domenica 12 luglio 2020

Secondo Snowden, il coronavirus serve a costruire 'l'architettura dell'oppressione'



In un'intervista video con VICE, il noto whistleblower parla dalla Russia dei pericoli per la libertà che leggi di emergenza e crescente autoritarismo rappresentano.
Edward Snowden: I Governi stanno usando il Coronavirus per costruire un'"architettura di oppressione"


PIU' CHE UN'OPINIONE UN'EVIDENZA, SOPRATTUTTO IN ITALIA....

Il futuro sarà anche imprevedibile, ma le pandemie globali no. Non c'è un solo governo su questa terra che non fosse stato avvisato, ripetutamente, della probabilità che una pandemia virale travolgesse il mondo, provocando morti e danni economici.

Eppure, la maggior parte dei paesi non ha saputo prepararsi per il nuovo coronavirus.

"Ogni accademico, ogni ricercatore che ha studiato la situazione sapeva che era solo questione di tempo," ha detto il noto whistleblower Edward Snowden, in un'intervista esclusiva con VICE. "Eppure, proprio quando ne avevamo bisogno, il sistema ha fallito e ha abbandonato tutti noi."



Snowden è il primo ospite della nuova serie di VICE TV "Shelter in Place," che esamina le risposte globali al COVID-19 e il suo impatto a lungo termine nel mondo. Shane Smith, co-fondatore di VICE, discuterà di questi temi, oltre che di come sopravvivere in quarantena, con un ventaglio di pensatori dal mondo della scienza, dell'intrattenimento, dell'economia e del giornalismo.

Nel primo episodio (che potete vedere integralmente nel video sopra), Smith parla con Snowden, che nel 2012 ha portato alla luce le operazioni di sorveglianza di massa condotte dall'NSA (National Security Agency) sulla popolazione americana. Nell'intervista condotta via video-chat da casa, i due affrontano una serie di argomenti: dall'assenza di preparazione davanti a una pandemia globale, a quanto a lungo il virus continuerà a rappresentare una minaccia per l'umanità, e se il potere che stiamo dando ai governi del mondo ci si ritorcerà contro.

Smith: Perché sembriamo così impreparati?

Snowden: In un mondo in cui viviamo compressi in città sovrappopolate e inquinate, non c'è crisi della sanità pubblica più prevedibile di una pandemia. E ogni accademico, ogni ricercatore che ha studiato la situazione sapeva che era solo questione di tempo. Anzi, anche ogni agenzia di intelligence, posso dirtelo per esperienza personale, perché leggevano i report ed erano stati fatti piani per le pandemie.

I regimi autocratici sono davvero più bravi a gestire situazioni come questa, rispetto ai governi democratici?
Non penso proprio. Voglio dire, ci sono disquisizioni sul fatto che la Cina può compiere azioni che gli Stati Uniti non possono fare. Ma questo non significa che quello che fanno i paesi autocratici sia davvero più efficace.

Se guardiamo a paesi come la Cina, dove i casi di contagio sembrano essersi stabilizzati, quanto possiamo fidarci della veridicità di quei numeri?
Non possiamo, a mio avviso. In particolare, il governo cinese ha di recente fatto tutto il possibile per espellere i giornalisti occidentali nel momento stesso in cui l'informazione indipendente sarebbe stata necessaria in questa regione.

Sembra che [il coronavirus] sia l'evento con la portata più importante dell'era moderna per quanto concerne le libertà civili e il diritto alla privacy. Eppure, nessuno si pone questa domanda.
Con il diffondersi dell'autoritarismo, il proliferare di leggi di emergenza, il sacrificio dei nostri diritti, stiamo anche sacrificando la capacità di resistere a un mondo meno libero e liberale. Pensi davvero che, quando la prima, la seconda, persino la sedicesima ondata di coronavirus saranno un ricordo lontano, certi strumenti non saranno mantenuti attivi? Che questi database non saranno conservati? A prescindere da come è o sarà usata, ciò che si sta costruendo è l'architettura dell'oppressione.

LITURGIA DELLA DOMENICA

La Liturgia di Domenica 12 Luglio 2020
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO A)

Ascoltate. Ecco, il seminatore uscì a seminare

Grado della Celebrazione: DOMENICA
Colore liturgico: Verde

Antifona d'ingresso
Nella giustizia contemplerò il tuo volto,
al mio risveglio mi sazierò della tua presenza. (Sal 17,15)

Colletta
O Dio, che mostri agli erranti la luce della tua verità,
perché possano tornare sulla retta via,
concedi a tutti coloro che si professano cristiani
di respingere ciò che è contrario a questo nome
e di seguire ciò che gli è conforme.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

Oppure:
Accresci in noi, o Padre, con la potenza del tuo Spirito
la disponibilità ad accogliere il germe della tua parola,
che continui a seminare nei solchi dell’umanità,
perché fruttifichi in opere di giustizia e di pace
e riveli al mondo la beata speranza del tuo regno.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Is 55,10-11)
La pioggia fa germogliare la terra.


Dal libro del profeta Isaìa

Così dice il Signore:
«Come la pioggia e la neve scendono dal cielo
e non vi ritornano senza avere irrigato la terra,
senza averla fecondata e fatta germogliare,
perché dia il seme a chi semina
e il pane a chi mangia,
così sarà della mia parola uscita dalla mia bocca:
non ritornerà a me senza effetto,
senza aver operato ciò che desidero
e senza aver compiuto ciò per cui l’ho mandata».

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 64)
Rit: Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Tu visiti la terra e la disseti,
la ricolmi di ricchezze.
Il fiume di Dio è gonfio di acque;
tu prepari il frumento per gli uomini.

Così prepari la terra:
ne irrìghi i solchi, ne spiani le zolle,
la bagni con le piogge e benedici i suoi germogli.

Coroni l’anno con i tuoi benefici,
i tuoi solchi stillano abbondanza.
Stillano i pascoli del deserto
e le colline si cingono di esultanza.

I prati si coprono di greggi,
le valli si ammantano di messi:
gridano e cantano di gioia!

SECONDA LETTURA (Rm 8,18-23)
L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.


Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Romani

Fratelli, ritengo che le sofferenze del tempo presente non siano paragonabili alla gloria futura che sarà rivelata in noi. L’ardente aspettativa della creazione, infatti, è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.
La creazione infatti è stata sottoposta alla caducità – non per sua volontà, ma per volontà di colui che l’ha sottoposta – nella speranza che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio.
Sappiamo infatti che tutta insieme la creazione geme e soffre le doglie del parto fino ad oggi. Non solo, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.

Parola di Dio

Canto al Vangelo (Mt 13,19.23)
Alleluia, alleluia.
Il seme è la parola di Dio,
il seminatore è Cristo:
chiunque trova lui, ha la vita eterna.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,1-23)
Il seminatore uscì a seminare.


+ Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».
Gli si avvicinarono allora i discepoli e gli dissero: «Perché a loro parli con parabole?». Egli rispose loro: «Perché a voi è dato conoscere i misteri del regno dei cieli, ma a loro non è dato. Infatti a colui che ha, verrà dato e sarà nell’abbondanza; ma a colui che non ha, sarà tolto anche quello che ha. Per questo a loro parlo con parabole: perché guardando non vedono, udendo non ascoltano e non comprendono.
Così si compie per loro la profezia di Isaìa che dice:
“Udrete, sì, ma non comprenderete,
guarderete, sì, ma non vedrete.
Perché il cuore di questo popolo è diventato insensibile,
sono diventati duri di orecchi
e hanno chiuso gli occhi,
perché non vedano con gli occhi,
non ascoltino con gli orecchi
e non comprendano con il cuore
e non si convertano e io li guarisca!”.
Beati invece i vostri occhi perché vedono e i vostri orecchi perché ascoltano. In verità io vi dico: molti profeti e molti giusti hanno desiderato vedere ciò che voi guardate, ma non lo videro, e ascoltare ciò che voi ascoltate, ma non lo ascoltarono!
Voi dunque ascoltate la parabola del seminatore. Ogni volta che uno ascolta la parola del Regno e non la comprende, viene il Maligno e ruba ciò che è stato seminato nel suo cuore: questo è il seme seminato lungo la strada. Quello che è stato seminato sul terreno sassoso è colui che ascolta la Parola e l’accoglie subito con gioia, ma non ha in sé radici ed è incostante, sicché, appena giunge una tribolazione o una persecuzione a causa della Parola, egli subito viene meno. Quello seminato tra i rovi è colui che ascolta la Parola, ma la preoccupazione del mondo e la seduzione della ricchezza soffocano la Parola ed essa non dà frutto. Quello seminato sul terreno buono è colui che ascolta la Parola e la comprende; questi dà frutto e produce il cento, il sessanta, il trenta per uno».

Parola del Signore.

Forma breve (Mt 13,1-9):

Dal Vangelo secondo Matteo

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia.
Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Dio Padre ci ha inviato il suo Figlio, il buon seminatore, che diffonde anche oggi la sua Parola. Chiediamogli che ci renda capaci di accoglierla con animo lieto e di viverla ogni giorno.
Preghiamo dicendo: Ascoltaci Signore.

1. Per la Chiesa, perché non si stanchi di annunciare al mondo la Parola del Signore, nella convinzione che essa farà germogliare nei cuori il desiderio della salvezza. Preghiamo.
2. Perché i cristiani non si lascino catturare dalla logica del mondo, ma promuovano la pace e la concordia tra le nazioni, promuovendo la comunione fraterna. Preghiamo.
3. Per i missionari, perché l’annuncio del Vangelo sia testimoniato da una vita coerente con gli ideali del Vangelo e dall’amore sincero a Cristo. Preghiamo.
4. Perché i giovani sappiano trovare momenti di silenzio e di ascolto della Parola, purificando il cuore e ispirando al Vangelo le loro scelte di vita. Preghiamo.
5. Per la nostra comunità, perché la pratica religiosa non si riduca a stanca abitudine, ma sia occasione per l’accoglienza della Parola che si traduce nella comunione fraterna. Preghiamo.

Fa’, o Padre, che i semi del Vangelo ricevuti in questa liturgia mettano radici profonde nei nostri cuori, perché solo così possiamo essere testimoni della verità che ora accogliamo nella fede. Te lo chiediamo per Cristo nostro Signore.

Preghiera sulle offerte
Guarda, Signore, i doni della tua Chiesa in preghiera,
e trasformali in cibo spirituale
per la santificazione di tutti i credenti.
Per Cristo nostro Signore.




Antifona di comunione
Il passero trova la casa, la rondine il nido dove porre i suoi piccoli,
presso i tuoi altari, Signore degli eserciti, mio re e mio Dio.
Beato chi abita la tua casa: sempre canta le tue lodi. (Sal 84,4-5)

Oppure:
Dice il Signore: “Chi mangia la mia carne
e beve il mio sangue, rimane in me e io in lui”. (Gv 6,56)

Oppure:
“Il seme seminato nella terra buona è colui che ascolta la parola
e la comprende”. (Mt 13,23)


Preghiera dopo la comunione
Signore, che ci hai nutriti alla tua mensa,
fa’ che per la comunione a questi santi misteri
si affermi sempre più nella nostra vita
l’opera della redenzione.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
Il Vangelo ci racconta - se si eccettua l’ultima frase - la storia di una catastrofe. Tutto comincia nella speranza e, nonostante questo, non tarda ad essere ridotto ad un nulla: gli uccelli mangiano il seme; il terreno pietroso gli impedisce di mettere le radici; le piante spinose lo soffocano... tutto segue il suo corso disperante.
Tuttavia, in mezzo a questa catastrofe, Dio annuncia il suo “ma”: in mezzo al campo di concentramento di Auschwitz, padre Kolbe - morendo nel "bunker della fame" - loda ancora Dio onnipotente.
Nella parabola del seminatore si incontra il “ma” di Dio: ci sono poche speranze, ma vi è almeno una terra buona per portare cento frutti.
È con gli occhi di Gesù che bisogna leggerle questo genere di storie catastrofiche. E bisogna leggerle con Gesù fino in fondo.
La prima parte mostra che tutto è vano. Eppure la storia di questa sconfitta porta ad una conclusione inattesa. Dio, nella sua infinita misericordia, non lascia che il seminatore soccomba come un personaggio tragico.
Forse abbiamo qui, davanti a noi, una legge che vale per tutte le azioni di Dio nel mondo. Poiché la causa di Dio nel mondo è spesso povera e poco appariscente. Quando la si prende a cuore, si può soccombere alla tentazione della disperazione. Ma le storie di Dio hanno un lieto fine. Anche se all’inizio nulla lascia presagirlo.
Forse Gesù non racconta solo questa storia alle persone che sono sulle rive del lago. Forse la racconta a se stesso per consolarsi. Si chiede: cosa sarà di ciò che intraprendo? Si scontra con la cecità, il rifiuto, la pedanteria e la violenza. Non è ignaro delle sconfitte. “Ma” la sua parola porta i suoi frutti nel cuore degli uomini.

sabato 11 luglio 2020

LA COMODA EMERGENZA PER IL CORONAVIRUS PROROGATA DA CONTE FINO AL 31 DICEMBRE

PIU' CHE A CROMWELL CONTE SEMBRA SOMIGLIARE SEMPRE PIU' AL RE SOLE: L'ETAT C'EST MOI!.... 




Si era capito che il governo Conte nell’emergenza ci sguazza perchè questa gli consente di gestire il governo della cosa pubblica secondo il proprio criterio a mezzo di decreti e di proclami, non risparmiando apparizioni televisive che gli procurano una forte visibilità. Sarebbe stato quindi un peccato rinunciare a questo stato di grazia ricevuta e il furbo avvocato ha ritenuto bene di prorogare tale emergenza, sempre con suo decreto, fino al 31 Dicembre.
Ci sarebbe solo un piccolo particolare : l’emergenza del coronavirus non c’è più. Non è chiaro quindi a quale emergenza sanitaria si riferisca Conte. In Italia al momento non risulta una emergenza sanitaria, visto che i reparti di terapia intensiva sono vuoti da malati Covid19, così come gli ospedali. Girano solo bengalesi contagiati ed altri extra comunitari, lasciati entrare come nulla fosse dalle autorità sanitarie incompetenti di questo paese.

Felici per l’emergenza prorogata anche gli “scappati di casa” dei 5 Stelle che temono qualsiasi scossone che possa far cadere il governo, far sciogliere le camere e obbligare tutti a presentarsi alle elezioni, con il rischio sicuro di far cessare la pacchia delle poltrone e dei super stipendi.
L’ubriacatura del potere tiene in vita questa classe politica che definire meno che mediocre è come fargli un complimento.
Nessuna vergogna neppure per le ultime vicende del Ponte Morandi di Genova, ridato alla gestione dei Benetton, salvo pronunciare distinguo e all’ultimo momento, richiedere “garanzie” agli stessi Benetton perchè in futuro si comportino bene con le manutenzioni. I parenti delle vittime sono furibondi.
I 5 stelle di questo governo sono gli stessi che dicevano mai più le Autostrade ai Benetton, mai al governo con il PD, niente TAV di alta velocità, referendum sull’Euro, ecc. ecc..
Con le loro giravolte di convenienza si sono coperti di ridicolo e sanno bene che gli italiani, se avranno la possibilità di incontrarli di persona, li riempiranno di “pesci in faccia”, se gli andrà bene.

Proteste contro le politiche di austerità


Adesso si aspetta la prossima giravolta sul MES, vista la incessante campagna di convincimento di tutti i media e le pressioni dall’Europa a utilizzare il MES e far commissariare l’Italia quanto prima.
Questo del rinnovo dell’emergenza è sintomatico di come la classe politica voglia approfittare di questa emergenza per tirare avanti e farsi gli affari propri, prendere le misure che interessano le lobby economiche, dietro il paravento dell’emergenza che, sappiamo bene, non è una decisione “motu proprio” di Conte ma è una direttiva che arriva dall’OMS, da Bill Gates e dal comitato scientifico, ovvero da quella corte dei miracoli di centinaia di consulenti super pagati che, grazie alla proroga dell’emergenza, potranno vedersi rinnovati gli incarichi.
Non esiste un controllo del Parlamento e tanto meno un controllo dei cittadini.


Proteste contro la Raggi


La “democrazia” in Italia e la democrazia in Europa sono un sordida finzione che viene fatta credere al popolo per illuderlo che il voto conti ancora qualche cosa. In realtà tutto viene deciso da ristrette oligarchie economiche che dispongono del sostegno di tutto l’apparato dei media e delle Istituzioni nazionali ed europee.
I meccanismi di controllo si stanno stringendo e l’emergenza torna utile per completare quell’esperimento di controllo sociale che viene portato avanti fino in fondo con tracciamenti obbligatori, verifiche sanitarie, limitazione ai movimenti e, dulcis in fundo, vaccinazioni obbligatorie.
Le vere emergenze sono altre, dalla prossima svendita del patrimonio italiano ai potentati finanziari transnazionali, all’ingresso illegale di masse di migranti per sostituire gli italiani ed abbassare i costi di manodopera, un disegno che parte da lontano e che, grazie a questa classe politica, viene attuato in forma semi occulta.
Si aspetta l’autunno perchè i nodi vengano al pettine e si spera che la massa di cittadini arrabbiati che ancora aspettano i sussidi del governo i finanziamenti fasulli mai arrivati, potranno scendere in piazza e far sentire la propria voce, prima di essere imbavagliati e sedati obbligatoriamente per mezzo di qualche nuovo decreto di Conte e soci.

VOGLIONO VINCERE "LA RUSSIA AFFERMA CHE LO SCONTRO NUCLEARE DIVENTA PIÙ PROBABILE QUANDO GLI STATI UNITI COMPETONO PER IL DOMINIO GLOBALE"


SE ANCHE TRUMP COMINCIA A GIOCARE A RISIKO....



VOGLIONO VINCERE "LA RUSSIA AFFERMA CHE LO SCONTRO NUCLEARE DIVENTA PIÙ PROBABILE QUANDO GLI STATI UNITI COMPETONO PER IL DOMINIO GLOBALE"....

Washington sta aumentando il rischio di uno scontro nucleare tra le maggiori potenze mondiali nel tentativo di riconquistare il dominio globale, e mettendo da parte gli ultimi patti di controllo degli armamenti rimasti, ha avvertito il capo diplomatico russo, Lavrov.

“Concordo sul fatto che i rischi nucleari sono aumentati in modo sostanziale nel recente passato”, ha dichiarato il ministro degli Esteri Sergey Lavrov al pubblico al forum di alto profilo delle letture di Primakov venerdì.

Le ragioni sono “ovvie”, ha detto il ministro. “Gli Stati Uniti vogliono riconquistare il dominio globale e ottenere la vittoria in quella che chiamano una grande competizione per il potere”.

Lavrov ha detto che Washington rifiuta il concetto di “stabilità strategica” e la chiama “rivalità strategica”. “Loro vogliono vincere”, ha aggiunto.

Siamo particolarmente preoccupati per il rifiuto biennale degli Stati Uniti di riaffermare un principio fondamentale: la premessa che non ci possono essere vincitori in una guerra nucleare, e quindi questa non debba mai essere scatenata.

Continuando, l’FM russo ha suggerito che Washington vuole smantellare l’intero meccanismo di controllo degli armamenti. L’amministrazione Trump si è ritirata lo scorso anno dal Trattato sulle forze nucleari a raggio intermedio del 1987, quello che proibiva ad entrambe le parti di stazionare missili terrestri a corto e medio raggio in Europa.

Quel ritiro ha anche messo a repentaglio il trattato New START, firmato con la Russia nel 2010. L’accordo storico aveva stabilito che gli Stati Uniti e la Russia dovevano ridurre le loro testate nucleari a 1.550 ciascuna e i loro lanciatori a 800. Si prevede che questo scadrà il prossimo anno, ma Lavrov Venerdì ha detto che non era ottimista sul fatto che si sarebbe confermato.


Secondo il cancelliere, la decisione degli Stati Uniti di non rinnovare il nuovo START è già stata presa e il destino del patto “è segnato”.

Washington insiste affinché il rinnovo dei colloqui avvenga trilateralmente, con la Cina che si unisca alle discussioni. Pechino ha affermato che sarebbe “felice” di partecipare ai negoziati, ma solo se gli Stati Uniti fossero disposti a ridurre il proprio arsenale nucleare a livello della Cina, che è circa 20 volte più piccolo.

Fonte: RT.com

Traduzione: Luciano Lago