venerdì 1 maggio 2020

SPY GATE RENZI: QUESTA MAGGIORANZA NON CONVINCE NEMMENO OLTREOCEANO. DAI DOCUMENTI DEL FOIA USA...

TUTTI GLI AMICHETTI INFLUENTI DI RENZI ALLA CENA DI FINE MANDATO DI OBAMA: NEL DOCUMENTO ALCUNI DUBBI SEGNATI IN ROSSO SULLA PRESENZA DEL FIGLIO DEL VICEPRESIDENTE DI OBAMA JOSEPH BIDEN, HUNTER BIDEN, DEL DIRETTORE DELL'INTELLIGENCE ITALIANA CARMINE MASIELLO E DEL MAGISTRATO RAFFAELE CANTONE. 

DA UN TWEET DI GIULIO OCCHIONERO, RICERCATORE E ANALISTA FINANZIARIO E MATEMATICA APPLICATA:
Rumors intensify about giant file DOJ has on Italian politicians and officers involved in SpyGate. Reporters reaching out to Washington to get a clue about it.
, I think you are likely to have more insights than I do.
Quote Tweet
GREGORY A. LANE 
Police officer

♂
 
Flag of United States
'n' proud to B #WWG1WGA!
@GREGORYALANE1
·
#WILLIAM_BARR has a 25,000 pages file on some
Winking face
Italian politicians!
Flag of United States
Red heart
Flag of Italy

TRADUZIONE: Le voci si intensificano sul dossier gigante che DOJ ha sui politici e gli ufficiali italiani coinvolti in SpyGate. Reporter che contattano Washington per avere un'idea. @Johnheretohelp, penso che probabilmente avrai informazioni più dettagliate di me.


TRADUZIONE (tweet sotto): Le sorprese non finiscono mai! Anche il carissimo amico di Renzi Generale Carmine Masiello Direttore dell'Intelligence e difesa dagli attacchi cyber alla cena alla Casa Bianca. Ora in corsa come Direttore AISE.

Giulio Occhionero
@g_occhionero
·
But surprises never end! At Renzi's dinner in the White House, we also have Italian intelligence DIS Deputy Director and defense cyber czar General Carmine Masiello, one Renzi's dearest friends. Now running for director at AISE. Yeah, that's about Mifsud folks...
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Replying to
Renzi aveva nominato Il generale dell’Esercito Carmine Masiello è il nuovo consigliere militare di Palazzo Chigi. Ha ricevuto la Legione d'Onore.. e purtroppo oggi per gli italiani è il simbolo del tradimento.
7:43 AM · May 1, 2020Twitter for Android

https://foia.state.gov/Search/results.aspx?searchText=winer&beginDate=&endDate=&publishedBeginDate=20200429&publishedEndDate=20200430&caseNumber=

LITURGIA DEL GIORNO


FESTA DI SAN GIUSEPPE, FESTA DI TUTTI I PAPA | San Francesco ...

Oggi, festa del Lavoro, si celebra san Giuseppe, patrono di tutti i lavoratori. Padre putativo di Gesù, Giuseppe discende dalla casa reale di David. Falegname, quando si unisce a Maria è un uomo giovane, non l'anziano che la tradizione ci consegna.

Nel Nuovo Testamento non gli viene attribuita neppure una parola. Quando Gesù inizia la sua vita pubblica, probabilmente è già scomparso: infatti non viene menzionato alle nozze di Cana. Il Vangelo lo definisce il «Giusto». Nel 1870 papa Pio IX lo ha proclamato «patrono della Chiesa universale».


La Liturgia di Venerdi 1 Maggio 2020
San Giuseppe Lavoratore

Grado della Celebrazione: Memoria facoltativa
Colore liturgico: Bianco

Antifona d'ingresso
Beato chi teme il Signore,
e cammina nelle sue vie.
Mangerai del lavoro delle tue mani,
sarai felice e godrai di ogni bene. Alleluia. (Sal 128,1-2)

Colletta
O Dio, che nella tua provvidenza
hai chiamato l’uomo a cooperare con il lavoro
al disegno della creazione,
fa’ che per l’intercessione e l’esempio di san Giuseppe
siamo fedeli alle responsabilità che ci affidi,
e riceviamo la ricompensa che ci prometti.
Per il nostro Signore Gesù Cristo...

PRIMA LETTURA (Gen 1,26-2,3)
Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona.


Dal libro della Gènesi

Dio disse: «Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che strisciano sulla terra».
E Dio creò l’uomo a sua immagine;
a immagine di Dio lo creò:
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse e Dio disse loro:
«Siate fecondi e moltiplicatevi,
riempite la terra e soggiogàtela,
dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo
e su ogni essere vivente che striscia sulla terra».
Dio disse: «Ecco, io vi do ogni erba che produce seme e che è su tutta la terra, e ogni albero fruttifero che produce seme: saranno il vostro cibo. A tutti gli animali selvatici, a tutti gli uccelli del cielo e a tutti gli esseri che strisciano sulla terra e nei quali è alito di vita, io do in cibo ogni erba verde». E così avvenne. Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona. E fu sera e fu mattina: sesto giorno.
Così furono portati a compimento il cielo e la terra e tutte le loro schiere. Dio, nel settimo giorno, portò a compimento il lavoro che aveva fatto e cessò nel settimo giorno da ogni suo lavoro che aveva fatto. Dio benedisse il settimo giorno e lo consacrò, perché in esso aveva cessato da ogni lavoro che egli aveva fatto creando.

Parola di Dio.


Oppure (Col 3, 14-15.17.23-24: Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini):

Dalla lettera di san Paolo apostolo ai Colossési

Fratelli, sopra tutte queste cose rivestitevi della carità, che le unisce in modo perfetto. E la pace di Cristo regni nei vostri cuori, perché a essa siete stati chiamati in un solo corpo. E rendete grazie!
E qualunque cosa facciate, in parole e in opere, tutto avvenga nel nome del Signore Gesù, rendendo grazie per mezzo di lui a Dio Padre.
Qualunque cosa facciate, fatela di buon animo, come per il Signore e non per gli uomini, sapendo che dal Signore riceverete come ricompensa l’eredità. Servite il Signore che è Cristo!

Parola di Dio

SALMO RESPONSORIALE (Sal 89)
Rit: Rendi salda, Signore, l’opera delle nostre mani.

Prima che nascessero i monti
e la terra e il mondo fossero generati,
da sempre e per sempre tu sei, o Dio.

Tu fai ritornare l’uomo in polvere,
quando dici: «Ritornate, figli dell’uomo».
Mille anni, ai tuoi occhi,
sono come il giorno di ieri che è passato,
come un turno di veglia nella notte.

Insegnaci a contare i nostri giorni
e acquisteremo un cuore saggio.
Ritorna, Signore: fino a quando?
Abbi pietà dei tuoi servi!

Saziaci al mattino con il tuo amore:
esulteremo e gioiremo per tutti i nostri giorni.
Si manifesti ai tuoi servi la tua opera
e il tuo splendore ai loro figli.

Canto al Vangelo (Sal 67,20)
Alleluia, alleluia.
Di giorno in giorno benedetto il Signore:
a noi Dio porta la salvezza.
Alleluia.

VANGELO (Mt 13,54-58)
Non è costui il figlio del falegname?


+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo Gesù, venuto nella sua patria, insegnava nella loro sinagoga e la gente rimaneva stupita e diceva: «Da dove gli vengono questa sapienza e i prodigi? Non è costui il figlio del falegname? E sua madre, non si chiama Maria? E i suoi fratelli, Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle, non stanno tutte da noi? Da dove gli vengono allora tutte queste cose?». Ed era per loro motivo di scandalo.
Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria e in casa sua». E lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi.

Parola del Signore

Preghiera dei fedeli
Rivolgiamo la nostra preghiera a Cristo, che non ha disdegnato di essere chiamato il figlio del falegname, e con la sua opera ha elevato a nuova dignità il lavoro dell'uomo. Diciamo insieme:
Ascoltaci, o Signore.

- Signore Dio, che hai creato la terra perchè diventasse la dimora dell'uomo, aiutaci a renderla, col nostro lavoro, sempre più umana e abitabile. Preghiamo.
- Signore, che hai nobilitato l'opera delle mani dell'uomo facendoti tu stesso lavoratore, Fa' che non diventiamo mai schiavi del lavoro e del guadagno, ma ce ne serviamo come mezzo di liberazione a gloria del tuo nome. Preghiamo.
- Signore, che hai manifestato la tua predilezione per i poveri e gli oppressi, aiuta i disoccupati ad avere un lavoro sicuro e una condizione degna di uomini liberi. Preghiamo.
- Signore, che hai scelto una famiglia povera e un villaggio sconosciuto per la tua dimora fra noi, Fa' che non disprezziamo le cose umili e semplici, perchè attraverso di esse tu ci porti la salvezza. Preghiamo.
- Per i movimenti sindacali. Preghiamo.
- Per la giustizia e l'onestà nel lavoro. Preghiamo.

Padre santo, che hai rivelato a san Giuseppe il mistero di tuo Figlio e lo hai affidato alla sua guida e custodia, donaci di poter sempre più comprendere il mistero della sua incarnazione. Per Cristo nostro Signore. Amen.

Preghiera sulle offerte
O Dio, fonte di ogni bene,
guarda i doni che ti presentiamo
nel ricordo di san Giuseppe,
e fa’ che la nostra umile offerta
diventi pegno della tua protezione.
Per Cristo nostro Signore.

PREFAZIO DI SAN GIUSEPPE
La missione di San Giuseppe

E' veramente cosa buona e giusta,
nostro dovere e fonte di salvezza,
rendere grazie sempre in ogni luogo
a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente ed eterno.

Noi ti lodiamo, ti benediciamo, ti glorifichiamo,
nella memoria di san Giuseppe.
Egli, uomo giusto, da te fu prescelto
come sposo di Maria, Vergine e Madre di Dio;
servo saggio e fedele fu posto a capo della santa famiglia,
per custodire, come padre, il tuo unico Figlio,
concepito per opera dello Spirito Santo,
Gesù Cristo nostro Signore.

E noi, con tutti gli angeli del cielo,
innalziamo a te il nostro canto,
e proclamiamo insieme la tua gloria:

Santo, Santo, Santo ...


Antifona di comunione
Tutto ciò che fate in parole e opere,
tutto si compia nel nome del Signore Gesù,
rendendo per mezzo di lui grazie
a Dio Padre. Alleluia. (Col 3,17)

Oppure:
“Da dove mai viene a costui questa
sapienza e questi miracoli?
Non è egli forse il Figlio del carpentiere!”.
Alleluia. (Mt 13,54-55)


Preghiera dopo la comunione
O Dio, nostro Padre,
che ci hai accolti alla tua mensa,
fa’ che nella nostra vita,
sull’esempio di san Giuseppe,
rendiamo testimonianza al tuo amore,
e godiamo i frutti della giustizia e della pace.
Per Cristo nostro Signore.



Commento
La reazione della gente di Nazaret a proposito della sapienza di Gesù fa pensare al capitolo del Siracide, che contrappone il lavoro manuale e la legge. La gente del popolo (operai, contadini) dice il Siracide, mette tutta la sua attenzione nelle cose materiali; lo scriba invece ha pensieri profondi, cerca le cose importanti e può essere consultato per il buon andamento della città.
La gente di Nazaret si domanda: "Da dove mai viene a costui questa sapienza? Non è il figlio del carpentiere?", che non ha studiato e non può avere cultura?
È chiaro: la sapienza di Gesù è sapienza divina ed egli ha insistito varie volte sul mistero di Dio che viene rivelato ai piccoli, ai semplici e nascosto ai sapienti ed ha criticato gli scribi "che dicono e non fanno".
D'altra parte il Vangelo insiste anche sulla parola: è necessario accogliere la parola di Dio E soltanto se ispirato alla parola di Dio il lavoro vale. "Tutto quello che fate in parole ed opere, tutto si compia nel nome del Signore Gesù, rendendo per mezzo di lui grazie a Dio Padre".
"Tutto quello che fate", siano lavori materiali, siano discorsi. Il Vangelo inculca il servizio sincero, umile, la disponibilità nella carità, per essere uniti a Gesù, figlio del carpentiere, che ha dichiarato di essere venuto a servire.
La vera dignità consiste nel servizio dei fratelli, secondo le proprie capacità, in unione con Gesù, Figlio di Dio.
Verifichiamo la nostra scala di valori, per renderla sempre più aderente ai pensieri di Dio.

Libano, le proteste dopo due mesi di lockdown si fanno più violente. Prese d’assalto le banche




"...I MANIFESTANTI CHIEDONO LE DIMISSIONI DELL'INTERA CLASSE POLITICA. I SEGNALI DI ASFISSIA DEL SISTEMA SONO TROPPI PER POTER ESSERE IGNORATI. LE PARTITE PER I NUOVI EQUILIBRI MONDIALI SONO IN ATTO SU FRONTI SEMPRE PIU' AMPI".




Da giorni in Libano ci sono violenti scontri tra l’esercito e centinaia di manifestanti, che chiedono riforme economiche e protestano contro il governo e le banche. Tra loro c’era anche Fouaz al-Semaan, un ragazzo di 26 anni ucciso negli scontri a Tripoli

In Libano dopo due mesi di tregua a causa del lockdown da Coronavirus, sono riprese le proteste anti-governative, iniziate a ottobre del 2019. Ma sono ripartite con maggiore veemenza e violenza di prima, presentando al mondo un esempio di come l’epidemia possa esacerbare tensioni sociali esistenti. I manifestanti hanno preso di mira le banche dopo che il valore della lira libanese è crollato del 50% negli ultimi sei mesi. A rendere la situazione ancora più esplosiva è stata l’azione repressiva dell’esercito, che ha portato al ferimento di decine di manifestanti e anche all’uccisione di un giovane di 26 anni, sulla cui morte il governo ha espresso rammarico e ha detto di aver avviato un’indagine.

La fame dei manifestanti

Prima dell’inizio della pandemia, che nel Paese ha fatto registrare 721 casi e 24 morti (dati John Hopkins), la Banca Mondiale aveva previsto che il 45% dei cittadini sarebbe stata al di sotto della soglia di povertà nel 2020. Adesso, il governo libanese ritiene che il virus della povertà potrebbe arrivare a contagiare fino al 75% dei cittadini: parliamo di oltre 4 milioni di persone su una popolazione di circa 6 milioni, che necessiteranno di aiuti speciali per sopravvivere.

A inizio marzo il premier Hassan Diab – nominato dopo che il suo predecessore era stato costretto alle dimissioni circa tre mesi prima, proprio a causa delle manifestazioni anti-governative – aveva annunciato il default il 9 marzo di fronte all’impossibilità di ripagare i debiti che ammontavano a 1,2 miliardi di dollari, promettendo che il governo avrebbe presto avviato dei negoziati con i propri creditori. Con il debito alle stelle – pari a circa il 170% del prodotto interno lordo – e l’afflusso di moneta estera in calo, le banche avevano imposto nuove limitazioni ai prelievi e ai trasferimenti di dollari, controlli che restano tuttora in vigore anche se non sono mai stati ufficializzati.



Una banca nella piazza Al Nour (Tripoli) a cui i manifestanti hanno dato fuoco (27 aprile)

Durante il lockdown, la lira libanese ha continuato a perdere valore facendo balzare in alto i prezzi dei beni e dei generi alimentari e portando molte famiglie alla fame. Non a caso tra le città che hanno visto maggiori scontri c’è Tripoli, la seconda più popolosa e povera del Paese. La crisi naturalmente non sta colpendo tutti in egual misura. Lo scorso fine settimana il premier Hassan Diab ha annunciato che a gennaio e febbraio 2020, circa 5,7 miliardi sono stati trasferiti dalle banche, formalmente a corto di liquidità: una prova che le élite del Paese riescono ad aggirare i controlli. Inoltre, gli aiuti predisposti dal governo stentano ad arrivare, andando a colpire la fascia di popolazione più a rischio. Secondo l’International Rescue Committee, l’87% dei profughi nel Paese è a corto di cibo.

L’assalto alle banche e gli scontri con l’esercito

Nonostante le misure di lockdown siano state prolungate fino al 10 maggio, le proteste sono riprese la settimana scorsa. Da quel momento la polizia e l’esercito sono intervenuti più volte per sedare le manifestazioni e smantellare i blocchi stradali. Questa settimana centinaia di persone sono scese per strada in varie città, dalla capitale Beirut a Nabatiye e Sidone, nel Sud, come anche a Tripoli.



Centinaia di manifestanti in Libano hanno sfidato il lockdown per andare a manifestare

Nel corso degli ultimi giorni almeno una dozzina di banche in tutto il Paese sono state incendiate e vandalizzate. A Tripoli – dove il 28 aprile è stata annunciata una chiusura emergenziale di tutte le banche nella città – i dimostranti hanno cominciato a dar fuoco ad alcune filiali dopo che un manifestante di 26 anni, Fouaz al-Semaan, è morto negli scontri avvenuti il giorno precedente. Secondo la sorella di al-Semaan, sarebbe stato l’esercito libanese ad uccidere suo fratello, un’accusa che non è stata né smentita né confermata.

Nei giorni scorsi però i social media sono stati inondati da immagini e video che mostrano l’azione repressiva violenta da parte dell’esercito libanese. Un video girato nella città di Tripoli mostra i soldati sparare in aria, colpendo diversi edifici. Secondo i dati dell’esercito libanese, almeno 54 soldati sarebbero rimasti feriti negli scontri di martedì sera. Per il momento non ci sono però dati certi sul numero di feriti tra i manifestanti. Dalle foto delle proteste si evince che tra loro ci sono molti giovani che, come era avvenuto anche in altri paesi, dall’Algeria all’Iran, nel 2019, sono scesi in strada per protestare contro il governo, chiedendo maggiore democrazia e prospettive di vita migliore.