigere di dimettersi, come si è permesso egli di dimettersi? Se è Gesù, che lo ha chiamato e gli ha detto: “Tu seguimi!”, può il Maestro un altro giorno chiamarlo e dirgli: “Tu sei vecchio, ti manca il vigore del corpo e dello spirito, in coscienza ti devi dimettere!”?

Ma preghiamo Te, “Santa Madre di Dio, sotto la Tua protezione cerchiamo rifugio, non disprezzare le suppliche di noi che siamo nella prova, e liberaci da ogni pericolo, o Vergine gloriosa e benedetta”. Infatti nella Chiesa vale il Principio Mariano e il Principio Petrino, come lo ha illustrato e lo ha vissuto San Giovanni Paolo II Magno, che non si è dimesso e ci ha consacrati tutti al Tuo Cuore Immacolato!”
Don Felice Prosperi

Morichella di San Ginesio 9 Ottobre 2018


PREGHIERA PARTICOLARMENTE POTENTE CONTRO LE FORZE DEL MALE


Orazione a San Giuseppe
 

A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo, e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio dopo quello della tua santissima Sposa.
Deh! per quel sacro vincolo di carità, che ti strinse all’immacolata Vergine Madre di Dio, e per l’amore paterno che portasti al fanciullo Gesù, riguarda, te ne preghiamo, con occhio benigno la cara eredità, che Gesù Cristo acquistò col suo sangue, e col tuo potere ed aiuto sovvieni ai nostri bisogni.
Proteggi, o provvido Custode della Divina Famiglia, l’eletta prole di Gesù Cristo; cessa da noi, o Padre amantissimo, cotesta peste di errori e di vizi, che ammorba il mondo; ci assisti propizio dal Cielo in questa lotta contro il potere delle tenebre, o nostro fortissimo Protettore; e come un tempo salvasti dalla morte la minacciata vita del pargoletto Gesù, così ora difendi la Santa Chiesa di Dio dalle ostili insidie e da ogni avversità; e stendi ognora sopra ciascuno di noi il tuo patrocinio, acciocchè a tuo esempio, e mercè il tuo soccorso, possiamo virtuosamente vivere, piamente morire, e conseguire l’eterna beatitudine in cielo.   E così sia.

 

Indulgenza di 7 anni e 7 quarantene ogni volta che si recita la detta orazione.
(Enciclica di S. S. Leone: Quanquam pluries del 15 Agosto 1889).


IMPRIMATUR:

 
Genuae, 29 Juli 1909 -  C. De Amicis Vie. 
G.

VOLTO DI GESU' CONFORTO DEI DISPERATI

MUSICA PER ARMONIZZARE CORPO E SPIRITO

ANCHE LA MUSICA E' LA PIU' ALTA ESPRESSIONE DI DIO PER FARCI ENTRARE IN CONNESSIONE CON LUI E STARE MEGLIO. PROVATE QUESTA DELLA BRAVISSIMA ENYA... PROVARE PER CREDERE!


La versione cantata da Enya:


Madre della Speranza


Madre della Speranza
  
Santa Maria,
Madre di Dio, Madre nostra,
insegnaci a credere,
sperare ed amare con te.

Indicaci la via verso il suo regno!
Stella del mare, brilla su di noi
e guidaci nel nostro cammino!

 
Benedetto XVI     cfr. Spe Salvi
 

Supplica alla 
Regina del  SS. Rosario di P
ompei
 
 

 Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.
O Augusta Regina delle Vittorie, o Sovrana del Cielo e della Terra, al cui nome si rallegrano i cieli e tremano gli abissi, o Regina gloriosa del Rosario, noi devoti figli tuoi, raccolti nel tuo Tempio di Pompei, in questo giorno solenne, effondiamo gli affetti del nostro cuore e con confidenza di figli ti esprimiamo le nostre miserie.
Dal Trono di clemenza, dove siedi Regina, volgi, o Maria, il tuo sguardo pietoso su di noi, sulle nostre famiglie, sull’Italia, sull’Europa, sul mondo. Ti prenda compassione degli affanni e dei travagli che amareggiano la nostra vita. Vedi, o Madre, quanti pericoli nell’anima e nel corpo, quante calamità ed afflizioni ci costringono.
O Madre, implora per noi misericordia dal Tuo Figlio divino e vinci con la clemenza il cuore dei peccatori. Sono nostri fratelli e figli tuoi che costano sangue al dolce Gesù e contristano il tuo sensibilissimo Cuore. Mostrati a tutti quale sei, Regina di pace e di perdono.


Ave Maria

 
È vero che noi, per primi, benché tuoi figli, con i peccati torniamo a crocifiggere in cuor nostro Gesù e trafiggiamo nuovamente il tuo cuore.
Lo confessiamo: siamo meritevoli dei più aspri castighi, ma tu ricordati che sul Golgota, raccogliesti, col Sangue divino, il testamento del Redentore moribondo, che ti dichiarava Madre nostra, Madre dei peccatori.
Tu dunque, come Madre nostra, sei la nostra Avvocata, la nostra speranza. E noi, gementi, stendiamo a te le mani supplichevoli, gridando: Misericordia!
O Madre buona, abbi pietà di noi, delle anime nostre, delle nostre famiglie, dei nostri parenti, dei nostri amici, dei nostri defunti, soprattutto dei nostri nemici e di tanti che si dicono cristiani, eppur offendono il Cuore amabile del tuo Figliolo. Pietà oggi imploriamo per le Nazioni traviate, per tutta l’Europa, per tutto il mondo, perché pentito ritorni al tuo Cuore.
Misericordia per tutti, o Madre di Misericordia!
 
Ave Maria

Degnati benevolmente, o Maria, di esaudirci! Gesù ha riposto nelle tue mani tutti i tesori delle Sue grazie e delle Sue misericordie.
Tu siedi, coronata Regina, alla destra del tuo Figlio, splendente di gloria immortale su tutti i Cori degli Angeli. Tu distendi il tuo dominio per quanto sono distesi i cieli, e a te la terra e le creature tutte sono soggette. Tu sei l’onnipotente per grazia, tu dunque puoi aiutarci. Se tu non volessi aiutarci, perché figli ingrati ed immeritevoli della tua protezione, non sapremmo a chi rivolgerci. Il tuo cuore di Madre non permetterà di vedere noi, tuoi figli, perduti, Il Bambino che vediamo sulle tue ginocchia e la mistica Corona che miriamo nella tua mano, ci ispirano fiducia che saremo esauditi. E noi confidiamo pienamente in te, ci abbandoniamo come deboli figli tra le braccia della più tenera fra le madri, e, oggi stesso, da te aspettiamo le sospirate grazie.
 

Ave Maria

 
Chiediamo la benedizione a Maria
 
Un’ultima grazia noi ora ti chiediamo, o Regina, che non puoi negarci in questo giorno solennissimo. Concedi a tutti noi l’amore tuo costante ed in modo speciale la materna benedizione. Non ci staccheremo da te finché non ci avrai benedetti. Benedici, o Maria, in questo momento, il Sommo Pontefice. Agli antichi splendori della tua Corona, ai trionfi del tuo Rosario, onde sei chiamata Regina delle Vittorie, aggiungi ancor questo, o Madre: concedi il trionfo alla Religione e la pace alla Società umana. Benedici i nostri Vescovi, i Sacerdoti e particolarmente tutti coloro che zelano l’onore del tuo Santuario. Benedici infine tutti gli associati al tuo Tempio di Pompei e quanti coltivano e promuovono la devozione al Santo Rosario.
O Rosario benedetto di Maria, Catena dolce che ci rannodi a Dio, vincolo d’amore che ci unisci agli Angeli, torre di salvezza negli assalti dell’inferno, porto sicuro nel comune naufragio, noi non ti lasceremo mai più. Tu ci sarai conforto nell’ora di agonia, a te l’ultimo bacio della vita che si spegne.
E l’ultimo accento delle nostre labbra sarà il nome tuo soave, o Regina del Rosario di Pompei, o Madre nostra cara, o Rifugio dei peccatori, o Sovrana consolatrice dei mesti.
Sii ovunque benedetta, oggi e sempre, in terra ed in cielo. Amen.

Salve Regina
Indulgenzia
Indulgentia plenaria semel tantum, soltis conditionibus,
recitantibus supplicationem meridianam ad B. V. Mariam a S. Rosario.



Beata Vergine Maria
https://www.maranatha.it/Benvenuti/mapa/pompei.htm

Preghiera davanti al Crocifissodi San Francesco d'Assisi
 

O alto e glorioso Dio,
illumina le tenebre
del cuore mio.

Dammi una fede retta,
speranza certa,
carità perfetta
e umiltà profonda.

Dammi, Signore,
senno e discernimento
per compiere la tua vera
e santa volontà.

Amen.

https://www.maranatha.it/Benvenuti/mapa/crossdamiano.htm

Salmo 8




SALMO 8   Grandezza del Signore e dignità dell'uomo
Tutto ha sottomesso ai suoi piedi, 
e lo ha costituito su tutte le cose a capo della Chiesa (Ef 1, 22).

O Signore, nostro Dio, †
quanto è grande il tuo nome
su tutta la terra: *
† sopra i cieli si innalza la tua magnificenza.

Con la bocca dei bimbi e dei lattanti †
affermi la tua potenza contro i tuoi avversari, *
per ridurre al silenzio nemici e ribelli.

Se guardo il tuo cielo, opera delle tue dita, *
la luna e le stelle che tu hai fissate,
che cosa è l'uomo perché te ne ricordi, *
il figlio dell'uomo perché te ne curi?

Eppure l'hai fatto poco meno degli angeli, *
di gloria e di onore lo hai coronato:
gli hai dato potere sulle opere delle tue mani, *
tutto hai posto sotto i suoi piedi;

tutti i greggi e gli armenti, *
tutte le bestie della campagna;
gli uccelli del cielo e i pesci del mare, *
che percorrono le vie del mare.

O Signore, nostro Dio, *
quanto è grande il tuo nome su tutta la terra!

Vieni, Santo Spirito

Una preghiera che puo' ottenere tutto se recitata con fervore e fede. L'invocazione dello Spirito Santo sulla nostra vita spirituale e materiale.



V
ieni, Santo S
pirito
 
Vieni, Santo Spirito,
manda a noi dal cielo
un raggio della tua luce.

Vieni, padre dei poveri,
vieni, datore dei doni,
vieni, luce dei cuori.

Consolatore perfetto,
ospite dolce dell'anima,
dolcissimo sollievo.

Nella fatica, riposo,
nella calura, riparo,
nel pianto, conforto.

O luce beatissima,
invadi nell'intimo
il cuore dei tuoi fedeli.





Senza la tua forza,
nulla è nell'uomo,
nulla senza colpa.

Lava ciò che è sordido,
bagna ciò che è arido,
sana ciò che sanguina.

Piega ciò che è rigido,
scalda ciò che è gelido,
drizza ciò ch'è sviato.

Dona ai tuoi fedeli 
che solo in te confidano
i tuoi santi doni.

Dona virtù e premio,
dona morte santa, 
dona gioia eterna. Amen.
  
 

 

V
eni, Sancte S
pirítus
 
Veni, Sancte Spíritus,
et emítte cǽlitus
lucis tuæ rádium.
Veni, pater páuperum, 
veni, dator múnerum, 
veni, lumen córdium. 
Consolátor óptime, 
dulcis hospes ánimæ, 
dulce refrigérium.
In labóre réquies,
in æstu tempéries,
in fletu solácium.
O lux beatíssima,
reple cordis íntima 
tuórum fidélium.
 
 Sine tuo númine,
nihil est in hómine
nihil est innóxium.
Lava quod est sórdidum, 
riga quod est áridum, 
sana quod est sáucium. 
Flecte quod est rígidum, 
fove quod est frígidum, 
rege quod est dévium. 
Da tuis fidélibus,
in te confidéntibus, 
sacrum septenárium.
Da virtútis méritum,
da salútis éxitum,
da perénne gáudium. 
Amen.
 
https://www.maranatha.it/Benvenuti/mapa/sspirito.htm

Seconda lettera a Timoteo

LE PAROLE CHE OGNI BUON CATTOLICO DOVREBBE TENERE SEMPRE PRESENTI AGENDO DI CONSEGUENZA. UNA DELLE PIU' BELLE LETTURE BIBLICHE:

Seconda lettera a Timoteo

Capitoli
01020304      
  
Timoteo 2 - Capitolo 1  

Indirizzo e ringraziamento

[1]Paolo, apostolo di Cristo Gesù per volontà di Dio, per annunziare la promessa della vita in Cristo Gesù, [2]al diletto figlio Timòteo: grazia, misericordia e pace da parte di Dio Padre e di Cristo Gesù Signore nostro.
[3]Ringrazio Dio, che io servo con coscienza pura come i miei antenati, ricordandomi sempre di te nelle mie preghiere, notte e giorno; [4]mi tornano alla mente le tue lacrime e sento la nostalgia di rivederti per essere pieno di gioia. [5]Mi ricordo infatti della tua fede schietta, fede che fu prima nella tua nonna Lòide, poi in tua madre Eunìce e ora, ne sono certo, anche in te.

Le grazie ricevute da Timoteo

[6]Per questo motivo ti ricordo di ravvivare il dono di Dio che è in te per l'imposizione delle mie mani. [7]Dio infatti non ci ha dato uno Spirito di timidezza, ma di forza, di amore e di saggezza. [8]Non vergognarti dunque della testimonianza da rendere al Signore nostro, né di me, che sono in carcere per lui; ma soffri anche tu insieme con me per il vangelo, aiutato dalla forza di Dio. [9]Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non gia in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dall'eternità, [10]ma è stata rivelata solo ora con l'apparizione del salvatore nostro Cristo Gesù, che ha vinto la morte e ha fatto risplendere la vita e l'immortalità per mezzo del vangelo, [11]del quale io sono stato costituito araldo, apostolo e maestro.
[12]E' questa la causa dei mali che soffro, ma non me ne vergogno: so infatti a chi ho creduto e son convinto che egli è capace di conservare il mio deposito fino a quel giorno. [13]Prendi come modello le sane parole che hai udito da me, con la fede e la carità che sono in Cristo Gesù. [14]Custodisci il buon deposito con l'aiuto dello Spirito santo che abita in noi.
[15]Tu sai che tutti quelli dell'Asia, tra i quali Fìgelo ed Ermègene, mi hanno abbandonato. [16]Il Signore conceda misericordia alla famiglia di Onesìforo, perché egli mi ha più volte confortato e non s'è vergognato delle mie catene; [17]anzi, venuto a Roma, mi ha cercato con premura, finché mi ha trovato. [18]Gli conceda il Signore di trovare misericordia presso Dio in quel giorno. E quanti servizi egli ha reso in Efeso, lo sai meglio di me.
Timoteo 2 - Capitolo 2  

Il senso delle sofferenze dell'apostolo cristiano

[1]Tu dunque, figlio mio, attingi sempre forza nella grazia che è in Cristo Gesù [2]e le cose che hai udito da me in presenza di molti testimoni, trasmettile a persone fidate, le quali siano in grado di ammaestrare a loro volta anche altri.
[3]Insieme con me prendi anche tu la tua parte di sofferenze, come un buon soldato di Cristo Gesù. [4]Nessuno però, quando presta servizio militare, s'intralcia nelle faccende della vita comune, se vuol piacere a colui che l'ha arruolato. [5]Anche nelle gare atletiche, non riceve la corona se non chi ha lottato secondo le regole. [6]L'agricoltore poi che si affatica, dev'essere il primo a cogliere i frutti della terra.[7]Cerca di comprendere ciò che voglio dire; il Signore certamente ti darà intelligenza per ogni cosa.
[8]Ricordati che Gesù Cristo, della stirpe di Davide, è risuscitato dai morti, secondo il mio vangelo, [9]a causa del quale io soffro fino a portare le catene come un malfattore; ma la parola di Dio non è incatenata! [10]Perciò sopporto ogni cosa per gli eletti, perché anch'essi raggiungano la salvezza che è in Cristo Gesù, insieme alla gloria eterna. [11]Certa è questa parola:
Se moriamo con lui, vivremo anche con lui;
[12]se con lui perseveriamo, con lui anche regneremo;
se lo rinneghiamo, anch'egli ci rinnegherà;
[13]se noi manchiamo di fede, egli però rimane fedele,
perché non può rinnegare se stesso.

Lotta contro il pericolo attuale dei falsi dottori

[14]Richiama alla memoria queste cose, scongiurandoli davanti a Dio di evitare le vane discussioni, che non giovano a nulla, se non alla perdizione di chi le ascolta. [15]Sfòrzati di presentarti davanti a Dio come un uomo degno di approvazione, un lavoratore che non ha di che vergognarsi, uno scrupoloso dispensatore della parola della verità. [16]Evita le chiacchiere profane, perché esse tendono a far crescere sempre più nell'empietà; [17]la parola di costoro infatti si propagherà come una cancrena. Fra questi ci sono Imenèo e Filèto, [18]i quali hanno deviato dalla verità, sostenendo che la risurrezione è gia avvenuta e così sconvolgono la fede di alcuni. [19]Tuttavia il fondamento gettato da Dio sta saldo e porta questo sigillo: Il Signore conosce i suoi, e ancora: Si allontani dall'iniquità chiunque invoca il nome del Signore. [20]In una casa grande però non vi sono soltanto vasi d'oro e d'argento, ma anche di legno e di coccio; alcuni sono destinati ad usi nobili, altri per usi più spregevoli. [21]Chi si manterrà puro astenendosi da tali cose, sarà un vaso nobile, santificato, utile al padrone, pronto per ogni opera buona. [22]Fuggi le passioni giovanili; cerca la giustizia, la fede, la carità, la pace, insieme a quelli che invocano il Signore con cuore puro. [23]Evita inoltre le discussioni sciocche e non educative, sapendo che generano contese. [24]Un servo del Signore non dev'essere litigioso, ma mite con tutti, atto a insegnare, paziente nelle offese subite, [25]dolce nel riprendere gli oppositori, nella speranza che Dio voglia loro concedere di convertirsi, perché riconoscano la verità [26]e ritornino in sé sfuggendo al laccio del diavolo, che li ha presi nella rete perché facessero la sua volontà.
Timoteo 2 - Capitolo 3  

Fare attenzione ai pericoli degli ultimi tempi

[1]Devi anche sapere che negli ultimi tempi verranno momenti difficili. [2]Gli uomini saranno egoisti, amanti del denaro, vanitosi, orgogliosi, bestemmiatori, ribelli ai genitori, ingrati, senza religione, [3]senza amore, sleali, maldicenti, intemperanti, intrattabili, nemici del bene, [4]traditori, sfrontati, accecati dall'orgoglio, attaccati ai piaceri più che a Dio, [5]con la parvenza della pietà, mentre ne hanno rinnegata la forza interiore. Guardati bene da costoro! [6]Al loro numero appartengono certi tali che entrano nelle case e accalappiano donnicciole cariche di peccati, mosse da passioni di ogni genere, [7]che stanno sempre lì ad imparare, senza riuscire mai a giungere alla conoscenza della verità. [8]Sull'esempio di Iannes e di Iambres che si opposero a Mosè, anche costoro si oppongono alla verità: uomini dalla mente corrotta e riprovati in materia di fede. [9]Costoro però non progrediranno oltre, perché la loro stoltezza sarà manifestata a tutti, come avvenne per quelli.
[10]Tu invece mi hai seguito da vicino nell'insegnamento, nella condotta, nei propositi, nella fede, nella magnanimità, nell'amore del prossimo, nella pazienza, [11]nelle persecuzioni, nelle sofferenze, come quelle che incontrai ad Antiochia, a Icònio e a Listri. Tu sai bene quali persecuzioni ho sofferto. Eppure il Signore mi ha liberato da tutte. [12]Del resto, tutti quelli che vogliono vivere piamente in Cristo Gesù saranno perseguitati. [13]Ma i malvagi e gli impostori andranno sempre di male in peggio, ingannatori e ingannati nello stesso tempo. [14]Tu però rimani saldo in quello che hai imparato e di cui sei convinto, sapendo da chi l'hai appreso [15]e che fin dall'infanzia conosci le sacre Scritture: queste possono istruirti per la salvezza, che si ottiene per mezzo della fede in Cristo Gesù. [16]Tutta la Scrittura infatti è ispirata da Dio e utile per insegnare, convincere, correggere e formare alla giustizia, perché l'uomo di Dio sia completo e ben preparato per ogni opera buona.
Timoteo 2 - Capitolo 4  

Raccomandazione solenne

[1]Ti scongiuro davanti a Dio e a Cristo Gesù che verrà a giudicare i vivi e i morti, per la sua manifestazione e il suo regno: [2]annunzia la parola, insisti in ogni occasione opportuna e non opportuna, ammonisci, rimprovera, esorta con ogni magnanimità e dottrina. [3]Verrà giorno, infatti, in cui non si sopporterà più la sana dottrina, ma, per il prurito di udire qualcosa, gli uomini si circonderanno di maestri secondo le proprie voglie, [4]rifiutando di dare ascolto alla verità per volgersi alle favole. [5]Tu però vigila attentamente, sappi sopportare le sofferenze, compi la tua opera di annunziatore del vangelo, adempi il tuo ministero.

Paolo al tramonto della sua vita

[6]Quanto a me, il mio sangue sta per essere sparso in libagione ed è giunto il momento di sciogliere le vele. [7]Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho conservato la fede. [8]Ora mi resta solo la corona di giustizia che il Signore, giusto giudice, mi consegnerà in quel giorno; e non solo a me, ma anche a tutti coloro che attendono con amore la sua manifestazione.

Ultime raccomandazioni

[9]Cerca di venire presto da me, [10]perché Dema mi ha abbondonato avendo preferito il secolo presente ed è partito per Tessalonica; Crescente è andato in Galazia, Tito in Dalmazia. [11]Solo Luca è con me. Prendi Marco e portalo con te, perché mi sarà utile per il ministero. [12]Ho inviato Tìchico a Efeso. [13]Venendo, portami il mantello che ho lasciato a Troade in casa di Carpo e anche i libri, soprattutto le pergamene. [14]Alessandro, il ramaio, mi ha procurato molti mali. Il Signore gli renderà secondo le sue opere[15]guàrdatene anche tu, perché è stato un accanito avversario della nostra predicazione.
[16]Nella mia prima difesa in tribunale nessuno mi ha assistito; tutti mi hanno abbandonato. Non se ne tenga conto contro di loro. [17]Il Signore però mi è stato vicino e mi ha dato forza, perché per mio mezzo si compisse la proclamazione del messaggio e potessero sentirlo tutti i Gentili: e così fui liberato dalla bocca del leone. [18]Il Signore mi libererà da ogni male e mi salverà per il suo regno eterno; a lui la gloria nei secoli dei secoli. Amen.

Saluto e augurio finale

[19]Saluta Prisca e Aquila e la famiglia di Onesìforo. [20]Eràsto è rimasto a Corinto; Tròfimo l'ho lasciato ammalato a Milèto. [21]Affrettati a venire prima dell'inverno.
Ti salutano Eubùlo, Pudènte, Lino, Claudia e tutti i fratelli.
[22]Il Signore Gesù sia con il tuo spirito. La grazia sia con voi!